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E3 2012

Anteprima Halo 4

Il ritorno di Masterchief alla Press Conference Microsoft

anteprima Halo 4
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Nonostante la già annunciata assenza di informazioni per quanto riguarda la nuova console, Microsoft voleva iniziare questo E3 come si deve, sfruttando la classica conference d'apertura dell'E3 per sferrare i suoi colpi migliori. Il primo titolo a comparire sul megaschermo al centro dell'oramai mitico Galen Center (palazzetto sportivo dei team collegiali di Los Angeles) è stato infatti Halo 4, mostratosi in un corposo footage di quasi cinque minuti. 343 Industries, come vedremo, ha ampiamente dimostrato di non essere il "team di riserva" al quale affidare la saga semplicemente per traghettarla alla prossima generazione. I circa dieci minuti - tra footage in game ed introduzione live action ci hanno convinto, mostrando che da questa nuova iterazione della saga possiamo aspettarci veramente il massimo.

Un pianeta sconosciuto

La presentazione, come dicevamo, si è aperta con la lunga introduzione live action, che ha visto intervenire per primo quello che ha tutta l'aria di essere il più alto in grado tra le forze dell'UNSC, o un personaggio politico di spicco (un leader umano, se non IL leader umano). Ad ascoltarlo nella sua arringa una folta platea composta da reclute, soldati semplici ed ufficiali di vario grado. I loro volti accennano un timido sorriso quando l'oratore parla della fine della guerra contro i Convenant e la pace ritrovata, e i loro occhi brillano nella visione della Infinity, una Nave da Guerra che sta per essere mandata nello spazio per portare un mesasggio di pace. Una contraddizione nemmeno troppo velata, che non sfugge ai vispi occhi di qualcuno tra gli ascoltatori. Di colpo la scena si sposta a bordo del mastodontico incrociatore, una fortezza voltante in grado di ospitare fino a diciassettemila tra i migliori membri dell'UNSC. Come da copione, tuttavia, qualcosa va storto e l'equipaggio, affaccendato nelle classiche operazioni di manutenzione viene investito da uno stano ed inconsistente fascio d'enegia arancione....apparentemente innocuo. Ma chiaramente innocuo non è, e in un batter d'occhio il fiore all'occhiello della flotta UNSC si vede quasi trascinare verso un pianeta sconosciuto, nel terrore di tutti i suoi occupanti. Ancora uno stacco, ancora un repentino cambio d'ambientazione per mostrarci che proprio sul planetoide in oggetto è smarrito il buon Master Chief, qui atterrato assieme a Cortana dopo averci lasciato con il fiato sospeso alla fine di Halo 3. Due parole e l'eroe, come si conviene ad un super-soldato della sua risma, parte alla ricerca del relitto che ha seguito schiantarsi con rara apprensione, immediatamente prima di osservare una strana navicella aliena rincorrerne la scia.
Solo a questo punto la demo arriva nel vivo, mettendo l'incaricato in controllo del nostro. I primi passi lo vedono affrontare una fitta vegetazione, con la circospezione che compete ad un soldato bene addestrato. I passi sono (per quanto possibile) felpati e lo sguardo non può fare a meno di soffermarsi sulla lussuriosa flora locale. Non si tratta di un passaggio del tutto nuovo -nel corso della saga di "foreste" o simili ne abbiamo già incontrate, tuttavia la location ha qualcosa di molto più vicino all'amata Terra di quanto non si possa immaginare a migliaia di chilometri di distanza. Il tempo per contemplare le bellezze naturali è però molto limitato: Cortana avvisa Chief del gruppo di Scout Convenant in arrivo e per l'eroe arriva il momento di entrare in azione. Ad essere mostrato, in questa fase, è il nuovo Battle Rifle, in parte ridisegnato - con un'ottica ora squadrata e la stessa letale potenza di fuoco. Il frenetico scontro mostra le classiche mecccaniche a cui la serie ci ha abituato, dalle quali spicca la solita e meticolosa precisione del sistema di mira. Master Chief non ha tuttavia il tempo di eliminare ogni minaccia: il corpo a corpo con un Elite viene rimandato, poiché la stessa misteriosa forza che aveva attraversato la Infinity lo neutralizza, riducendolo letteralmente in molecole. Una nuova minaccia all'orizzonte? I sospetti del nostro -e non solo- si concretizzano quando, poco più in là, fa la conoscenza di creature del tutto nuove (si tratta con tutta probabiità dei Precursori), che interverranno molto probabilmente come antagonisti principali nel corso della vincenda. Si tratta di strane creature simili a cani-segugio, con il corpo apparentemente metallico e la testa formata da spunzoni in grado di aprirsi come fauci e del colore arancio acceso, che le bestie utilizzano per attaccare Chief. Si tratta, con buona probabilità, di scout d'assalto delle forze nemiche, che in effetti vediamo poco dopo accompagnare quello che ha tutta l'aria di essere il loro leader (in un'organizzazione gerarchica del tutto simile a quella Convenant). Si tratta di un essere dall'aspetto truce, con il volto coperto da una maschera che riesce opportunamente ad aprire per mostrare il suo vero aspetto, spaventoso quanto mai e caratterizzato da una sorta di teschio incandescente. Ma il viso non è il solo particolare interesante (ed affascinante) della creatura, che mostra una corporatura piuttosto robusta, con larghe spalle a sostenere un mantello lacerato, gambe sottili per muoversi agilmente e lunghe braccia capaci di imbracciare un fucile ed una lama, entrambi appartenenti a tecnologie fino ad ora sconosciute. L'avversario appare tanto accattivante nel design -nelle sue sfumature di nero e arancio- quanto temibile nello scontro, mostrando al nostro un connubio tra poderosi attacchi melee ed assalti dalla distanza, che riesce a variare grazie ad una capacità che impareremo sicuramente a contrastare con l'avanzare nel corso dell'avventura - la facoltà di teletrasportarsi unita ad una velocità sovrumana. Master Chief viene sbalzato all'indietro, dando all'essere il tempo per mostrarci l'ennesima delle sue peculiarità, la produzione (esatto, li crea) di droni-sentinella, capaci non solo di esplodere temibili raggi laser a distanza, ma addirittura di difendere efficacemente il loro padrone. Ne è dimostrazione pratica l'intercetto della granata al plasma che l'eroe non esita a lanciargli contro, restituita al mittente dopo poco grazie ad un efficace sistema di controffensiva (che vedremo neutralizzato allo scontro successvio, con Chief che, semplicemente, spara alla granata "recuperata" dal drone). Il combattimento è feroce ed il nostro, per garantirsi una più vasta potenza di fuoco, estrae l'Assault Rifle, con il quale riesce prima a sgominara la sentinella e dopo il suo padrone, che nel frattempo era riuscito addirittura a proteggersi con uno scudo energetico, dall'aspetto molto simile a quelli che abbiamo trovato -stanziali-nelle precedenti incarnazioni del brand. Le sorprese, in ogni caso, non finiscono qui poiché una volta raccolta l'arma lasciata in bella vista dal nemico ci accorgeremo di essere di fronte ad una tecnologia re-invetanta quasi daccapo. Sebbene le similitudini con il "battle rifle" Covenant siano visibili -nella cadenza di fuoco soprattutto- è l'estetica di queste nuove bocche da fuoco (nonché il devastante efffetto) ad impressionare maggiormente. Una volta raccolta l'arma si compone direttamente in mano a Chief, con le sue parti a rimanere collegate tra loro grazie a quella che sembra una strana forza magnetica, capace di mantenere funzionante la bocca da fuoco pur con le sue parti leggermente fluttuanti l'una dall'altra. L'effetto, bisogna ammetterlo, risulta altamente spettacolare, specialmente quando -in movimento- ci si accorge che le suddete parti "danzano" assieme al protagonista. Il tempo per contemplare i tocchi di classe inseriti da 343 Industries, tuttavia, è ben poco - dato che un altro scontro aspetta il nostro eroe. Si tratta di qualche altro gruppo di scout, assieme all'ennesimo alieno dalla faccia da teschio, armato questa volta di shotgun. Raccogliamo questa seconda arma accorgendoci di come, grazie solo a queste ultime ed ai nuovi avversari, la varietà mostrata da questa demo faccia ben presagire per la versione finale, mostrando anche una diversità d'approcci necessaria per combattere le peculiarità di ciascuno di questi nuovi avversari.
Quando l'ennesima uccisione trasforma un alieno in cenere molecolare (lo shotgun poco sopra in oggetto appare veramente devastante dalla corta distanza ndr.) Chief può proseguire nell'esplorazione dell'antro verde che gli si staglia di fronte e lo spettatore rilassarsi per qualche istante, ed ammirare le novità introdotte dal team anche per quanto concerne l'impostazione dell'immancabile visore. Se la parte superiore e quella inferiore sono sempre occupate dalle indispensabili informazioni riguardo alla salute, all'arma equipaggiata ed alla quantità di colpi disponibili, i bordi (le estremità) ricalcano questa volta i contorni veri e propri del casco, "limitando" la visuale per un effetto molto più realistico, che viene corroborato dal'oscillazione dell'intero HUD (quando in movimento) e dalla presenza di un comunicator tutto nuovo che, in un riquadro posto nell'angolo in alto a sinistra dell'interfaccia, mostra in tempo reale le i messaggi in arrivo all'eroe, raffigurando anche -ed in maniera estremamente convincente- l'interlocutore. Passo dopo passo si arriva verso la conclusione della presentazione, che ha ancora qualcosa in serbo per tutti gli appassionati. A disposizione dell'eroe, infatti, un particolare visore, che sembra aggregare le potenzialità di un sonar e di un rilevatore termico, dando a Chief la facoltà di scovare ogni minaccia nelle vicinanze. Una vera e propria novità che farà senza ombra di dubbio la gioia dei fan, forti dell'ennesimo accrocchio tecnologico. Un aggeggio che al nostro serve a poco, quando uno tra i numerossissimi ostili nelle sue vicinanze lo assalta, mettendo fine al giocato mostratoci.
A chiudere definitivamente il "momento Halo 4" è ancora un filmato, questa volta dal ritmo estremamente incalzante, nel quale ci vengono mostrate numersose scene di combattimento ed una Cortana in gran forma, protagonista più che mai di un'avventura che, a giudicare dai pochi secondi conclusivi, si preannuncia emotivamente molto più coinvolgente per il giocatore, soprattutto se affezionato alla saga.

Cosa possiamo aspettarci?

Dal punto di vista della narrazione quanto visto non ci dice motlissimo (a parte quanto già non si sappia, ovviamente). Sappiamo per certo che l'avventura è abientata a quattro anni di distanza dalla fine della guerra contro i Covenant (o almeno presunta tale) e che quella che combatteremo sarà un'"antica minaccia risveglatasi" - come dicevamo, con ogni probabilità, i Precursori, ovvero gli esseri che non solo hanno incapsulato ogni specie per proteggerla dai Flood ma che hanno persino creato gli Halo. Dunque, facendo un minimo di mente locale ed andando a ripescare quanto visto nella presentazione, possiamo già ipotizzare decine di scenari, con Precursori e Covenant a scontrarsi, vecchie leggende risvegliate ed un approfondimento molto interessante riguardo al filone narrativo principale, che potrebbe subire un improvviso ed interessantissimo scossone. A proposito di interesse, chiudendo la partentesi dedicata alla storia e ricordando che questo Halo 4 sarà il primo di una nuova trilogia (chiamata Reclaimer Trilogy), non possiamo che spingerci a qualche considerazione ulteriore sul gameplay, che ci mostra sin dall'inizio come la natura di shooter piuttosto lineare di Halo non sia per nulla cambiata. Questo non ci è parso in ogni caso un aspetto negativo della produzione 343 Industries, che dimostra, altresì, di avere moltissimi assi nella manica, a partire proprio dalla nuova minaccia. Il loro metodo di combattimento e le loro già ampie peculiarità (si veda la presenza di droni e la facoltà di utilizzare scudi energetici e teletrasportarsi dei pià alti in grado) li rendono molto diversi da qualsiasi creatura fino ad ora incontrata, presupponendo già di base un diverso approccio all'avventura. Questa breve (ma corposa) dimostrazione ha fatto inoltre trasparire un'altra delle caratteristiche opportunamente mantenute da 343 Industries - la presenza di un'intelligenza artificiale degna di questo nome, da affrontare sfruttando ogni arma ed ogni tattica a nostra disposizione per avere la meglio. La produzione, insomma, sembra fin da ora funzionare piuttosto bene ed attrarre in maniera forse inaspettata l'attenzione di fan sfegatati e non.
Alle novità riguardanti il gameplay si unisce un motore grafico non privo di qualche piccolo ritocco a quanto già visto in Reach, con gli sforzi focalizzati sulla costruzione delle ambientazioni (favolosa la giungla mostrataci). Tra uno scontro a fuoco e l'altro abbiamo potuto constatare soprattutto l'ottima implementazione degli effetti luminosi, da sempre cavallo di battaglia della saga: tra una fronda e l'altra, al di sotto della fitta vegetazione, pochi raggi di luce filtravano in maniera meravigliosamente credibile, riflettendo e rifrangendosi sugli ottimi modelli poligonali, caratterizzati come sempre da shader veramente ben concepiti. La scena ne guadagna in spettacolarità, aggiungedo una carica d'efetti particellari da non sottovalutare e contornando il tutto con la "nuova" grafica dell'HUD. L'effetto -gradevolissimo- si sposa perfettamente con la ricercatezza nell'art design, a cui il team si è votato particolarmente nella realizzazione dei Precursori e delle loro strutture. Gli alieni, infatti, presentano un aspetto molto ricercato ed accattivante, in grado di coinvolgere "visivamente" anche i meno appassionati della saga Bungie/343 Industries. Ottima, come al solito, la texturizzazione di modelli ed ambienti, che contribuisce una volta in più, almeno per quanto visto, ad impreziosire i quadri. Scenari il cui coinvolgimento è garantito anche dalla precisa e potente componente sonora, in grado di immergerci a trecentosessanta gradi nel mondo di gioco.

Halo 4 Halo 4, nel piccolo dei dieci minuti mostratici, ci ha davvero convinto. Il team di sviluppo, piuttosto che recuperare in toto l’erdedità di Bungie -rischiando di andare incontro a scomodi paragoni- ha preferito sì mantenere le dinamiche classiche, ma calcare la mano su elementi veramente nuovi ed interessanti (si veda il design dei nemici e delle aree e si vedano le novità in termini d’armamentario ed avversari stessi). Con una varietà che sembra finora promettente ed alcuni spunti particolarmente significativi sia per i fan che per i “novellini”, Halo 4 sembra insomma prepararsi al meglio per aprire la nuova trilogia e lanciare nell’olimpo 343 Industries.