Anteprima Family Fishing

Un simulatore di pesca per il papà di Sonic

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  • Wii
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

L'ultima tendenza del game design giapponese risiede nell'abbandonare le grandi società per aprire studi di modeste dimensioni e modesta forza lavoro. Dream team di veterani dell'industria capaci di sfornare piccole gemme del calibro di Little King Story, Lost Odyssey, Child of Eden, Opoona. Sviluppatori come Shinji Mikami, Tetsuya Mizuguchi, Masaya Matsuura, Keji Inafune, Hironobu Sakaguchi per citare alcuni volti noti, se non notissimi, che hanno deciso di mettersi in proprio.
Il loro curriculum garantisce l'interesse dei grandi publisher, ma visti gli scarsi mezzi a disposizione delle loro software house "a conduzione familiare" non possono certo ipotizzare titoli ad alto budget da due e passa anni di sviluppo. Nessun problema, dal momento che il mercato del Sol Levante negli ultimi anni ha privilegiato le piattaforme più modeste come i portatili, i telefoni cellulari e il Wii.
La console Nintendo è in cima anche ai pensieri di Yuji Naka, il paparino di Sonic, e della sua software house, Prope. Sin dalla sua fondazione nel 2006 ha sempre privilegiato il gioco via Wiimote, facendo sì che ogni suo progetto per lì transitasse dal rhythm'n game Let's Tap allo sfortunato Ivy The Kiwi. Una fedeltà non ripagata dai consumatori, eppure pur nelle modeste vendite la buona qualità dei videogiochi a marchio Prope è riuscita a garantire una certa visibilità all'ultima scommessa di Naka.
Il futuro vede ancora la bianca console protagonista con Rodea The sky fighter, avventura ambientata nell'azzurro dei cieli, ma prima di tale progetto interessantissimo sarà la volta di Family Fishing, uscito i primi di Agosto in Giappone sotto l'egida di Namco Bandai.
Il motivo per cui parliamo in anteprima di una simulazione di pesca su queste pagine? Perchè c'è molto di più del semplice sport ittico, nella fattispecie una valanga di modalità collaterali tali da oscurare i vari Rapala Fising e Sega Bass Fishing.

Paradiso dei pescatori

Il nome scelto, Family Fishing, è un tuffo nostalgico nella softeca del Famicom (il nostrano NES) quando i videogiochi erano in numero sparuto e ogni nuova uscita una novità.
Per il resto il titolo Prope è quanto di più lontano dalle logiche arcade di fine anni '80 si possa pensare. L'avventura inizia con il protagonista intento a godersi il viaggio a bordo del traghetto che lo condurrà infine all'esclusivo resort meta della sua vacanza. Non ha perso tempo ad abituarsi all'atmosfera vacanziera, presentandosi già in camicia hawaiana alla reception dell'albergo.
Per caso o per espresso desiderio è capitato su di un'isola il cui sport privilegiato è la pesca: gli abitanti praticano tale sport lungo le spiagge coralline, ma anche appostandosi a ridosso dei corsi d'acqua o esplorando i fondali dei due laghi presenti. Le specie di fauna marina che il nostro amo può intercettare sono oltre 200, inclusi polpi e financo pinguini. Si va appunto da miseri pescetti lunghi qualche centimetro fino a tonni di oltre 380 cm!
La parola d'ordine del gioco è varietà. Viene da pensare che l'attività della pesca sia collaterale, viste le molteplici possibilità esplorative dell'isola. Una volta iniziato il soggiorno l'ideale è sgranchire le gambe lungo la battigia scambiando qualche chiacchiera con gli isolani, ma quando le distanze tra il campo base e lo spot di pesca diventano proibitive si può ricorrere alla mountain bike, alla jeep, all'idrovolante, alle canoe e yacht per raggiungere posti altrimenti irraggiungibili in cui gettare la canna da pesca.
Una bacheca segnalerà le diverse missioni disponibili e starà al giocatore accettare quelle maggiormente interessanti. Una meccanica molto simile all'assegnazione delle quest in Monster Hunter e difatti le sessioni di pesca possono trasformarsi in colorati party game con al fianco altri tre amici.

Gira e tira

Sviscerate (parzialmente) le opzioni, spendiamo due parole sulla simulazione della pesca. E' qualcosa di davvero semplice e forse nemmeno di simulazione si tratta. L'HUD è praticamente inesistente, su schermo compare solamente un indicatore della distanza che separa il galleggiante dal punto in cui è stato lanciato. Quando il pesce abbocca il giocatore deve tenere il Wiimote dritto (un'icona circolare specifica l'inclinazione corretta o errata) e ritirare la lenza agitando il nunchuck come se fosse un mulinello.
I sensori presenti nel controller riconoscono lo sforzo del giocatore combinandolo con la forza opposta esercitata dal pesce, variabile a seconda del peso o delle dimensioni.
Gli esemplari pescati elargiscono punti da spendere poi nei Fishing Center per l'acquisto di nuovi strumenti.
Family Fishing supporta tanto il controller tradizionale di Wii, quanto un apposito accrocchio venduto insieme al gioco per circa 1000 yen in più tale da accorpare le due periferiche e gestire con maggiore disinvoltura la fase del riavvolgimento.

Ero solo un pesce

L'idea di Family Fishing è condurre in vacanza anche il giocatore. L'atmosfera è estremamente rilassante. L'orologio interno del gioco regala scorci preziosi: pescare al tramonto quando la spiaggia è deserta, fare kayak nel mezzo del pomeriggio, una gita subacquea tra i coralli nel cuore della notte per immortalare qualche pesce.
Gli spossati dal solleone si possono rintanare all'interno dell'acquario, disponibile per il giocatore e per i (fittizi) visitatori; al suo interno sono conservati e catalogati in vasche immense tutte le specie incontrate e catturate. L'attività non è, però, fine a sé stessa dal momento che il numero di visitatori garantirà degli introiti la cui finalità è l'espansione del museo, mentre grazie alla Wi-fi Connection è possibile comparare le statistiche museali del proprio giro di amici.
La modalità online (e locale) si arricchisce anche di un numero elevato di minigiochi da fare in compagnia: una sorta di freccette lanciando l'amo, uno sprint a chi pesca più pesci, time attack a bordo di canoa, quiz game sulla fauna incontrata e molti altri per un totale di venti attività imparentate alla lontana con la vita di Sampei.
Lo stile grafico è molto carino. La semplicità del tratto ben si sposa con l'atmosfera sorniona e la simpatia del gioco, che comunque non disdegna penetranti colpi d'occhio capaci di sciogliere con poesia il cuore dei videogiocatori. I personaggi (totalmente customizzabili nel vestiario) rievocano le linee essenziali dei Mii, ma aggiungono un concentrato espressivo ben maggiore simile a quello degli squadrati eroi di My Sims.

Family Fishing Yuji Naka si cimenta con un videogame di pesca, che va oltre la mera simulazione. La lunga fase esplorativa si combina con un numero strabiliante di modalità e minigiochi in compagnia di tre amici. Aggiungete uno stile grafico dolcissimo ed avete uno dei più interessanti casual game per Wii. Negli USA uscirà con il nome di Fishing Resort: non sappiamo Family Fishing uscirà anche in Europa, ma visto il successo del brand Dual Pen scommettiamo che Namco Bandai si precipiterà nella localizzazione al più presto.

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