Anteprima Mafia 3

2K pubblica un nuovo trailer e diverse informazioni sul suo "criminoso" Open World. Cerchiamo di fare il punto della situazione su Mafia III, analizzando quelle che saranno le sue caratteristiche principali sul fronte narrativo e di gameplay.

anteprima Mafia 3
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    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Angelo De Martini Angelo De Martini è un famelico appassionato di videogiochi, dategliene uno di qualsiasi genere e ne farà un boccone in compagnia del suo fidato PC. Se potesse scapperebbe con lui in Giappone, continuando ad amare la scrittura e a videogiocare come un matto. Lo potete trovare su Facebook.

Mafia 3 era sparito dalle scene per un bel po', ed è finalmente tornato alla carica. 2K ha infatti pubblicato un nuovo story-trailer e ufficializzato la data di pubblicazione, fissata per il 7 ottobre su PC, Playstation 4 e Xbox One. Grazie al nuovo video abbiamo potuto finalmente scoprire qualche dettaglio in più sulla componente narrativa che guiderà le gesta del protagonista, e che in aggiunta alle informazioni già raccolte al Gamescom 2015 e nei mesi scorsi, ci hanno permesso di farci un'idea più chiara su quello che dovremo aspettarci da questo nuovo capitolo della serie. Cerchiamo quindi di fare il punto della situazione su Mafia 3, analizzando quelle che saranno le caratteristiche principali del titolo sul fronte narrativo e di gameplay.

Vendetta nera

Non si può negare che la Mafia, specialmente quella italo-americana, abbia sempre esercitato un certo fascino sul pubblico internazionale. Sarà per colpa dell'avventata sregolatezza con cui spesso sono stati caratterizzati i personaggi dei film-culto, o per via del deferente rispetto nei confronti del "codice d'onore" e della "famiglia", che rende certe associazioni criminose tutt'altro che tradizionali. Per la serie targata 2K abbandonare questo contesto è un passo rischioso, ma è anche vero che i tempi sono cambiati e che l'ansia di rinnovamento - dopo un secondo capitolo non all'altezza del capostipite - si fa sentire prepotentemente. E' proprio per questo che Mafia 3 promuove un cambiamento radicale di struttura ed ambientazione, necessario anche per permettere al nuovo capitolo di abbracciare un bacino d'utenza più ampio. Un cambio di rotta sottolineato non solo dal passaggio della serie dalle mani di 2K Czech (che è rimasta coinvolta nel progetto) a quelle di Hangar 13, ma incarnato soprattutto dalla scelta del protagonista di questa nuova avventura. Abbandonati infatti gli anni 50' dei grandi gangster italo-americani di Empire Bay, la serie balzerà direttamente al 1968, a New Bordeaux, in una riproduzione accurata di quella New Orleans che negli anni '60 viveva divisa tra l'odio antisemita e la nascita di alcuni dei primi movimenti civili per i diritti della comunità nera. Quella stessa New Orleans dove la mafia italo-americana, protagonista indiscussa dei precedenti capitoli della serie, stava ormai vivendo la fase meno splendente della sua "Golden Age", minacciata dall'arrivo di nuove organizzazioni criminali senza scrupoli e interessate unicamente agli affari. È in buona sostanza questo il clima che respireremo arrivando in città nei panni di Lincoln Clay, protagonista di Mafia 3. Ragazzo nero cresciuto in un orfanotrofio e veterano della disastrosa guerra in Vietnam, Lincoln non è mai riuscito a trovare un luogo che potesse veramente chiamare casa, ritrovandosi suo malgrado sotto l'ala protettrice di Sammy Robinson, leader della cosiddetta Mafia nera di New Bordeaux, divenuta negli anni la sua seconda famiglia. Almeno fino a quando la Mafia italiana non decide improvvisamente di tradirla e sterminarla, lasciando Lincoln nuovamente solo in un mondo che lo disprezza persino per il colore della sua pelle. Mafia 3 comincia quindi con il suo desiderio di vendetta, che lo porterà a demolire pezzo per pezzo le attività criminali del padrino italiano e a fondare un nuovo impero sulle ceneri della sua vecchia famiglia.

Per la prima volta della serie, dunque, dovremo vestire i panni di un protagonista non appartenente alla Mafia italo-americana, con un background evidentemente differente rispetto a quello respirato con i precedenti protagonisti (come Vito Scaletta, qui comunque presente come luogotenente di Lincoln). È una scelta che può spiazzare, non c'è alcun dubbio, ma che allo stesso tempo dovrebbe permettere alla narrazione di arricchirsi con nuovi punti di vista sulla malavita e nuove interessanti tematiche (come quella del razzismo). Non ci resta quindi che sperare che questa importante svolta non pregiudichi il mordente della narrazione, da sempre considerato -con merito- punto di forza assoluto della serie.

Benvenuti a New Bordeaux

Se nei precedenti capitoli di Mafia ci eravamo abituati ad una struttura abbastanza inquadrata, open world solo nelle intenzioni, ma in verità limitata a lunghi viaggi in macchina tra gli specifici luoghi in cui potevamo svolgere le missioni principali, in Mafia 3 potremo confrontarci con un gameplay leggermente più simile a quello di un classico free-roaming. New Bordeaux, infatti, oltre ad essere ben più grande di Empire Bay, sarà suddivisa in ben nove quartieri: il French Ward (che avevamo già apprezzato durante il reveal alla Gamescom di Colonia), la downtown, il quartiere ricco, quello povero, la zona periferica, la zona industriale, il porto, il cantiere navale e la Bayou, ovvero una zona paludosa a sud della città dove le mafie hanno concentrato le loro attività criminose più segrete. Ognuno dei quartieri ospiterà naturalmente un racket differente (come la rivendita illegale di benzina e materiale edile, l'estorsione, lo spaccio di droga, la prostituzione, la distillazione dell'alcol) gestito da un diverso pesce grosso della mafia locale. Il nostro compito sarà ovviamente quello di minare queste attività per riuscire ad attirare l'attenzione del boss che le gestisce, per poi sbarazzarci di lui e conquistare il quartiere per il nostro tornaconto personale. Per farlo non dovremo fare altro che svolgere una serie di missioni concatenate, ognuna delle quali ci fornirà una lista di obiettivi secondari da completare (il sabotaggio dei mezzi di trasporto sfruttati dal nemico, la distruzione del materiale da contrabbando, il furto dei soldi dello spaccio o l'eliminazione dei più fidati luogotenenti). Naturalmente, non ci sarà necessario eliminare ogni nemico presente nell'area per poter accedere allo scontro finale, ma farlo ci metterà in una posizione di netto vantaggio, privando magari il boss di preziosi rinforzi o delle sue coriacee guardie del corpo. Indipendentemente dalla missione assegnataci, comunque, per completare gli obiettivi potremo sfruttare l'approccio tattico che meglio si sposa coi nostri gusti, a scelta tra quello ad armi spianate e quello più stealth. Lincoln, infatti, oltre che su un'insaziabile sete di vendetta potrà contare sulle letali abilità apprese durante la guerra del Vietnam, che gli permetteranno di seminare morte e distruzione toccando livelli di violenza raramente raggiunti nell'intero arco della saga. Potremo spostarci tra una copertura e l'altra per crivellare i nemici di pallottole, sbalzando i loro corpi ormai esanimi da un parte all'altra della stanza con l'esplosione delle nostre granate; potremo caricarli a testa bassa per poi colpirli ripetutamente in corpo a corpo e finirli con una brutale esecuzione; oppure potremo avvicinarci alle loro spalle di soppiatto per ficcargli un coltello nella giugulare e lasciarli a terra in una pozza di sangue. Inoltre, per ottenere un vantaggio tattico non indifferente, potremo manomettere la centralina telefonica presente in ogni area missione: questo ci darà innanzitutto modo di intercettare le conversazioni tra i nemici per ricavarne delle preziose informazioni, e di sfruttare poi una sorta di vista potenziata utile a individuarli al di là delle pareti e per tracciare la posizione degli oggetti rilevanti sparsi per l'ambientazione (come i kit medici). Tralasciando una certa leggerezza nel feedback delle armi e alcune animazioni di movimento del personaggio ancora da perfezionare, sembra proprio che i ragazzi di Hangar 13 abbiano deciso di puntare su un gameplay action/shooter funzionale e ben consolidato per il genere d'appartenenza. L'altra grande introduzione di Mafia III, legata proprio alla nuova struttura cittadina descritta poc'anzi, sarà la presenza di un sistema di relazioni con cui potremo assegnare ai nostri luogotenenti i quartieri appena conquistati.

Durante la campagna, infatti, avremo modo di arruolare nella nostra famiglia tre iconici personaggi, pronti a supportarci nella nostra crociata vendicativa pur di saldare i conti in sospeso con il padrino della Mafia italiana: stiamo parlando di Cassandra, la leader della mafia Haitiana di New Bordeaux; di Volatile Thomas Burke, un irlandese senza peli sulla lingua; e del già citato Vito Scaletta, trasferitosi a New Bordeaux subito dopo i fatti di Empire Bay. Dopo aver conquistato un nuovo quartiere, dovremo sederci al tavolo e ascoltarne i motivi per cui dovremo consegnarglielo in gestione, creando inevitabilmente degli attriti con i due che rimarranno a mani vuote. Assegnare il quartiere ad un luogotenente piuttosto che ad un altro comporterà anche diversi vantaggi: aumentare l'influenza di Vito darà accesso a nuove armi e oggetti potenziati; aumentare quella di Burke ci permetterà di chiamare in missione dei rinforzi pronti a darci supporto armato nei combattimenti più difficili; mentre aumentare il potere di Cassandra ci garantirà la possibilità di isolare le linee telefoniche di un'area, impedendo al nemico di chiamare rinforzi. Gli sviluppatori hanno affermato che durante un unico playtrought ci sarà impossibile ingraziarci tutti e tre i luogotenenti, per cui dovremo sempre scegliere con una certa decisione quali sostenere maggiormente, sbloccando di conseguenza delle linee narrative che daranno accesso a finali alternativi.
Venendo al fronte tecnico, ci sembra ancora troppo presto per poter tirare le somme. Dai video e dalle immagini recentemente pubblicate si nota tuttavia un'ottima cura nel look di New Bordeaux, ricca di luci, dettagli architettonici e colori sgargianti. Anche sul fronte dei personaggi, posto che forse il character design di Lincoln Clay non è proprio originalissimo (ma comunque funzionale al suo background), il lavoro svolto sembra di ottima fattura, con una recitazione digitale che sembra ancora una volta in grado di farci appassionare alle vicende narrate. Per il resto, in questo nuovo capitolo faranno la loro apparizione anche le ruggenti muscle car a due porte che negli anni '60 facevano impazzire gli americani, e che rispetto alle "caffettiere" di Mafia II ci permetteranno di muoverci molto più velocemente tra le vie della città.

Mafia 3 Quella di Mafia è una serie che ci ha sempre saputo regalare delle gran belle soddisfazioni. Non è un caso, quindi, che sia tanta la curiosità di scoprire quello che Hangar 13 è riuscita a fare con questo terzo capitolo. Appresa l'evidente rivoluzione compiuta nella struttura di gioco, che ora accomuna leggermente di più la serie ad un free-roaming, vogliamo capire se il mordente narrativo dei vecchi capitoli sarà ancora lì, pronto ad elettrizzarci nuovamente grazie alla sublime recitazione digitale dei vari protagonisti di gioco. Allo stesso modo, siamo speranzosi che Lincoln Clay riuscirà a sopperire dignitosamente alla mancanza di un protagonista appartenente alla Mafia italo-americana, permettendo magari alla serie di toccare delle tematiche inedite capaci di dargli un maggiore spessore. Non ci resta quindi che attendere l'E3 di Los Angeles per poter provare con mano questo Mafia 3, la cui pubblicazione è prevista per il 7 ottobre su PC, Playstation 4 e Xbox One.