Anteprima Evangelion Sound Impact

Grasshopper mischia rythm'n game ed Evangelion

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Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Otaku lo sono per certo. Anche senza conoscerli di persona, è sufficiente spendere qualche minuto tra le vie di Santa Destroy per ritrovare frammenti di immaginario nipponico, geek, nerd, disseminati con scienza esatta dai ragazzi di Grasshopper Manufacture e dal loro "creative producer" Goichi Suda.
Molto probabilmente Travis Touchdown, protagonista di No More Heroes, conserva tra le teche della propria cameretta una action figure di un qualche mecha appartenente ad uno degli anime più sconvolgenti degli ultimi anni: Evangelion.
Travis (come d'altronde Suda-51) adorerà senz'altro l'incredibile trama dell'opera Gainax, il suo sostrato filosofico e l'ottimo bilanciamento tra dialoghi e scene d'azione. Questo almeno nella serie originaria, dato che con il passare degli anni e il conseguente crescere del successo, tra anime, manga, videogiochi, merchandise, il brand è divenuto una fucina indiavolata: seguire la sua evoluzione significa abbracciare il fanatismo, comprare tutto e tenerlo immacolato, sapere tutto e non avere pudore nell'esporre ad altri (uditori ignari) le proprie seghe mentali. Fanatismo, appunto.
Alla devozione verso l'anime, Rebuild of Evangelion Sound Impact: 3nd Impact (già, l' "nd" come abbreviazione di third è l'ennesima storpiatura engrish) aggiunge un concentrato di follia tipica dei prodotti Grasshopper. Immaginatevi la scena: il dirigente di Namco Bandai Kei Hirono visita nel 2009 gli uffici della compagnia del recente Shadows of the Damned e propone a Suda la realizzazione di un videogioco su Evangelion. Quest'ultimo, però, spiazza decisamente il veterano dell'industria quando gli propone qualcosa di nuovo, mai tentato, non un titolo di combattimento tra mecha, né un simulatore d'appuntamento, bensì un rythm'n game.
Un videogioco musicale che miscela immagini estratte dai film più recenti (quelli appartenenti al filone Rebuild of Evangelion), la magniloquente colonna sonora della serie e minigiochi basati sul senso del ritmo.
Ecco come è nato l'ultimo progetto della software house nipponica, al debutto su PSP.

Mini-gear

E' arrivato tardi il director Kazutoshi Iida (Aquanauts Holiday, Doshin the Giant): a lui il compito di sviluppare il progetto senza avere parola sulla tipologia ludica dello stesso. In lui ha vinto il cuore di fan, che infine si è sbarazzato delle titubanze iniziali circa il bizzarro accostamento tra Evangelion e i giochi musicali.
Quando Rebuild of Evangelion Sound Impact: 3nd Impact uscirà sugli scaffali (il 29 Settembre) beneficerà di sei minigiochi. In Teardrop il giocatore lancerà a tutta velocità il proprio mecha finchè non verrà colpito dalla teardrop; in HEX il giocatore è chiamato a scorgere dei dettagli tra le immagini che scorrono sullo schermo; Number 5 è incentrato sul seguire una scia luminosa e colpire a ritmo alcune icone; Call of Fourteen prevede meccaniche simili a Number 5 con gli esagoni al posto del fascio luminoso; AT prevede invece un'incursione attraverso la barriera AT; infine in Shito Session sarete chiamati ad un ritmico attacco ai danni degli Apostles.
Questo è tutto quello che sappiamo sui sei minigiochi presenti all'interno del pacchetto. La cosa ci lascia alquanto perplessi sia perchè il numero è insolitamente basso (possibile che manchi un barlume di Story Mode?), sia perchè nessuno di questi ci sembra realmente ispirato.

Timore dell'intentato

Con una sostanza ludica tutt'altro che rifinita è innegabile che il progetto Grasshopper punterà molto sul fascino dell'anime. E' ai fan(atici) di quest'ultimo cui si rivolge e non c'è nulla di male nel coccolarli con quintali di sequenze estratte dagli ultimi film, inclusi Evangelion 1.0 e 2.0, compresse ottimamente nel formato 16:9 di PSP. Gli stessi minigiochi integreranno il più possibile gli originali spezzoni in animazione oppure, compatibilmente con il concept dello stesso minigame, artwork statici dei personaggi iconici dell'opera di Hideaki Anno.
Anche le musiche rielaboreranno in buona parte quanto già udito nel corso dell'epopea (non conclusa) di Rebuild of Evangelion: trenta tracce su cui Akira Yamaoka, storico compositore della colonna sonora di Silent Hill e di Shadows of the Damned, ha già messo le mani, piegandole in parte alle proprie suggestioni acustiche, in parte alle ovvie necessità di un rythm'n game. Trattasi della prima volta per l'apprezzato compositore con un videogioco appartenente a tale genere in cui la musica occupa un ruolo fondamentale: siamo curiosi di scoprire se riuscirà a superare anche questa sfida, dopo aver ammantato di angosciose sensazioni gli ambienti horror Konami.

Un accenno infine alle tre versioni con cui Rebuild of Evangelion Sound Impact: 3nd Impact bacerà gli scaffali nipponici il prossimo Settembre. Una Standard contente il solo UMD al prezzo di 6000 yen, una Soundtrack Edition contente anche la colonna sonora in compact disc all'interno di una custodia rossa (8000 yen) e quindi la limitatissima Special Edition con tutto l'ambaradan della Soundtrack più una t-shirt e un paio di auricolari a tema (11000 cocuzze).

Rebuild of Evangelion Sound Impact: 3nd Impact Ironia della sorte, Grasshopper Manufacture sceglie proprio gli ultimi mesi di PSP per debuttare sul portatile Sony con un titolo tutt'altro che ordinario. Un prodotto su licenza Evangelion che ha in ogni caso l'ardore di spiazzare tutti coloro che si aspettavano l'ennesimo fighting game tra mecha. Un rythm'n game con le musiche riarrangiate da Akira Yamaoka ed una serie di minigiochi ispirati ai momenti topici dell'anime Gainax. Siamo perplessi circa la qualità e lo spessore dell'offerta ludica, ma che sia un distillato di follia otaku tipica della software house presieduta da Goichi Suda non dubitiamo nemmeno per un secondo.

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