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Anteprima End of Nations

Alla scoperta dell’MMORTS di Trion Worlds

anteprima End of Nations
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

L’arte e i limiti

L’arte non di rado sorge e si alimenta grazie a limitazioni, difficoltà e rinunce. Ciononostante è innegabile che la disponibilità di risorse e nuove scoperte tecnologiche rendano possibile ciò che prima era inimmaginabile, inconcepibile. La computer grafica, solo per citare l’esempio più scontato ed evidente di tutti, ha permesso la recitazione di attori digitali, la modellazione di mondi altrimenti inesprimibili e di rendere visibile ciò che altrimenti non lo sarebbe affatto.
In campo videoludico più che altrove, ogni conquista tecnica viene immediatamente messa al servizio dei creativi, con l’obbligo di sfruttarle attivamente nel gameplay o nel comparto grafico.
End Of Nations, a modo suo, riassume perfettamente quanto detto. Basato su un concept fino a qualche anno fa largamente irrealizzabile, diventa realtà grazie all’evoluzione tecnologica e dell’internet, entità che ormai permea e influenza attivamente il mondo videoludico.

Guerre globali

End Of Nations è un MMORTS con diversi elementi da RPG. Definizione rapida e precisa, ma piuttosto criptica per i meno esperti. Il videogioco, sviluppato da Petroglyph Games che vanta veri e propri veterani del genere tra le sue fila, fonde gli strategici in tempo reale con le potenzialità del gioco persistentemente online, offrendo scontri PvE e PvP che continuamente si fonderanno e confonderanno, in un esperienza ulteriormente galvanizzata dalla possibilità di personalizzare efficacemente le proprie truppe.
Ma andiamo con ordine.
L’ambientazione e le premesse narrative sono piuttosto scontate, ma efficaci e adatte allo scopo. In un futuro non troppo lontano, una crisi economica globale ha concentrato tutto il potere del mondo in un’unica istituzione politico-militare che si fa chiamare Order of Nations.

"In base alla grandezza della mappa selezionata si potranno avere scontri 1 VS 1, 2 VS 2, 4 VS 4, sino a un massimo di 28 VS 28. Avete letto bene: il tetto massimo di partecipanti è fissato all’esorbitante cifra di 56."

In perfetta sintonia con una visione orwellianamente distopica, questo governo mondiale ha preso ogni provvedimento possibile per garantire sicurezza e stabilità, al prezzo di libertà a diritti. Due fazioni si oppongono a questa dittatura: il Liberation Front, mosso da ideali come l’eguaglianza e la morale, e la Shadow Revolution, fondata da ex-membri dell’Order Of Nations e guidata da principi più marziali e votati al rispetto delle leggi. La scelta dello schieramento da sostenere riguarderà unicamente queste due compagini ribelli, con il governo globale a fungere da nemico comune e controllato forzatamente dall’I.A.
Con simili premesse, viene a configurarsi quasi automaticamente la sovrastruttura di End Of Nations. A partire da una mappa del mondo che fa tanto Risiko, i giocatori si contenderanno tutte le regioni della Terra, combattendo di volta in volta contro lo schieramento avversario, senza per questo disdegnare momentanee alleanze per contrastare l’Order Of Nations. Va da sé che il PvP vedrà scontri diretti tra il Liberation Front e lo Shadow Revolution, mentre il PvE si attiverà ogni qual volta che ve la vedrete contro la dittatura mondiale.
Come detto, si tratta di un sistema che nasce da premesse narrative scontate, ma che anche per questo si rivela efficace e coerente con il progetto.
Tuttavia le frecce nella faretra di Petroglyph Games non si sono certo esaurite qui. Tutt’altro: il vero punto di forza di questo MMORTS è rappresentato dall’altissimo numero di partecipanti che potranno prendere parte alle battaglie. In base alla grandezza della mappa selezionata si potranno avere scontri 1 VS 1, 2 VS 2, 4 VS 4, sino a un massimo di 28 VS 28. Avete letto bene: il tetto massimo di partecipanti è fissato all’esorbitante cifra di 56.

Nonostante l’ovvia esaltazione che segue l’ufficializzazione di un tale risultato raggiunto, sorge almeno un problema.
La componente RTS di End Of Nations si allontana lievemente da quella più classica di un Age Of Empire qualsiasi. Non avrete la possibilità di costruire basi, e quindi unità, a partire dall’accumulo di risorse. In ogni scontro sarete al comando di un plotone di soldati e mezzi creato precedentemente, utilizzando il denaro accumulato nel corso delle varie partite. Per quanto non è da escludere che potrete contare su rinforzi, sarete comunque costretti a fare affidamento unicamente al vostro esercito.
Sia nell’ambito dei PvP, che in quello del PvE, dovrete quindi affidarvi al gioco di squadra per avere la meglio. Ogni esercito dovrà muoversi strategicamente e coerentemente con l’andamento della partita, le azioni dei plotoni alleati e in relazione al tipo di unità che in quel momento si rivelano più efficaci per contrastare quelle nemiche.
Si concretizza così il problema accennato poco sopra: da quanto abbiamo potuto visionare fino ad ora, il design delle varie truppe non sembra così ispirato e, cosa ben peggiore, non aiuta la loro individuazione sulla mappa, né tanto meno a distinguerle facilmente da quelle alleate o nemiche. Se il problema potrebbe facilmente essere superato quando si tratterà di partite 1 VS 1, immaginatevi cosa potrebbe accadere in quelle 28 VS 28. Questa pecca potrebbe rivelarsi piuttosto grave, in quanto si potrebbero perdere secondi preziosi per orientarsi tra le esplosioni e le unità che schizzano da una parte all’altra dello schermo. Per quanto sarà pur sempre possibile creare gruppi e richiamarli grazie all’uso della tastiera, il problema sembra attualmente insormontabile circa gli eserciti alleati.

PIMP my tank

Dopo aver analizzato l’anima MMO e quella RTS di End Of Nations, non ci resta che fare luce su quella RPG.
Prima di ogni partita, avrete accesso all’Armeria: menù che vi permetterà di gestire, modificare e personalizzare il vostro esercito. Tramite le varie schermate infatti, potrete effettuare una lunga serie di operazioni preliminari, praticamente irrinunciabili per scendere sul campo di battaglia preparati e capaci di affrontare qualsiasi situazione.
Innanzi tutto si potrà settare il comportamento generale dei vari plotoni. Potrete così selezionare un comportamento più aggressivo per la fanteria e ordinare ai mezzi pesanti di adottare un basso profilo, vietandogli di attaccare qualsiasi cosa entri nel loro campo visivo.
Più nello specifico potrete potenziare ogni singola unità. In pieno rispetto della tradizione RPG, e come già visto in altri giochi del genere, battaglia dopo battaglia i superstiti accumuleranno esperienza, incrementando i parametri di attacco e difesa e apprendendo nuovi attacchi speciali. La creazione e progressivo potenziamento di queste unità speciali all’interno del proprio esercito modificheranno sensibilmente le strategie e gli approcci di ciascun giocatore. Da una parte infatti, sarete spinti ad utilizzarle vista la loro maggior potenza, dall’altra vi preoccuperete costantemente di non esporle eccessivamente al rischio di morte per paura di perderle.
Infine, sempre grazie all’Armeria, si potrà personalizzare l’aspetto estetico del vostro esercito, sfruttando un vasto numero di decalcomanie e stili diversi. Dai classici verde militare e marrone deserto, si potrà anche optare per qualcosa di più esotico o pacchiano come può esserlo una colorazione ispirata alla bandiera statunitense. Al di là di una questione puramente estetica, ci auguriamo che l’utilizzo di questa opzione possa aiutare a risolvere il problema commentato poco sopra.

Per quanto riguarda le modalità di gioco presenti, possiamo dire che Petroglyph Games sta cercando di proporre qualcosa di quantomeno ricercato. Oltre ai vari deathmatch PvP e PvE, sarà presente, ad esempio, una sorta di modalità orda competitiva. L’obbiettivo, in questo tipo di partite, sarà quello di sopravvivere ai vari attacchi dell’ l’Order Of Nations. Tuttavia sarete affiancati anche da truppe dello schieramento avversario. Ciò significa che potrete decidere se collaborare per un fine comune, o se, contemporaneamente alla sopravvivenza, pensare ad avere la meglio sul nemico e raddoppiare i guadagni a fine partita.
Caratteristica interessante di End Of Nations sarà la sua modalità di commercializzazione. Il publisher ha infatti deciso di rendere il titolo free to play sin dal day one. Sebbene dovrebbe uscire anche una versione retail, accompagnata da gadget e qualche contenuto esclusivo, il gioco sarà interamente gratuito. Naturalmente non mancheranno DLC a pagamento, ma Petroglyph Games ha immediatamente specifica che ciò non renderà più forti i giocatori che metteranno mano al portafoglio. Sebbene non è da escludere che riceveranno qualche piccolo extra e aiuto, sarà comunque garantito l’equilibrio: a vincere saranno sempre gli utenti più bravi, non quelli più spendaccioni.

End of Nations End Of Nations è un progetto che vanta più di una feature intrigante. La commistione tra MMO, RTS e RPG, la stupefacente possibilità di imbastire partite 28 VS 28, il perfetto equilibrio tra PvP e PvE, volto a determinare il controllo del mondo di una fazione rispetto all’altra, e la personalizzazione di esercito e singole unità offerto dall’Armeria, sono caratteristiche capaci di attirare l’interesse di un vasto pubblico fedele al PC gaming. Certo non manca qualche perplessità. Come verrà gestita l’eterna lotta per il controllo della Terra, in modo da evitare che una fazione prevalga definitivamente sulle altre? Petroglyph Games riuscirà a risolvere i problemi di design delle unità in tempo per la pubblicazione del titolo? A breve dovrebbe essere pubblicata una beta del gioco. Sarà quella l’occasione perfetta per tornare a parlare di End Of Nations e farci un’idea più chiara sullo stato dei lavori.

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