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Anteprima Lost Planet 2

Nuovi livelli, nuovi nemici e tanta cooperazione

anteprima Lost Planet 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc

All’E3 2009 Lost Planet 2 aveva fortemente convinto i nostri inviati. Non il semplice seguito di uno degli action dallo stampo arcade più divertenti di questa generazione, ma quasi una produzione del tutto nuova, che condividerà con il suo predecessore solo alcuni degli elementi più importanti, mutando quasi tutto il resto. E’ chiaro comunque che non sarà facile ripetere il successo commerciale del primo Lost Planet, che vendette quasi a sorpresa oltre due milioni di copie. Considerato questo dato, non è forse un caso che Capcom abbia scelto di optare per una strada che si concentri fortemente sull’appeal della cooperazione e della competitività in multiplayer, aspetto già più che soddisfacente nel primo episodio.

Ehi, che ci fa Marcus nel mio caffè?

L’evento di San Francisco è servito alla software house giapponese non solo per mostrare due nuovi livelli tratti dal primo episodio della campagna principale, ma anche per immergere, tramite il più classico dei cross-game, i giornalisti nei panni eccezionali di Marcus Fenix,  Dominic Santiago - i due protagonisti della saga di Gears of War inseriti nella versione Xbox 360 - e Albert Wesker (il carismatico antagonista della serie Resident Evil). C’è da dire tuttavia che l’inserimento di queste “guest star” è puramente indicativo, e che quindi le movenze e gli stili di gioco saranno naturalmente identici a tutti gli altri protagonisti del “cast” di Lost Planet 2 e non sono attese - salvo ripensamenti - ulteriori sorprese in merito.
 
Anche in questa occasione, gli sviluppatori hanno confermato il buon lavoro effettuato sul versante ludico. L’introduzione di campi di battaglia più ampi ed il numero incrementato (per quantità e dimensioni) dei nemici a schermo ha elevato particolarmente il fattore tattico in battaglia, “costringendo” il giocatore a dover contare anche e soprattutto sui propri commilitoni, e abbandonare assolutamente l’idea di comportarsi come il Rambo di turno. La cooperativa per quattro giocatori è quindi il fattore principale su cui si baserà letteralmente Lost Planet 2. Che i vostri compagni siano semplici mucchi di poligoni digitali mossi da una intelligenza artificiale o, ancora meglio, da amici su Xbox Live, è indispensabile sapersi muovere in squadra, perché gli Akrid non avranno certo intenzione di farvi fare una passeggiata su quello che era una volta un pianeta ghiacciato e adesso è ricco di foreste pluviali ed ambientazioni più miti. Proprio al termine di uno dei livelli mostrati, i quattro giocatori si sono trovati davanti alla più classica delle boss fight  contro un terribile mostro tentacolare, di indubbia pericolosità. Provare a giocare da soli è, come detto, inutile. Collaborare invece è l’unico modo per sopravvivere ed in fondo anche per prendersi belle soddisfazioni. Ogni nemico Akrid, come nel predecessore, ha i propri punti deboli contrassegnati da un luminoso color arancione che indicherà appunto la parte dal colpire per recare danno alla creature. Nel caso della Regina tentacolare è facile immaginare dove fossero disseminate le zone da tenere sotto tiro, e saper cooperare e colpire insieme, mentre le possenti braccia tenteranno di spazzarvi via, offrirà un coinvolgimento maggiormente frenetico e divertente rispetto al primo episodio, colpevole spesso di cali impressionanti nell’azione di gioco.
L’aspetto cooperativo sovviene utile anche in relazione alle scelte di game design operate dagli sviluppatori. Prima di affrontare la sopra annunciata regina, il compito primario dei quattro presenti in campo era quello di attivare alcune postazioni dati disseminate per la giungla, e capite quindi automaticamente come la collaborazione si estenda praticamente a tutto ciò che riguarda il gioco in sé. La presenza forsennata ed elevata degli Akrid dimostrata all’occasione sul campo avrebbe reso difficile il compito ad un elemento in solitario, a piena conferma che Lost Planet 2 sarà praticamente un titolo impossibile da giocare da soli, e gli amanti del tatticismo sfrenato saranno sicuramente felici di questa scelta.
 
Tra le altre cose, anche il motore grafico ha subito notevoli miglioramenti. La seconda versione dell’engine MT Framework, realizzato dalla stessa Capcom, si comporta infatti egregiamente ed è in grado di offrire scenari stupefacenti ed assolutamente fluidi, senza cadere in incertezze di sorta. Il motore grafico regala ottimi effetti di luce e particellari, texture in alta definizione di prima qualità, una mole poligonale invidiabile per la maggior parte delle produzioni ed una perfetta palette cromatica. Tutto questo, anche se non basta per rendere Lost Planet 2 il nuovo punto di riferimento grafico per questa generazione video ludica, è sufficiente almeno per farne uno dei migliori esempi di quest’anno. Siamo curiosi di vedere in ogni caso la versione Playstation 3. Ricorderanno i nostri affezionati utenti Sony che il primo episodio risultò praticamente indecente sul monolite nero della casa giapponese, nettamente inferiore rispetto l’originale versione Xbox 360 e, successivamente, quella PC. Gli screenshots divulgati ci lasciano comunque poche preoccupazioni.

Lost Planet 2 Lost Planet 2 sarà un titolo frenetico e spensierato. Totalmente incentrato sulla cooperativa in quattro giocatori e su battaglie in larga scala con imponenti nemici, promette di diventare uno dei videogiochi più divertenti del 2010. La scelta, totalmente promossa dalla nostra redazione, sembra comunque privare questo sequel di una sceneggiatura ben curata - non che il prequel fosse da premio Oscar - e potrebbe scoraggiare quindi chi ama farsi raccontare belle storie. Ma l’obiettivo di Lost Planet 2, così come quello dell’altro “made in Capcom” Dead Rising 2, è quello di offrire divertimento “ignorante” con quel pizzico di tattica che non guasta mai. Il 14 Maggio sapremo dirvi realmente se sarà il caso di mettere i soldi da parte per un nuovo viaggio sul pianeta E.D.E.N. Da questi antipasti, pare che la portata principale sarà comunque abbastanza succulenta.