Rainbow Six Siege Adesso online

Alla scoperta delle ultime novità dello sparatutto Ubisoft!

Anteprima Killzone Mercenary

Gradita sorpresa dalla prima iterazione portatile di Killzone

anteprima Killzone Mercenary
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PSVita
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Quando abbiamo messo gli occhi su qualche stralcio di Gameplay di Killzone Mercenary, in occasione della scorsa Gamescom, non pensavamo che il titolo sarebbe diventato, assieme a Tearaway, la punta di diamante della Line-Up PsVita per il 2013. E invece ora che informazioni, immagini e trailer invadono la rete, l'FPS firmato Guerrilla Cambridge si presenta con risoluta determinazione come la produzione più importante per la nuova console portatile Sony.
Studio Cambridge è al lavoro sulla produzione da quasi due anni, e quando Mercenary arriverà nei negozi, il prossimo 18 Settembre, ci sarà stato tutto il tempo per rifinire gli ultimi dettagli e proporre agli utenti una vera e propria Killer Application, dai valori produttivi elevatissimi.
Il supporto diretto di Guerrilla, che "marchia" lo studio londinese con il proprio logo mentre sta lavorando ad un nuovo progetto (un Killzone 4 per la Next Gen?) assicura una fortissima continuità con la saga principale, sia tecnica che narrativa. Vediamo quindi nel dettaglio tutte le caratteristiche di questo esaltante sparatutto portatile.

Del tutto "Next Gen"

Uno dei punti di forza della saga di Killzone è da sempre il comparto tecnico. Un engine letteralmente strabiliante ha mosso il secondo ed il terzo capitolo, dimostrando quello che l'hardware Sony era davvero in grado di gestire. Effetti particellari e texture eccezionali, ma soprattutto un grandioso rifiorire di dettagli nelle ambientazioni, hanno convinto a prima vista milioni di appassionati e non. Il tutto si fondeva con uno stile molto caratteristico: quello di Killzone è un colpo d'occhio cupo e ruvido, e mentre l'estrema saturazione dei neri diventa quasi aggressiva, il rosso minaccioso degli occhi delle maschere Helgast contrappunta ogni scorcio.
Ebbene, Killzone Mercenary non è da meno sul fronte tecnico. Anzi, chi ha avuto modo di provare in prima persona la build presentata dal team di sviluppo, afferma che si tratta di un vero e proprio Killzone 3 in miniatura. La naturalezza con cui PsVita riesce a gestire un engine tanto corposo è impressionante, e pure la fluidità non ne risente troppo. Certo, c'è da mettere in contro (almento per il momento) un po' di aliasing, ma la complessità anche strutturale degli scenari lascia davvero a bocca aperta. Nonostante le prove eccezionali di Uncharted Golden Abyss e Wipeout 2048, Killzone Mercenary è davvero su un altro livello. Che si giochi in Single Player o in Multiplayer, quindi, il titolo sembra destinato a settare un nuovo standard, ribadendo una volta per tutte che, nonostante l'assalto di Snapdragon e Tegra 4, la piccola portatile Sony ha ancora molto da dire. Senza contare poi che a livello artistico Killzone Mercenary ha una fortissima personalità: quella che manca a troppe produzioni legate al mercato mobile. 

Duplice esperienza

Come abbiamo poco fa accennato, l'esperienza con Killzone Mercenary ruota attorno a due modalità principali: l'avventura.Single Player e l'online competitivo. La storia di questo capitolo portatile corre parallelamente ai primi due episodi della serie regolare. Ci troveremo quindi ad avanzare sia su Vekta che su Helgan, ma non nei panni dei protagonisti che conosciamo. Al centro della scena troveremo infatti un nuovo (anti)eroe, tale Arran Danner. Darren è uno dei migliori mercenari sulla piazza, ed ovviamente la sua etica professionale gli impedisce di schierarsi per ideologia. Dimenticatevi quindi la componente morale che da sempre ha attraversato il comparto narrativo di Killzone: come il titolo lascia intuire, Darren agisce solo per denaro, e scende in campo dalla parte di chi paga meglio. Questa impostazione ha permesso agli sviluppatori di suddividere l'avventura in missioni totalmente indipendenti, riportandoci però sui campi di battaglia che, da fan, conosciamo piuttosto bene.

"Che si giochi in Single Player o in Multiplayer il titolo sembra destinato a settare un nuovo standard, ribadendo una volta per tutte che la piccola portatile Sony ha ancora molto da dire"

Non mancherà quindi un certo legame emotivo, tutte le volte che entreremo in azione, magari proprio contro gli ISA, fra le cui fila abbiamo militato in passato. Per quanto riguarda la struttura delle missioni, la prima demo ha rivelato una discreta varietà. I due incarichi giocabili erano ovviamente strutturati ad obiettivi, e le operazioni da compiere piuttosto comuni (scortare e proteggere un personaggio, disattivare postazioni di sicurezza resistendo ad ondate di nemici, e via dicendo). Eppure la vivacità della progressione non sembra mancare, per la presenza ad esempio di elementi puzzle o di sessioni on-rail che si alternano all'avanzamento classico. Il team di sviluppo assicura che la storia principale potrà essere conclusa in 6-8 ore. Ma non spaventatevi, perchè è proprio a quel punto che inizia il divertimento. Ogni missione, una volta completata, potrà essere rigiocata totalmente con tre diverse impostazioni. Si sbloccheranno infatti degli obiettivi secondari, chiamati rispettivamente Stealth, Demolition e Precision. C'è poco da spiegare a riguardo: il team di sviluppo ha ben pensato di spingere l'utente a testare tutti gli approcci possibili: avanzamento silenzioso e basso profilo, con uccisioni corpo a corpo e sniper rifle, oppure una tecnica votata all'esaltazione della distruttività. O, nel mezzo, la precisione chirurgica del mercenario rodato, che cerca di ridurre il più possibile il tempo e le pallottole sprecate. Per dare il meglio in ognuna delle tre "configurazioni" proposte, il giocatore dovrà ovviamente utilizzare con cognizione di causa l'enorme arsenale a sua disposizione. Ovviamente, visto il contesto generale, per avere accesso alle armi più devastati l'utente dovrà spendere i soldi guadagnati ad ogni uccisione. All'interno stesso dei livelli troveremo postazioni in cui modificare al volo il nostro "loadout", sbloccando i gingilli più utili alla causa.

La dotazione di bocche da fuoco è veramente incredibile: si va dai lanciagranate ai fucili di precisione, recuperando ovviamente tutte le armi ed i gadget più "iconici" che hanno da sempre caratterizzato la saga. Una novità interessante è costituita dalle armi Vanguard: tecnologie di ultima generazione che permettono un discreto vantaggio tattico. Si tratta di armi a controllo remoto (come i celebri droni di Call of Duty), dall'alto potenziale distruttivo. Ci saranno in totale otto diverse armi Vanguard, ma ovviamente mentre il giocatore li controlla sarà totalmente sguarnito. In Mercenary troviamo anche altri gingilli interessanti, come una sorta di "arco elettrico" che, una volta lanciato, sorvola un'ampia zona lanciando scariche a tutti gli avversari. Sembra proprio, insomma, che la varietà sia uno degli elementi chiave di un'offerta che si dimostra fin da subito molto ben strutturata, ma che non rinuncia anche ad una sua discreta "portabilità", con missioni indipendenti ed una gamma di incarichi che non disdegna obiettivi "mordi e fuggi".

"La dotazione di bocche da fuoco è veramente incredibile: si va dai lanciagranate ai fucili di precisione, recuperando ovviamente tutte le armi ed i gadget più "iconici" che hanno da sempre caratterizzato la saga"

Ciliegina sulla torta, è il già annunciato supporto post lancio: ogni settimana il team di sviluppo rilascerà una nuova missione (e le rispettive variazioni), per convincere il giocatore a restare incollato alla propria PsVita. Un supporto continuativo (proprio come quello di Halo 4) è proprio quello che serve per fidelizzare l'utente, e superare la classica idea di "longevità" legata alla durata del prodotto. Ovviamente a sostengo di questa struttura ci sarà un'importante componente Social: il gioco terrà traccia delle statistiche di ogni giocatore, che potrà scalare le Leaderboards per dimostrarsi il più competente mercenario della rete. Non solo: in Killzone Mercenary troveremo anche una sorta di "minigame" legato alla collezione di carte speciali. Il valore del nostro "deck" sarà legato alle imprese che compiremo, dal momento che verremo ricompensati con una carta più o meno "costosa" a seconda della tipologia di uccisione che effettueremo in battaglia. Oltre a testimoniare il nostro valore, le carte del mazzo potranno essere vendute o scambiate per ottenere soldi e nuovi gingilli. Killzone Mercenary vanta un control scheme che sfrutta potentemente l'ampia dotazione di PsVita. Il doppio stick analogico permette finalmente di godersi un First Person Shooter senza troppi sacrifici (e stavolta la qualità è molto superiore rispetto a Resistance Burning Skies e Black Ops II: Declassified). L'uso dei grilletti dorsali è ovviamente massiccio, mentre i front button permettono di interagire con l'ambiente di gioco e saltare. Guerrilla Cambridge sfrutta anche il touchscreen ad esempio per le stealth kill: avvicinandosi al nemico silenziosamente è possibile ucciderlo in maniera spettacolare tracciando sullo schermo alcune linee, secondo le indicazioni del gioco. Le Instant Kill sono molto cruente e decisamente esaltanti. Nel single player, il touchscreen viene utilizzato anche in situazioni particolari: ad esempio scendendo da una zipline è possibile toccare tutti i bersagli per far fuoco con estrema precisione e ripulire l'area senza troppa fatica. La superficie sensibile al tocco sul retro della console viene utilizzata invece per la mira con il fucile di precisione: una buona soluzione.

Oltre al Single Player, dicevamo, Killzone Mercenary proporrà una modalità multigiocatore. Ulteriori dettagli saranno rivelati più avanti: per il momento è possibile disputare partite 4 vs 4 in una singola mappa. Nella versione finale ci saranno sei playground e diverse modalità oltre al classico Deathmatch a squadre. La mappa presentata, in ogni caso, non era impressionante come gli scenari del single player: molto varia a livello strutturale ma abbastanza piccola e soprattutto non bilanciatissima sul fronte del level design. Il framerate, riportano i colleghi, era costante, ma essendo la partita in locale il fatto era prevedibile. Dovremo quindi effettuare uno stress test online. Non vediamo l'ora di mettere le mani in prima persona sulla demo, anche per discutere più approfonditamente dell'IA nemica. Se le routine comportamentali fossero le stesse di Killzone 3, sarebbe un risultato davvero eccellente per uno sparatutto portatile.

Killzone Mercenary Killzone Mercenary si farà aspettare per altri otto mesi. In questo periodo di tempo il team di sviluppo avrà occasione di affinare ancora di più il prodotto, che già mostra i muscoli a livello tecnico, superando tutte le produzioni attuali su PsVita. Ottima, a livello concettuale, la struttura di gioco: il fatto che le missioni siano indipendenti non impedisce la presenza di una sottotraccia narrativa che ci riporta ai tempi dei primi due episodi, quelli maggiormente apprezzati dai fan. La varietà di approcci, sottolineata dai tre incarichi extra che si sbloccano per ogni missione, nonché da un armamentario molto ricco, aumentano la salivazione di ogni fan degli sparatutto. Infine, la promessa di un supporto costante, con il rilascio di nuove missioni settimanali, è proprio quello che serve non solo al titolo, ma a PlayStation Vita stessa. Insomma, dopo un'annata un po' claudicante, arriva per Vita il tempo della rivalsa?

Che voto dai a: Killzone Mercenary

Media Voto Utenti
Voti totali: 24
7.7
nd