GDC 2010

Anteprima Lara Croft and the Guardian of Light

Un episodio in Digital Delivery per Lara

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • iPhone
  • iPad
  • Pc

La tanto ammirata silhouette di Lara Croft si svela a San Francisco in occasione della GDC’10, e a prima vista appare tragicamente diversa. Troppo diversa, forse, ma niente paura, c’è una spiegazione, e profuma di vintage. Questo progetto non rientra nella storica serie Tomb Raider, ma rappresenta uno spin off che fa il verso agli indimenticati action visti nei cabinati delle sale giochi, e sarà disponibile esclusivamente in Digital Delivery, a prezzo ridotto (si vocifera 15$). Crystal Dynamics ha deciso infatti di offrire un antipasto ai fan in attesa di un sequel più canonico, che almeno dalla prima demo si mostra stuzzicante, a patto di metabolizzare il cambiamento e di inquadrarlo nella sua giusta cornice.

Back to the future

The Guardian of Light riparte infatti dagli action arcade di una volta, con visuale isometrica fissa e l’enfasi posta sul punteggio, vera sfida nella sfida, per inseguire quei record che negli anni ’80 permettevano di inserire 3 lettere (e solo quelle) nei coin-op, gloria tangibile quanto effimera.

Questo spin off racconta dello scontro mitologico in terra Maya che ha visto l’entità malvagia Xoxolt venire sigillata dal buon Totec per quasi due millenni. A risvegliare entrambi ci sarà ovviamente lo zampino della nostra archeologa di fiducia, alla ricerca del consueto artefatto, un potente e misterioso specchio di fumo. Vista l’impostazione del progetto la trama, pretestuosa quanto basta, funge praticamente da rampa di lancio per catapultarsi nei panni di Lara e di Totec, semplice contorno ad un’esperienza imperniata sul gameplay. Quest’ultimo sarà focalizzato sulla cooperazione tra i due personaggi, che si spalleggeranno nei combattimenti e nelle fasi esplorative, per proseguire nella rincorsa a Xoxolt, eliminando il suo esercito del male. Lo spirito maligno avrà infatti il potere di scagliarci orde e orde di nemici, tra i quali abbiamo intravisto enormi salamandre e antichi Maya resuscitati, affiancati dai canonici mercenari che contendono la reliquia alla nostra avventuriera. Ad ogni uccisione corrisponderanno punti validi per ambire ai record, spendibili tra l’altro per resuscitare in caso di morte (altrimenti evitabile sacrificando parte della salute del compagno), che spingono al miglioramento continuo e alla rigiocabilità, vista la durata stimata di circa 6 ore. La visuale isometrica, sempre molto sopraelevata, darà respiro alla battaglia e supporterà la ricerca della retta via, naturalmente intralciata da ostacoli vari ed enigmi ambientali. Per far fronte alle minacce Lara avrà a disposizione le ormai caratteristiche pistole gemelle, stavolta senza limiti di munizioni, e di un fucile, oltre che del rampino multiuso, sempre utile per superare crepacci o interagire con il paesaggio. La new entry Totec si fregia invece di una lancia, sfruttabile anche come appiglio una volta incastrata nei muri, e di uno scudo, sul quale il Maya può sorreggere l’archeologa per raggiungere punti elevati. L’elemento chiave di questa esperienza come detto è sicuramente la cooperazione, locale o online, molto spinta nelle fasi di esplorazione, forte di ostacoli e canonici puzzle composti da piastre a pressione, strutture a tempo e blocchi semoventi,superabili solo attraverso una collaborazione massiccia. E’ comunque possibile navigare “in solitaria” nei panni di Lara, grazie ad un Totec automatizzato e soprattutto al sistema che dovrebbe ridisegnare i livelli per mettere a distanza ravvicinata gli elementi necessari per avanzare senza problemi. Sempre in riferimento alle sessioni di perlustrazione, particolarmente ben sviluppate risultano le tombe, caverne opzionali i cui enigmi nascondono segreti e reliquie, mantenendo lo spirito archeologico tipico dei Tomb Raider che furono.

A prima vista

Lo shock che ha accompagnato le prime immagini di questo Guardian of Light deve essere giocoforza minimizzato, vista la natura del progetto, decisamente limitata: in quest’ottica la grafica risulta adeguata nonostante la povertà apparente, ed acquista una sua dignità anche grazie ad alcuni effetti che la trasportano nella nextgeneration, nonostante le caratteristiche old school. In particolare pare degna di nota la vegetazione, che risponde al soffio del vento e al passaggio dei protagonisti, così come lodevole è la struttura dei livelli, dettagliata e ben supportata da texture all’altezza. Bisogna in ogni caso stigmatizzare l’anima del progetto, votata più al gameplay che a barocchismi estetici, per cui trama e grafica risultano solo accessorie rispetto al sistema di gioco.

Lara Croft and the Guardian of Light Tomb Raider in questo progetto si offre una nicchia al di fuori dal tempo, che non ambisce a scardinare il genere ma anela ad una pausa rilassante, ad un passatempo fresco quanto nostalgico, impreziosito dal carisma della leggendaria Lara. Disponibile esclusivamente come Digital Delivery, per Ps3, xbox360 e pc, The Guardian of Light rappresenta solo uno spin off nato dalla costola di Tomb Raider, con meccaniche e ambizioni ben diverse dalla saga storica, peraltro a prezzo ridotto. A prima vista sembra una proposta più che interessante, con un comparto cooperativo sviluppato e un’anima arcade che ammicca ai coin-op, ma per decretarne l’eventuale successo rimane da valutare la solidità del gameplay, sulla quale potremo sbilanciarci solo in fase di hands on.