Anteprima Dungeon Siege 3

Tutte le informazioni sull'Hack'n'Slash più promettente dell'anno

anteprima Dungeon Siege 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
 Roberto de Luca Roberto de Luca scopre il meraviglioso mondo dei videogame quando nel 1996 suo padre gli regala una Playstation nuova fiammante. Grande appassionato di qualsiasi cosa riguardi gli zombie, adora gli sparatutto in soggettiva, i tatuaggi ed il buon vino. Lo potete trovare su Facebook e su Google Plus.

Gli appassionati di giochi di ruolo più "attempati", non possono che ricordare con estremo piacere la saga di Dungeon Siege. Pur non raggiungendo livelli di notorietà esagerati, il franchise è sempre stato accolto con grande entusiasmo, sia dalla critica che dai giocatori stessi. La recente notizia che il terzo capitolo verrà sviluppato dagli studi della Obsidian Entertainment invece che da Chris Taylor e il suo staff (Gas Powered Games) non ha fatto altro che aumentare curiosità e preoccupazione riguardo un possibile stravolgimento dei canoni classici su cui si basa la serie. Iniziamo subito col dire che Dungeon Siege III non sarà un semplice "calco" dei precedenti episodi, ma un vero e proprio terzo capitolo, ricco di piccole e grandi novità e cambiamenti. Tra questi, quello forse più importante è proprio la scelta di portare il gioco anche sulle console di nuova generazione, permettendo a molte più persone di usufruire del prodotto. Chris Taylor, inoltre non scomparirà del tutto dalla scena, ma sarà il supervisore del progetto per far sì che questo sequel si incastri alla perfezione con la storyline. I talentuosi ragazzi di Obsidian riusciranno a perfezionare un prodotto di successo senza minarne le fondamenta?

Più le cose cambiano, più restano le stesse

Una delle prime cose che notiamo è lo spostamento della telecamera dietro la schiena del protagonista, in perfetto stile action-game. Da sempre la serie utilizzava la classica visuale isometrica che dava la possibilità al giocatore di avere una visibilità più ampia dell’ambiente circostante. Niente panico però; con la pressione di un singolo tasto infatti la telecamera tornerà alla visuale classica a cui tutti i fan di vecchia data sono abituati. Il gameplay resta pressoché invariato rispetto i precedenti episodi: la nostra avventura girerà tutta attorno all’esplorazione dei dungeon, allo svolgimento di un gran numero di quest, e al massacro di creature orripilanti. Creature che una volta passate a miglior vita, lasceranno un bottino contenente denaro e oggetti di varia natura (armi, armature, pozioni), classificate secondo la loro rarità sulla base di un sistema cromatico “alla World of Warcraft”. Insomma, tutto come da copione, per un hack ‘n slash che vuole calcare le strade già percorse dal fantastico Diablo II. La gestione dell’inventario è stata leggermente modificata a favore dei possessori del gioco su console che, privi di mouse e tastiera, non avrebbero certo avuto vita facile. Ciò nonostante nessuna opzione è stata giudicata inutile e quindi cancellata: piuttosto, si parla di una riorganizzazione generale in vista dell’utilizzo del joypad. Dungeon Siege III si avvale del resto di un motore grafico creato appositamente, l’Onyx Engine, grazie al quale i programmatori riescono a spostarsi tra la versione Pc e quella per console in maniera semplice e veloce. Questo influenza anche l'aspetto tecnico, permettendo una profondità ed una qualità grafica senza precedenti nel genere. I modelli poligonali dei protagonisti sono finemente dettagliati, nonostante l’enormità degli ambienti potesse far pensare ad una scarna dedizione per i particolari. Animazioni facciali, effetti di luce dinamica, esplosioni ed incantesimi sfolgoranti vi sorprenderanno per la cura con la quale sono stati realizzati, mantenendosi tuttavia sempre sullo stile classico di ogni buon GDR fantasy.

Una storia senza tempo

La storyline è generica e non particolarmente diversa dalle centinaia che si sono susseguite davanti agli occhi di noi videogiocatori, probabile segno che anche per quanto riguarda la trama non si è voluto uscire troppo dagli schemi. Il nostro protagonista appartiene alla decima legione del grande regno di Ehb, caduto tragicamente in disgrazia a causa della rottura del già precario equilibro tra le diverse fazioni che lo costituivano; toccherà proprio a noi risanare il regno prima che sia troppo tardi. L’avventura scorrerà in modo abbastanza lineare, seppur gli sviluppatori abbiano inserito la possibilità della risposta multipla durante un dialogo, un po’ come accade in Mass Effect. Ogni nostra sentenza quindi, avrà ripercussioni (positive o negative) sulla storia e sul finale. Questo garantirà anche un notevole Replay Value, di solito è molto basso in titoli del genere. Anche gli NPG che ci circondano saranno influenzati dalle nostre azioni e questo ci assicurerà o meno il loro aiuto nelle fasi più concitate dell’avventura. Ci saranno molteplici classi tra cui poter scegliere per definire al meglio il nostro stile di gioco, ma sfortunatamente fino ad ora Obsidian Entertainment ne ha rivelate soltanto due: il Guardian e l’Archaon. Il primo è l’intramontabile guerriero, armato fino ai denti e capace di combattere con qualsiasi tipo di arma a disposizione. Avrà dalla sua un insieme di abilità speciali che gli consentiranno di sfruttare la sua straordinaria capacità combattiva ed avere la meglio anche su nemici molto più grandi e minacciosi di lui. L’Archaon invece è una classe ibrida mago-guerriero che potrà destreggiarsi con la maggior parte delle armi bianche e al contempo utilizzare alcuni incantesimi devastanti. Non sappiamo di preciso quante e quali classi saranno disponibili a prodotto finito, ma i programmatori sono stati molto chiari sul fatto che ogni personaggio avrà la propria ed unica lista di talenti che potrà apprendere nel corso dell’avventura, aumentando costantemente di livello. Anche l’equipaggiamento sarà per così dire “personalizzato”, giacché ogni tipo di armatura che troveremo sarà utilizzabile da una sola classe. Ciò semplificherà ulteriormente il lavoro del giocatore, che non si ritroverà più costretto a conservare decine di oggetti inutilizzabili nell’inventario in attesa di trovare un mercante a cui vendere tutto, ma si limiterà a tenere ciò che gli sembra più utile in quel determinato momento del gioco.

Non c'è 1 senza 2

L’obbiettivo principale dei programmatori di Obsidian è senza dubbio la cooperativa, sia online che sulla stessa console. Durante tutto il nostro viaggio infatti, avremo sempre un personaggio controllato dall’IA (che per fortuna svolge un lavoro più che sufficiente) a farci compagnia, che potrà essere utilizzato e lasciato in qualsiasi momento della partita da un nostro amico, senza alcuna ripercussione sulla storia o sul nostro alter-ego. La visuale si allargherà quel tanto da permettere ad entrambi di muoversi all’interno della mappa senza problemi, evitando il fastidiosissimo split-screen, più volte maledetto nel corso delle generazioni videoludiche. Grazie a questa semplicissima (quanto sottovalutata) opportunità, Dungeon Siege III aumenta ulteriormente le sue possibilità di riuscita come gioco di ruolo, garantendo una coop in qualsiasi momento noi vogliamo. E non solo; voci insistenti danno questa modalità presente anche online fino ad un massimo di 4 giocatori contemporaneamente, senza che la qualità tecnica della partita scada. Questo proprio perché l’impegno è stato massimo e costante, volendo assicurare una solida base multiplayer al giocatore, senza intaccare nulla. La cooperativa è così ben inserita nel contesto di gioco che non riuscirete a vederla come una semplice feature; il fatto stesso che il secondo giocatore potrà prendere parte ai dialoghi, potrà resuscitarvi con la pressione di un singolo pulsante, o eseguire in coppia con voi delle combo micidiali (che varieranno a seconda delle classi scelte), riesce a trasmettere nel complesso un senso di profondità unico. Persino le battaglie assumeranno un’altra faccia, e diventeranno più ragionate, dandovi la possibilità di ideare tattiche combattive interdipendenti. Raramente si è riusciti a vedere una co-op così ben sviluppata e dalle potenzialità così promettenti, ma al contempo di una semplicità incredibile per tutti quelli che ne faranno uso. Il solitario GDR si trasforma quindi in un’epica avventura da affrontare in più persone, regalandovi emozioni da condividere e aumentando smisuratamente il divertimento.

Dungeon Siege 3 Dungeon Siege III appare un GDR che vuole trovare nei canoni principali del genere la propria innovazione. Obsidian Entertainment non cerca di sovvertire le regole classiche a cui tutti i fan del genere sono abituati, ma le rimodella, modernizzandole e applicandole al multiplayer cooperativo. Scelta che sembra essere assolutamente vincente per quel che ci riguarda. Il gioco non cerca di sorprendere attraverso la complessità, ma al contrario fa dell’agevolezza il suo cardine e crea un gameplay intuitivo adatto a qualsiasi giocatore. Mancano ancora alcuni mesi all’uscita ufficiale, ma già possiamo dire con una certa sicurezza che il passaggio del testimone è avvenuto con grande successo.