Anteprima Final Fantasy XV

Facciamo il punto sulla prossima Fantasia di Nomura e Tabata

anteprima Final Fantasy XV
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PS4
  • Xbox One
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

L'attesa del piacere è essa stessa il piacere. Ci permettiamo d'aggiungere una postilla alla frase del grande Lessing. Quando l'attesa diviene eterna, il piacere si tramuta progressivamente in greve tormento, malcelata insofferenza e morboso desiderio per l'oggetto tanto a lungo bramato. Questo stato porta necessariamente con sé alcuni "effetti collaterali" di non poca importanza; primo fra tutti l'elevato rischio di incorrere in una cocente delusione nel caso, abbastanza comune, che l'oggetto del desiderio non corrisponda all'idea di perfezione di cui ci si era beati grazie al potere della fervida immaginazione. In ambito videoludico la sensazione d'esser sempre in attesa di qualcosa di grandioso è una presenza costante nell'inconscio di chi gioca; un "malessere" che non abbandona per un sol momento una popolazione di videogiocatori perennemente insoddisfatti ed affamati di nuovi stimoli. Si potrebbe ribattere che questo è insito nella natura umana; qualcosa che trascende la becera categorizzazione che abbiamo appena operato. Forse è vero, soprattutto se proiettato sulla nostra società, basata sul consumismo sfrenato; però i videogiocatori (e gli appassionati di tecnologia in generale) da qualche tempo si sono lasciati contagiare da un particolare virus, diffuso con grande abilità dai produttori di hardware, dalle software house e dai publisher: l'hype. Esso colpisce indiscriminatamente e provoca episodi di allucinazioni ed isteria che scompaiono solitamente nel momento in cui il prodotto pubblicizzato raggiunge il mercato e viene dato in pasto a noi, beta tester paganti ma poco appagati. Non c'è alcun dubbio, i videogiocatori sono cambiati, cosi come le mirabolanti strategie di marketing che riescono a tenere viva l'attenzione del pubblico addirittura per anni, grazie ad una tech demo, o ad un trailer ai limiti del miracolo tecnico, rivelati in momenti propizi o "trafugati" da un insider. Insomma, l'incipit perfetto per fare il punto della situazione sul redivivo Final Fantasy XV, sulla sua gestazione ormai leggendaria, e su cui fiumi di parole sono state spese dando adito ad indiscrezioni reali, ma soprattutto ad ogni sorta di fantasia puramente speculativa.

PILLOLE DI STORIA

Il timore che l’ultima Fantasia di Square-Enix si fosse trasformata in uno dei più colossali vaporware della storia, raggiungendo nel limbo altri celebri compagni di sventura come Agent, Project Titan, (forse) The Last Guardian, per lungo periodo è stato più che fondato. Addirittura, si era giunti a pensare che gli alti papaveri della software house nipponica avessero quasi paura a dichiarare la chiusura ufficiale del progetto e non ne parlassero nella vana speranza che i volubili utenti se ne dimenticassero in fretta. Fortunatamente sembra non esser andata così. Square-Enix ha rilasciato informazioni e trailer a singhiozzo, ingraziandosi nel momento giusto una buona fetta dell’utenza videoludica, carpendone il cuore e i desideri. Certo, l’importante software house in questi anni non è rimasta con le mani in mano e ha diversificato gli investimenti, con alterne fortune. Per questo, tralasciando per brevità i progetti collaterali non strettamente legati all’universo di Final Fantasy, risulta quasi d’obbligo una rapida carrellata (rigorosamente in ordine cronologico) di quanto successo sinora al macro progetto conosciuto come Fabula Nova Crystallis, una serie (nelle intenzioni di Tetsuya Nomura decennale, ma abbandonato ufficiosamente nel 2011) di produzioni connesse fra loro attraverso la medesima mitologia, incentrata su potenti cristalli espressione delle divinità che governano il mondo, e lo stesso universo narrativo, seppur settato su linee temporali differenti.

Il progetto, annunciato nell’ormai lontano 2006 abbraccia attualmente ben sei videogiochi, giunti sugli hardware più disparati ed accompagnati da un'enorme quantità di altri media, dai manga ai romanzi, quasi tutti rimasti ovviamente confinati in terra nipponica. Quello che doveva essere il nucleo principale di Fabula Nova Crystallis in teoria doveva esser composto dai tre episodi dell'epopea della bella Lightning (XIII; XIII-2; XIII-Lightning Returns), mentre un fantomatico XIII-Versus ed un certo Final Fantasy XIII Agito, annunciati anch'essi nel 2006 avrebbero dovuto ampliare, con altre storie, l'universo e la mitologia dei Cristalli. Invece, gli anni passavano inesorabili e il progresso tecnologico è intervenuto a stravolgere più di una volta i piani dei creatori della saga, che si sono visti costretti a saltare da un hardware all'altro, travolti da qualcosa più grande di loro e su cui non avevano più alcun controllo. Alla fine, XIII Agito si è scisso ulteriormente in due titoli distinti, scollegati dalla numerazione principale: Type 0, uscito su PSP e mai giunto in occidente ed il prequel di quest'ultimo, Agito, applicazione di recente uscita per i device mobile Android ed iOS.
Versus XIII, per certi versi, ha fatto la stessa fine. Non è stato diviso in due (chi può dirlo? il buon Nomura ha addirittura già parlato di sequel), ma da quel giorno di otto (!) anni fa è quasi scomparso dalla scena videoludica mondiale. Lunghi silenzi intervallati da pochi, lucidi, attimi di stupore fino a che, improvvisamente, nel 2013 dopo anni di discussioni interne all'azienda, si è svelato all'E3 sotto una nuova veste, un diverso nome, forse segno di un nuovo inizio, e l'ennesimo salto di hardware.

A FANTASY REBORN

Sin dal suo esordio Final Fantasy Versus XIII, che ora chiameremo semplicemente FF XV, si è distinto dagli altri Final Fantasy facenti parte della mitologia dei Cristalli per un setting assolutamente dark (reminescenza di FF: VIII?), reale e maturo. Il mondo, in cui vengono calate le vicende narrate, vive le conseguenze di una post-modernità industrializzata amalgamata ad elementi medievali, disillusa e tristemente decadente. Verdi praterie hanno dovuto lasciare il posto a grandi metropoli dagli imponenti grattacieli; l'ingegno dell'uomo, proprio come accade nella realtà di tutti i giorni, ha concepito moderni strumenti meccanici non solo per facilitare gli spostamenti ma anche per portare efficacemente morte e distruzione nella casa del proprio vicino. In questo opprimente clima da guerra fredda o, meglio, da catastrofe imminente, si erge il regno di Lucis, baluardo e difensore dell'ultimo Cristallo rimasto, da quale l'area trae il proprio benessere politico ed economico. Il regno, a causa di cotanta prosperità si trova praticamente isolato ed osteggiato dal resto del mondo, ovviamente invidioso per questa fortuna. Nonostante il risentimento latente, una fragile pace è stata raggiunta faticosamente con le nazioni confinanti e riesce a durare sino a che il regno di Neflheim non decide di rompere quel precario equilibrio, conquistando in rapida successione le nazioni di Tenebrae, Solheim ed Accordo (la nazione sull'acqua, già vista nel trailer dello scorso anno).

Ad un passo dalla guerra globale ecco spuntare il classico manipolo di eroi. Noctis Lucis Caelum è l'ultimo esponente, in linea di successione, del casato regnante Caelum di Lucis. Egli sembra essere il classico giovane scapestrato poco incline a conformarsi alle regole dei più grandi e tende sempre ad agire di testa sua. Assieme ad amici fidati con cui, par di capire, si potranno approfondire i rapporti con conseguenze utili in termini di gameplay, deve intraprendere un viaggio che lo porterà ad attraversare tutto il continente per tentare di porre fine alla follia, fronteggiare nemici potenti come Stella, del reame Tenebrae, ed incontrare una misteriosa donna di nome Luna. Le tematiche dell'amicizia e del viaggio, fondamentali in ogni Final Fantasy, verranno affiancate da temi più maturi, basati su un opprimente senso di minaccia e di perdita derivante da una malinconica decadenza che permea tutto il mondo di gioco.

IN BILICO TRA SPECULAZIONI E REALTA'

Se della storia si conosce davvero poco, il riserbo è ancora massimo per ciò che concerne il gameplay. Allo stato attuale non è possibile sapere la strada che realmente il team (anzi, i team) responsabili dello sviluppo sta seguendo. Possiamo però appuntare nella nostra bacheca di compensato stile "complottista della domenica", stralci di dichiarazioni e particolari sequenze dei trailer rilasciati sino ad ora per tentare di incastrare nel migliore dei modi tutti i pezzi del puzzle, tenendo bene a mente le possibilità offerte dal salto di hardware e dal fatto che, secondo quanto dichiarato non più tardi di tre settimane fa, il gioco è ancora al 55% di completamento. Nel corso degli anni si è detto francamente tutto e niente; non passa TGS o altra conferenza che qualcuno non getti indiscrezioni quasi con noncuranza. Ciò che è certo è che della struttura di gioco si sta occupando il team già responsabile di Kingdom Hearts, mentre delle scene scriptate e quelle in real time è responsabile il team di Advent Children. Secondo quanto dichiarato dal maestro Nomura, FF: XV avrà un'impronta marcatamente action ed immediata, grazie ad una struttura "abbastanza" open, in cui eventi e scontri avverranno in tempo reale, senza fastidiosi caricamenti e cambi di schermata, come avveniva in precedenza. La volontà è quella di creare un mondo vivo e pulsante, in cui il ritmo si mantenga costantemente ad alti livelli e gli eventi in real time possano essere innescati senza soluzione di continuità, a seconda delle azioni operate dal giocatore, anche senza alcun preavviso. Gli spostamenti attraverso il vasto continente possono avvenire con mezzi meccanici, come aeromobili, auto ed altro ed anche con i leggendari Chocobo, anche se non è ancora ben chiaro in che modo verranno implementati nel gioco.

Gli scontri poi costringeranno il giocatore ad utilizzare in modo creativo tutto l'ambiente circostante. Essi infatti non sono relegati ad un piano orizzontale bensì, grazie alla libertà di movimento promessa, potranno avvenire anche verticalmente. Nei trailer, ad esempio, si vede il protagonista trovare degli appigli di fortuna su edifici ed altre strutture in movimento, ma anche arrampicarsi e teletrasportarsi grazie all'uso della "magia" e di quel particolare incantesimo con le ghost sword; aspetto, questo ancora poco toccato di cui vi possiamo dare solo alcune informazioni. Le arti magiche di Noctis sembrano quasi fuori posto in un Final Fantasy "reale", dove la magia non è quasi considerata. Ad ogni modo, tralasciando i motivi per i quali il giovane guadagna quei poteri, essi dovrebbero influenzare temporaneamente anche i compagni del party che ne sono sprovvisti, i quali, se nelle vicinanze si trova Noctis, potrebbero esser anche loro in grado di usare la magia.
Tornando al crudo gameplay, secondo Tabata (director giunto ad affiancare Nomura nel 2012 per esplicita volontà dei dirigenti Square-Enix) il giocatore avrà il completo controllo solo ed esclusivamente di Noctis, mentre gli altri membri del party saranno mossi dall'IA. Niente switch dunque. Rimane ufficialmente solo la possibilità di impartire ordini senza poter gestire direttamente il party. Non essendoci alcuno stacco tra fase esplorativa e combattimenti in tempo reale, l'HUD sembra esser ridotto ai minimi termini. Gli sviluppatori infatti hanno voluto lasciare la più ampia libertà al giocatore, implementando per quanto possibile comandi rapidi ed azioni istantanee, da attivare anche in automatico attraverso determinati movimenti del personaggio. La paura di una deriva prettamente "casual-action" è diventata realtà quando Tabata, nel settembre scorso ha parlato di FF: XV come di un "action con un solo pulsante", per renderlo quanto più accessibile alla maggior parte del pubblico. Troppo presto per sapere se tale dichiarazione verrà digerita dai fan ed davvero troppo presto per giudicare qualcosa di cui ancora non si è visto nulla. I primi trailer di gameplay ovviamente non dicono nulla se non il fatto che l'azione di gioco sarà un misto (in una proporzione, sembra, di 70% a 30%) tra cut scene in real time e pre-rendered scene; il cui risultato finale dovrebbe avvicinarsi molto a quanto mostrato al TGS di quest'anno, anche se dalle sole immagini non è facile capire quanto del trailer fosse realtà e quanta, invece, pura finzione cinematografica. Ad ogni buon conto ci basterà attendere (tanto ci siamo già abituati) fino a marzo 2015 per poter mettere le mani su una pseudo versione, ottimisticamente chiamata "demo" di circa tre ore, scollegata ovviamente da quegli che dovrebbero esser gli eventi narrati nella versione definitiva. Francamente la mossa commerciale di rilasciare una versione che potremo definire ironicamente pre-alpha non ha grande senso se si considera il fatto che, stando sempre a quanto dichiarato, FF: XV è “solo” al 55% di completamento e sembra che le quattro squadre di sviluppo al lavoro sul progetto, nonché gli stessi Tabata e Nomura, stiano navigando a vista, senza una direzione chiara e decisa verso la meta.

IMPROVVISAMENTE, IL MIRACOLO

Avrete tutti bene impressi nella mente i trailer (sempre pochi per la verità) ai limiti del miracolo rilasciati sinora. Tutto molto bello, certo, ma di tangibile sul fronte tecnico si è visto gran poco e, chiaramente, si sa ancora meno. Non sappiamo quanta onestà intellettuale ci fosse nei trailer, o se hanno lavorato tutti questi anni solo per farli, i trailer. Non dobbiamo dimenticare poi che il travagliato sviluppo ha portato il titolo a saltare (anche per questioni di prestigio) da quella che ormai è considerata “old gen” a quella corrente, con conseguente e sicuro ampliamento delle possibilità offerte dalle console di nuova generazione. Il trucchetto, potremmo anche considerarlo evidente, c’è. Per stessa ammissione di Nomura, FF: XV viene - ovviamente - sviluppato su PC di fascia ultra alta con directX 11. Questo permette agli sviluppatori di tenerci incollati allo schermo senza ritegno con i già citati miracoli della tecnica. Una volta completo al 100%, FF: XV verrà riconvertito avendo riguardo alle specifiche dei due hardware di riferimento, Playstation 4 e XBOX ONE. Quindi, il risultato che vedremo su console potrà avvicinarsi, oppure no a quanto proposto dai trailer. Comunque, per quanto abbiamo potuto vedere, gli engine grafici utilizzati, ossia il vetusto Crystal Tools (limitato alle cut-scene in real time), un meta-engine sviluppato ad hoc che tiene in piedi quasi tutto il resto e, da ultimo, il Luminous Engine per ciò che concerne la gestione dell’illuminazione, svolgono egregiamente il loro compito. Ci è rimasta impressa, tra le altre, una particolare dichiarazione fatta da Nomura durante un’intervista. L’engine di FF: XV, oltre a presentare il realistico ciclo giorno/notte che andrà a toccare la salute e la resistenza degli eroi in viaggio, riuscirà anche a gestire in tempo reale anche le condizioni atmosferiche, tanto da influenzare non solo l’aspetto ed i movimenti dei protagonisti, ma anche gli scontri e l’utilizzo delle magie. Se, ad esempio, si usa in una giornata piovosa l’incantesimo elementale legato al fuoco, esso avrà poca efficacia, perché, chiaramente i nemici bagnati faticano a bruciare e gli eventuali danni AOE sul terreno potrebbero estinguersi in breve tempo. Al di là di quest’ultima chicca, ogni cosa, dall’ambientazione alla caratterizzazione dei personaggi, alla gestione della fisica dei corpi e gli effetti particellari, sembra esser fatta con una cura incredibilmente certosina e la speranza, chiaramente, è che tutto questo sia presente anche nella versione finale, senza se e senza ma. Al momento non ci resta che attendere la versione demo, prevista per il 15 marzo prossimo, in bundle con FF: Type 0 HD.

Final Fantasy XV Nel bene o nel male, Final Fantasy XV possiede già tutti i crismi del mito e le ragioni non si contano. L’enorme quantità di speculazioni a cui ha dato adito, uno sviluppo che sembra non vedere mai la proverbiale luce in fondo al tunnel, il fatto che ormai sono stati spesi milioni di Yen per un progetto aleatorio in continuo mutamento, sono solo alcune delle ragioni che hanno innalzato FF: XV nella Hall of Fame videoludica, pur non essendo ancora giunto sul mercato e pur non avendo ancora mostrato nulla di troppo concreto. Quel che è certo, al di là delle pure speculazioni, è che questo è il Final Fantasy più ambizioso di sempre. Le aspettative per quella che potrebbe essere la riscossa o la rovinosa caduta di Square-Enix e del brand Final Fantasy sono ancora incredibilmente alte, nonostante qualche voce di dissenso proveniente dalla frangia oltranzista dei puristi. Oramai Square-Enix, dopo otto anni di sviluppo e dopo aver lavorato per mantenere vivo l’interesse dell’utenza, non può più tornare indietro; Final Fantasy XV potrà essere la fine della fantasia, o la vera fantasia finale. Comunque vada a finire, il canto del cigno di Fabula Nova Crystallis verrà ricordato per sempre.

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