E3 2012

Anteprima Hitman Absolution

L'Agente 47 si ripresenta all'E3

anteprima Hitman Absolution
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
 Roberto de Luca Roberto de Luca scopre il meraviglioso mondo dei videogame quando nel 1996 suo padre gli regala una Playstation nuova fiammante. Grande appassionato di qualsiasi cosa riguardi gli zombie, adora gli sparatutto in soggettiva, i tatuaggi ed il buon vino. Lo potete trovare su Facebook e su Google Plus.

Allo stand Square-Enix non poteva mancare Hitman Absolution, quinto capitolo della saga nata nel 2000 per il mercato PC. Abbiamo avuto l'occasione di provare un livello di gioco inedito ambietato in un'affollata Chinatown dei giorni nostri, dove l'agente 47 ha il compito di assassinare "The King of Chinatown", un presunto boss locale. Il quartiere cinese è ricostruito alla perfezione, pieno di gente alle prese con i più consoni gesti quotidiani: fa la spesa, chiacchiera sotto i portici, fuma o passeggia tranquillamente. L'ambiente vivido mette a proprio agio il giocatore, immerso in un'atmosfera quantomai realistica. L'agente 47 è in possesso di una 9mm standard dotata di silenziatore che all'occorrenza può nascondere sotto la giacca per estrarla rapidamente nel caso la situazione diventasse complicata. L'obiettivo principale è al centro della piazza, impegnato in un'accesa telefonata e circondato da quattro poliziotti. Non è il caso di azzardare un omicidio in pieno centro, rischiando di essere scoperti e, nel peggiore dei casi, uccisi. Meglio controllare l'ambiente, essere pazienti e seguire il bersaglio memorizzandone i movimenti. Tramite un apposito radar si può controllare la situazione generale e seguire gli spostamenti nemici. Ognuno di essi è indicato con un puntino che cambia colore a seconda del livello di sospetto nei confronti dell'agente 47, andando dal bianco al rosso, indice che siamo stati riconosciuti e dobbiamo fuggire. Da questi primi intensi minuti salta subito all'occhio l'attenzione di IO Interactive per gli ambienti -tutti ricchissimi di dettagli- e per le innumerevoli possibilità di scelta lasciate al giocatore. Dopo che The King ha terminato la sua telefonata si sposta in un piccolo ristorante per poi andare in macchina e allontanarsi dalla zona d'interesse. In questo lasso di tempo l'agente 47 potrà portare a termine la propria missione in moltissimi modi, ma si dovrà stare attenti a non tralasciare nessun dettaglio per avere successo e, al contempo, non essere scoperti.

100 modi di morire

Abbiamo sperimentato subito la via più rapida, ma anche quella più complicata: un assalto ad armi spianate contro il nostro obiettivo. Sfortunatamente non si è rivelata la scelta più saggia. Dopo aver sprecato il primo colpo mandandolo a vuoto le guardie del corpo di The King si mettono subito sulle traccie del presunto assassino, cercando di braccarlo. Decidiamo di conseguenza di dileguarci frettolosamente dentro un vicolo cieco, dove ci nascondiamo all'interno di un cassonetto della spazzatura. Proprio come nei precedenti capitoli, molti possono essere i nascondigli di fortuna dove ripararsi in attesa che le acque si calmino. Purtroppo il cassonetto non dura abbastanza e siamo costretti ad affrontare a viso aperto i nemici, cercando copertura dietro un vecchio bidone. Gli scontri a fuoco, pur essendo intensi e frenetici, risultano a tratti complicati a causa di un sistema di mira spigoloso che fatica a trovare una propria dimensione. Nonostante il pad in prova fosse quello della Xbox 360 -quindi in assoluto una delle configurazioni di tasti migliori di questa generazione- il puntamento non è all'altezza e una delle conseguenze più ricorrenti è proprio quella di non riuscire a centrare il bersaglio, scaricando caricatori a vuoto o addirittura finendo per freddare innocenti civili.

Per di più, data l'esigua resistenza fisica del protagonista, non si può pretendere di resistere ai proiettili nemici troppo a lungo e allontanarsi da una buona copertura corrisponde quasi sempre a morte certa. In questo modo si rischia anche di veder precipitare il proprio punteggio che si basa su fattori molto rigorosi come la precisione e la discrezione. A seconda dell'eccellenza delle proprie azioni, ogni giocatore avrà l'opportunità di migliorare il punteggio e guadagnare così preziosi bonus. Com'è ovvio, ad ogni bonus corrisponde un malus e l'uccisione di passanti innocenti, l'essere scoperti o sospettati, abbassa il proprio rank diminuendo le possibilità di superare la missione in modo perfetto. Il corpo a corpo al contrario funziona benissimo e in alcuni casi si attiveranno dei quick time event che se eseguiti correttamente possono disarmare il bersaglio o lasciarlo per terra privo di sensi.

Assassino gentiluomo

Durante la seconda prova abbiamo cercato di mantere un profilo più basso, lasciando che The King facesse i suoi consueti movimenti e al contempo cercando un modo rapido e discreto per eliminarlo. Nei piani più alti degli edifici che circondano il centro del quartiere notiamo alcune finestre lasciate aperte, che potrebbero essere un ottimo appostamento per un abile cecchino. Le telecamere del circondario riprendono solo i piani più bassi, facilitando ulteriormente il nostro compito. Dopo aver messo KO uno degli addetti alle pulizie del palazzo e aver trafugato i suoi indumenti, entriamo cauti dall'ingresso principale raggiungendo in fretta la camera designata. Colti totalmente alla sprovvista all'interno del monolocale troviamo un secondo killer intento a montare un fucile di precisione; si lancia verso di noi ingaggiando un combattimento a mani nude che finisce inesorabilmente con la sua morte. L'agente 47 scopre che c'è in effetti un secondo mandante interessato alla morte di The King: chi è? Perchè vuola proprio la morte di quell'uomo?

Domande che resteranno senza risposta per tutta la durata della demo, lasciando il giocatore con più di un dubbio su una trama almeno per il momento non rivelata. Una volta impugnato il fucile da cecchino aspettiamo pazienti che The King si sieda al suo tavolo quella che con tutta probabilità sarà il suo ultimo pasto e pochi minuti dopo siamo già in strada dileguandoci tra la folla, mentre l'immagine di gioco sfoca in un effetto molto cinematografico. I programmatori ci suggeriscono che ci sono molti altri modi per eliminare il bersaglio e sta al giocatore e alla sua immaginazione trovare quello che più gli aggrada. La modesta grandezza della mappa ha permesso di impreziosire gli ambienti di gioco con numerosi oggetti con cui interagire ai fini della missione, aumentando in questo modo anche la rigiocabilità dei singoli episodi. Dal punto di vista tecnico il titolo non soffre di particolari problemi, mostrando senza dubbio miglioramenti grafici considerevoli rispetto allo scorso anno e un frame-rate stabile che assicura un'esperienza di gioco senza intoppi. Grazie alle numerose ambientazioni notturne, è possibile ammirare gli impressionanti effetti di luce e i riflessi in tempo reale a seconda della superficie illuminata. Restano alcuni dubbi sul sistema di salvataggio (si spera nell'implementazione di un salvataggio in-game) e sulla longevità del gioco, che comunque dovrebbe attestarsi su livelli medio-alti.

Hitman Absolution La prova con mano di Hitman Absolution ci ha lasciato soddisfatti. Il pensiero di mantenere un basso profilo costante, l'acuta intelligenza artificiale (che non sfocia mai nell'assurdo) e i numerosi modi per affrontare ogni singola missione fanno del nuovo gioco IO Interactive un potenziale must buy di inizio 2013. Il sistema di mira (per ora solo manuale) purtroppo non è dei migliori, aumentando ulteriormente la già elevata difficoltà generale dell'avventura, ma in un gioco dove si impersona un assassino professionista e l'unico e solo scopo è quello di uccidere a sangue freddo, non ce la sentiamo di condannare una feature che, se padroneggiata come si deve, può regalare grandi soddisfazioni. La saga di Hitman non è ma stata ricordata per un'agevole progressione e siamo contenti nel dire che questo quinto capitolo non fa eccezione.

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