E3 2010

Anteprima Dungeon Siege 3

Presentato ufficialmente il terzo capitolo dell'Hack 'n' Slash di Chris Taylor

anteprima Dungeon Siege 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc

Mentre si lecca le ferite per le critiche ricevute sul potenziale sprecato con Alpha Protocol, per Obsidian Entertainment (Neverwinter Nights 2) è già tempo di pensare al futuro, con due progetti di notevole importanza come Fallout: New Vegas e il terzo episodio dello storico action-RPG Dungeon Siege, sviluppato in collaborazione con Square Enix Europe. All’interno di una piccola stanza, allestita per l’occasione dall’azienda giapponese, abbiamo potuto ammirare in anteprima una piccola demo che, possiamo dirlo, a sorpresa si è presentata più performante del previsto.

Guerra nel Sottosuolo

Prima di tutto, siamo stati ben felici di trovare, nonostante si trattasse di una versione preliminare, un comparto grafico già all’altezza. L’engine di Dungeon Siege III è possente, ben colorato, orchestrato tramite una testurizzazione che valorizza alla perfezione la bontà della essenziale ma azzeccata quantità poligonale utilizzata per le ambientazioni e i personaggi di gioco. Ottimo il motore che regola le leggi fisiche applicate all’oggettistica e ai corpi di avversari e protagonisti. Senza pensare poi alle fonti di luce dinamiche ed una certa “leggerezza” globale, che garantisce pochi problemi nella trasposizione ai sistemi casalinghi.
Nonostante gli entusiasmi per il feeling visivo, ovviamente la presentazione si è focalizzata sulle dinamiche di gioco. Ed i presenti sono stati stuzzicati da un titolo che pare aver trovato già una via precisa da perseguire, recuperando sì una struttura classica e conosciuta, ma senza risparmiarsi qualche innovazione davvero interessante. In modo, magari, da accontentare sia i fan di vecchia data che i nuovi utenti (che arriveranno copiosi soprattutto nel casio siano console gamer poco avvezzi al mercato PC).

La partecipazione di Chrys Taylor -originale padre della serie- come supervisore del progetto garantisce agli sviluppatori di operare sulla retta via, senza rischiare che le innovazioni volute da Obsidian, riguardanti aspetti legati più alla sceneggiatura che al gameplay, forzino troppo la mano e finiscano per snaturare la filosofia tipica di Dungeon Siege. Dai primi minuti si capisce subito: il terzo capitolo rimane pur sempre un action-RPG a la Diablo, dove le migliaia di statistiche tipiche dei prodotti ruolistici preferiscono lasciar spazio all’azione concreta, come per un qualsiasi hack’n’slash di turno. La visuale è in terza persona, ma è possibile in qualunque momento tornare a quella isometrica tipica dei primi due episodi, con il semplice controllo della telecamera adibito ad un singolo un tasto. I combattimenti si svolgono quindi in tempo reale, proprio come un titolo d’azione, e danno la possibilità all’utente di scegliere tra stili differenti d’attacco -pesante, leggero e magico- da sviluppare con il prosieguo nell’avventura grazie ad uno Skill Tree tripartito. Durante la demo mostrata dagli sviluppatori, in cui l'obiettivo era quello di trovare e distruggere un servo del male asserragliato in una vecchia cripta, ci sono state mostrate due classi: il Guardian e l’Archeon. Sebbene le denominazioni non siano propriamente comuni, il primo è il classico cavaliere armato tutto d’un pezzo, specializzato nei combattimenti ravvicinati con la spada e negli assalti diretti. L'altro non è che un mago, capace non solo di gestire svariati incantesimi d’attacco, ma indispensabile personaggio di supporto, in grado di curare i propri compagni. Nel gioco sarà infatti presente una modalità cooperativa per quattro giocatori, su cui il team di sviluppo punta forte, in questo terzo appuntamento con franchise.
La co-op è strutturata in maniera affatto costrittiva, ed ogni utente potrà unirsi o uscire dalla partita di un altro giocatore in ogni momento. Non ci sono vincoli dettati da piccole lobby virtuali dove attendere il proprio turno. Basta contattare l’amico e scegliere di unirsi alla partita per farne subito parte, ed aiutarlo così a concludere il dungeon. Naturalmente una scelta del genere pone qualche dubbio sull’effettiva qualità della campagna giocata da soli. Interrogati in proposito gli sviluppatori ci hanno però tranquillizzati. Per esigenze narrative, anche nel corso del single player ci saranno sempre alcuni compagni a svolgere un importante ruolo di supporto, e nel caso in cui siate giocatori solitari, l’intelligenza artificiale saprà darvi una mano senza esservi d'intralcio. L’accento posto sulla cooperazione rende Dungeon Siege III, almeno nelle intenzioni, simile ai vecchi giochi di ruolo per PC. Ne abbiamo avuto palese dimostrazione in questa demo, quando per affrontare il boss di turno è stato necessario combinare gli attacchi fisici-magici dei due combattenti (ricordate che ci sarà un massimo di quattro) per metterlo al tappeto. L’unione e l’utilizzo misto delle abilità sarà quindi notevolmente importante, forse incalzando più del previsto la componente ruolostica di questo episodio.
Al di là di questo, ogni giocatore dovrà concentrarsi nella ricerca del miglior equipaggiamento possibile per la propria classe (il numero finale non è stato specificato). Per adattarsi meglio al pubblico console si è poi scelto un sistema di gestione dell’inventario semplice, scorrevole e fluido sia con mouse e tastiera che col pad (la dimostrazione è infatti avvenuta su un codice Xbox 360), ed anche ad una denominazione dell’oggettistica raccolta sul terreno o dai corpi delle vittime con dei colori che ne indichino la rarità, come accade ad esempio in World of Warcraft. Un dettaglio che permette di decidere immediatamente cosa lasciare per terra o invece inserire nella borsa.

L’importanza della sceneggiatura, praticamente un marchio di fabbrica di Obsidian, trasforma letteralmente Dungeon Siege su quest’aspetto. Oltre all’inserimento di un particolare sistema di dialoghi con gli NPC, che ci permetterà di mostrare diverse inclinazioni comportamentali, il team promette una campagna, stimata almeno sulle 20 ore di gioco (supponiamo sub-quest escluse), con diversi finali a seconda del percorso seguito durante l’intero arco dell’avventura. La presenza di diari, antichi manoscritti ed altri fonti di storia accresceranno notevolmente il livello “culturale” di Dungeon Siege III, dando modo al giocatore di lasciarsi coinvolgere appieno dal mondo preparato dallo sviluppatore.

Dungeon Siege 3 Dungeon Siege III è stata una bella sorpresa. Non solo perché si è presentato, sul fronte grafico, incredibilmente performante su Xbox 360 a diversi mesi dalla data di uscita, ma soprattutto perché gli sviluppatori hanno mostrato di aver seguito un iter produttivo decisamente opportuno, che sappia valorizzare le caratteristiche videoludiche dei vecchi episodi, aggiungendo nuovi elementi di sicura importanza, come il supporto per la Co-Op ed una sceneggiatura di rilievo. Se può sembrare eccessivo e malizioso pensare già ad un concorrente serio per Diablo III, lasciateci almeno dire che, almeno per ora, Dungeon Siege III entrerà nelle Buy List di molti appassionati.

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