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Anteprima Dungeon Siege 3

Uno sguardo al co-op del nuovo capitolo curato da Obsidian: le novità dal PAX

anteprima Dungeon Siege 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Uscita ormai prossima

L’uscita di Dungeon Siege 3 non è poi così lontana. Fissata per il 25 Maggio prossimo, la pubblicazione del titolo Square-Enix non è stata preceduta da chissà quante prove di demo o da una lunga serie di costanti aggiornamenti sull’operato degli addetti ai lavori. Pur essendo insomma una saga apprezzata da molti, non abbiamo avuto moltissime occasioni per parlarne, nonostante la nostra ultima anteprima risalga a poco più di un mese fa.
Affidato alle esperte mani di Obsidian Entertainment, team ideale quando si tratta di sviluppare sequel, siamo tuttavia entrati in possesso di nuove interessanti informazioni riguardanti, soprattutto, il tanto vociferato co-op, grazie ad una dimostrazione avvenuta al PAX.

Scegli e...

Chi non ha avuto modo o voglia di seguire le puntate precedenti, non deve temere di essersi perso troppe informazioni per strada. Nata come clone di Diablo, la saga di Dunegon Siege vi porterà ad esplorare numerosi dungeon in 3D dove abbattere, a furia di click del mouse, centinaia di aberranti creature, arraffare l’arraffabile e completare la quest di turno per ricevere l’immancabile ricompensa in termini monetari o sotto forma di nuovi oggetti dell’equipaggiamento. Il feeling è insomma molto simile a quello della serie made in Blizzard: a fronte di un combat system estremamente snello e immediato, dovrete anche tenere conto degli aspetti ruolistici dell’avventura, incarnati in punti esperienza e abilità da distribuire, immancabili incantesimi magici e nella necessità di equipaggiare al meglio delle possibilità il proprio avatar.
Dungeon Siege 3 ripropone inalterate queste caratteristiche, pur cercando di aggiornarsi agli standard attuali, cercando di non disdegnare neppure il contesto console, visto che il titolo non uscirà solo per PC, ma anche per Xbox 360 e PS3.
In questo senso, due saranno le caratteristiche principali che intendono evolvere il brand: le scelte da compiere nel corso della storyline e il co-op.
Sul primo elemento ci saranno ben poche sorprese. Il setting e la trama di Dungeon Siege 3 non si discosta molto dai canonici sentieri narrativi battuti da altri prodotti dello stesso genere. Il Regno di Ehb presenta i più classici degli scorci fantasy vagamente dark: foreste al crepuscolo, buie grotte, giganteschi manieri sinistramente illuminati dalle torce appese alle pareti. In questo scenario prenderà il via l’avventura del vostro avatar, che sarà chiamato a ricostruire l’ordine della Decima Legione, gruppo di combattenti che garantivano la pace del regno. Distrutto e soffocato dalla prepotenza del terribile Jeyne Kassendar, il vostro compito, almeno inizialmente, sarà quello di viaggiare per Ehb alla ricerca dei vecchi membri della legione, per risvegliarli dal loro torpore e aizzarli nella lotta contro il male che diventa sempre più potente.
Obsidian, insomma, si sta prodigando per creare una trama piuttosto canonica ma che, almeno nelle intenzioni, sarà anche capace di creare pathos e di presentare alcuni personaggi ben caratterizzati. Inoltre, come detto, spesso verrete posti di fronte a scelte da compiere e a dialoghi da indirizzare. Ciò inciderà spesso e volentieri sul proseguo della trama, che prevede diversi sentieri narrativi, ed avrà anche ripercussioni più immediate e capaci di influire sul gameplay. Per esempio scegliendo il tono giusto in una conversazione, potreste persuadere chi invoca il vostro aiuto a ricompensarvi con una bottino migliore di quello previsto inizialmente. Non solo: relativamente alle vostre decisioni cambierà la considerazione che di voi avranno gli alleati.
Infatti in Dungeon Siege 3 non sarete quasi mai da soli, ma sarete accompagnati e supportati da almeno un altro combattente. In merito alle vostre scelte e condotta morale, i compagni potrebbero incrementare o diminuire la fiducia e il rispetto che nutrono per voi, con conseguenze dirette sulla lealtà e ferocia che metteranno in ogni scontro. Questa meccanica appare indiscutibilmente intrigante, ma per valutarne l’effettiva efficacia sul lungo periodo bisognerà assolutamente attendere la release del titolo.

...combatti in compagnia

Parlando di alleati, lo step successivo è ovviamente quello di introdurre l’altra importante caratteristica di Dungeon Siege 3: il co-op. In qualsiasi istante vogliate, fino a tre amici potranno inserirsi nella partita e aiutarvi nel completamento di una quest. Per cercare i vostri alleati, potrete sia esplorare contemporaneamente la grande rete e il vostro quartiere, sfruttando il multiplayer locale per trovare uno dei due partecipanti. Giocando fianco a fianco con un proprio amico lo schermo non verrà diviso, ma la telecamera si preoccuperà di zoomare in relazione alla distanza dei due giocatori. Sarà quindi importante muoversi con coordinazione e, soprattutto, di attaccare con una chiara tattica in mente.
Visto all’opera, il co-op appare un chiaro valore aggiunto al gameplay di Dungeon Siege 3. Se infatti il gioco in singolo convince soprattutto grazie a meccaniche raffinate da anni di sviluppo e decine di altri titoli simili, in multiplayer l’esperienza diventa ancora più coinvolgente, frenetica e al tempo stesso strategica. Per averne la certezza, basta dare un'occhiata ad uno degli scontri contro un boss di fine livello. Dotato di un potere offensivo fuori parametro, questo si muoveva con discreta velocità per tutta l’arena, attaccando da vicino, ma anche preoccupandosi di lanciare qualche palla di fuoco. Un paio di attacchi in solitaria sono bastati per rendere chiaro che senza un piano d’attacco ben studiato, ore e ore di grinding non sarebbero comunque state sufficienti. Tutto è però diventato semplice quando, mentre due personaggi attaccavano il mostro con forti colpi di scudo utili per stordirlo, il mago del party lo avvolgeva tra fiamme che, contemporaneamente, erano capaci di rimpinzare la barra della vita dei due alleati esposti agli attacchi fisici del nemico.
Al termine dello scontro, il gruppo è stato premiato da molteplici oggetti e nuove armi. Differentemente da quanto accade in molti altri giochi del genere, giocando in co-op l’inventario sarà condiviso da tutti i membri del party. Ciò significa che chiunque potrà utilizzare gli item raccolti, purché lo consenta la classe del proprio personaggio.
In co-op insomma, le cose promettono di diventare ancora più divertenti di quanto già non lo siano in singolo. Tuttavia, una terribile notizia rischia di vanificare ogni sforzo compiuto da Obsidian in questo senso. Pare infatti che tutte le azioni compiuto in multiplayer non verranno poi salvate una volta tornati nell’avventura in singolo. Sebbene non siano chiari i meccanismi in relazione al proseguo della trama, che comunque dovrebbe tenere conto dei progressi compiuti almeno nella campagna del giocatore ospitante, è praticamente sicuro che tutti gli oggetti e il denaro raccolto, così come l’esperienza maturata, andranno perduti al termine della sessione multiplayer. La cosa, che necessiterà di ulteriori chiarimenti, lascia alquanto esterrefatti, e vanifica in buona parte le possibili motivazioni che muoverebbero il videogiocatore a farsi ospitare nella partita di un altro, consapevole che non ne guadagnerà nulla se non qualche ora di sano divertimento. Del resto Dungeon Siege, esattamente come Diablo, investe molto sulla raccolta di nuovi pezzi dell’equipaggiamento e sul continuo incremento del livello di forza del proprio avatar. Viene dunque naturale chiedersi il perché di una scelta così poco logica se confrontata con la filosofia di fondo del brand.
Tuttavia, è bene sottolinearlo, anche sotto questo punto di vista sarà necessario aspettare la release del titolo per eliminare ogni dubbio e incertezza.
Infine, prima di concludere, un piccolo appunto sulla grafica. Abbiamo già avuto modo di commentare quest’aspetto: il titolo, tanto su PC quanto su console, pur non volendo settare nuovi standard qualitativi mostra un impianto grafico di tutto rispetto sia tecnicamente che artisticamente. Molto positivo anche il giudizio che se ne può trarre nel corso di una sessione in multiplayer. Sebbene giocando in locale si possa incappare in rarissimi e ignorabili rallentamenti, online il motore grafico mostra l capacità di mantenere sempre perfetta la fluidità, perdendo pochissimo in quanto a dettaglio grafico.

Dungeon Siege 3 Dungeon Siege 3 ci ha lasciati leggermente contrariati per quanto riguarda il co-op. Sebbene gameplay risulti immensamente arricchito dall'interazione fra giocatori, l’impossibilità di mantenere l’esperienza e gli oggetti raccolti nelle sessioni multiplayer non solo va contro la filosofia stessa del brand, ma rappresenterà anche un deterrente non da poco. Del resto perché perdere tempo con la co-op se non si possono ottenere ricompense in alcun modo? La speranza è che Obsidian abbia qualche carta ancora nascosta da spendere in questo senso. Anche perché per il resto Dungeon Siege 3 rappresenta a tutti gli effetti un più che degno sostituto dell’ancor lontano Diablo 3.

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