Anteprima FIFA 14

Electronic Arts presenta il suo calcistico. L'ultimo gol della generazione.

anteprima FIFA 14
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  • Ps3
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  • Pc
  • PS4
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Se è vero che la palla è bella rotonda, l’andamento della storia è sistematicamente ciclico. Tutto, prima o poi, ritorna a centrocampo. E si riparte da zero. Poi sta a te farti trovare pronto. E in condizione. Perché al di là delle copie vendute, dell’apprezzamento dei fan, e della forza mediatica del brand che hai saputo costruire, se alla ripresa dei giochi sei palesemente fuori forma e un ciccino “gordo”, puoi fare ciao-ciao con la manina ai sogni da protagonista, accomodandoti in panchina come un onesto gregario delle charts mondiali. Uno qualsiasi.
PES, lo sanno anche i sassi, nel passaggio da una generazione all’altra ha subito goal a freddo, appena dopo il fischio d’inizio: un paio di uno-due e non si è più ripreso, barcamenandosi fra rivisitazioni strutturali un po’ troppo diluite nel tempo, e un’inadeguatezza tecnica sempre più ingombrante. Fino all’edizione 2013 che ha decretato, se non un’autentica svolta, quantomeno un evidente incremento della condizione atletica.
E ora? Fox Engine, nuovo parco macchine in arrivo sugli scaffali dei negozi ed ecco che il sole torna a battere in casa Konami. Dicevamo, la palla torna sempre a centrocampo.
EA, bontà sua, ha dodici milioni di argomenti per stare comunque serena. Fifa 13 è il gioco sportivo più venduto di sempre, le partite online si conteggiano in miliardi e gli estimatori sbucano dappertutto. Una malattia. Eppure, nonostante i votoni elargiti da qualsivoglia testata mondiale (compreso Everyeye.it) ed una base ludica sinceramente eccellente, l’ultimo calcistico griffato Rutter e soci era tutto fuorché perfetto. Velocità, costruzione del gioco, modello fisico avevano ancora margini di miglioramento enormi. Lo sapevamo ad Ottobre, lo sappiamo ancora meglio oggi, dopo aver visionato i primi vagiti di Fifa 14. Ad Electronic Arts va l’onore per non avere sprecato l’occasione di migliorarsi nuovamente, confezionando un copia-incolla calzante per il momento transitorio che l’industria sta attraversando col fiato corto. Tantissime invece le novità che vanno ad incidere su piacere di gioco e opzioni, in un crescendo di tecnicismi deliziosi. In attesa del nuovo che verrà, ergo le versioni per le future ammiraglie Sony e Microsoft, andiamo a scoprire l’ultima sgroppata di Fifa studiata a misura di questa infinita generazione di piattaforme ludiche.

Build up play

Schemi, video wireframe, spezzoni rigorosamente hands off: da prassi, l’anteprima di un gioco EA Sports (questa volta tenutasi a Milano) si rivela un diluvio informativo estremamente gustoso per giornalisti e fan, che possono sviscerare le nuove feature in maniera analitica, condotti per mano dagli sviluppatori, e nel contempo un piacere strozzato dall’impossibilità di provare sul campo il popò di stuzzicherie paventate. Per una prova diretta l’appuntamento è dunque fissato al prossimo mese o al più tardi all’E3 losangelino.
Quando Nick Channon e Sebastian Enrique alzano il sipario su Fifa 14, puntano l’indice su due punti basilari: costruzione e gratificazione. Tutto qui. Un “qui” che porta con sé sincere e profonde rivisitazioni delle meccaniche introdotte nei capitoli precedenti, ampliamenti, e una sana secchiata di bilanciamenti. Un corpus di macro e microscopiche limature che tratteggiano un gioco, non solo nel complesso, ma anche nel dato momento, diverso, più preciso nel riflettere la realtà, più accurato nel comprendere errori e dinamiche fisiche tanto della palla, quanto dei giocatori. Un’esperienza mossa da uno spettro di variabili più ampio, che legittima l’approssimazione, l’incertezza del tocco e delle azioni, dove l’impegno richiesto al videogiocatore è ancora più marcato. L’obbiettivo è quello di rendere Fifa 14 non più difficile, ma più profondo, meno prevedibile, ed in grado di regalare soddisfazioni a palate nel momento del goal.
Ok, ma come?

Laddove i portavoce di cui sopra sono partiti dall’attacco, noi ci si fionda idealmente a centrocampo, la colonna vertebrale dei problemini di Fifa 13. Introdotta nel recente passato, la Battle for Possession ha subito una contrazione marcata allontanandosi dal concept originale. Non una vera e propria involuzione, bensì una edulcorazione che in parte ne ha snaturato l’efficacia. Il risultato medio, al di là della velocità e delle opzioni scelte per il sistema di controllo, è stato un andamento oscillatorio, da un fronte all’altro, da una porta all’altra, sicuramente spettacolare, ma poco verosimile. Un articolato e tuttavia reiterato gioco di ripartenze che ha impoverito la battaglia per il possesso della palla, e la valenza soprattutto delle geometrie del centrocampo, con i suoi ritmi asincroni fra verticalizzazioni e palleggio.
Fifa 14 corregge l’andazzo agendo su due fronti: intelligenza artificiale e protezione della sfera. Addio, per esempio, alla distanza esagerata fra centrocampo e difesa, in situazioni ovviamente normali e non di sbilanciamento evidente. L’IA dei compagni si fonda ora sul calcolo di frame multipli, e non già di un’unica situazione come accadeva in Fifa 13. La capacità di predizione, o meglio di lettura delle situazioni, ne ha palesemente beneficiato, in accordo con la loro capacità di essere utili alla manovra, in qualsiasi condizione, garantendo finalmente un grado di coralità come si deve. Esempio classico: rinvio corto del portiere che alleggerisce sull’ultimo difensore. Difficilmente Fifa 13 favoriva il nostro pressing in attacco: al centrale bastava cercare l’appoggio di un uomo di fascia o di un centrocampista arretrato per infangare ogni nostro sogno di scippo. Fifa 14 vede invece la vivida collaborazione dei compagni di reparto qualora intuiscano una potenziale occasione, ad esempio un stop sbagliato del difensore, o un allungo palla al piede -alla Mexes- troppo avventato. In questi casi è dunque meravigliosamente soddisfacente ammirare la nostra ala staccarsi per andare ad ostruire la soluzione più semplice per l’avversario. Fantastico poi il nuovo sfruttamento del campo da parte dei giocatori, più abili nel cercare anfratti e corridoi utili per un’imbucata degna di nota. La loro proattività è quindi palese: ragionando come detto per gruppi di frame non attendono l’illuminazione solo per attivarsi all’ultimo momento utile, ma controllano l’operato del videogiocatore per proporsi e creare spazi ogniqualvolta sia possibile. Torniamo un attimo sul rettangolo verde: sana manovrata sulla destra con un piccolo torello fra tornante e centrocampista volto a addomesticare il ritmo di gioco; al nostro primo accenno di accentramento, l’esterno sinistro ci è venuto dapprima incontro portandosi dietro l’uomo per poi scattare verticalmente verso la porta, un’alternativa mai vista in Fifa 13. Discorso analogo sulle sovrapposizioni, finalmente efficaci e sulla possibilità degli attaccanti di tornare in difesa prodigandosi in fase di copertura nelle zone di competenza. Gran lavoro anche sui difensori: più attenti in fase di marcatura e nell’applicazione del fuorigioco (tanti saluti ai buchi laterali), capaci di stringere per soccorrere il videogiocatore in difficoltà e meno vittime dei funambolismi o della velocità degli attaccanti, i difensori vengono aiutati anche dal ridefinito assetto fisico. Entra in gioco soprattutto la nuova gestione del controllo del pallone e della fase di contrasto/push back, con nuove animazioni che consentono un utilizzo del corpo più maschio, ruvido e performante. Braccia, torso e gambe si agitano in maniera più incisiva per impedire le sgusciate dei più fulminei. Interessante anche l’introduzione del Second Chance Tackle, che va ad aggiungersi al nugolo di varianti della difesa tattica. In relazione al contesto e alla postura dei giocatori, è possibile tentare nuovamente l’intervento diretto qualora il primo fosse andato a vuoto. Un secondo tentativo, di norma con la gamba di appoggio, che apre nuove porte alla fase difensiva, funzionale soprattutto quando i due avversari si fronteggiano centralmente e non correndo spalla a spalla.

Ovviamente, la nuova gestione della palla amplifica anche le capacità degli attaccanti, che ora possono proteggere meglio la sfera, con corpo e braccia, allungandosela con la suola, portandola a passeggio con microtocchi laterali, in ogni direzione e a qualsiasi velocità, confezionando nel mentre anche dei veri e propri dribbling. In tutto, poi, è modulabile a piacimento: per creare lo scudo è sufficiente premere il trigger sinistro, che può essere rilasciato e poi ripreso per dare forma a movimenti sempre diversi in relazione al contesto ai movimenti impartiti con lo stick. Un festival del tocco che abbandona la staticità vissuta in Fifa 13 (dove, di fatto, era un mero orpello scarsamente utilizzato dalla media dei giocatori) e che scandisce nuovi ritmi, nuove possibilità per far salire la squadra, per spostarne il baricentro o semplicemente per creare azioni mai assaporate negli scorsi Fifa.

First Touch Control of Dribbling

Per chi subodorava un Fifa 14 in versione “compitino”, EA Sports ha tirato fuori dal cilindro un altro paio di ghiottonerie davvero niente male, versante Dribbling. Non ci stiamo riferendo a numeri da circo Fifa Street style, ma a due feature che modificano abbondantemente la percezione sia dei movimenti dei giocatori che il loro controllo sul terreno di gioco. La prima implementazione, incomprensibilmente esclusa dai Fifa precedenti, è la capacità di correre e sprintare palla al piede in qualsiasi direzione. Durante lo scatto Fifa 13 consentiva un ritocco alla traiettoria dell’avatar in maniera “circolare”: ci si poteva spostare in molte direzioni correndo come dei pazzi, ma non in tutte, né si poteva effettuare dei radicali cambi di direzioni durante lo scatto. Alla prassi del

"Fifa 14 è onestamente una sorpresa inaspettata. Non attendevamo un carico così ingente di innovazioni e ampliamenti, a cominciare dalla fisica del pallone, che da sola vale metà del prezzo del biglietto, e le nuove dinamiche sui dribbling. "

“curvare” Fifa 14 aggiunge la possibilità di spostarsi in velocità dovunque si voglia, con cambi di passo e animazioni ad hoc che scompaginano radicalmente gli spunti in solitaria classici.
E ancora: le variabili introdotte dal First Touch Control prendono possesso anche dei dribbling, con tocchi e variazioni degli stessi diversi durante il controllo del pallone, in relazione alla velocità di utilizzo e alle abilità del singolo giocatore. La risultanza dice addio alla palla incollata ai piedi, a movimenti e sobbalzi della stessa identici gli uni agli altri. Una galoppata sulla fascia di un giocatore dell’Arsenal -con i sussulti irregolari della palla, e un ultimo allungo funesto che la parcheggia al di là della linea dell’out- è sufficiente a sigillare quanto questa nuova feature alteri le vecchie percezioni, anche dal punto di vista di chi deve difendere: un’approssimazione del tutto realistica, del tutto autentica che abbisogna di un grado di esperienza superiore del videogiocatore per essere metabolizzata al meglio.
Più creatività quindi non come mero sinonimo di funambolismi o gingilli da circo, bensì come vera e concreta riscrittura di alcune meccaniche, anche quelle riguardanti il controllo -ancora più slegato- dei calciatori digitali. Un bel salto, nulla da dire.

Pure Shot

Il piacere di una bordata non si scorda mai. Il punto è: quanto i tiri di Fifa 13 si discostavano gli uni dagli altri? Quanto lasciavano trasparire le animazioni di eventuali problematiche di un tiro poi scagliato al terzo anello? La risposta è una solo: poco. Nondimeno efficaci, le scoccate di Fifa 13 rappresentavano solo una minima parte dei tiri oggettivamente verificabili durante una partita di calcio. Fifa 14 è pronto a colmare il gap aggiungendo, in sequenza: tiri in porta nuovi di zecca, animazioni diversificate e, giusto per gradire, una fisica del pallone completamente ricostruita. Vi basta?
L’ultimo punto, chiaramente, è un biglietto da visita per il passaggio su next-gen: ad ora, però, i risultati paiono del

"La capacità di lettura delle situazioni dei compagni è migliorata, in accordo con la loro capacità di essere utili alla manovra, in qualsiasi condizione, garantendo finalmente un buon grado di coralità."

tutto eccellenti, quantomeno sotto il profilo della quantità. Un profluvio di opzioni che ingigantiscono le situazioni di gioco, rendendolo ancora più completo, ancora più appagante.
In primis gli inserimenti nelle movenze dei giocatori, che cercano -laddove possibile- angolazioni migliori per tirare e crossare, allargando magari l’angolo di entrata per dare maggiore slancio in fase di conclusione; animazioni appropriate per le varie tipologie di esecuzione; tiri a mezza altezza che possono scendere toccando il terreno poco prima di arrivare al portiere; siluri a scendere alla Cristiano Ronaldo; tiri di esterno finalmente in grado di “uscire” in maniera realistica, con effetti e fisica “in flight” riscritta a mani basse dagli sviluppatori, e semplicemente assenti in Fifa 13. Si pensi ai tiri al volo, sempre ad uscire, ora finalmente realizzabili; infine bombe dalla distanza semplicemente più forti, secche ed intense, rasoiate che calcolano meglio punto di impatto, caratteristiche del calciatore e tempismo nella calciata.
Le nuove routine fisiche gestiscono le interferenze della palla tanto in volo quanto durante i contrasti, con effetti che allontano la linearità di Fifa 13. Un passaggio di consegne importante ancora da toccare con mano, ma che dai video regala sensazioni davvero sopraffine, più articolate e variegate rispetto al recentissimo passato.

Di tutto di più

I portavoce di EA Sports sono un fiume in piena. Moltissimi aspetti restano ancora segreto di stato (multiplayer?) e faranno capolino solo fra qualche settimana, tuttavia già da ora è possibile fare un quadro grazie ad alcuni capisaldi: torneranno a gran voce gli Skill Games, capaci di ottenere, a distanza di mesi, risultati semplicemente eccezionali in termini di dedizione e ore di gioco spese. Nella speranza che alcuni di essi si accompagnino anche ad un bilanciamento meno spigoloso ed a una curva di difficoltà più morbida, alcune new entry andranno a irrobustire il pacchetto ludico finale, come il torello, i tiri veloci in sequenza al limite dell’area e il dai e vai particolarmente ficcante per impratichirsi con i tempi dei triangoli.

Particolari gustosi anche per ciò che concerne la carriera: in prima istanza un layout grafico stravolto e l’immissione del Global Scouting Network. Il primo assicura un navigazione più chiara ed esemplificativa, meno dispendiosa in termini di menù e chiaramente leggibile anche dal meno avvezzo. Il secondo, cambia parecchie cose. A livello concettuale, la stagione di reclutamento, scelta e monitorizzazione dei giovani promettenti dura tutto l’anno, e non solo durante la finestra di mercato. Filtrate da diversi layer, si devono poi dare indicazioni costanti agli scout per ricercare i calciatori che rispondono ai nostri parametri di riferimento. Un approccio completamente diverso alla carriera di Fifa, per una modalità anche qui più attinente a quanto accade ogni giorno nel calcio professionistico. i riferimento.

FIFA 14 Fifa 14 è onestamente una sorpresa inaspettata. Non attendevamo un carico così ingente di innovazioni e ampliamenti, a cominciare dalla fisica del pallone, che da sola vale metà del prezzo del biglietto, e le nuove dinamiche sui dribbling. E’ un percorso di affinamento e implementazione quello del team capitanato da Davide Rutter che non manca mai di alzare l’asticella, segnando standard ogni volta superiori. Il gioco, per ora, è annunciato solo per Xbox 360, Playstation 3 e PC. Ma siamo certi che presto arriveranno buone nuove dal futuro. Per ora, godiamoci questo presente, invero promettente.

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