Anteprima Firefall

Uno Shooter Free To Play dal profilo piuttosto interessante. Tutte le informazioni dal PAX

anteprima Firefall
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Si parla tanto di Homefront, di Crysis, di Battlefield... E di tanti altri shooter che puntano dichiaratamente a porsi come punto di riferimento a livello tecnico, che possano spremere il massimo possibile dall’hardware dei nostri computer fumanti, che diano un senso di realismo e di cruda simulazione ai dolori della guerra e all’onore delle armi. Be strong. Be fast.
Ma... non ci staremo prendendo un po’ troppo sul serio? A volte potremmo aver semplicemente voglia di connetterci con dei nostri amici e vivere insieme un’esperienza di taglio più divertente e giocoso senza che questo comporti una bassa qualità di realizzazione.
Dal PAX 2011 ci viene incontro FireFall, interessante shooter tridimensionale a spiccata componente online team-based sviluppato da Red 5, studio che ha al suo nucleo un nutrito manipolo di ex-dipendenti Blizzard e non per nulla capitanato da Mark Kern, già Team Lead di World of Warcraft, MMORPG di cui probabilmente avrete sentito parlare.
Oltre ad un pedigree di tutto rispetto, il gioco annovera anche un’altra importante freccia al proprio arco: sarà gratuito, per tutti. Già, Free to Play! Diffidenti? In questo caso, stando alle prime impressioni, convenienza e qualità sembrano proprio andare a braccetto.

Benvenuti sulla terra

Nel mostrare una demo pre-release della modalità multiplayer, Kern illustra le caratteristiche salienti dell’opera prima del suo talentuoso team. Cominciamo col definirne il setting: nonostante ci possa sembrare di ritrovarci immersi in una ambientazione tipicamente aliena, le vicende di FireFall hanno luogo sulla nostra Terra. Tra 200 anni il pianeta sarà pressoché irriconoscibile ai nostri occhi a causa della piaga che lo ha devastato, il Melding. Il termine, di difficile traduzione nella nostra lingua, allude alle scorie radioattive generate dall’abuso di Crystite, inestimabile fonte energetica la cui scarsità non ha mancato di scatenare sanguinose guerre per il monopolio economico. Il Melding ha ormai reso l’habitat irrimediabilmente inospitale, mutando l’ambiente e gli esseri viventi in nuove forme aberranti. I pochi homo sapiens rimasti vivono come possono in piccole comunità raccolte al riparo dalla nube tossica. Starà a noi tentare di riappropriarci del pianeta eliminando il Melding e la nuova razza mutante da esso generata che di recente ha preso ad attaccare gli insediamenti umani, i Prescelti (The Chosen).
Questa storyline fa da sfondo ad una - udite udite - campagna offline single-player che i giocatori potranno sfruttare, oltre che per godere dell’originale trama post apocalittica, anche per aumentare il livello delle armi e delle abilità di classe dei loro alter ego che poi saranno ben messe a frutto nel corso delle entusiasmanti varie modalità multigiocatore.
FireFall nasce infatti con l’idea di essere la fusione ideale tra pura azione shooter ed efficaci componenti MMO. Del resto il team si è fatto le ossa alla corte di World of Warcraft, e una evoluzione in questo senso, pur abbracciando un genere completamente differente dall’ RPG, ci appare spontanea e naturale.

Grilletti e Jetpack

Occorre però dire che, per il momento, c’è una certa scarsità di informazioni sulle possibili modalità online che saranno disponibili nel prodotto finale. Sono state garantite moltissime alternative tra cui scegliere, ma il mini torneo tenuto in occasione del PAX ha svelato unicamente il deathmatch PvP tra gilde (dette Armies) 5 vs 5: un po’ poco per quello che dovrebbe essere il cuore pulsante del gameplay di FireFall.
L’appagante azione incentrata sulle abilità peculiari di diverse classi militari compensa fortunatamente la lacuna, che scommettiamo resterà tale solo temporaneamente in attesa di nuove rivelazioni.
Per il momento comunque registriamo la cosa forse più importante: giocare a FireFall è molto divertente!
La visuale può essere in ogni momento impostata in prima o in terza persona, a seconda dei gusti del giocatore.
Una volta creato il proprio avatar, le cui statistiche sono variabili anche a seconda che si scelga un soldato di sesso maschile o femminile, potremmo pensare che il gioco ci ponga di fronte alla classica scelta vincolante della sua classe di appartenenza. Non è così: l’albero delle abilità e di armi disponibili per ogni classe dipende dal tipo e dal livello di “Battle frame” equipaggiato, un esoscheletro/corazza che può essere rimosso e sostituito con uno più di nostro gusto. “Frame” equivale quindi a dire “Classe”, ma con una piacevole vena di libera personalizzabilità in stile RPG tramite moduli potenziabili e intercambiabili.
Red5 assicura che ci sarà parecchio da divertirsi con i molti diversi Frame che saranno nella disponibilità dei players: per ora ne conosciamo tre, cioè l’Assalitore, il Ricognitore ed il Medico.
Il primo è il classico tank, resistente e adatto a causare danni massici agli avversari. Utilizza armi dalla notevole potenza di fuoco e la sua principale abilità è detta Crater: utilizzando il jetpack in equipaggiamento il soldato spicca un balzo per poi piombare pesantemente al suolo danneggiando i nemici all’atterraggio; dovremo usare buone dosi di tempismo perché abilità di questo tipo risultino veramente efficaci.
Il Ricognitore è meno brutale ma più subdolo: può sfruttare modalità di fuoco alternativo, come le munizioni con countdown esplosivo, le mine di prossimità e i proiettili criogeni che rallentano i movimenti del bersaglio; la sua arma preferita è il fucile da cecchino per agire con mortale efficacia dalla distanza.
Infine il Medico, ruolo più strategico e cerebrale, ha la capacità di rimettere in piedi i feriti con una sorta di pistola curatrice, di ripristinare l’energia perduta dagli alleati eventualmente anche oltre la soglia 100% rinunciando ad una porzione della propria, e di proiettare uno scudo-bolla rigeneratrice.

I giocatori potranno organizzare le squadre, composte da un totale di cinque amici, come meglio credono, giostrandosi tra i diversi ruoli selezionabili e le differenti abilità equipaggiabili: l’unico limite sarà elaborare la tattica d’azione più adatta a seconda delle caratteristiche del team avversario o delle condizioni di vittoria imposte dalla missione.
Per ottenere il punto uccisione, ad esempio, potrebbe essere richiesto non solo di azzerare la salute di un nemico, ma anche di eseguire con successo una Esecuzione sul malcapitato. In tal caso, avere più di un Medico in squadra potrebbe rendere il gioco più arduo per la fazione avversa: non essendoci slot pre-assegnati a job decisi in partenza la scelta è solo nostra, l’esito di ogni scontro sarà deciso dalla bravura dei partecipanti.

Per molti o per tutti

FireFall, come detto, è un gioco concepito come Free to Play: niente abbonamenti da pagare quindi. Questo non vuol dire che non esista un’economia che riesca a portare meritati fondi nella casse di Red5: saranno presenti in-game dei negozi che venderanno ai giocatori oggetti di varia natura in cambio di denaro vero.
Al che si fa strada la lecita preoccupazione che prefigura giocatori armati di tutto punto ed invincibili per il semplice fatto di aver sborsato denaro sonante in cambio di power-up dalla potenza superiore.
Il lead designer Scott Youngblood tiene a precisare che questo scenario non potrà presentarsi, perché il materiale acquisito tramite microtransazioni non potrà avere risvolti pratici sul gameplay, ma principalmente di personalizzazione esteriore del personaggio giocante.
Dal punto di vista estetico, FireFall sembra di primo acchito il risultato di un riuscito mash-up tra Borderlands e Gears of War, che non disdegna locations ispirate a lande in stile Halo condite da uno stile fumettoso alla XIII.
La coloratissima presentazione in cell-shading amplifica il senso di cartoonesca immersività assicurata dalla grafica, che risulta di buon livello, agile e leggera, adatta ad un ambiente dinamico online, ma al tempo stesso di deciso impatto: architetture spazial-steampunk, soldati dettagliati e nerboruti quanto basta, creature dal design aracnoide che sembrano uscite da Oddworld. Dettagli come le curate animazioni o il sistema di luce/ombra particolarmente evidente durante le sparatorie in notturna, la vastità delle mappe e piccoli tocchi di classe come l’equipaggiamento in costante pulsazione dei nostri eroi denotano la cura profusa dagli sviluppatori in ormai diversi anni di lavoro a porte chiuse.
Il punto più debole sul piano tecnico sembra potersi riscontrare nel set di textures utilizzato, a conti fatti piuttosto piatto e che appare a tratti posticcio. Ricordiamoci però che stiamo parlando di una produzione free votata al multiplayer, con tutto ciò che da questo consegue in termini di budget e compromessi tecnici.
Inoltre stona forse l’eccessivo senso di “leggerezza” comunicato dal movimento e dal fuoco dei personaggi: una tipica problematica a cui gli sviluppatori hanno ancora tutto il tempo di rimediare.
Insomma, bravi i nostri Red5.

Firefall A distanza di alcuni mesi dal primo annuncio risalente allo scorso Settembre, Firefall ha ben impressionato i presenti al PAX 2011 con la sua divertente giocabilità dai ritmi spediti e l’intelligente sistema di classi skill-based con cui potersi divertire in squadra con un gruppo di amici. Ma, se questo da solo potrebbe non bastare a distinguere il titolo Red5 dalla nutrita schiera di shooter a vocazione multiplayer sul mercato, la fruizione quasi totalmente gratuita del tutto potrebbe mettere le ali a questo progetto senza dubbio in grado di ritagliarsi una buona fetta di aficionados. Cura per l’estetica, accesso democratico e tanta azione cooperativa e PvP, insomma, rendono FireFall un prodotto da tenere sott’occhio: il lancio in versione PC download è previsto entro la fine del 2011.

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