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Mafia 3 - Gamescom 2016

Alla Gamescom di Colonia abbiamo assistito a una nuova presentazione di Mafia III, in uscita il 7 ottobre su PC, Xbox One e PlayStation 4.

Mafia 3

Videoanteprima
Mafia 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Si avvicina a grandi passi l'uscita di Mafia 3, Free-Roaming a sfondo criminale sviluppato dai ragazzi di Hangar 13, ma ancora nessuno è riuscito a mettere le mani sul titolo. Il publisher 2K ha già confermato che prima della release, fissata per il 7 Ottobre, avremo modo di provare a fondo quello che si prospetta come uno dei videogiochi più promettenti dell'autunno, ma per il momento dobbiamo accontentarci di qualche filmato in-game che ci presenta le varie feature del gioco, le fasi d'azione e, soprattutto, quello che sarà il principale punto di forza della produzione: l'ambientazione. Più che la vediamo, e più che la New Bordeaux di Mafia 3 ci conquista. Liberamente ispirata alla seducente New Orleans, la città che fa da sfondo all'avventura di Lincoln Clay è un crogiolo di suggestioni architettoniche, stilistiche e musicali. Dentro ci sono le vibrazioni della rivoluzione culturale del '68, le contraddizioni della società americana, il razzismo latente di un decennio problematico, ma anche le note del jazz e le sonorità delle marching band, i ovviamente colori delle comunità creole. La città è suddivisa in dieci distretti, che sono sono poi raggruppati in quattro maxi-aree, ognuna delle quali porta con sé uno stile completamente diverso, rappresentando al contempo un ecosistema criminale pronto per essere conquistato. Ad est troviamo il quartiere denominato Delray Hollow, che poi non è altro che il luogo in cui è cresciuto il nostro protagonista.

Qui sembra di stare a Hell's Kitchen: è un'area prevalentemente povera, costellata di palazzi popolari, dove vive in disparte il grosso della criminalità di colore, famosa per il traffico di eroina. Ad ovest c'è invece French Ward, identificabile come la zona più antica e caratteristica della città, ma che nasconde al suo interno un quartiere a luci a rosse, famoso per il mercato della prostituzione. A nord, invece, c'è Frisco Fields, ovvero la zona più ricca dell'intera città, un po' come Bel Air per Los Angeles. Ci sono solo ville enormi a perdita d'occhio, dove vivono i politici, quelli irrimediabilmente corrotti, e dove serpeggia anche una setta segreta molto simile al Ku Klux Klan. Per ultimo, citiamo anche il Bayou, ovvero le paludi simbolo della Florida che qui circondano New Bordeaux. Quest'ultima è la tipica zona "all'aria aperta" che oramai non può mancare in un free roaming, caratterizzata da acquitrini infestati dagli alligatori e dai redneck che smerciano armi alla mafia italiana.
La missione a cui abbiamo potuto dare un'occhiata in terra tedesca, tuttavia, era ambientata proprio nel cuore della città, a Downtown, uno dei quartieri supervisionati dalla cosca italiana. L'obiettivo era quello di salire agli ultimi piani di un grattacielo e fare irruzione negli uffici di un contabile dell'organizzazione criminale più potente della città, con l'obiettivo di lasciare un messaggio chiaro e deciso. Il team di sviluppo ha voluto ribadire che ogni missione, o almeno una parte di essa, può essere affrontata scegliendo un paio di approcci. Nel nostro caso, le opzioni consistevano nel farsi strada ad armi spianate direttamente dall'ingresso principale, oppure nel rubare l'auto di uno dei sottoposti del nostro bersaglio, così da infiltrarsi nel parcheggio dell'hotel sfruttando poi l'ascensore di servizio. La scelta è ricaduta verso questa seconda opzione, e per questo ci siamo armati di pistole e mitragliette silenziate, presso uno dei furgoncini che fungono da depositi mobili, e che è possibile richiamare in qualsiasi momento, mentre ci muoviamo per le strade di New Bordeaux. Di lì a poco abbiamo scoperto che il sistema di coperture dinamiche e la possibilità di attivare una sorta di "istinto criminale", che segnala la posizione degli avversari sottolineandone le sagome proprio come avviene in Hitman, ben si sposano anche con un approccio stealth. Non si tratterà ovviamente del punto di forza della produzione, ma infiltrarsi nel parcheggio, tra precisi colpi alla nuca e placcaggi improvvisi eseguiti schizzando fuori da un riparo, ci sembra un tipo di attività che può avere un suo peso nell'economia del gioco.

Poker Criminale

Il protagonista dell'avventura è Lincoln Clay, un ragazzo sfortunato che ha vissuto una vita complicata. È nero, e questo considerando che siamo nel 1968 nella razzista New Orleans, non semplifica le cose. Non lo fa neppure l'essere appena tornati dal Vietnam, avendo combattuto per un paese che non solo non apprezza il tuo colore, ma non ama nemmeno chi è andato nella giungla a sparare ai vietcong. Lincoln è solo e disperato. E in un mondo che sembra non aver alcuna voglia di accorgersi di lui, Lincoln trova una nuova famiglia nel quartiere dei neri, dove insieme ad alcuni amici comincia a gestire traffici illeciti. Uno spirito imprenditoriale che non va a genio alla mafia italiana, padrona di New Orleans: i compagni di Lincoln vengono massacrati, mentre lui sfugge quasi per caso alla mattanza. Lincoln è di nuovo solo, senza la sua famiglia, ma con un nuovo obiettivo a dargli la forza per andare avanti: la vendetta.
Nel corso dell'avventura, riuscirà a conquistare la fiducia di tre compagni, tre luogotenenti, ognuno con una sua personalità e soprattutto abilità speciali. C'è Cassandra, una donna di colore, c'è Burk, un rozzo irlandese e c'è Vito, un italiano. Sì: lo stesso Vito dei precedenti Mafia. Ognuno potrà aiutarci con delle abilità specifiche. Vito ad esempio può coprirci da lontano con un fucile da cecchino, Cassandra può inviarci degli scagnozzi che combatteranno al nostro fianco mentre Burk può corrompere la polizia e farla tornare a casa. Ovviamente questi sono solo esempi: gli sviluppatori confermano che ogni personaggio avrà diverse abilità e poteri speciali, che andranno sbloccato migliorando il nostro rapporto con ognuno di loro.

Il punto di forza di Mafia 3, del resto, sembra essere proprio questo: al contrario di alcuni concorrenti che puntano tutto sulla vastità dell'ambientazione e sul numero di quest, il titolo firmato 2K ha un gameplay più concreto e piacevole. Un feeling da Third Person Shooter senza compromessi, con un ritmo dell'azione intenso e sostenuto. Il merito è di un lavoro eccezionale sulle animazioni, che permettono non solo di spostarsi in maniera fluida tra le coperture, ma anche di dare respiro agli scontri a fuoco. La parte conclusiva della missione, da questo punto di vista, ci ha semplicemente galvanizzati: dopo aver ripulito il parcheggio dalle guardie che lo stavano sorvegliando, Lincoln ha raggiunto i piani che ospitavano gli uffici del contabile mafioso, e si è fatto strada tra i suoi scagnozzi. L'azione, in Mafia 3, è cruda e violenta come poche. I proiettili crivellano i corpi dei nemici con una ferocia inaudita, ed il protagonista non si fa scrupolo ad esibirsi in esecuzioni efferatissime che è possibile attivare avvicinandosi ai nemici barcollanti. Smitragliate in pancia, pistole infilate in gola prima di premere il grilletto, fucilate esplose a pochi centimetri dalla faccia. Insistendo con questa violenza fortemente esibita, il team di sviluppo sembra voler riprodurre scene e situazioni dei migliori Gangster Movie di Hollywood, e l'obiettivo può dirsi riuscito. Al di là delle citazioni che si possono riscoprire nelle scene d'intermezzo, giocare a Mafia 3 significa rivivere in prima persona i momenti più entusiasmanti di Scarface e Quei Bravi Ragazzi, la follia di Nicky Santoro in Casinò e la risolutezza flemmatica e spietata di Carlito Brigante. Molto più di LA Noire e dei titoli dedicati a Il Padrino, insomma, l'avventura criminale di Hangar 13 riesce a digitalizzare le fantasie della cinematografia di genere, distanziandosi da Grand Theft Auto grazie al setting storico. Prima di lasciarsi trasportare dall'entusiasmo, in ogni caso, bisognerà davvero valutare la qualità ed il peso delle sezioni free roaming. Le missioni "guidate" della trama principale sembrano ben costruite e incorniciate da scene d'intermezzo davvero favolose per recitazione e regia. Girare per le strade di New Bordeaux sarà un'attività altrettanto intensa, ludicamente parlando, oppure a trainarci saranno solo le suggestioni di un setting curato e affascinante?

Speriamo di scoprirlo presto, mettendo finalmente le mani sul titolo, che per il momento convince anche dal punto di vista grafico. Il colpo d'occhio è superbo, anche se non è libero da imperfezioni grafiche, soprattutto per quanto riguarda il comparto luci, che risulta un po' indietro rispetto alle ultime novità in materia di open world, ed anche qualche texture poco rifinita qua e là. Il prezzo da pagare per la vastità della mappa di gioco, che pur non riuscendo a rivaleggiare con la Los Santos di GTA V, si presenza sufficientemente estesa per non sfigurare.

Mafia 3 Mafia 3 si presenta sempre in gran forma, ai principali appuntamenti videoludici dell'anno. Ogni presentazione ci porta in un diverso quartiere della meravigliosa New Bordeaux, e pure chi si era lamentato del protagonista sta cambiando idea. L'avventura tratteggiata da 2K e Hangar 13, del resto, sembra un viaggio attraverso le mille facce della criminalità organizzata; una storia “vorace”, capace di fagocitare immagini, scene, suggestioni e tematiche dai grandi capolavori di Hollywood, inseguendo Scorsese e Brian De Palma. Manca però una prova con mano, che ci confermi la solidità delle sparatorie e sveli finalmente il peso specifico delle sequenze free-roaming. Restate su queste pagine, perché di Mafia 3 torneremo a parlare prima di quanto vi aspettiate.