Anteprima Fallen Earth

Un nuovo MMOG all'orizzonte: sarà in grado di tenere testa a WoW?

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Sin dal Novembre del 2004, quando fu rilasciato nei negozi, World od Warcraft si sedette sul trono degli MMORPG (Massive(ly) Multiplayer Online Role-Playing Game) rimanendone, fino al giorno d’oggi, saldamente incollato.
Qualche anno prima, però, presso gli sviluppatori Icarus Studios era già nata un idea alquanto azzardata: creare un MMOG diverso da tutto quello che si era visto fino ad allora.
Nel 2002 nasceva così Fallen Earth LLC, ovvero una sezione di Icarus Studios creata solo per questo nuovo progetto, che doveva però essere ambientato nel nostro mondo, in un futuro non meglio precisato, combinando il gameplay degli FPS con quello degli RPG.
Il gruppo si mise al lavoro, ma per almeno 3 anni non si ebbero più novità sostanziali se non qualche aggiornamento -di tanto in tanto- sullo stato della produzione.
Probabilmente questo allungarsi dei tempi fu dovuto proprio all’uscita di World of Warcraft ed ai nuovi standard che il titolo Blizzard portò nel mondo dei giochi online, portando, forse, i ragazzi di Icarus Studios a modificare in parte la loro produzione seguendo la scia di successo del nuovo incontrastato Re del genere.
Solo nel 2008 Fallen Earth tornò a far parlare di sé, con Icarus Studios che diede un cospicuo aggiornamento sullo stato dei lavori e annunciò l’apertura di un alpha testing, che fu poi seguito (circa un anno dopo) dalla Closed Beta, è tuttora in corso.
Non si ha ancora una data certa per la release finale; gli sviluppatori sono al momento concentrati sulla Beta e tutto fa presagire che il gioco sarà rilasciato entro fine anno se non nel 2010.

Futuro Remoto

Come detto in sede di introduzione, Fallen Earth abbandona lo standar del mondo fantasy per ambientare le sue vicende in un futuro non poi così remoto sulla nostra beneamata Terra, dove una serie di fatti più o meno tragici portano il genere umano ad un passo dall’estinzione.
Tutto inizia nell’anno 2020, quando il gruppo di investimenti Brenhauer fonda la GlobalTech ed acquista un gran numero di compagnie che si occupano di sviluppo tecnologico.
Nei 20 anni successivi la GlobalTech, favorita anche dalla forte crisi economica che imperversa sulla Terra, specialmente negli USA, acquisisce un gran numero di proprietà, tra le quali tutto il Grand Canyon ed i parchi Nazionali che lo circondano.
Nel 2042 viene così fondata la città di New Flagstaff proprio nella zona del Grand Canyon, ed in pochi anni la GlobalTech riesce a creare una sorta di mini stato indipendente.
Solo due anni dopo Life Industries, anch’essa proprietà del gruppo Brenhauer, sviluppa un sistema di clonazione completamente funzionale, integrato da una tecnologia di mappazione celebrale che rivoluziona il mondo.
La scalata al potere di Globaltech si arresta però bruscamente nel 2054, quando il nuovo Virus Shiva fa la sua comparsa in Asia, uccidendo rapidamente milioni di persone.
Suddetto virus viene subito catalogato come opera dell’uomo, ed i governi di tutto il mondo si accusano l’un l’altro del rilascio di quest'arma mortale di massa.
Ne segue una guerra nucleare, le quali radiazioni favoriscono lo sviluppo del Virus Shiva, che nel frattempo si espande fino a toccare tutti i paesi del mondo.
Nel frattempo la comparsa della malattia ed il lancio di ordigni nucleari negli Stati Uniti porta la Globaltech a rinchiudere la popolazione del suo piccolo stato in bunker precedentemente costruiti, e rilasciare a tutti i sopravvissuti dei sistemi per la clonazione, in modo da poter partecipare attivamente ad un'eventuale ricostruzione e ripopolazione della Terra.
La provincia del Grand Canyon e l’avamposto di Hoover Dam perdono così tutti i contatti con il mondo esterno e la loro popolazione sembra essere l’unica sopravvissuta di quella che verrà poi definita “The Fall”, la caduta del mondo.
Si calcola che il 99% della popolazione umana fu annienta, gran parte dal Virus Shiva e dalle bombe nucleari, ma molti altri dalle condizioni proibitive che seguirono a quest'ondata di devastazione.
Alcune persone sopravvissero al virus ed alle radiazioni, ma svilupparono involontariamente delle mutazioni genetiche, culminate con l’acquisizione di particolari abilità fino ad allora sconosciute per la razza umana.

La Guerra non finisce mai

Il gioco si sviluppa quindi in un futuro post-apocalittico, dove la razza umana è quasi completamente estinta.
I pochi sopravvissuti non perdono tempo ed iniziano una nuova guerra, dividendosi in sei fazioni differenti, ognuna con i propri ideali ed uno scopo ben preciso.
Gli Enforcers credono che ordine e civilizzazione saranno presto restaurati, non importa se questo vorrà dire sottostare ad una dittatura.
I CHOTA (Children of The Apocalypse) sono una sorta di tribù anarchica, secondo la quale la civilizzazione ha portato alla distruzione dell’umanità: il loro scopo, ora, è quello distruggere la civilizzazione.
I Vistas sono gli ultimi difensori di quello che rimane dell’ecosistema del pianeta, sono quindi devoti alla preservazione ed alla vvita in armonia con la natura.
I Techs si impegnano nell’uso di tutta quella tecnologia che ha portato il genere umano all’evoluzione sino al giorno della caduta, convinti del fatto che senza un aiuto tecnologico non ci possa essere civilità.
I Lightbearers si sono eletti a salvatori del mondo, convinti che solo loro potranno riportare alla luce un mondo sprofondato nell’oscurità.
I Travelers, forti di un grande legame tra loro, si occuparono, subito dopo la caduta, di ripristinare una sorta di commercio sotterraneo, spinti dalle ricchezze che questo monopolio avrebbe portato loro in dote e convinti del fatto che solo così l’umanità potrà continuare ad esistere.
La nostra avventura inizierà con un tutorial che ci darà la possibilità di conoscere ed approfondire gli aspetti delle diverse fazioni, per poi scegliere, solo se lo vorremo, di allearci con una di loro.
Il sistema delle fazioni stesse è strutturato come una sorta di ruota: ognuna di loro ha infatti due alleate, due nemiche e un arcinemica.
Ad esempio gli Enforcers saranno alleati con i Techs ed i Lightbearer, nemici dei Vistas e dei Travelers, arcinemici dei CHOTA.
Completare una missione per la nostra fazione ci farà quindi accumulare punti anche con le fazioni alleate, ma aumenterà contemporaneamente il livello di astio con quelle nemiche e soprattutto con l’arcinemica (il doppio rispetto alle altre).

Sviluppo e Mutazione

Il mondo di Fallen Earth è basato sulla vera mappa topografica della zona del Grand Canyon.
Secondo gli sviluppatori non tutte le zone del mondo di gioco saranno visitabili sin da subito, ma saranno lentamente aggiunte fino ad arrivare ad una grandezza di 6000 chilometri quadrati di territorio.
La caratterizzazione del personaggio dalla sua creazione promette di essere molto aperta: non solo potremo deciderne i tratti somatici, ma potremo aggiungere tatuaggi, piercing, trucco, vestiario di partenza e molto altro.
Quello che veramente rende Fallen Earth diverso dagli altri MMOG è però il sistema di combattimento: il giocatore, per colpire il bersaglio, dovrà mirare come in un normale FPS, mentre la quantità dei danni inflitti sarà affidata al sistema RPG del gioco, che la calcolerà sulla base delle abilità offensive del personaggio contro quelle difensive del suo nemico, sia esso un altro giocatore umano o un qualsiasi NPC.
In Fallen Earth non esistono classi; un sistema di skill completamente aperto ci permetterà di scegliere come e dove assegnare gli Advancement Points (AP) che guadagneremo man mano che avanzeremo di livello, consentendoci una libertà di personalizzazione chiusa solo al nostro giudizio.
Potremo quindi decidere di specializzarci in determinati campi o creare un personaggio ibrido in grado di fare più cose, senza, tuttavia, eccellere in nessuna di esse.
Detti AP potranno anche essere spesi per aumentare le stats: Forza, Carisma, Coordinazione, Destrezza, Resistenza, Intelligenza, Percezione e Forza di Volontà, che andranno a modificare i punti base per le abilità a loro associate.
Gli Attributi derivati, invece, non potranno essere aumentati con l’uso degli AP, ma saranno determinati dalla combinazione di alcune stats ed aumenteranno simultaneamente ad esse; per fare un esempio i Riflessi saranno influenzati dagli attributi Destrezza e Coordinazione.
Per quanto riguarda le abilità ne avremo nove da poter sviluppare a piacimento, ognuna delle quali sbloccherà durante il suo avanzamento altre abilità speciali direttamente legate ad essa.
Ciliegina sulla torta sono, infine, i Mutation Paths, che vanno in qualche modo a sostituire la magia presente nei cugini fantasy di Fallen Earth.
Tutto nasce dalle mutazioni genetiche portate dall’influenza del virus Shiva, prima, e delle radiazioni nucleari poi.
Il nostro personaggio comincerà con un percorso di mutazione chiamato Alpha Path, per poi potersi specializzare in altri percorsi specifici che potranno essere imparati sia mediante le diverse fazioni che grazie a trainers neutrali sparsi per il mondo di gioco.
Tali percorsi sono divisi in tre tipologie fondamentali: Augmentation permetterà l’uso di buff specifici e qualche attacco diretto; Restoration si occupa di tutto ciò che riguarda la cura e la resurrezione, oltre a dare temporanei aumenti di hit-points; Destruction, invece, ci darà poteri di natura offensiva, debuffs e i famosi DOT (Damage Over Time): attacchi che procureranno danni costanti e prolungati nel tempo.
Come le abilità anche le mutazioni saranno influenzate dalle nostre caratteristiche; gli sviluppatori ci tengono però a precisare che i poteri garantiti dalle mutazioni serviranno solo da supporto e un personaggio che farà affidamento solo ed esclusivamente su di essi, trascurando le altre abilità, difficilmente sopravviverà a lungo.
L’armamentario a nostra disposizione si divide in tre categorie fondamentali: armi corpo a corpo (ad esempio mazze da baseball, spade, bastoni), pistole e fucili: un'inventario molto Fallout-iano: 64 slot per gli oggetti ed un peso massimo trasportabile influenzato dalla nostra forza.
Ci saranno poi sei slot per le armi, ognuno associabile ad un diverso tasto per permetterci di cambiare arma in modo pratico e veloce secondo le occorrenze.
Nota di merito anche per il crafting: tutto ciò che ci occorre potrà essere costruito autonomamente, tanto che gli sviluppatori assicurano che il 95% degli oggetti presenti nel mondo di gioco sarà creato dai giocatori.
Tra questi saranno presenti anche una discreta quantità e varietà di veicoli: moto, macchine, dune buggies, quad e chi più ne ha più ne metta saranno craftabili dai giocatori ed alcuni di essi richiederanno addirittura 3 giorni ininterrotti di lavoro.
Non mancheranno poi gli amati cavalli, che a scapito di una minore velocità offriranno costi di gestione contenuti: basterà dar loro da mangiare e farli riposare ogni tanto; di contro i veicoli meccanici avranno bisogno di carburante e manutenzione.
Per quanto riguarda la strutturazione del PvP (Player versus Player), ovvero il combattimento tra giocatori di fazioni differenti, va detto che sarà ristretto a determinate aree di gioco, ovvero delle città chiamate Conflict Towns.
Queste città potranno essere conquistate dai giocatori per la loro fazione, sbloccando così quests aggiuntive, nuove abilità, differenti tipi di craft e risorse, mettendo il PvP in primo piano anche per quanto riguarda lo sviluppo del personaggio e delle sue abilità specifiche.

Un Mondo Deserto

L’ultima demo mostrata da Icarus Studios all’E3 ha mostrato passi in avanti importanti rispetto ad un anno fa.
Il primo impatto con il gioco sembra discreto, l’ambientazione, per chi ha giocato Fallout 3, risulterà quantomeno familiare, se non addirittura già vista.
Cambiando locazioni affiorano le differenze tra i due titoli: Fallen Earth non vuole essere una sorta di Fallout MMO, ma bensì un prodotto a sé stante, sicuramente influenzato dal capolavoro di Bathesda come ha giustamente ammesso uno degli sviluppatori, ma sicuramente non una copia.
Il mondo, infatti, oltre al suo scenario post-apocalittico mantiene diverse zone verdeggianti, caratterizzate da alberi ed acqua, anche se la maggior parte degli ambienti presenta un territorio desertico.
Il motore grafico, per quel poco che si è visto, non fa certo gridare al miracolo, neanche per un MMOG (Age of Conan in questo rimane ancora una spanna sopra): animazioni ed effetti di luce sono nella media, ma alla fine, considerando il livello qualitativo standard del genere, l’impatto visivo globale risulta abbastanza piacevole.
Gli sviluppatori promettono, inoltre, una scalabilità in grado di poter far girare il titolo anche su macchine non proprio recenti.

Fallen Earth Fallen Earth non si propone certo come antagonista principale di World of Warcraft, ma più che altro come discreta alternativa per tutti coloro che non ne possono più di elfi, nani, maghi e paladini. L’ambientazione "alla Fallout 3" rimane infatti uno degli aspetti più intriganti per questo nuovo MMOG, oltre alla completa assenza di classi specifiche e all’interessante sistema di mutazioni. Gli ultimi video di gameplay mostrati all’E3, però, non ci mettono nella condizione di formulare un giudizio completo: quello che si è visto è ancora troppo poco per decidere se promuovere o bocciare il nuovo titolo di Icarus Studios. Le varie novità nel genere non possono che far ben sperare ed il dettaglio grafico si assesta nella media, seppur senza far gridare al miracolo. Vi lasciamo con il link al sito ufficiale (http://www.fallenearth.com/) dove sono ancora aperte le iscrizioni alla closed beta, dalla quale si potranno, sicuramente, avere idee più chiare sul futuro di Fallen Earth.