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Anteprima Fallout: New Vegas

Si torna nel mondo di Fallout, stavolta vestendo altri panni

anteprima Fallout: New Vegas
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc

Saper prendere un vecchio franchise, trasformarne letteralmente i dettami, e trarne un grande successo internazionale non è cosa di tutti i giorni. Bethesda, tuttavia, riuscì nell’impresa: recuperando un brand storico, e stravolgendone la struttura, ha combinato le dinamiche di gioco tipiche della saga di Elder Scrolls con il carisma indissolubile del mondo post-apocalittico creato dalle splendide menti di Interplay tanti anni or sono. Il talento commerciale dall’azienda è stato confermato nell’Aprile dello scorso anno quando, a sorpresa, venne annunciato New Vegas, una sorta di enorme spin-off collocato tre anni dopo gli eventi del terzo capitolo. L’intento è quello di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo - usando un eufismo - visto che lo sviluppo è stato affidato interamente ai ragazzi di Obsidian Entertainment, autori dei sequel di K.O.T.O.R. e Neverwinter Nights, furbi anche loro a debuttare quasi in silenzio nel mercato delle console casalinghe.

La città del vizio, una volta. Il disastro, oggi.

Questa volta non impersoneremo il più classico dei “figli di Papà”, come accaduto nell’ultimo Fallout. Obsidian Entertainment - molto più attenta rispetto a Bethesda su questo aspetto - vuole infatti dare a questo New Vegas non solo un gameplay sulla falsariga del suo progenitore, ma anche una trama di tutto rispetto, cosa che purtroppo non seppe offrire Fallout 3.
Saremo infatti dei semplici corrieri che, intercettati durante la nostra via per New Vegas, verremo colpiti quasi mortalmente alla testa da persone sconosciute, che non esiteranno naturalmente a lasciarci marcire nel deserto. Fortunatamente, un robot chiamato Victor trascinerà il nostro corpo fino alla cittadina di Goodsprings, dove il dottor Mitchell riuscirà a darci le cure necessarie. Da qui, partirà una intensa caccia ai nostri attentatori. Per vendetta, e per capire quali siano stati i motivi veri dell’aggressione. Sebbene il team non si sia sbilanciato più di tanto sul resto della sceneggiatura, gli sviluppatori promettono - come detto in precedenza - che la cura riposta in questo aspetto sarà decisamente più elevata rispetto a quanto dimostrato dal lavoro di Bethesda. Senza svalutare comunque quanto fatto dei predecessori, Obsidian spiega che sta lavorando innanzitutto per fornire delle opzioni di dialogo mirate durante le conversazioni. Ad esempio, a seconda delle skill del giocatore, appariranno una serie di possibilità diversificate. Le conversazioni potranno essere influenzate a nostro piacimento, in senso positivo e negativo, con tutte le conseguenze del caso. I personaggi secondari, soprattutto gli abitanti, godranno di carisma proprio, in modo da eliminare il classico difetto dei prodotti targati Bethesda. L’intento è quello di dare la sensazione al giocatore di far parte di un mondo vivo e vario, dove potremmo ricordarci di certe zone per alcuni motivi, invece di dimenticarle completamente come accadrebbe dopo aver incontrato una popolazione quasi evanescente e totalmente “di contorno”.

Un’espansione di Fallout 3 o molto di più?

A dire la verità, nonostante il cambio di sviluppatore, il gioco apparirà decisamente molto simile a Fallout 3. Anche, curiosamente, per come sono state collocate le varie sequenze di inizio avventura. Ricorderete ad esempio del test GOAT dell’ultimo gioco, o delle fasi di crescita - divise per età - del proprio alter-ego. Bene, innanzitutto le classi disponibili saranno identiche, e non avremo alcuna novità in merito. La “nascita” del proprio personaggio avverrà subito dopo il risveglio dinnanzi al gentile dottor Mitchell, che vi sottoporrà, poi, ad un piccolo test psicologico (ecco la correlazione con il GOAT!) che permetta di controllare le vostre facoltà mentali. D’accordo con le caratteristiche scelte da voi durante la creazione dell’alter ego - non manca naturalmente neanche il corposo editor fisico - sarete forniti di un piccolo arsenale, in modo da intraprendere i primi passi nel nuovo mondo di Fallout. Da qui sarete liberi di fare quello che volete, se seguire immediatamente le trafile della trama principale oppure cimentarvi nell’esplorazione o nel completamento di quest secondarie. Anche il sistema di combattimento è rimasto praticamente invariato, ancora una volta affidato al ben noto metodo VATS, che permette di mettere in pausa lo scontro e selezionare con cautela dove colpire il proprio avversario, con una percentuale di successo che cambia sulla base di molte variabili. Sarà possibile adesso acquistare delle modifiche alle proprie armi e personalizzarle così a piacimento. L’altra novità finora annunciata, risiede nell’introduzione di attacchi speciali per le armi di mischia. Ad esempio, utilizzando un mezzo convenzionale come una mazza da golf, potremo attivare - tramite la pressione di un tasto - un attacco violento che stacchi letteralmente la testa all’avversario, permettendoci di concludere anzitempo lo scontro o, se siete di allineamento “buono”, semplicemente stordirlo e lasciarlo a terra.

In tal proposito, Obsidian sta lavorando parecchio anche sui sistemi di reputazione e moralità in Fallout: New Vegas. La popolazione, infatti, reagirà di conseguenza a tutte le vostre azioni e tenete a mente che, nonostante la deprecabile situazione del Paese, le voci girano in fretta. Allearsi con una fazione provocherà ad esempio la reazione ostile di tutti i componenti dell'altra, che non si faranno alcun problema a darvi la caccia. Fate un favore a degli abitanti e state certi che non se ne dimenticheranno. Amalgamare dunque il vostro spirito ludico con l’intero mondo di gioco è l’obiettivo, e per perseguirlo gli sviluppatori introdurranno anche un nuovo sistema di Karma che viaggerà praticamente in parallelo con il sistema di reputazione. Con i risultati descritti poco sopra.

Riguardo le fazioni, New Vegas è letteralmente strattonata - un po’ qua e un po’ la - dalla NCR (la Nuova Repubblica Californiana) e dalla legione di Cesare, un gruppo di schiavi. Scegliere da che parte stare non è semplice, e la decisione va ponderata perché entrambi gli schieramenti avranno i loro pro e i contro.

Per concludere la prima analisi dedicata al gameplay, segnaliamo l’inserimento di una interessante modalità hardcore, studiata appunto per i palati più esigenti, che “costringerà” i giocatori a badare ad aspetti più realistici che aumenteranno, per forza di cose, il livello di difficoltà. Bisognerà fare attenzione alla possibile disidratazione bevendo molta acqua, controllare il peso del proprio arsenale e i tempi di guarigione delle ferite riportate, che non potranno essere risolte tramite l’utilizzo di un solo kit medico. Sarà possibile scegliere come giocare all’inizio dell’avventura. Cimentarsi dunque in questa grande sfida oppure giocare nuovamente come accaduto in Fallout 3?

Le luci di (New) Las Vegas

La zona di Las Vegas è, secondo il background storico di Fallout, quella meno colpita dalla guerra nucleare che ha sconvolto il mondo in questo futuro alternativo. Non aspettatevi comunque di trovare territori paradisiaci e città dal gusto sopraffino. Semplicemente, i cieli saranno più chiari e azzurri, la palette di colori più accentuata e satura e alcuni edifici saranno addirittura in grado di brillare come fossero praticamente nuovi. Il motore grafico sarà il medesimo di Fallout 3, con le modifiche descritte sopra. Ma dalle prime immagini rilasciate notiamo anche un miglioramento generale di diversi effetti grafici, come le esplosioni, o i modelli poligonali dei personaggi secondari. Compito del team di sviluppo, in ogni caso, sarà quello di dare al giocatore l’idea di attraversare zone nuove, sconosciute e capaci di stimolare ancora una viva curiosità. La possibilità di assistere ad un riciclo di elementi grafici e architettonici è tangibile, speriamo invece che il nuovo team sappia vivacizzare soprattutto l’ambiente, vero e proprio protagonista in avventure del genere.

Fallout: New Vegas Obsidian parla di Fallout: New Vegas come il Vice City della saga, ovvero quello che potrebbe diventare poi uno dei preferiti dai fan di tutto il mondo. Di sicuro, nonostante le evidenti similitudini con Fallout 3, i lavori si stanno concentrando sugli aspetti che speravamo. Ad esempio su una sceneggiatura più curata, dei personaggi secondari maggiormente caratterizzati ed altre piccole migliorie interessanti, che proveranno a rendere l’esperienza ludica ancora più coinvolgente che in passato (parliamo ad esempio della realistica modalità hardcore). Nei prossimi mesi avremo comunque modo di parlarvi ancora più approfonditamente di questa produzione, chiamata ad arricchire il già corposo catalogo video ludico del 2010 con l’uscita fissata nel periodo autunnale.

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