Destiny 2 - Area Social e PvP Oggi alle ore 19:00

Torniamo sulla beta dello sparatutto Bungie

Anteprima Far Cry Primal

Abbiamo lanciato il nostro primo sguardo sul nuovo atteso capitolo della celebre serie targata Ubisoft: il ritorno all'Età della Pietra e alle origini dell'uomo potrebbe rappresentare una svolta importante per la serie e per il genere survival

anteprima Far Cry Primal
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Angelo De Martini Angelo De Martini è un famelico appassionato di videogiochi, dategliene uno di qualsiasi genere e ne farà un boccone in compagnia del suo fidato PC. Se potesse scapperebbe con lui in Giappone, continuando ad amare la scrittura e a videogiocare come un matto. Lo potete trovare su Facebook.

È inutile girarci intorno: il "ritorno nelle caverne" e, in generale, tutti quegli elementi che contraddistinguono la sopravvivenza dell'uomo nell'estremo ambiente "preistorico", stanno prepotentemente ritornando in auge. Il mercato videoludico ne aveva un disperato bisogno, così come necessitava di prendersi una pausa dall'estenuante rincorsa a tutto ciò che appartiene alla sfera del "futuristico" e della fantascienza, colpevole di averne irretito per anni lo sviluppo creativo, oltre che di aver indotto gran parte delle software house più blasonate a sfornare titoli troppo simili tra loro e privi di uno stile originale. Ad aprire le danze di questa importante "rinascita" sono stati i titoli provenienti dal mercato indipendente, tra cui citiamo l'ottimo Rust e soprattutto Ark: Survival Evolved che, grazie alla bellezza del suo mondo incontaminato e dei suoi dinosauri, ha ottenuto un successo strepitoso su Steam (ben dieci milioni di dollari nella prima settimana di Early Access). All'E3 di quest'anno, invece, ad alimentare le speranze è stato un vero e proprio "Tripla A", Horizon Zero Dawn dei Guerrilla Games, capace di spargere sulla folla il desiderio predatorio di lanciarsi alla caccia di enormi creature molto simili ai dinosauri, anche se per metà robotiche, in un mondo post-apocalittico che catapulterà l'umanità nei suoi arbori primordiali.

The old ages

Ecco perché quando Ubisoft, quasi dal nulla, ha annunciato che il nuovo Far Cry Primal sarà ambientato nell'Età della Pietra, il nostro iniziale stupore ha lasciato immediatamente spazio alla consapevolezza. In molti, comunque, si sono interrogati sul perché Ubisoft non abbia provato ad osare con una nuova IP, piuttosto che optare per Far Cry (il cui ultimo episodio, il quarto, risale ad appena undici mesi fa). La risposta è piuttosto semplice: due degli elementi di gameplay più importanti (se pur collaterali) dei capitoli precedenti, ovvero la raccolta di risorse e la caccia, si prestano alla perfezione come fulcro attorno ai quali ricamare un'esperienza di tipo survival. Inoltre, e qui non si scappa, Far Cry è un brand noto, con una presa commerciale molto forte, e i suoi elementi "free-roaming", al netto di una connaturata ripetitività di fondo, sono sempre stati molto apprezzati dal grande pubblico. Ecco dunque spiegato il perché della nascita repentina di questo Far Cry Primal, in arrivo il 23 Febbraio 2016 su Playstation 4 e Xbox One, mentre la versione PC è attesa per Marzo. Ma scopriamo insieme quali sono gli elementi più importanti di questo nuovo atteso episodio della serie targata Ubisoft.


Far Cry e l'Età della Pietra

Abbandonate le foreste tropicali di Far Cry 3 e le cime Himalayane di Far Cry 4, dunque, spetterà a Primal riportare i giocatori a ritroso nel tempo di ben 10.000 anni, fino all'Età della Pietra, quando l'ultima era glaciale ha lasciato spazio ad una terra maestosa piena di vita e risorse, ma anche di temibili insidie sempre pronte a segnare l'estinzione delle specie incapaci di adattarsi ad un ambiente selvaggio e brutale. La terra di Oros, con la sua vallata mozzafiato di foreste rosse, la rigida taiga e le umide paludi, rappresenta la quintessenza di un mondo non ancora contaminato dal dominio dell'uomo, con quest'ultimo a fare da fanalino di coda nella catena alimentare. In Primal vestiremo i panni di Takkar, ultimo superstite del suo primitivo gruppo di caccia, nonché rappresentazione sostanziale di uno dei primi uomini che ha imparato a dominare la natura per evitare l'estinzione. Il nostro compito primario sarà quello di raccogliere le risorse necessarie a costruire un arsenale letale, composto principalmente di archi e lance (sono assenti le armi "convenzionali"), onde evitare di diventare il succulento pasto dei numerosi predatori che domineranno la terra di Oros. Oltre ai grandi gruppi di cervi e ai branchi di lupi, infatti, il giocatore dovrà preoccuparsi della temutissima megafauna, composta da agilissimi smilodonti (le cosiddette tigri dai denti a sciabola) e dai massicci mammut, diventando un vero e proprio cacciatore pronto a sfruttare ogni risorsa per sopravvivere. L'altro grande obiettivo di Takkar sarà quello di riunire ed espandere la sua tribù, alleandosi con altri importanti leader e spazzando via le tribù nemiche che oseranno opporsi al suo dominio. In Far Cry Primal, infatti, torneranno i consueti avamposti nemici da conquistare, sfruttando tatticamente le numerose armi ricavate dalle ossa delle bestie uccise oppure padroneggiando il fuoco, con il quale sarà anche possibile incendiare le armi e tenere lontani i predatori durante la notte (un po' come avviene in The Forest). Si tratta quindi di una progressione piuttosto rodata nel panorama survival, capace di trasformare lentamente Takkar da preda a predatore dominante, ma con dinamiche FPS davvero insolite per la serie d'appartenenza; noi, comunque, non vediamo l'ora di saggiare le ripercussioni sul gameplay portate dall'assenza integrale delle armi da fuoco.

Far Cry Primal La serie Far Cry si è sempre contraddistinta per le sue ambientazioni ai limiti del mondo conosciuto, capaci di trascinare il giocatore in terre selvagge, bellissime e senza regole. Ecco perchè Primal, riportandoci indietro nel tempo di oltre 10.000 anni, fino all'affascinante e brutale Età della Pietra, potrebbe davvero rappresentare la visione definitiva dell'anima più survival del brand. Dopotutto, cosa può esserci di meglio del fronteggiare un mastodontico mammut con la sola forza di un arco o di una lancia? L'assenza delle armi da fuoco, infatti, è una delle caratteristiche più interessanti (e sorprendenti) di questo nuovo Far Cry Primal, che andrà probabilmente a modificare in maniera sostanziale le dinamiche FPS tipiche della serie. La nostra speranza è che il titolo sviluppato da Ubisoft Montreal, in collaborazione con Ubisoft Toronto, Ubisoft Shanghai e Ubisoft Kiev, sappia davvero incarnare gli aspetti più ferali e primordiali dell'Età della Pietra, dandoci modo di vivere una progressione ricca di sfide e sofferenze, senza che al giocatore vengano forniti troppo presto gli strumenti per diventare il predatore dominante.

Che voto dai a: Far Cry Primal

Media Voto Utenti
Voti totali: 52
7.6
nd