Anteprima La-Mulana 2

Ritorna lo spietato "metroidvania" 2D con la passione per l'archeologia

anteprima La-Mulana 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii U
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Domenico Musicò Domenico Musicò ha un motto: "È più facile spegnere la luce dentro se stessi che disperdere le tenebre tutt'intorno". Col tempo ha capito di avere ragione, ma è disponibile a cambiare ancora idea. Chiedetegli consigli sulla musica prog, l'horror e tutto ciò che vi passa per la testa su Facebook e Google Plus.

Alcuni successi nascono in via del tutto fortuita e inaspettata, senza pianificazione: è il caso de La-Mulana, sviluppato quasi per scherzo circa otto anni fa, nei ritagli di tempo, e reso poi gratuitamente scaricabile su PC direttamente dal sito di Nigoro. Si trattava di un titolo capace di inserirsi agevolmente nella schiera dei cosiddetti metroidvania, e di portare quella filosofia di gioco a livelli di complessità estremi, raggiungendo una profondità e una difficoltà decisamente sopra la media. Cosa aspettarci quindi, dal suo seguito ufficiale?

Esplorazione archeologica

Sebbene a una svogliata occhiata possa apparire come un gioco simile ad altri esponenti che si appoggiano pigramente su una struttura di gioco ben consolidata, in realtà La-Mulana 2 - così come il suo predecessore - si distanzia dalla conduzione di gioco semplicistica per abbracciare un sistema di avanzamento punitivo. I dungeon sono pertanto studiati con una duplice volontà: scoraggiare l’utente con una sequela di game over che si ripetono con impressionante frequenza, e spingerlo a riprovare mostrandogli il luogo e la motivazione del proprio fallimento. In questo senso, non stupisce nemmeno che qualcuno si sia azzardato a descrivere La-Mulana 2 come una sorta di Dark Souls in due dimensioni, e non di certo per la vicinanza al genere o per lo stile tremendamente cupo.
La comunanza, infatti, è data da quello spirito smaccatamente masochistico (ma altamente motivante) che tende a dare soddisfazione dopo il superamento di sezioni particolarmente perigliose.

Oltre a essere popolate da nemici ben diversificati e con pattern di attacco spesso imprevedibili, le labirintiche ambientazioni sono invase da trappole che mettono a dura prova i nervi dei più pazienti e dediti alla causa. Inoltre, i puzzle continuano a mantenere un approccio atipico, con una certa distanza tra l’ubicazione dell’oggetto chiave e la zona da sbloccare; capiterà pertanto molto spesso di dover pazientare parecchio prima ritornare in una determinata area, che nel frattempo avremmo fatto meglio a segnarci su un taccuino. Alcuni di essi, poi, richiedono una dose di sperimentazione alla quale non ci si può sottrarre; altri ancora, invece, vanno compresi dopo aver interpretato le enigmatiche scritture sparse lungo le rovine che andremo a esplorare: un po' come accade anche in Fez, per un elemento che regala al titolo un fascino da adventure game “antico”.

The second coming

Gli sviluppatori hanno sentito la necessità di creare un vero e proprio seguito dopo qualche critica mossa dai fan sul sostanziale immobilismo del remake approdato su WiiWare nel 2011, e su PC poco dopo. Il problema era la reale mancanza di novità che spingessero a ricominciare da capo quel gioco a distanza di diversi anni, motivo per cui sviluppare un seguito “rivisitando” il mondo de La-Mulana, è stata la scelta migliore per unire gli amanti della serie e i nuovi arrivati, che insieme hanno finanziato con successo il progetto su Kickstarter.
Impersonando Lumisa Kosugi, stavolta, dovremo trovare l’entrata delle rovine di Eg-Lana, che pare siano la fonte delle recenti apparizioni di terribili mostri ed enormi boss conosciuti col nome di Guardiani. Nessuno sa cosa si annida alla fine di questo dedalo, e il nostro compito sarà quello di scoprirlo, svelando così dei segreti sopiti da tempo immemore. Non si tratterà di certo dell’incipit più originale, ma serve quantomeno a giustificare le peregrinazioni all’interno di quell’inferno che saranno le ambientazioni de La-Mulana 2.
Nigoro ha inoltre spiegato che l’intenzione è quella di non obbligare i nuovi utenti a dover giocare il precedente capitolo per capire come andare avanti in questo seguito; allo stesso tempo, i veterani avranno pane per i loro denti e non ci saranno facilitazioni di sorta, come a rimarcare l’intransigenza che sta alla base della filosofia dello sviluppatore giapponese.

La continuità ludica con il precedente capitolo si nota anche dal controverso modo di intendere il platforming, con l’impossibilità di saltare attraverso le piattaforme poste appena sopra la testa della protagonista, e un sistema di controllo dei balzi a cui ci si deve necessariamente abituare. I salti molti “ingessati” della protagonista tendono e mettere un po’ più in difficoltà il giocatore, spinto a destreggiarsi tra spuntoni che fuoriescono dal terreno, stalagmiti assassine, nemici da gestire e sorprese poco gradite da accettare senza farsi cogliere dal nervosismo. Doversi “acclimatare” ai controlli e a questa conduzione di gioco senza mezze misure può smorzare un po’ gli entusiasmi, ma la pratica e i power-up faranno in modo che la curva di difficoltà sia un po’ più dolce di quanto non appaia di primo acchito. L’unico dubbio che si affaccia al momento, è la mancanza di sostanziali novità che possano dare a questo secondo progetto un carattere tutto suo: La-Mulana 2 sembra un gioco sin troppo ancorato ai canoni del precedente capitolo.

La-Mulana 2 La-Mulana 2 riprende da dove si era interrotto il primo gioco: continuerà a mettere in difficoltà il giocatore e lo farà girovagare a lungo all’interno di dungeon pieni zeppi di pericoli da evitare e segreti da svelare. Difficile e spietato, il sequel sviluppato da Nigoro tenterà di esaltare ulteriormente una formula largamente apprezzata per la sua profondità, ma anche per la rigidità con la quale si propone all’utente. Forse c'era il margine per pensare ad un sistema di platforming meno “old-school”: speriamo che l'assenza sostanziale di novità non pesi sulla produzione Nigoro.

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