Anteprima Dungeon Hunter Alliance

L'Hack'n'slash diventa portatile

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • PSVita
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Diablo è stato il precursore di un fenomeno andato sempre più a massificarsi come quello dell'hack'n'slash: una variante dell'RPG molto più votata all'azione, dove spesso il battle system a turni (tipico dell'era ruolistica classica) lascia spazio alla carneficina in tempo reale, e dove la velocità nel "castare" incantesimi, utilizzare abilità ed attaccare l'avversario conta -spesso- più della tattica. Moltissimi sono stati, dopo il capolavoro Blizzard, gli "imitatori", su PC come su console, dove la "moda" si è scatenata solo nell'ultimo decennio, con produzioni del calibro di Baldur's Gate: Dark Alliance e Dungeon Siege.
Il genere, oltre a portare sullo schermo un'azione più immediata e condita comunque da tantissimi talenti ed affini, è stato anche precursore (almeno su console) di una nuova maniera d'intendere il gioco di ruolo che, con l'abbattimento delle frontiere del gaming (leggasi online gaming), è diventato cooperativo. Software house d'ogni angolo del pianeta hanno dunque tentato di riproporre la struttura in tutte le salse, con successo più o meno marcato. Ed ora, con la sempre più marcata diffusione delle console portatili, Ubisoft ha pensato di trasferirla anche in quest'ambito, proponendo per Playstation Vita un titolo che, prodotto da Gameloft, è arrivato già su Playstation 3 (via PSN) nel corso dell'anno.
Si tratta di Dungeon Hunter: Alliance (Dark Quest: Alliance in Giappone), versione portatile dell'omonimo PS3, dal quale riprende in tutto e per tutto le caratteristiche fondamentali. Il titolo sarà disponibile in Giappone e in Europa al lancio della console.

Hack’n’slash puro

Per chi non lo conoscesse Dungeon Hunter: Alliance è un titolo che si rifà in tutto e per tutto ai più classici canoni dell'hack'n'slash. Selezionato uno dei tre personaggi a disposizione (guerriero, ladro o mago) ci troveremo di fronte ad un'intreccio narrativo pensato unicamente per fare da tiepido sfondo alla carneficina di creature che metteremo in atto di lì a poco. Tornato dal mondo dei morti lo scopo del nostro eroe sarà quello di rivendicare un non ben precisato regno, mondandolo dalla malvagità sorta nel frattempo. Al giocatore, dunque, l'unico e solo compito di procedere lungo gli innumerevoli quadri di gioco, sfruttando ogni arma ed ogni capacità in suo possesso per debellare la pletora di mostri che gli si paleseranno di fronte. La visuale sarà di tipo isometrico (delle più classiche) e la progressione totalmente lineare, senza fronzolo alcuno.
Il gameplay della produzione, come ben sa chi ha già avuto modo di saggiarne le qualità tramite download da PSN, spartisce equamente ogni sua funzionalità attraverso i front button, presenti nella stessa misura anche su Playstation Vita. Ad un solo tasto saranno affidati gli attacchi "normali", ai quali faranno eco, pressione dopo pressione, una striminzita serie di combinazioni divergenti a seconda dell'arma impugnata (e sulle quali non potremo intervenire in alcun modo). Un button mashing sfrenato -in sostanza- al quale faranno da contraltare le non sempre indispensabili abilità speciali, legate agli altri tre front button ed attivabili, possendendo sufficiente energia magica, in qualsiasi momento e con la semplice pressione del tasto ad esse assegnato (indicato, per rinfrescarci la memoria, nell'invasivo HUD posto nella parte alta dello schermo). Chiudono il quadro oggetti consumabili e pozioni che, una volta assegnate allo specifico slot nell'inventario, otterranno accessibilità alla semplice pressione del dorsale sinistro. L'avventura, come ogni hack'n'slash che si rispetti, baserà l'intera sua fortuna sul loot e sul farm più sfrenati: avversario dopo avversario avremo a disposizione una sempre più disparata mole d'oggetti e denaro da raccogliere, nonché un consistente guadagno in termine di punti esperienza, che ci proietterà in men che non si dica al "vertice della catena alimentare". In questa maniera potremo ciclicamente potenziare il nostro equipaggiamento ed incrementare le capacità dell'eroe: un comodo (e classicissimo) menù a scomparsa ci consentirà di modificare in qualsiasi istante la nostra dotazione e di assegnare, una volta raggiunta la soglia del level up, i punti guadagnati alle skill del nostro beniamino (forza, destrezza...); con l'aggiunta -naturalmente- della possibilità di guadagnare qualche nuovo talento (attivo o passivo) o di sviluppare ulteriormente quelli ottenuti in precedenza.
A fronte di skill tree piuttosto ridotti, è bene precisarlo, noteremo comunque una gran differenziazione tra i tre papabili protagonisti, che ci porterà, nel caso le meccaniche riuscissero a catturarci, in una piacevole serie di ulteriori playtrough. I tre incarneranno, come anticipato, gli stereotipi del genere: il guerriero sarà dotato di forza e resistenza sovrumane; il mago potrà scagliare incantesimi, evocare creature e circuire le deboli menti degli avversari; il ladro, infine, giocherà tutte le sue carte sulla velocità, con rapidi attacchi a due mani e tantissimi talenti capaci -cogliendo di sorpresa il nemico- di causare ingenti mole di danni. Non a caso le tre categorie risultano, in qualche modo, complementari. Come si diceva in principio questa tipologia di produzioni ha sdoganato la cooperazione nel mondo degli RPG...e Dungeon Hunter non fa eccezione. Grazie al multiplayer ad-hoc, infatti, fino a tre amici potranno imbarcarsi nell'epica avventura, collaborando per distruggere i boss più potenti (che verranno "livellati" a ragione) e dividersi il sontuoso bottino.

Snocciolate le caratteristiche della produzione viene dunque da chiedersi cosa resti da affiancare alle molte doti touch, pinch, slide e così via della nuova portatile Sony. La risposta, al momento, non è ben definita: oltre alla navigazione nei menù di gioco e nell'inventario dell'eroe, infatti, queste feature non ci sembrano per nulla sfruttate, se non in un timido "mini-game" che consisterà nello scuotere la console quando verremo afferrati da particolari nemici. Tale scelta, se protratta sino al day one ed oltre, non ci pare molto consona: con l'arrivo di un ramake ci saremmo aspettati almeno qualche interessante introduzione atta a sfruttare le feature di Vita; tuttavia è ancora troppo presto per gridare "al Lupo".
Di discreta fattura, infine, le caratteristiche tecnico-estetiche della produzione, che riprende sostanzialmente l'impatto visivo ottenuto su PS3. Una buona modellazione poligonale ed una più che discreta texturizzazione ambientale (per quanto limitata dall'estensione stessa delle location) fanno il paio con l'interessante mole di effetti particellari, ottimamente realizzati ed in grado di donare un tocco di spettacolarità in più ad un quadro soddisfacente. Particolarmente degne di nota anche le animazioni, che si fanno apprezzare soprattutto quando capaci di mettere in moto creature dalle dimensioni davvero impressionanti.

Dungeon Hunter Alliance Quella di Dungeon Hunter: Alliance non è certo una produzione di grandissimo livello: trattandosi di una ri-edizione portatile di un titolo già visto (e a prezzo piuttosto basso), anzi, potrebbe far storcere il naso ai più. Tuttavia si tratta dell’unico hack’n’slah puro al lancio di Playstation Vita, una caratteristica che potrebbe anche fare la sua fortuna. Con un gameplay immediatissimo ed assuefacende, il titolo Gameloft potrebbe irretire anche i futuri possessori di Vita, sdoganando un genere fino ad oggi piuttosto di nicchia nel sempre più vasto mondo delle portatili.