GDC 2011

Anteprima Dream Trigger 3D

Un mix atipico tra shooter classico e puzzle game che abbiamo avuto modo di provare durante la GDC di San Francisco

anteprima Dream Trigger 3D
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  • 3DS
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

La line-up di lancio del 3DS è ormai definita ma ci sono alcuni titoli che verranno pubblicati solo qualche tempo dopo, in quel periodo di tempo che viene definito launch window e che dovrebbe garantire un afflusso costante di novità nei primi due mesi di vita commerciale del nuovo portatile Nintendo.
Tra le novità in arrivo possiamo citare Dream Trigger 3D, pubblicato da D3P, mix atipico tra shooter classico e puzzle game che abbiamo avuto modo di provare durante la GDC di San Francisco.

Un po’ di Every Extend Extra...

La visuale dall’alto e il controllo in 2D senza scorrimento dello schermo proposto da Dream Trigger 3D ricordano proprio Every Extend Extra, geniale esperimento di Q Entertainment apparso prima su PSP e poi su Xbox Live Arcade in una versione riveduta e corretta.
Anche le meccaniche ci si avvicinano, almeno concettualmente: in questo caso dovremo evitare le navicelle nemiche e i loro colpi ma non potremo distruggerle sparando come nel più classico dei twin stick shooter.
Dovremo prima sfruttare una sorta di sonar in modo da farle apparire definitivamente su schermo, rendendole finalmente vulnerabili. Il sonar occupa completamente lo schermo inferiore, fornendo una rappresentazione stilizzata di ciò che accade su quello superiore. Per lanciare una scansione basta tracciare con il dito una linea sul touch screen; qualunque navicella ne attraverserà l’onda verrà finalmente visualizzata e subirà danni se colpita con lo sparo, deputato ai tasti dorsali.
Ciò che accade sui due schermi è quindi strettamente correlato: all’inizio tenere d’occhio entrambi risulta abbastanza complicato, al pari della gestione dei primi scontri in The World Ends With You. Dopo poco, però, ci si rende conto che il touch screen mappa uno a uno lo schermo 3D, quindi si può iniziare a sfruttare il sonar anche senza guardarlo direttamente.

... e un po’ di Lumines

Dream Trigger 3D si ispira a Lumines per quanto riguarda l’aspetto grafico, stilizzato ma ricercato, offrendo una skin differente per ognuna delle quindici tipologie di livelli che andranno a comporre il gioco completo.
Lo stile non cambia quindi solo per lo sfondo, ma è differente nella sua globalità: gli spari, gli avversari e la navicella del giocatore mutano tanto nella forma quanto nei colori, proponendo un set differente per ogni singolo stage.
E’ esattamente la filosofia alla base del capolavoro di Tetsuya Mizuguchi, attualmente al lavoro su Child of Eden.
Anche per quanto riguarda l’audio il parallelo con Lumines regge: ogni scansione con il sonar e ogni colpo andato a segno aggiungono al tappeto sonoro un effetto che va ad arricchire l’esperienza per varietà e contenuto, contribuendo a costruire un mix audiovisivo indubbiamente affascinante.

Sfruttamento del 3D

Ovviamente l’uso del sonar è limitato da una barra che ne rappresenta l’energia. Per ricaricarla è possibile raccogliere numerosi bonus che si muovono in maniera semi casuale sullo schermo di gioco.
La particolarità è che tali icone non possono essere raccolte se non quando si trovano alla stessa quota della navicella. Ecco quindi come viene sfruttato lo schermo 3D e come è stato adattato il gameplay nel caso si decida di disabilitare l’effetto tridimensionale tramite l’apposito slider posto nella parte destra della console: le icone si muovono anche in profondità e solo quando sono all’altezza corretta si illuminano.
In questo modo il giocatore avrà la percezione che un bonus può essere raccolto sia grazie alla posizione all’interno dello spazio che tramite il colore.
E’ un primo approccio all’uso del 3D integrato nelle meccaniche di gioco che, speriamo, dovrebbe diventare parte fondamentale in molti titoli per 3DS in futuro.

Dream Trigger 3D Dream Trigger 3D è stata una sorpresa: all’inizio è discretamente difficile da affrontare, soprattutto perché bisogna abituarsi al 3D e viene naturale voler tener d’occhio entrambi gli schermi contemporaneamente. Dopo pochi minuti, però, si assimilano le meccaniche di gioco e si inizia a lottare per la sopravvivenza, alternando tocchi di sonar ben piazzati e colpi precisi al pixel, schivando nel frattempo le ondate nemiche. Lo stile grafico e sonoro, benché non particolarmente originale, si ispira pesantemente ai capisaldi del genere, rendendo l’esperienza molto interessante, soprattutto per quella fascia di utenti che hanno apprezzato le opere passate di Mizuguchi. L’uscita Europea dovrebbe avvenire a ridosso di quella americana, fissata ad una manciata di settimane dal lancio della nuova console Nintendo in occidente.

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