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Anteprima Escape Dead Island

Fuggire è solo l'inizio, nella nuova avventura di Deep Silver

anteprima Escape Dead Island
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Alessandro Trufolo Alessandro Trufolo ha visto la sua prima schermata di Game Over in età precoce: per il trauma, è cresciuto inserendo cartucce e dischi vari in qualsiasi console o computer gli capitasse a tiro. Quando ha deciso che di videogiochi voleva anche scriverne e parlarne, il dramma si è completato. Aiutatelo a superarlo su Facebook, Twitter e Google+.

Tre su tre. Nel giro di tre soli episodi (due dei quali ancora in fase di sviluppo) il franchise di Dead Island ha visto cambiare la propria guida tecnica e artistica altrettante volte. Squadra che vince, però, non si cambia e, almeno sul fronte del marketing, Deep Silver ha sempre riposto la propria fiducia in quella Axis Animation che, con i propri trailer, ha sempre saputo raccogliere applausi a scena aperta. Le qualità che hanno portato ad un tale successo sono da ricercare nella capacità di Axis di comprimere in pochi minuti quello che, finora, neanche l'intero primo capitolo della saga di action RPG in prima persona ha saputo offrire: una struttura narrativa che catturasse l'attenzione del giocatore per tutta la durata dell'avventura. Certo, obietteranno alcuni, tenere incollato il giocatore allo schermo per un paio di minuti è molto più facile che farlo per qualche decina di ore. Certo, diranno altri, il background narrativo in un gioco nel quale si massacrano zombie a ripetizione è puramente accessorio. Sta di fatto che ogni traccia di quella sottile analisi delle conseguenze psicologiche dell'infezione zombie presenti nei trailer è andata persa all'interno del primo capitolo, per venire riproposta solamente nel recentemente annunciato spin-off della serie, Escape Dead Island.

ADDIO BANOI, BENVENUTA FOLLIA

La volontà di deviare completamente dai classici canoni della serie di Escape Dead Island è immediatamente visibile nella scelta di abbandonare la visuale in prima persona per tuffarsi nel mare degli action/adventure in terza persona, ma è il viaggio interiore del nuovo protagonista Cliff Calo a regalare le migliori prospettive al titolo Deep Silver; per svelare i misteri dietro alla diffusione del virus sull'Isola Banoi ed il suo intero arcipelago, infatti, il nostro eroe partirà per un'avventura solitaria ma, come dimostrato da una versione dimostrativa preliminare provata presso gli uffici milanesi di Koch Media, ricca di personaggi secondari dall'insospettabile importanza. All'interno della vicenda, collocata a cavallo tra i primi due episodi principali della serie, il coinvolgimento di personalità ancora avvolte nel mistero, come il padre del nostro eroe o la sua inquietante voce guida 'interna', concorreranno in modo sempre più marcato allo squilibrio mentale di Cliff, che sembra essere il vero motivo conduttore di tutta la trama.

Tra dubbi riguardanti la realtà dei fatti ed una sempre più evidente caduta nelle illusioni create dalla sua mente, il cammino del protagonista si snoderà lungo un'avventura piuttosto tradizionale, nella quale l'esplorazione (per ora al netto di arrampicate degne di Lara o Nathan Drake) giocherà presumibilmente un ruolo più importante che in passato: la presenza di una mappa (sarà l'unica?) di dimensioni già discrete, di un sistema di obiettivi che via via aprirà nuove aree esplorabili e di una serie di collezionabili già visibili (ma ancora non interagibili) in questa build iniziale, lascia infatti ben sperare circa l'importanza delle fasi di esplorazione dell'isola, in un sistema che, ci auguriamo, ricalchi le orme dell'ultimo ed eccellente Tomb Raider. Oltre ad un cambio netto di genere, la transizione dalla prima alla terza persona ha chiaramente portato con se anche la rivisitazione di un sistema di combattimento ora molto più votato all'azione. Un'apposito indicatore ricaricabile della stamina del personaggio regolerà ora (a la Dark Souls) il numero di azioni che potremo effettuare, consumandone una porzione ad ogni attacco corpo a corpo, schivata o scatto in avanti. Nonostante la presenza di armi da fuoco (nella demo, una pistola silenziata e un fucile a pompa) con le quali infierire sui propri avversari, al momento l'utilizzo dell'ascia fai-da-te in dotazione a Cliff rimane sicuramente il metodo più divertente per fare piazza pulita di avversari; soprattutto quando la fauna nemica attaccherà in gruppi numerosi, accerchiandoci e immobilizzandoci, il più ampio raggio d'azione dell'arma corpo a corpo si è rivelato infatti utile a toglierci da situazioni sgradevoli. Già in questa fase dello sviluppo, inoltre, appare evidente la volontà di spezzare la linearità in cui rischia di cadere l'azione diversificando la gamma di zombie che ci ritroveremo ad affrontare: da qui, la presenza di diverse 'categorie' di nemici, come non-morti 'urlatori' (in grado di stordire momentaneamente il nostro personaggio) o capaci di sputare acido dalla lunga distanza.
Ritrovare nel nostro inventario un'arma costituita da componenti messi evidentemente insieme per necessità dal protagonista lascia anche sperare in un'opzione che permetta di costruire le proprie armi tramite i materiali raccolti per strada, ma in questo caso, prima di lasciar correr troppo la nostra immaginazione, sarà meglio aspettare qualche ulteriore dettaglio al riguardo da parte del team di sviluppo. Quello che possiamo anticipare già con certezza è invece la presenza tra gli oggetti utilizzabili di una macchina fotografica, grazie alla quale, immortalando determinati oggetti o scene, potremo recuperare bonus ancora non meglio specificati.

Altro evidentissimo elemento di distacco dagli altri capitoli della serie è la nuova direzione artistica che Fatshark ha voluto intraprendere per questa sua personale rivisitazione dell'universo di Dead Island: se è vero che il particolare effetto 'fumetto' che contraddistingue il comparto grafico con ogni probabilità dividerà il pubblico tra favorevoli e meno, è innegabile come il risultato (quasi) finale caratterizzi in modo deciso questo spin-off della saga; l'allontanamento dal realismo visivo ha permesso infatti di utilizzare, durante le scene in cui le insicurezze mentali del protagonista si faranno vive, delle palette cromatiche estremamente intense che ben aiutano a immergersi nella testa in subbuglio del protagonista. Meno utili alla causa, ma d'effetto per gli appassionati di questo particolare stile, anche le varie onomatopee che appariranno su schermo tramite fumetti ogni volta che l'azione lo richiederà (ad esempio, colpendo qualche elemento degli scenari).

Escape Dead Island Nonostante una build ampiamente incompleta, Escape Dead Island mostra già tutta una serie di caratteristiche in grado di stuzzicare l'interesse di tutti gli appassionati di avventure in terza persona; su tutti, una discreta area esplorabile ed un sistema di combattimento semplice ma piuttosto piacevole sembrano quelli maggiormente in grado di supportare a dovere una componente narrativa finalmente più accentuata. La resa del particolare stile grafico e, soprattutto, la profondità delle fasi di esplorazione e gestione del proprio personaggio sono ovviamente da verificare con una versione di Escape Dead Island più avanzata; per il momento, tanto i fan della serie quanto coloro alla ricerca di un'avventura ben ancorata alle tradizioni del genere, dovrebbero tenere sotto controllo lo sviluppo dell'ultima fatica Deep Silver.