Anteprima Everybody's Gone to the Rapture

Un nuovo esperimento di narrazione interattiva dai ragazzi di TheChineseRoom

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  • Pc
  • PS4
Alessandro Trufolo Alessandro Trufolo ha visto la sua prima schermata di Game Over in età precoce: per il trauma, è cresciuto inserendo cartucce e dischi vari in qualsiasi console o computer gli capitasse a tiro. Quando ha deciso che di videogiochi voleva anche scriverne e parlarne, il dramma si è completato. Aiutatelo a superarlo su Facebook, Twitter e Google+.

Che The Chinese Room non rispondesse allo stereotipo dello 'sviluppatore tradizionale' ce n'eravamo già accorti ai tempi di Dear Esther: d'altronde, se modificando il motore di gioco legato ad uno degli first person adventure più famosi della Storia si partorisce una delle esperienze videoludiche più intense e toccanti degli ultimi anni, qualcosa di originale nel proprio DNA dovrà pur esserci. In tutta sincerità, dopo l'ottimo esordio sotto il segno del Source Engine, la seconda fatica dei ragazzi di Brighton non è riuscita a convincere quanto il loro titolo (per ora) più famoso: forse caricato di troppe aspettative per via di un precedente capitolo in grado di ritagliarsi un posizione quasi di culto tra gli estimatori dell'horror game, Amnesia: A Machine for Pigs non è riuscito a coniugare in pieno la formula di gioco sdoganata dalla serie con la struttura fortemente narrativa tipica dei lavori di The Chinese Room. E' quindi con grandissima curiosità che l'intera industria guarda al prossimo titolo proveniente dal team di sviluppo britannico, destinato a platee ben più vaste ed importanti di quelle alle quali è stato finora abituato: Everybody's Gone to the Rapture segna infatti un nuovo esordio per The Chinese Room, più precisamente su quella PS4 che, nel corso dell'E3 conclusosi qualche settimana fa', ha dimostrato di avere particolarmente a cuore la scena indie. Proprio alla scorsa fiera losangelina sono emersi nuovi dettagli che hanno illustrato i punti salienti del nuovo progetto di The Chinese Room.

IO SCELGO RAPTURE

Quello che ai male informati potrebbe quasi suonare come uno spin-off del primo Bioshock è innanzitutto, e poco sorprendentemente visto il curriculum degli sviluppatori, un adventure in prima persona assolutamente votato alla narrazione e allo sviluppo di un legame emotivo con il giocatore. Il setting di gioco ci porterà nell'Inghilterra del 1984, in un contesto post-apocalittico decisamente lontano da esplosioni atomiche o infezioni virali fuori controllo: la contrapposizione tra l'apparente tranquillità degli scenari e le tracce di una vita spazzata via improvvisamente dagli stessi luoghi è infatti solamente il primo dei contrasti sui quali Everybody's Gone to the Rapture sembra gravitare. Legata all'iconografia cristiana ('rapture' è infatti il termine anglosassone con il quale si definisce l'essere 'portati nei cieli' per il raggiungimento di una salvezza divina), la storia raccontata dal titolo The Chinese Room segue il viaggio di un sopravvissuto (o 'non salvato'?) all'Apocalisse, che dovrà costruire un legame con altri cinque personaggi principali le cui relazioni potranno fare luce sulla natura della calamità appena avvenuta. Incontreremo storie ordinarie di persone semplici, quindi, che viaggiano tutte in direzione di un'epica Apocalisse annunciata e in pieno contrasto con la natura della loro vita quotidiana.

L'interazione con le altre personalità avverrà attraverso lo sfruttamento di particolari sfere di luce fluttuante che rappresentano gli ultimi segni di coscienza, memoria e carattere delle persone scomparse; interagire con questi oggetti permette di accedere a sequenze di vita vissuta, ricordi o pensieri dei personaggi ad essi legati, sviluppando trama ed enigmi di conseguenza. A quanto promesso dagli sviluppatori, al giocatore sarà data piena autonomia in fase di scelta di indizi e attività da seguire e svolgere, lasciando nelle sue mani la decisione definitiva riguardo come e quanto scoprire del mondo di gioco. L'enfasi riguardo la componente narrativa è ovviamente tra le più spiccate all'interno del titolo, come dimostrato anche dalle parole dello stesso team di sviluppo che proprio grazie all'estrema non linearità della struttura di gioco si è addirittura spinto nel pericoloso campo del confronto mediatico: per The Chinese Room, infatti, la mancanza di una campagna, di direzioni precise e prefissate e nessun 'filo' da seguire (se non quello logico che nascerà dal gameplay stesso) non avrebbe permesso di raccontare la storia di Everybody's Gone to the Rapture in nessun altro media se non quello videoludico.

UN'EREDITA' DA INCASSARE

Proclami altisonanti a parte, Everybody's Gone to the Rapture ha già mostrato di essere pienamente a proprio agio con le aspettative che l'intera community Sony si era creata sin dai primi trailer e annunci: l'esclusiva per PS4 di The Chinese Room si riflette infatti in tutti i tratti distintivi dell'ancora breve, ma significativa, carriera dello studio inglese, mettendo in risalto uno sviluppo narrativo lasciato ampiamente nelle mani del giocatore rispetto all'azione più pura. Sotto questo punto di vista va segnalato un discreto sfruttamento delle potenzialità del DualShock 4, i cui sensori di movimento saranno sfruttati nell'interazione con gli ambienti di gioco, ad esempio per captare segnali sonori provenienti da 'entità parallele' e così via.

Non sarà possibile invece morire o andare incontro ad un game over a causa di scelte 'sbagliate' da parte dell'utente: come ammesso dagli stessi sviluppatori, infatti, l'unico 'fallimento' al quale si potrà andare incontro sarà quello di non riuscire ad immergersi all'interno dell'universo di gioco e della narrazione. L'universo creato dagli sviluppatori sembra insomma riuscire a gestire in tutta tranquillità la pesante eredità di quel Dear Esther nel quale molti giocatori sono stati letteralmente rapiti; 'rapimento', tra l'altro, che è un'altra delle possibili traduzioni di quel 'Rapture' inserito da The Chinese Room all'interno del tutt'altro che immediato titolo della loro avventura: prima di partire con le nostre supposizioni aspetteremo chiaramente ulteriori informazioni riguardanti il mondo di gioco, ma l'animo avventuriero di Everyeye è già in pieno subbuglio.

Everybody's Gone to the Rapture Il concept di Everybody's Gone to the Rapture riporta alla mente molte esperienze; prima tra tutte, troviamo quel turbamento già sperimentato in titoli come Gone Home e dovuto al contrasto tra uno scenario apparentemente 'pacifico' ma nel quale è palese lo strascico di una catastrofe appena avvenuta. Nonostante le possibili influenze, è altrettanto innegabile la sensazione di trovarsi di fronte ad un titolo pieno del giovane ma promettente talento di The Chinese Room, caratterizzato dalla preponderanza di una componente narrativa in grado di lasciare nell'utente la voglia di addentarsi maggiormente nei meandri della sua trama. Insieme alla creazione di un universo di gioco convincente, etereo, ma allo stesso tempo molto realistico, tutti i presupposti per soddisfare la fame di avventura degli utenti PS4 sembrano affacciarsi su quella che, a sorpresa, potrebbe rivelarsi una delle esclusive più importanti della prossima stagione Sony.

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