Anteprima LawBreakers

Il nuovo sparatutto competitivo ideato da Cliff Bleszinski e sviluppato dai neonati Boss Key Productions si lascia finalmente provare con mano

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Dario Bianchi Dario Bianchi Accanito videogiocatore dall'età di 6 anni, Dario adora le emozioni e le forti suggestioni trasmesse dal mezzo videoludico. Quando non impugna un pad si dedica alla lettura, alla birra e al rock, accompagnato dalla sua amata Fender Telecaster! Lo trovate su Facebook e Twitter.

Dopo un periodo di pausa trascorso lontano dai riflettori, Cliff Bleszinski è tornato a far parlare di sé, fondando uno studio tutto suo e lanciandosi verso nuovi successi con il progetto Lawbreakers, arena shooter competitivo che promette di dare filo da torcere ai blasonati Battleborn e Overwatch. Dopo un repentino cambio di direzione e di ambizioni, che ha portato il titolo ad abbandonare la strada del free-to-play preferendo una pubblicazione a prezzo pieno, le aspettative della community sono decisamente aumentate, alimentate dalla curiosità di scoprire se il talentuoso game designer americano riuscirà a bissare i successi della mai dimenticata saga di Unreal Tournament. Grazie ad un alpha ben ottimizzata, sebbene ancor lontana dalla sua forma completa, Lawbreakers è tornato a mostrarsi, rivelando la personalità e la stoffa necessarie a ritagliarsi uno spazio nell'affollato panorama del genere, puntando in parte sul distinguersi dagli agguerriti concorrenti.

Law VS Breakers

Il futuristico mondo di gioco nel quale impazzeranno le furiose battaglie di Lawbreakers vede contrapporsi due schieramenti ben distinti: da un lato i tutori dell'ordine, i Law, integerrimi agenti sempre pronti a sventare le mire criminali dei Breakers, delinquenti della peggior specie decisi a destabilizzare lo status quo delle cose. Un flebile presupposto narrativo, una scusa per dare il via ad un massacro indiscriminato in arene piuttosto complesse, per un FPS competitivo impreziosito da un sistema di classi discretamente diversificate, tutte votate alla pura distruzione piuttosto che al supporto reciproco. Il tratto distintivo di Lawbreakers sembra infatti risiedere in una spiccata enfasi dedicata alla componente shooter del titolo, protagonista assoluta dei folli ritmi che cadenzano le battaglie. Tra le quattro classi presentate troviamo l'Assassino, letale con le sue doppie lame, caratterizzato da una rapidità di movimento fuori dal comune grazie agli speciali rampini coi quali salta da un punto all'altro della mappa (o si lancia su di un incauto avversario), seguito dall'Enforcer, specializzato nel combattimento sulla lunga distanza e supportato da un lanciamissili "a spalla" con razzi a ricerca. Completano il quadro il possente Titan, vero e proprio tank capace di controllare un'energia oscura che può sprigionare in una potente esplosione ad area oppure lanciandosi in un assalto frontale distruttivo, e il Vanguard, esperto di tecnologia che si affida ad una minigun e ad un inedito jetpack per piombare sui nemici. Non vi è quindi alcuna traccia di healer o di altre classi di supporto in Lawbreakers, per una consapevole scelta di design che vuol puntare tutto sulle capacità offensive dei singoli personaggi, trasmettendo un costante senso di frenesia, kill dopo kill. Questo però non vuol dire che le modalità di gioco si affideranno completamente al Deathmatch e alle sue varianti: non a caso, l'alpha ha portato con sé l'inedita Battery, un mix di elementi Capture the Flag e Punto di Controllo.

Le due squadre dovranno lanciarsi nel cuore dell'arena per recuperare un'enorme batteria sferica, da trasportare nel proprio covo. Qui, piazzandola su di un apposito trasformatore, dovranno difendere il dispositivo mentre quest'ultimo si carica, attimo dopo attimo: completata tale sequenza, il team dovrà infine resistere altri venti secondi per riuscire a segnare il tanto agognato punto. Chi prima riuscirà a raggiungere quota due batterie difese, porterà a casa la vittoria, in una modalità che fa del gioco di squadra l'unica tattica utile al successo. Gli equilibri del singolo round appaiono sempre instabili, con gli Assassini che irrompono nella base avversaria e sottraggono la batteria, mentre il fuoco combinato di Enforcer e Titan argina i tentativi di difesa. Le dinamiche legate alla carica della batteria sono destinate a sconvolgere anche i piani meglio concepiti, dal momento che un team navigato potrebbe decidere di attendere pazientemente che l'avversario si "lavori per bene" il congegno, per poi sottrarglielo solo all'ultimo istante.
Ad accogliere i ritmi forsennati di Battery troviamo l'unica mappa sino ad ora presentata, ovvero Grand View, un complesso avveniristico posto su di una rupe al centro di un profondissimo canyon. La modernità delle strutture che ospitano le due basi lascia spazio a costruzioni di matrice orientale, con archi adornati dalle tipiche tettoie dei templi buddisti, in una stilosa commistione di metallo, vetro e Giappone feudale, ben caratterizzata. Il layout del campo di battaglia stuzzica la curiosità del giocatore, con un variegato numero di passaggi sfruttabili per irrompere nel covo nemico, spesso collegati alla piazza centrale dove spawna la batteria: in tal senso, la mobilità dell'Assassin e del Vanguard aiutano non poco, permettendo di circumnavigare i due edifici chiave, visitando spazi sospesi nel vuoto interdetti alle restanti classi. Lawbreakers non sembra insomma peccare sui fondamentali, rivelando tutta l'esperienza maturata dal buon Clifford con i suoi passati successi, per un progetto diretto con visione lucida e consapevole.



L'identità di un fuorilegge

L'alpha di Lawbreakers ha mostrato un prodotto in buona salute, capace di potersi ritagliare uno spazio nell'affollato panorama degli shooter competitivi "class based", recuperando la struttura di base dei diretti concorrenti ma calandola in un contesto dominato da un rinnovato valore degli scontri a fuoco, che premia il lavoro di squadra pur non presentando tradizionali classi di supporto. I dubbi che aleggiano attorno alla produzione però sono ancora tanti, molti dei quali relativi alla ricchezza contenutistica del pacchetto finale. Ben consapevoli di trovarci dinanzi ad un codice lungi dall'essere completo, il numero di classi presenti risulta decisamente limitato rispetto alla concorrenza, e, salvo sorprese dell'ultim'ora, il roster di Law e Breakers non sembra essere destinato ad ampliarsi ulteriormente, a tutto discapito della varietà e della diversificazione degli approcci in battaglia.

É ancora piuttosto presto per tirare le somme sul bilanciamento complessivo, ma va detto che, allo stato attuale, alcuni testa a testa contro gli Assassini appaiono sin troppo caotici da gestire, data la furia con cui la classe armata di lame riesce a gettarsi sulla propria vittima. Buono il comparto tecnico, con un Unreal Engine 4 che propone un'ottima modellazione poligonale ed un convincente comparto effettistico, tra esplosioni, bolle antigravitazionali e scie di fumo molto realistiche. Qualche perplessità riguardo la direzione artistica del titolo, decisamente più anonima e meno originale se confrontata con la vivacità stilistica presentata dai due diretti avversari precedentemente citati: anche il character design convince, ma è inevitabile avvertire un fastidioso senso di "già visto" nella caratterizzazione delle quattro classi previste. Discorso diverso per il map design, decisamente d'impatto, grazie ad un inusuale mix di elementi architettonici che evoca alcuni dei tratti peculiari dello steampunk, irradiati però da colori caldi e vivaci. Un traguardo dal quale partire per poter offrire un cospicuo numero di campi di battaglia, tutti da concepire con la medesima cura ed ispirazione.

LawBreakers Mouse e tastiera alla mano, Lawbreakers si è dimostrato sin da subito un titolo solido e sviluppato con grande consapevolezza: il team capitanato da Cliff Bleszinski è deciso a dire la sua nell'affollato campo degli FPS competitivi a classi, percorrendo solo parzialmente il solco tracciato dalla concorrenza, dalla quale si distingue proponendo una componente shooting molto più tecnica e frenetica. La modalità Battery si è rivelata interessante e ben concepita, e, seppur non destinata a rivoluzionare, sembra avere tutte le carte in regola per proporre una convincente variante di quelle formule consolidate ormai da decenni di gaming competitivo. Lawbreakers rischia però di pagare la sua genesi da free-to-play: è ancora troppo presto per lasciarsi andare ad un giudizio completo sull'offerta ludica del titolo, eppure l'aria che si respira è quella di una produzione decisamente meno densa di contenuti rispetto agli standard imposti da Blizzard e Gearbox, un'eventualità suggerita sopratutto dalle sole quattro classi previste. Il tempo a disposizione dei ragazzi di Boss Key Productions è ancora tanto, e siamo quindi fiduciosi; continuate a seguirci per futuri aggiornamenti sullo stato dei lavori.

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