Rainbow Six Siege Adesso online

Scopriamo le ultime novità dello sparatutto Ubisoft!

Anteprima Lollipop Chainsaw

Action game al gusto fragola

anteprima Lollipop Chainsaw
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

E' un grande successo per un regista riuscire a strappare copiose risate in occasione della prima riservata alla stampa della propria commedia. La più giovine età e - diciamolo - il fare meno spocchioso del giornalista videoludico lo rendono più propenso al divertimento, ma di sicuro il contagiante riso mentre assistevamo alla demo del primo livello di Lollipop Chainsaw, l'imminente action game di Grasshopper Manufacture, è stata una sensazione straniante. Inusuale e fresca al tempo stesso. Già alle prime informazioni eravamo elettrizzati, eccitati all'idea di trovarsi di fronte ad un No More Heroes ancora più maturo con una protagonista femminile, dall'energia divampante e dalla folle attitudine quanto se non di più di Travis Touchdown (zombie hunter>killer improvvisato). Provandolo con mano alla Gamescom e alla più recente Game Developer Conference siamo rimasti maggiormente freddi, specie dinnanzi ad un gameplay non alla pari della rappresentazione grafica.
Purtroppo il nostro più recente incontro non è stato un hands on ma una semplice demo off-screen, ragion per cui ci tocca aspettare la recensione per risolvere i già affiorati dubbi. Per fortuna possiamo compensare tale mancata opportunità con due buone notizie: la prima è che non siamo così distanti dall'uscita finale (15 Giugno), la seconda è che in questa sede possiamo letteralmente sommergervi di inediti dettagli sulla trama, gli scontri coi boss, la colonna sonora di Akira Yamaoka, la longevità e così via. Un bibitone iperenergetico, come quelli che si consumavano alla San Romero High School prima dell'apocalisse zombie, da gustarsi con altre schifezze come cola, caffè estremamente zuccherato e pizza ultra farcita. Di fronte a questa dieta (suggerita dallo stesso Suda-51) un lecca lecca al gusto fragola sembra sano quanto un'insalatina...

Cosplayer

Avendo a disposizione la sexy Juliet Starling è venuto naturale per Grasshopper Manufacture proporre una serie di cosplay in giro per il mondo.
- Jessica Nigri, il volto americano di Lollipop Chainsaw. Appare alla GDC e la stampa se ne innamora, al PAX e da scandalo due volte, è in questo e quest'altro spot, si concede pure una toccata e fuga in Giappone con la collega dagli occhi a mandorla
- Anonima americana racimolata sul press disc, anch'essa di grande impatto
- Mayu Kawamoto, la Juliet giapponese è una morettina caruccia, ma determinata.
- Imu Kani (già, si chiama come la tassa sulla casa) è una giapponesina cosplayer non ufficiale. Ma c'è poco da sindacare di fronte a queste foto...
- la Juliet italiana esiste, ci ha salvato da un gruppo di zombie durante la presentazione italiana di Lollipop Chainsaw: alcuni colleghi hanno immortalato l'aggressione in foto e video!

Giulietta ha il sedere grosso!

La scena d'apertura contestualizza ottimamente lo spirito del videogioco. Mentre scorrono sullo schermo i nomi che hanno contribuito al parto creativo (Goichi Suda; James Gunn, regista del remake de L'alba dei morti viventi e Tromeo and Juliet; Akira Yamaoka per una inconsueta colonna sonora), facciamo la conoscenza con la frizzante adolescente Juliet Starling. E' un momento particolare della sua esistenza, essendo quello il giorno del diciottesimo compleanno. Bionda, occhi azzurri, capelli raccolti in due codini, un corpicino mica male incorniciando da un "fondoschiena enorme". C'è a chi piace: senz'altro al regista di Lollipop Chainsaw dato che l'inquadratura indugia spesso sul sederone trattenuto a malapena dal violaceo gonnellino. La sua vita da liceale è felice che più felice non si può: ha una famiglia fantastica, il padre ha un certo savoir-faire, la madre è mitica, le sorelle (Cordelia e Rosalind) sono super-awesome. Tutte le mattine dopo una doccia rinfrescante (piccante citazione a Parasite Eve, ma anche a quell'Onechanbara che ha senz'altro ispirato il gameplaydi Lollipop Chainsaw) si prodiga in esercizi ginnici così da risultare in forma smagliante: quando non sbatte la testa sui libri, si allena con la squadra di cheerleader della San Romero High School con la quale spera un giorno di vincere i campionati nazionali.
Quasi dimenticavamo: è tanto innamorata dal suo ragazzo, l'aitante Nick, il quale, però, di li a poco diventerà uno zombie. Già perchè il compagno di classe di Juliet, un certo Swan (nomen omen?) dal volto cadaverico e l'abbigliamento tardo-ottocentesco (goth...insomma), ha voluto sollevare un'apocalisse zombie proprio dentro il plesso scolastico e Nick è suo malgrado una delle prime vittime.
Non si tramuterà completamente in un morto vivente perchè la sua dolce fidanzatina bloccherà l'infezione, almeno fino al collo. Giusto, ci eravamo anche dimenticati di dire che Juliet (come gran parte della sua famiglia) è una cacciatrice di zombie. Tipo i Maghi di Weaverly ma molto meno Disney Channel...
Di Nick riuscirà a salvare la testa, buttando via il resto del corpo putrefatto; da quel momento in poi sarà sempre attaccato allo striminzito gonnellino a mo di portachiavi. Oltre che in alcune cut scene dall'alta dose umoristica, sarà utile (??) in alcune soluzioni di gameplay che vi descriveremo più avanti.
L'intera avventura (dalla durata minima di circa 7-8 ore, escludendo la raccolta di tutti i bonus e i benefici del New Game Plus) si svolge all'interno della scuola (auditorium, cortile, laboratori) e nella zona tutt'attorno (c'è una fattoria, una sala giochi e financo una cattedrale), ma avremo modo di ritornare nella stanza da letto di Juliet non per quello che avete in mente (anche se alla signorina, per sua esplicita affermazione, non dispiace affatto quel genere di attività fisica...) per cambiarci d'abito (vedi box) o valutare gli oggetti fin lì raccolti in maniera non dissimile dall'appartamento di Travis in No More Heroes. Lollipop Chainsaw perde gran parte del cazzeggio e dei minigames lavorativi dei due NMH, ma la protagonista è determinata e cazzuta quanto il cacciatore di taglie armato di beam katana: risposte salaci, insulti ai boss di fine livello, grande atleticità e una simile risposta ai comandi.

Costumi a go go!

In quanto di sesso femminile Juliet ha un guardaroba nutrito. L'armadio si trova nella sua cameretta, proprio come la collezione di magliette nerd di Travis Touchdown, solo che la protagonista di Lollipop Chainsaw bada più al risparmio...di stoffa: oltre che la divisa da cheer leader sfoggia diversi bikini, una mise da cameriera, una fuxia da motociclista, una da coniglio, una da MILF. C'è spazio anche per alcune allettanti collaborazioni con alcuni anime come High School of the Dead. Ecco l'elenco completo con tanto di foto!

Eclettico, spudorato, eccessivo, pacchiano, trash, folle

Del gioco ci è stato mostrato l'intero livello iniziale ormai prossimo al completamento. Dai primi scontri tutoriali al lungo combattimento con il metallaro Lewis, il producer Scott Warr ci ha introdotto a tutte le feature del sistema di gioco. Che diciamo senza indugi è sembrato fin troppo scarno e semplicistico per essere un action game a tutto tondo; naturalmente non ci aspettavamo un Bayonetta dato che lo stile e la dimensione narrativa sono preponderanti, eppure il giocatore è come guidato nell'azione, i QTE sono ovunque e il combo system è legato al più basilare degli elementi ludici. La raccolta di monetine fuoriuscite dagli orefizi zombeschi.
E' innegabile il piacere visivo e della bionda protagonista e degli arcobaleni, eppure ci sembra che ancora una volta Grasshopper abbia deciso di limitare e scarnificare la profondità ludica a favore di una estetica preponderante e a tratti invadente. Una simile critica era già stata avanzata sopratutto al primo No More Heroes che costruiva attorno al giocatore una città liberamente esplorabile salvo poi concedere ben poche alternative all'andare dal punto A al punto B luogo della prossima missione.
L'intero set di attacchi performabili è alquanto elementare, legato a particolari momenti scriptati (vedi ad esempio la caduta di una trave che diventa un palo da lap dance, attorno al quale ruotare a ritmo di pressioni del front button Y) oppure a situazioni in cui la componente di gameplay è banalotta al fine di esaltare quel gusto per la demenzialità, palese cifra stilistica di Lollipop Chainsaw. Eddai vediamole queste situazioni in cui Juliet mescola le proprie abilità di cheer leader provetta con le doti di zombie hunter scritte nei suoi geni! Anzitutto la neo-diciottenne realizza acrobazie e spaccate aeree che solo una snodata tifosa è in grado di fare: con queste può facilmente scavalcare le teste putrefatte dei non morti e schivare i loro imprecisi tentativi d'assalto...saltando a pié pari qualsiasi discorso sul lock-on verso i nemici, assente ingiustificato di gran parte dell'avventura e limitato solo ad un mirino che compare quando si imbraccia una variante spara-proiettili della motosega (è il caso della prima parte contro il boss Lewis; ritornerà a metà gioco, ci assicura Warr). L'obiettivo del giocatore che presta più di un'attenzione allo score system si chiama Sparkle Hunter, ovvero inanellare contemporaneamente più decapitazioni in serie: questo vuol dire che dopo aver malmenato un poco i nostri ex-compagni di classe tramutati in voisapetecosa li si dovrebbe rendere innocui separando coscientemente il busto dalla testa con un unico fendente.

La mattanza assume sì i toni tragicomici di Dead Rising, ma laddove il titolo Capcom addensava varietà al gameplay sfoderando un arsenale di oggetti contundenti praticamente infinito, Lollipop Chainsaw si propone di architettare quante più situazioni possibili in cui calare il giocatore. Agli zombie base debolmente minacciosi se ne aggiungono altri esperti in aggressioni in piena regola contro studenti non ancora infetti, in maniera non dissimile dai sopravvissuti da aiutare negli House of the Dead: qualora la nostra impresa non avesse successo, lo studente si trasforma in uno zombie più potente dell'ordinario con cui dovremmo fare per forza i conti. Un'altra tipologia di zombie ha appeso alla cintura una mezza dozzina di ordigni incendiari, un'altra ancora possiede una pistola in quanto facente parte precedentemente delle forze dell'ordine e così via...per una differenziazione che speriamo possa espandersi in forme il più possibile stravaganti come Suda ci ha abituato.
Non ci dimentichiamo di Nick, il fidanzatino di Juliet del quale rimane una testa senziente attaccata al retro del gonnellino della cheer leader: per quanto la ragazza sia totalmente innamorata del giovane, non ci pensa due volte a scuotere la sua testa così da distrarre gli zombie. Il trucco? Le monetine che spuntano dal cranio a mò di salvadanaio sembrano irretire più di un non-morto. Oppure la testa di Nick può riguadagnare momentaneamente un corpo, errante senza capo lungo i corridoi della San Romero (identificato da un aura blu), e prendere parte ad un minigioco musicale come scusa per sfondare porte o muri particolarmente resistenti che Juliet non può nè saltare nè scalfire. Ulteriore minigame basato sul senso del ritmo consiste nel pestare la testa degli zombie in sequenza: pestandole tutte si ottiene un moltiplicatore del punteggio particolarmente generoso, anche se al livello di difficoltà visionato vi era un unico tasto da premere (A) per marchiare il volto dei non morti con le Converse di Juliet... Questi minigiochi coinvolgono a dovere l'estro artistico del grande Akira Yamaoka, che tutti noi conosciamo per le colonne sonore dei Silent Hill e più recentemente di Shadow of the Damned. In Lollipop Chainsaw sperimenta ancora più che nel titolo Grasshopper dello scorso anno, attraverso sonorità frizzanti e gioiosi motivetti: non è lo Yamaoka tetro ed evocativo dell'horror Konami, nè quello grottesco dello sparatutto infernale di Suda-51, bensì uno inedito che si destreggia tra temi vagamente hip hop, inconsueti riff di chitarra ed echi 8 bit che rimandano coraggiosamente alla meravigliosa ost dei due No More Heroes. Ciliegina sulla torta un paio di scoppiettanti vocalizzi di una dolce cantante femminile, dal sapore piuttosto sciocco ma che nel contesto di Lollipop Chainsaw sono azzeccatissimi!

Rock'n'Roll Never Dies

Parliamo infine del combattimento contro il primo boss, il rock'n roller Lewis. Ci ha stupito particolarmente la durata del combattimento, senz'altro superiore alla decina di minuti (e l'allenato producer non ha perso nemmeno una vita): sia in questo caso che idealmente nei faccia a faccia contro gli altri nemici (tutti contraddistinti dal tema musicale: ci sarà il metallaro, l'appassionato di country, l'emulo di Lady Gaga e forse pure un neomelodico napoletano. Scherziamo naturalmente...o forse no?) si tratterrà di una gara di resistenza più che di abilità. Lewis ha infatti sfoggiato almeno cinque forme diverse, ognuna contraddistinte da un basso numero di attacchi ripetuti con una certa ciclicità, eppure una barra della vita sempre particolarmente lunga. Si parte con il fellone a cavallo di un Harley Davidson, quindi la motocicletta fumante ha visto spuntare una proboscide e guadagnare un paio di zampe, poi sostituisce gli arti menomati con dei possenti cingoli e infine si arriva alla modalità rotolamento. Ogni cambio di impostazione offensiva e/o motoria è anticipato da un QTE composto dalla pressione di un tasto e una direzione di taglio attraverso la motosega: non sembra difficile eseguire tale combinazione secondo il giusto tempismo, eppure deve essere frustrante ripetere l'ultima parte del combattimento nel caso in cui non si superi il QTE!

Lollipop Chainsaw Suda-51 ha definito Lollipop Chainsaw come il primo zombie game "divertente". E sembra non avere tutti i torti: dal momento che molte serie (Dead Rising escluso) continuano a puntare sull'aspetto sopravvivenza della caccia agli zombie, è inconsueto trovarsi dinnanzi ad un videogioco che dalle carcasse dei non-morti fa zampillare un arcobaleno, mentre la cacciatrice di zombie scarta un lecca lecca e se lo gusta seducente. Lollipop Chainsaw è grande nel confezionamento grafico, è folle e sempre pronto a divertire il giocatore: nel fare ciò si è senz'altro riguadagnato i fan dei No More Heroes. Purtroppo il gameplay è semplicistico e il sistema di combo poco raffinato, fossilizzato su un approccio meccanico (QTE assai frequenti e sistema di punteggio basato sulla raccolta di monetine abbattono una qualsiasi sensazione di profondità ludica) al servizio della veste grafica ed artistica, intrisa di follia e di un marcato voyerismo. In attesa della recensione attesa tra un paio di settimane possiamo così concludere: se apprezzate il continuo sperimentalismo e la squassante demenzialità dei titoli di Suda-51 allora Lollipop Chainsaw vi farà amare ancora di più la vena creativa del papà di Kille 7 e No More Heroes; ma se cercate un gameplay stratificato e fluido dietro l'esilarante facciata siete costretti a guardare altrove. Deve ancora nascere il videogame Grasshopper capace di convincere una platea più ampia degli affezionati estimatori dei loro prodotti!

Che voto dai a: Lollipop Chainsaw

Media Voto Utenti
Voti totali: 76
7.4
nd