Anteprima Homefront: The Revolution

Primo contatto con il seguito di Homefront, sviluppato dagli studi inglesi di Crytek, e l'inaspettata svolta free roaming

Homefront: The Revolution

Trailer
Homefront: The Revolution
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Homefront aveva indubbiamente delle possibilità. Lo sparatutto sviluppato da Kaos Studios e pubblicato da THQ (nonché vero e proprio "chiodo nella bara" di quest'ultima, visti i deludenti risultati commerciali) basava buona parte del suo fascino sulla trama distopica, che vedeva gli Stati Uniti invasi dalla Korea nell'anno 2025. Peccato che il gioco, uscito a marzo 2011, avesse finito per deludere critica e pubblico a causa di un gameplay banale e costellato di problemi di varia natura. In seguito al fallimento di THQ, nel 2012 il marchio è stato acquistato da Crytek, che ha deciso di proseguire la saga a modo suo, tagliando nettamente i ponti con il passato. Del progetto non si è saputo più nulla sino a qualche giorno fa, quando Koch Media (che distribuirà il gioco in Italia), ci ha invitato a Londra per vederlo in azione. In Homefront: The Revolution abbiamo faticato a riconoscere i legami con il predecessore, confermando come gli studi inglesi di Crytek abbiano deciso di dare un bel colpo di spugna al passato.

“Crysi” americana

La serie di Crysis può piacere o meno, ma non v'è dubbio sul fatto che i giochi targati Crytek presentino caratteristiche immediatamente riconoscibili, dal feeling delle armi da fuoco alla particolare rilettura del free roaming applicato al genere sparatutto in prima persona. Lo studio inglese sembra non aver rinunciato minimamente a questa tradizione, facendo di Homefront: The Revolution un gioco completamente diverso dallo sparatutto lineare e basato sulla trama che tutti ricordiamo. Il background narrativo è l'unico punto fermo rimasto, e riparte spostando gli orologi in avanti di qualche anno. Dal quel fatidico 2025 in cui l'unione Koreana ha soggiogato gli USA è passato abbastanza tempo da aver permesso agli invasori di consolidare la presa di potere. Gli Stati Uniti, in altre parole, sono sotto dominazione, le convezioni sociali sfaldate dal pugno di ferro dell'esercito nemico. Le città sono diventate ghetti, e infrangere le regole significa semplicemente guadagnarsi un posto in una delle prigioni, dove i pochi diritti rimasti vengono definitivamente cancellati. La situazione sembra disperata e senza via d'uscita, ma una resistenza va lentamente formandosi. All'inizio sono solo cellule disorganizzate, ma ben presto si creano metodi di comunicazione efficaci, e la guerriglia ha inizio.

Homefront: The Revolution avrà luogo nella città di Philadephia, scelta non a caso dagli sviluppatori. Come ci ha ricordato Fasahat Salim, game designer presso Crytek UK, “si tratta di una città che simboleggia l'indipendenza americana. Lì è stata firmata la dichiarazione, lì si trova la campana che ha suonato in quel fatidico giorno. E' una delle città più visitate degli Stati Uniti, non tanto dai turisti, quanto dagli stessi americani, che vi si recano per celebrare la nascita del loro paese”. Noi, che da Philadelphia ci siamo passati, ce la ricordiamo soprattutto per il Big Philly Cheesesteak, una baguette farcita di carne sfilacciata e formaggio che viene venduta agli angoli di strada, ma comprendiamo l'attaccamento americano alla Dichiarazione e al luogo dove è stata vergata.
Fedeli al loro stile, i ragazzi di Crytek UK stanno strutturando il gioco come un free roaming in prima persona, caratterizzato da un'azione completamente libera e svincolata da qualsivoglia cronologia. In altre parole, muovendosi per le vie della Philadelphia sotto dominazione (è stata già confermata la presenza di veicoli guidabili di varia natura) il giocatore non avrà limiti, se non quelli imposti dai militari nemici. Lo scopo, naturalmente, sarà quello di portare avanti azioni di sabotaggio e guerriglia, raggiungendo dei punti specifici segnati sulla mappa di gioco e completando gli obbiettivi ad essi legati in totale libertà. Di prefissato, infatti, ci sarà solamente lo scopo ultimo, che potrà riguardare la liberazione di un prigioniero o la distruzione di un deposito di munizioni, mentre il modus operandi sarà a totale discrezione del giocatore.

Guerriglia urbana

La presentazione offertaci dai ragazzi di Crytek UK è partita da una delle safe house della resistenza, e, per quanto non ci sia stato possibile vedere in azione queste meccaniche, gli sviluppatori ci hanno tenuto a precisare come in questi luoghi si potranno svolgere varie fasi preparatorie agli attacchi, le quali coinvolgeranno anche una sorta di crafting. Durante la libera esplorazione sarà infatti possibile raccogliere materie prime di vario genere, le quali potranno essere poi combinate per la creazione di esplosivi, sistemi di ricognizione, diversivi e kit medici. Un'altra importante meccanica alla quale gli sviluppatori hanno solo accennato è legata al reclutamento delle nuove leve per la resistenza. Ancora non conosciamo i dettagli, ma certo è che il giocatore potrà col tempo creare un “suo” gruppo di guerriglieri guidati dall'intelligenza artificiale da portare con sé nelle incursioni. L'ideale sarebbe vedere integrata nel gioco una gestione approfondita dei singoli militari, magari con la possibilità di personalizzare l'equipaggiamento di ciascuno, ma per il momento rimangono solo desideri.
I ragazzi di Crytek sono poi passati all'azione, mostrandoci una sequenza di combattimento scaturita dalla necessità di liberare un prigioniero della resistenza rinchiuso in una delle molte prigioni sparse in città. Una volta individuato l'obbiettivo, la libertà di scelta era totale. Si poteva decidere se sfruttare un ingresso secondario, e tentare quindi di procedere il più a lungo possibile in stealth, oppure attaccare ad armi spianate. Gli sviluppatori ci hanno mostrato una terza via, più basata sul crafting a cui accennavamo prima. Attingendo all'inventario rimpinguato durante la precedente visita alla safe house, hanno assemblato in pochi secondi una bomba artigianale, combinata successivamente con una macchinina radiocomandata. Messo insieme l'esplosivo artigianale, hanno guidato il giocattolo tramite lo smartphone in possesso del protagonista sino ad un veicolo nemico parcheggiato di fronte alla prigione, per dare il via all'assalto con un bel botto. È seguita una sparatoria con le forze dell'asse Koreano, che ha messo in luce una gestione dell'arsenale simile a quella vista nella saga di Crysis. Innanzitutto, il feeling delle bocche da fuoco ricorda molto da vicino quello ben noto ai fan, e fa il suo ritorno anche la personalizzazione in tempo reale, con la visuale ravvicinata dell'arma e la possibilità di personalizzarne varie parti, come la canna, l'impugnatura, il caricatore, gli accessori, e così via.

Durante lo scontro a fuoco, abbiamo visto all'opera anche l'intelligenza artificiale amica, la quale non prevede una gestione diretta da parte del giocatore (in altre parole, niente comandi ai compagni), ma si adatta alla situazione, affiancando il giocatore e proseguendo verso l'obbiettivo della missione in corso. La sparatoria mostrata è stata decisamente troppo breve per valutare efficacemente la qualità delle interazioni tra giocatore e intelligenze artificiali amiche e nemiche, un aspetto per il quale attendiamo una prova diretta o una demo più approfondita.
Gli sviluppatori hanno inoltre confermato una cooperativa online, da sfruttare per portare a termine le azioni di guerriglia con altri tre amici in carne ed ossa. I dettagli sulle caratteristiche di quest'ultima sono scarsissimi, e non sappiamo nemmeno se si tratterà di sessioni online persistenti, che permetteranno dunque di completare gli obbiettivi anche quando non si è l'host, oppure solamente occasionali. Anche in questo caso, Crytek si riserva di svelare ulteriori dettagli nel corso di future presentazioni.
Per quanto riguarda il comparto grafico, l'ultima versione del versatilissimo Cryengine ha dato buono sfoggio delle sue potenzialità durante la demo. Molto particolare è la palette cromatica scelta, con toni che variano dal grigio all'ocra, offrendo un'interpretazione interessante dello stato di oppressione e sconforto che grava sulla città. Gli sviluppatori promettono un pieno supporto alla natura free roaming del gioco, con diversi chilometri quadrati della città da esplorare liberamente, ciclo giorno/notte, variazioni climatiche e caricamenti ridotti al minimo. Ancora nessun commento, ovviamente, sulle varie versioni, ma Crytek promette un'esperienza il più possibile simile su PC, Xbox One e Playstation 4. L'uscita è al momento prevista per un generico 2015.

Homefront: The Revolution Homefront: The Revolution ci ha sorpreso grazie ad un netto taglio con il passato. Crytek UK ha tenuto ferma solamente l'affascinate ambientazione distopica, e ci ha poi messo del suo, aggiungendo la propria sensibilità al contesto. Il risultato è un gioco promettente sotto vari aspetti: il tema della guerriglia potrebbe aprire ad interessanti aspetti narrativi (sui quali al momento non sappiamo nulla, se non che vi sarà una trama portata avanti tramite cut scene), ma anche sotto il profilo del gameplay non mancano gli spunti incoraggianti. L'improvvisazione, la necessità di fronteggiare forze soverchianti, le tattiche di guerriglia. Se Crytek saprà rendere tutti questi aspetti in maniera convincente, Homefront: The Revolution potrebbe dimostrare come una proprietà intellettuale mal sfruttata possa essere risvegliata dalle sue stesse ceneri, a patto di avere il coraggio di voltare davvero pagina.

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