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Kingdom Come: Deliverance - Come procede lo sviluppo?

Con una breve presentazione i ragazzi di Warhorse Studios ci hanno mostrato tutti i punti di forza del loro Kingdom Come Deliverance.

anteprima Kingdom Come: Deliverance
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    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One

È bello fare grandi progetti, pensare di poter regalare la più assoluta libertà al giocatore, immaginando un mondo medioevale realistico e accurato persino dal punto di vista storico. In pochi ci hanno provato e quasi tutti hanno miseramente fallito. Le belle idee devono scontrarsi prima o poi con la dura realtà dei fatti, con un sistema di sviluppo che deve forzatamente porre dei paletti e, conseguentemente, andare a deludere le aspettative dei fan. L'abbiamo visto spesso, soprattutto in tanti freeroaming: titoli carichi di promesse scoppiati poi come una bolla di sapone quando è arrivato il momento di fare sul serio. Eppure c'è qualcuno che ancora ci crede, che ancora prova a stupirci. È il caso dei ragazzi di Warhorse Studios e del loro Kingdom Come Deliverance, vero e proprio simulatore di vita medievale attualmente in beta ma che promette di far davvero scintille.

Da dove partire?

Kingdom Come Deliverance è un progetto enorme, ambizioso al massimo grado e proprio per questo difficile da credere possibile; eppure, dopo molti anni di sviluppo, ci stiamo lentamente avvicinando alla sua release, con una beta giocabile che ha messo in mostra alcuni punti di forza incredibili. Kingdom Come è un gioco ambientato nel medioevo ma non si rifà a regni fatati o inventati di sana pianta, quanto all'Europa del 1400 con ricostruzioni fedeli dei villaggi e delle fortezze dell'epoca. Ogni singolo agglomerato è stato realizzato studiando documenti storici, cercando di riportare in digitale città esistite realmente e ricostruendo poligono su poligono interi castelli. Il risultato finale è strabiliante e il primo impatto è di quelli da lasciare senza fiato. Forse mancano le luci e i colori a cui ci ha abituato ormai la saga di The Witcher, ma l'aria che si respira è comunque stupefacente e il senso di realismo offerto dal titolo Warhorse è sicuramente superiore. Stiamo parlando d'altra parte di un sandbox in prima persona dove il nostro alter ego virtuale avrà piena libertà, potendo plasmare e piegare a suo piacimento una storia basata su fatti realmente accaduti nella Boemia del quindicesimo secolo. Durante una recente presentazione, gli sviluppatori hanno deciso di dare un piccolo assaggio di quello che ci attenderà nel gioco finale e vi possiamo assicurare che se la qualità di ciò che abbiamo visto verrà mantenuta per tutta l'avventura, alla release, ci troveremo davanti con tutta probabilità una nuova pietra miliare per il genere. Ma cosa è riuscito a colpirci in questo modo? È presto detto. Nella demo che dovevamo portare a termine ci siamo calati nei panni di un semplice vassallo intento a trovare il responsabile di diversi crimini e malefatte. Pochi gli indizi a nostra disposizione, se non che questo individuo si stesse nascondendo all'interno di un monastero, e che il suo volto fosse sfregiato con una cicatrice sulla guancia. Davanti a noi un'infinità di strade per stanare il colpevole: individuato il monastero potevamo decidere di infiltrarci di notte cercando indizi senza destare sospetti, completare missioni secondarie che ci dessero più indizi sul fuggitivo per andare sul sicuro o, perché no, entrare dal portone principale, sguainare la spada e iniziare a fare a brandelli qualsiasi monaco ci si presentasse davanti fino a che tutti non avessero esalato l'ultimo respiro. Capite bene che con una forbice così ampia di possibilità le conseguenze per le nostre azioni saranno altrettanto vaste, e dovranno essere curate alla perfezione per non far perdere credibilità all'intera storia.

Sappiate che non ci saranno solo opzioni di puro massacro o di investigazione ma addirittura, sempre analizzando la missione poco sopra descritta, sarà possibile addirittura prendere i voti per entrare nel monastero da fedele, seguire un corso di preghiere e meditazione e iniziare così a guadagnare la fiducia degli altri clericali, fino a scoprire l'assassino con il loro aiuto. Questo è insomma ciò che il gioco finale metterà sul piatto: una varietà di situazioni e soluzioni tale da rendere Kingdom Come un gioco davvero unico nel suo genere.

Sguainiamo la spada

Si commetterebbe un errore tuttavia a pensare che Kingdom Come Deliverance baserà tutto sulla storyline, dato che nulla ci vieterà di abbandonare la trama principale e dedicarci a una vita di vagabondaggio per le terre inesplorate, facendo affidamento sulla nostra spada per uscire dalle situazioni più spiacevoli. Ancora una volta emerge tutta la cura con cui questo gioco è stato confezionato e persino il combat system risulta ricercato ma al contempo particolarmente accessibile. Per quanto visto ci troviamo di fronte a una versione evoluta e perfezionata del sistema di combattimento messo in piedi da Ubisoft con il loro For Honor, con la possibilità di sferrare attacchi e parate scegliendo semplicemente una delle otto direzioni principali e dando vita a un balletto mortale tanto complesso quanto soddisfacente.

Non mancheranno poi ovviamente gli affondi centrali, in un sistema che speriamo venga poi differenziato ulteriormente in base all'arma impugnata, in modo da far eseguire movimenti differenti al nostro alter ego nel caso in cui utilizzasse una mazza piuttosto che una lunga lancia a due mani. Al lato più action del titolo si accosteranno poi ovviamente il crafting, skill particolari per il lockpicking con tanto di minigiochi, e il tiro con l'arco, elementi però solo accennati durante la presentazione.
Kingdom Come Deliverance si è mostrato con un biglietto da visita impressionante per il team di sviluppo; è un titolo ambizioso e speriamo che il progetto non finisca a gambe all'aria come alcuni dei suoi predecessori. Alla release manca parecchio, dato che l'uscita è prevista per il 2017 inoltrato, ma di lavoro da fare ce n'è ancora tantissimo, per mantenere fede alle enormi promesse fatte. Se amate i GDR potreste addirittura pensare di finanziare il progetto in early access: ragazzi così talentuosi e con così tanta voglia di fare non è facile trovarli al giorno d'oggi, e i circa cinquanta euro necessari per accedere ai server potrebbero essere un buon investimento. Nel caso vogliate invece andare sul sicuro continuate a seguire Everyeye.it: come sempre, vi terremo costantemente aggiornati su tutte le novità del caso.

Kingdom Come: Deliverance Ci sono ancora produzioni sviluppare con passione, impegno e soprattutto con tanto coraggio, e Kingdom Come Deliverance sembra proprio appartenere a questa categoria. Questo gioco di ruolo sandbox ha delle mire enormi e non sarà semplice per gli sviluppatori riuscire a portare quanto promesso su PC e, soprattutto, su console. Il titolo di Warhorse Studios offrirà un realismo storico eccezionale, proponendo un combat system ricercato e un sistema di quest davvero complesso e completo. Dal canto nostro non ci resta che attendere con le dita incrociate che la tabella di marcia venga rispettata, e che il 2017 sia davvero l’anno in cui Kingdom Come vedrà la luce.

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