Anteprima GTA 5 - I Protagonisti

L'ultimo trailer ci racconta i tre protagonisti di GTA5

anteprima GTA 5 - I Protagonisti
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
 Roberto de Luca Roberto de Luca scopre il meraviglioso mondo dei videogame quando nel 1996 suo padre gli regala una Playstation nuova fiammante. Grande appassionato di qualsiasi cosa riguardi gli zombie, adora gli sparatutto in soggettiva, i tatuaggi ed il buon vino. Lo potete trovare su Facebook e su Google Plus.

Puntuale come un orologio svizzero, alle 17:00 di ieri Rockstar Games ha finalmente pubblicato sul proprio sito web il terzo attesissimo trailer di Gran Theft Auto 5. Suddiviso in tre parti, una per ogni protagonista, il trailer non ha però mostrato sequenze in-game, come molti si aspettavano, bensì un ravvicinato e più accurato sguardo a Michael, Franklin e Trevor, cercando di coglierne le motivazioni, i sogni e le necessità che li porteranno ad incontrarsi ed affiancarsi nella più intrepida e spietata avventura della loro vita. Dalle prime immagini è facile intuire che questo quinto capitolo sarà semplicemente incredibile: nulla è stato lasciato al caso e ogni dettaglio è minuziosamente proposto con la solita cura maniacale con cui Rockstar ci ha sempre abituati. Los Santos non è più una città virtuale da girare comodamente in macchina, ma una vera e propria metropoli pulsante di vita, colma di dettagli e trasudante realismo da ogni angolo. Una città dalla facciata incantevole che però nasconde un'anima torbida, corrosa dalla delinquenza e dalla corruzione: terreno fertile insomma per i tre uomini che Rockstar Games ha scelto come protagonisti di GTA V.

Michael

Chi ha mai detto che vivere il “sogno americano” sia facile? Ne sa qualcosa Michael, ex rapinatore di banche ed informatore segreto della FIB, che ora passa le sue giornate a bere scotch nella sua villa di lusso a Rockford Hills, cercando inutilmente di conciliare la sua difficile realtà familiare con le sue voglie più segrete. Ed è così che il primo trailer inizia: Il terapista che ha in cura Michael lo incita a sfogarsi, a fare chiarezza con sé stesso, mentre in sottofondo i Queen cantano la stupenda Radio Ga Ga e sul video passano momenti più o meno imbarazzanti della sua vita. Michael è chiaramente insoddisfatto, deluso forse dalla piega monotona e pigra che ha preso la sua esistenza, che fino a pochi anni prima era un tripudio di emozioni proibite ad alto tasso adrenalinico. Evidentemente poco attento come padre e come marito, assiste pian piano al disfacimento del suo matrimonio. Ma i tentativi di arginare il problema, di trovare dei compromessi, sono futili: fallisce nel portare il figlio troppo cresciuto al Luna Park, come fallisce nel cercare un punto di contatto con la figlia, troppo impegnata a farsi notare dai ragazzi della sua età che a dar retta al paparino. L’esistenza di Michael è la squallida fotografia di uno stralcio di vita sprecata, a spendere tutto in ville e macchine sportive, senza conoscere realmente il valore del denaro. Le colorate ambientazioni di Vinewood contribuiscono a creare un’atmosfera di finto perbenismo che sembra accomunare tutti gli abitanti: alle partite di tennis, alle lezioni di yoga ed alle feste tra amici, si alternano inequivocabili le liti familiari, le incomprensioni e gli adulteri. Nessuno sa attualmente quanto di tutto questo potremo vivere impersonando Michael, ma il semplice inserimento di tutte queste variabili dinamiche fa riflettere sull’enorme lavoro svolto dagli sviluppatori, concentrati per dare ai protagonisti un background psicologico profondo ed emozionale. Dopo aver scoperto sua moglie con un altro (che per aver salva la pelle non esita a lanciarsi dal secondo piano con indosso nient’altro che un paio di slip leopardati) Michael decide che è giunta l’ora di dare una svolta alla sua vita, di tornare a fare “altre cose”, ossia ciò che in fondo sa fare meglio. Omicidi, rapine e sangue sono parte del DNA di Michael, come del resto si vede nel finale dell’esuberante trailer, che termina con un inseguimento al cardiopalma tra il nostro uomo e la polizia di Los Santos sulla pista di decollo di un aeroporto.

Franklin

Dal lusso sfrenato della città alta si passa ai bassifondi più miseri, uno dei tanti volti della complicata Los Santos. Qui il giocatore farà i conti con una tipologia di personaggi molto più simili allo stereotipo di gangster proveniente da GTA San Andreas. Franklin è un ragazzo di colore abituato a vivere nella povertà, dove la cosa che conta prima ancora della propria vita è il rispetto: una parola che porterà Franklin nuovamente sulla strada che aveva giurato di abbandonare, la strada del crimine. La città bassa è stravolta da una sanguinosa guerra tra bande che non accenna a placarsi; mentre la gente onesta lavora sodo, sognando i fastosi grattacieli che sullo sfondo crescono a vista d’occhio, i più giovani sono chiamati a difendere una territorialità che ha radici profonde. Neanche un tipo come Franklin può sottrarsi, finendo suo malgrado nell’occhio del ciclone di eventi che lo porteranno poi a conoscere Trevor e Michael. Gli scorci ammirati nel secondo trailer sono decisamente differenti da quelli di Vinewood: le strade sono larghe e desolate, i negozi di liquori e i club per soli uomini -liberamente esplorabili- abbondano, mentre spacciatori e tossici mettono in piedi patetici teatrini agli angoli dei quartieri. In alcuni fotogrammi compare anche Chop, (lo stesso rottweiler visto nel trailer di novembre) il quale potrebbe effettivamente avere un ruolo importante, se non addirittura fondamentale nell’avventura di Franklin: chissà che non possa essere comandato con uno specifico addestramento o usato per intimidire i propri avversari. La presenza della polizia è costante, a causa della cruenta battaglia che va consumandosi per le strade, ed anche in questo contesto risulta innegabile l’attenzione per i dettagli. Ogni cosa è al suo posto e per la prima volta nella storia del brand i protagonisti sono perfettamente contestualizzati. In ogni capitolo di GTA il primo pensiero è sempre la libertà: libertà di poter fare di tutto, libertà di rubare una macchina e scappare via, magari sparando a qualche ingenuo passante. GTA V sembra poter mettere in discussione questo senso di onnipotenza, inserendo i tre protagonisti in scenari difficili e svantaggiosi, che spesso costringono il giocatore a sottostare a delle regole. Gli inseguimenti sfrenati tra Franklin e la polizia ne sono un chiaro esempio: tra elicotteri e scorribande nei canali prosciugati della periferia si capisce che è finita l’epoca dei poliziotti ebeti, capaci di perdere le tracce di un malvivente dopo appena 10 secondi. Le forze dell’orine di Los Santos sono dure, cattive e soprattutto conoscono bene le regole del gioco.

Trevor

Nella desolata cittadina di Sandy Shores è germogliato rigoglioso il seme della follia, capace solo di contaminare e distruggere qualsiasi cosa con cui venga a contatto. Trevor, il terzo ed ultimo protagonista di GTA V, è la personificazione dell’instabilità mentale. Amico stretto di Michael, che incontra di nuovo dopo anni, Trevor è la variabile impazzita dell’avventura. Un uomo capace di compiere le azioni più abominevoli, un torturatore, omicida e pazzo furioso. Così pericoloso che persino la famiglia di Michael ne è spaventata e lo osserva a debita distanza. Ma sfortunatamente è una pedina necessaria nei suoi piani ed entra quindi di diritto nella “squadra”. Il trailer di Trevor è tutto incentrato sulla spettacolarità delle sue azioni, atte anche a rendere noto l’elevatissimo numero di veicoli che il giocatore potrà comandare nei suoi panni. Abile pilota (ex militare) di mezzi terrestri così come quelli aerei, raramente lo notiamo senza un’arma in mano, che sia un fucile a pompa o una mazza da baseball. Non ha assolutamente la misura del rischio o della decenza, qualità che lo spinge ad azzardare autentiche follie, come quella di sparare ai propri inseguitori a cavallo dell’ala di un Cessna che sta per decollare, o andarsi a schiantare con la macchina contro un treno in corsa, mentre se la ride scaraventandosi fuori. Tutto ripreso dalle eccellenti telecamere di Rockstar, che non solo impreziosiscono il filmato con tagli cinematografici degni di un blockbuster hollywoodiano, ma ci permettono di ammirare il magistrale lavoro svolto per gli effetti particellari derivati dalle collisioni e dalle esplosioni. La resa visiva è sbalorditiva, così come sono incredibili le animazioni dei singoli personaggi, che vantano una mimica facciale senza precedenti. Primo su tutti proprio Trevor, che grazie alla sua personalità fortemente disturbata e al suo singolare linguaggio (si complimenta con la moglie di Michael per le splendide “tette nuove”) sta velocemente scalando la classifica dei personaggi videoludici più iconici dell’anno in corso.

Grand Theft Auto 5 Sarebbe stato lecito aspettarsi qualcosa di più sostanzioso da questo trailer, soprattutto dopo la notizia del posticipo della data d’uscita, rinviata a settembre prossimo per Xbox 360 e PS3. Ma in fondo il tris di video ci ha permesso di sondare attentamente le personalità dei tre protagonisti: il background narrativo è profondo e soddisfacente, in grado di intrigare il giocatore ad un livello mai visto prima. Niente del genere potrebbe funzionare senza una città che finga da amplificatore e contenitore, ed in questo quinto capitolo gli sviluppatori della Rockstar si sono semplicemente superati: ogni scorcio è una fedele riproduzione della Los Angeles dei nostri giorni, dal campetto da basket in periferia fino all’aereo che sorvola l’assolata costa ovest. Una mastodontica ambientazione che racchiude tra le sue mura ogni più recondita fantasia che un fan potrebbe mai desiderare, con tutti gli eccessi e il “politically uncorrect” a cui la serie sembra essere così legata. I tanti piccoli miglioramenti fin’ora notati non possono far che ben sperare per l’uscita il prossimo autunno. Domani, sulle nostre pagine, potrete leggere un'approfondita anteprima che farà il punto anche sul gameplay.

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