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TGS 2010

Anteprima Gun Loco

Al TGS mostrato un nuovo folle progetto di Square-Enix

anteprima Gun Loco
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360

Ad un primo sguardo Gun Loco sembrerebbe partorito da qualche pazza mente, di quelle che lavoravano magari in Clover, o ancor di più dai folli agli ordini di Suda 51. E invece quando si va a controllare lo sviluppatore c'è di cui rimanere basiti: Square Enix. Difficile abituarsi all'idea che la casa regina nello sviluppo di RPG (che ha comunque esperimenti di successo in altri generi al suo attivo) possa aver partorito un'idea tanto distante dai suoi canoni, ma superato lo smarrimento iniziale è giusto analizzare Gun Loco per quello che è, ovvero uno shooter in terza persona dalle dinamiche frenetiche. Dopo il trailer dell'E3 il titolo è stato mostrato in forma giocabile anche al Tokyo Game Show, e di certo adesso è possibile farsi una certa idea riguardo alcuni aspetti del gameplay e il suo stato di sviluppo.

Aprite le gabbie

Le vicende che stanno alla base della storia sono facilmente spiegabili: ai confini del sistema solare c'è un pianeta prigione che accoglie (si fa per dire) la peggior feccia dell'universo. Non ci sono guardie, non ci sono sbarre, ma solo dei pazzi scatenati che si massacrano tra loro, attraverso varie zone di combattimento: il pianeta infatti è diviso in varie fasce climatiche, e ad ognuna di esse è associato un ambiente naturale nel quale il sangue scorre a fiumi.
Normale che un titolo del genere non abbia nella trama la sua componente più importante, però la sensazione che si sarebbe potuto pensare a qualcosa di meglio c'è. Sensazione ulteriormente confermata quando si va ad analizzare la parte più importante della produzione, ovvero la struttura di gioco. Gun Loco non si discosta dalle dinamiche proprie degli shooter in terza persona: orde di nemici da triturare, vari personaggi da utilizzare (ognuno con due proprie armi, una principale ed una secondaria) e poco spazio per qualunque cosa esuli dal bagno di sangue più totale. Eppure, il titolo può contare su di un singolare aspetto, che ne amplifica la pazza frenesia che caratterizza persino il character desing. Per dare il meglio durante i combattimenti, infatti, sarà necessario prodursi in sfrenate corse e pericolose evoluzioni, in maniera simile a quanto accade nel parkour. Questo elemento (un po' abusato ultimamente, fra Wet e Brink) aggiunge il gameplay di un dinamismo che difficilmente si ritrova in altre produzioni. Niente di stravolgente, è bene ripeterlo, ma un dettaglio che potrebbe aiutare il titolo a differenziarsi dal vasto panorama concorrente.
Le sessioni di gioco per ora però non convincono appieno: la modalità single player appare più un riempitivo che altro, dal momento che mette il giocatore di fronte a frotte di quasi inermi nemici, coadiuvato da alcuni compagni. E' probabilmente il multiplayer che rappresenta il cuore dell'impianto di gioco: fino a quindici giocatori possono sfidarsi in varie modalità, non del tutto svelate. Anche qui tuttavia la sensazione di già visto è ben evidente, ed anzi l'intera esperienza di gioco appare troppo guidata, con arene che concentrano gli scontri in particolari aree e poche variazioni.
Ciò che di certo è diverso e peculiare è l'aspetto grafico artistico della nuova produzione Square Enix. Contando sul lavoro e sull'esperienza di Kenny Wong, un talentuoso creatore di giocattoli di Hong Kong, sono stati creati diversi personaggi, uno più folle dell'altro: si va dal matto di turno al tipo che va in giro in mutande ma con una testa e pantofole di coniglio, dal solito "gangsta" al killer ben vestito. Se lo stile è apprezzabile (o quantomeno non del tutto fuori luogo) la realizzazione tecnica lo è meno, con modelli poveri di poligoni e texture assai piatte. La modellazione degli ambienti di gioco non pare essere poi tanto migliore, e la sensazione generale è quella di una totale assenza di cura nel dettaglio. Sangue, effetti speciali ed esplosioni sembrerebbero far da padrone ma non basta, nemmeno a questi stati intermedi di sviluppo, per rendere accettabile un titolo che non convince lì dove punta maggiormente, ovvero su di una componente artistica fuori dagli schemi.

Gun Loco Non è di certo un buon debutto, quello di Gun Loco in forma giocabile. La produzione Square Enix non convince dal punto di vista della struttura di gioco, che sa di già visto, ne per quanto riguarda il comparto tecnico, sorretto da una particolare direzione artistica ma affossato da una realizzazione mediocre. Interessante il dinamismo conferito ai personaggi nelle folli corse stile parkour, ma per avere un prodotto di qualità sarà necessario andare ben oltre queste povere premesse.

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