Anteprima Epic Mickey

Warren Spector e Disney insieme per un progetto atipico in tutti i sensi

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Quanti anni sono passati da Castle of Illusion? Diciannove, per la precisione cronologica, e probabilmente buona parte dei lettori di questo articolo non ricordano neppure quello che, ai tempi, fu considerato il miglior gioco dedicato a Topolino mai apparso su console. Ma si sa, le cose cambiano e i ricordi sbiadiscono, nel frattempo il roditore più famoso del mondo ha centellinato le sue apparizioni ludiche, spesso finendo in prodotti dallo spessore abbastanza discutibile, come qualche scacciapensieri per DS, oppure in progetti molto discussi che, in un certo senso, ne hanno snaturato l'essenza. Basti pensare a Kingdom Hearts I & II.
L'arrivo di questo Epic Mickey, dunque, va accolto come una notizia di enorme rilievo, non tanto perché (forse) segna il ritorno di Disney Interactive ai fasti dei primi anni '90 (i giochi dedicati ad Aladdin, il Re Leone, nonché tutte le uscite con Paperino, Quackshot e Maui Mallard, erano platform tutt'altro che disprezzabili, sviluppati da designer che, oggi, lavorano in studios di grande successo), ma soprattutto per via del nome che sta dietro a questo progetto: l'unico, immenso, geniale Warren Spector.
Facciamo un piccolo recap per i nostri lettori che non conoscono questo fondamentale autore, invitandoli molto caldamente (leggasi, per forza) a recuperare tutti i titoli che citeremo, se non hanno avuto la fortuna di giocarli ai loro tempi. Designer di punta a ORIGIN System, la software house fondata da Richard "lord British" Garriott, per cui ha creato la serie Wing Commander e il battle System di Ultima II, Spector, nel 1993 si sposta nella neonata Looking Glass, sfornando due capolavori imprescindibili della storia del videogame, Sistem Shock e Thief. Il primo, ambientato su un'astronave governata da un'intelligenza artificiale impazzita, può essere considerato il nonno di tutti gli sparatutto thriller moderni, mentre il secondo ha inventato le meccaniche dello stealth game, usando per la prima volta, e stiamo parlando del 1998, interazione fisica con l'ambiente, e un protagonista capace di incredibili acrobazie. Nonostante l'importanza dei suoi contributi, però, Looking Glass deve chiudere i battenti, fra il cordoglio della critica e l'amarezza dei giocatori. Ma Spector decide comunque di proseguire nel suo cammino e fonda ad Austin uno studio finanziato da Ion Storm, in cui, nel 2000, concepisce e pubblica uno dei più grandi RPG occidentali di tutti i tempi, Deus Ex. Con quattro finali differenti e un mondo cyberpunk di dimensioni enormi in cui Massoni, Illuminati e oscuri politici tramano nell'ombra, il gioco si conquistò il plauso planetario della critica e, nel 2003, ricevette un sequel, uscito anche su Xbox. Le difficoltà finanziarie, però, continuarono a perseguitare Spector e, nel 2004, lasciò Ion Storm (che fallì poco dopo) alla ricerca di nuove ispirazioni. Per alcuni anni si parlò di un progetto supersegreto sviluppato sulla base del Source di Valve, ma queste notizie non ebbero mai seguito, e di Spector, se si escludono alcune comparsate all'E3 e alla GDC, si perse ogni traccia. Fino ad oggi, quando Gameinformer ha pubblicato in esclusiva la notizia che Junction Point, lo studio fondato dal buon Warren durante il suo esilio volontario, è stato acquistato da Disney e si dedicherà proprio allo sviluppo di Epic Mickey. Da questa risicata biografia si capisce benissimo perché questo progetto sia così interessante: mai prima d'ora un designer così talentuoso s'era dedicato al mondo Disney e, di certo, nessuno aveva osato così tanto.

Epic Mickey non è il classico gioco di Topolino. Anzi, a dirla tutta, non sembra essere nemmeno il classico gioco per bambini. L'atmosfera è oscura, onirica, mentre strutture decadenti, che sembrano essere cresciute dal suolo più che costruite, scimmiottano senza riuscirci l'allegria dell'universo Disney. C'è il castello di Cenerentola, ma cade a pezzi, c'è Paperino, ma ha un braccio meccanico e gli occhi rossi, e tutto l'universo sembra pervaso da un qualcosa di oscuro e malvagio. Topolino si renderà ben presto conto che qualcosa non va scoprendo così di non trovarsi più nel classico mondo Disney ma in una sorta di Limbo, dove finiscono tutti i personaggi dei fumetti che sono stati dimenticati; in questo luogo, sospeso fra lo spazio e il tempo, Oswald il Coniglio (prima creazione di Walt Disney e progenitore del topo) governa con il pugno di ferro, cercando di imitare la vita e le avventure del suo più fortunato successore. Nel farlo è aiutato da Macchia Nera e dallo Scienziato Pazzo, che hanno costruito tutte le strutture e i cloni biomeccanici di tutti gli altri personaggi Disney. Topolino sarà così costretto a farsi strada in questo mondo da incubo, fino a raggiungere Oswald per poter infine fuggire.
Dal creatore di Deus Ex non potevamo aspettarci niente di meno, una trama con elementi Punk, l'ambientazione oscura e molti misteri da svelare, inoltre, come sempre accade nei giochi di Spector, l'avventura non sarà lineare ma potremo decidere come risolvere alcuni puzzle e sceglieremo noi le decisioni da prendere nel corso dell'avventura. Per esempio, nella demo mostrata, si vede un livello in cui possiamo salvare o meno la copia di Paperino da morte certa, optando per il comportamento da eroe oppure lasciarlo al suo destino, proseguendo il nostro cammino. Alla fine del quadro, in base alla nostra decisione, lo scontro con il boss subirà una drastica modifica così come il prosieguo della trama.

L'intero gameplay è basato sulle gestures e, in particolare, su uno specialissimo pennello che useremo per risolvere i puzzle e attaccare i nemici; ispirandosi probabilmente a Okami, Epic Mickey ci mette fra le mani uno strumento dalle potenzialità pressoché infinite, con cui potremo disegnare qualunque cosa, dai ponti, alle porte, fino alle armi da usare nei vari livelli; accanto a queste sessioni più da puzzle game, il gioco però nasconde anche una decisa componente platform bidimensionale che farà la gioia di tutti i nostalgici. Alcuni stage infatti saranno un trionfo di classicissime piattaforme semoventi, burroni e salti millimetrici, in cui dovremo tirar fuori tutta la nostra abilità ludica da anni '90. Tecnicamente Epic Mickey non lascia a bocca aperta, un po' per l'hardware Wii, un po' per lo stadio ancora molto in progress; le texture non sono rifinitissime e almeno i personaggi principali meriterebbero qualche dettaglio in più, tuttavia siamo sicuri che Junction Point metterà mano a questi aspetti il prima possibile, dato che l'uscita del gioco, previsto per il 2010 inoltrato, è ancora molto lontana.

Disney Epic Mickey Epic Mickey è un progetto interessantissimo, la rilettura di Warren Spector delle icone pop Disney può davvero portare a risultati al di la di ogni aspettativa. La componente artistica sembra decisamente esserci e, per quanto riguarda il gameplay, pensiamo di poterci fidare del Maestro di System Shock e Wing Commander. Appuntamento al 2010, dunque, quando potremo incontrare Topolino come non l’abbiamo mai visto.