Anteprima Max Payne 3

Max Payne torna a seminare distruzione in HD

anteprima Max Payne 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Correva l’anno 2001 ed il genere oggi conosciuto come third person shooter non era nella sua forma migliore. Fortemente ispirato alle pellicole di Hong Kong (soprattutto all’Hard Boiled di John Woo) stava però per debuttare un titolo in grado di cambiare per sempre il genere d’appartenenza, sferzando l’intero panorama videoludico dell’epoca con una verve carismatica che pochi si erano potuti permettere sino a quel momento. Sviluppato “a quattro mani” da due dei team più talentuosi tutt’ora in scena (Remedy Software e Rockstar Games) Max Payne era pronto, ai tempi solo su PC, a sconvolgere -partendo dalle viscere- il credo ludico di ogni videogiocatore. Un protagonista sull’orlo del baratro, senza nulla da perdere e con il solo desiderio di vendetta a sostenerlo; una storia di corruzione e tradimenti; una New York oscura, avvolta in una costante morsa di gelo, quasi a raffigurare l’animo dell’anti-eroe. Infine un gameplay prettamente shooter arricchito da elementi inediti come il bullet-time (sdoganato proprio da Max Payne), il blind fire e corredato da una delle direzioni artistiche ancor oggi più apprezzate nell’intero panorama, complice sicuramente la “faccia di gomma” di Max (come dimenticarla), la sua personalità cinica e distorta (sulle orme di Marv - Sin City) ed un piglio narrativo estremamente interessante, sottolineato dal taglio “fumettistico” delle cut-scene. Tutti questi elementi vennero poi potenziati nel secondo capitolo, un successo planetario approdato anche su console che vedeva però un Payne leggermente meno incisivo, complice forse la sua love story -seppur appena accennata- con Mona Sax, letale e bellissima serial killer che segnava le sorti del nostro beniamino.
Dopo quasi dieci anni e l’abbandono di Remedy Software, Rockstar Games (per la precisione la divisione Vancouver, responsabile di The Bully), ha deciso di riprendere in mano il franchise, per consegnare al mondo ciò che ogni videogiocatore aspettava: Max Payne 3. Sin dalle prime foto e dalle prime indiscrezioni, raffiguranti un Max in versione “L’ultimo Boyscout” (con Bruce Willis), il progetto ha ricevuto una pioggia di critiche che ancor oggi infestano gran parte delle community online. Una routine del tutto normale quando per un brand tanto importante e tanto caro viene presentato un’ambizioso progetto che ne comporta -anche se solo in parte- lo stravolgimento. Ma andiamo più nel dettaglio e vediamo, grazie ad una serie di nuove informazioni, cosa aspettarci da questa terza incarnazione, in uscita con tutta probabilità nel 2012 per Xbox 360, Playstation 3 e PC.

Same shit different day!

Il primo cambiamento sostanziale riguarda storia e setting. Max Payne 3 è ambientato 8 anni dopo il secondo capitolo e vede un Max da molto ritiratosi dal corpo di polizia lavorare come agente di sicurezza privato in quel di São Paulo, in Brasile. Al momento dell’incipit, secondo quanto trapelato, il nostro beniamino sarà alle dipendenze di due loschi (quanto ricchi) fratelli (i Branco), impegnati politicamente e socialmente nel marcio meccanismo sotteso alla società brasiliana rappresentata nel gioco. Sotterfugi, doppio gioco e tradimenti saranno dunque all’ordine del giorno anche in questa terza incarnazione; secondo quanto dichiarato da Rob Nelson (art director in Rockstar Vancouver), inoltre, nel corso dell’avventura vedremo chiudersi diversi filoni narrativi lasciati in sospeso dal primo e dal secondo episodio, ed incontreremo diverse vecchie conoscenze di Max. Nonostante il team non si sia sbilanciato oltre possiamo pensare che l’Aesir Corporation/Home/Circolo Interno (“antagonisti” di Max si dal principio) abbiano qualche interesse anche in Brasile; intrighi con i quali il nostro anti-eroe, per errore o per caso, verrà in contatto nel corso dell’avventura. Dalle parole di Nelson, che parla di “esilio dall’NYPD” e di “fuga”, infatti, possiamo escludere una venuta in Sudamerica nell’intento di perseguire qualche pista particolare. Altri dettagli riguardo alla trama ancora non si conoscono: l’unico altro elemento trapelato dall’abbottonatissima Rockstar è la natura discontinua della narrazione in Max Payne 3. Il titolo presenterà infatti molti salti temporali e flashback, proponendo una struttura del tutto inusuale per la softco statunitense. Rimane da aggiungere che lo storytelling si presenterà ancora una volta sottoforma di cut-scene perfettamente integrate all’azione ed innestate, questa volta, con un taglio che ricorderà molto da vicino quanto visto nel serial TV 24 (schermo suddiviso in varie porzioni con punti di vista diversi sulla stessa scena..). Per quanto riguarda tali scene d’intermezzo il livello di recitazione pare potersi attestare a livelli altissimi. Alla stregua delle ultime produzioni, infatti, Rockstar ha previsto un acting capture completo, ovvero la cattura in digitale delle scene recitate interamente da attori reali.

Environmental game

Dal punto di vista del gameplay, per quanto è dato ad ora sapere, il titolo non si discosta minimamente dal genere d’appartenenza, ovvero quello dei third person shooter a progressione lineare. Di ritorno dal passato, infatti, ognuna delle feature (rivedute e corrette) che hanno reso famoso Max Payne, a cominciare dallo slo-mo. Grazie alla proverbiale clessidra, la cui ricarica sarà ancora una volta affidata all’eliminazione sistematica dei nemici, avremo la facoltà di rallentare l’azione per un certo intervallo di tempo; in tale frangente distingueremo chiaramente le traiettorie dei proiettili (disegnate a schermo da una miriade di effetti particellari) e saremo in grado di mirare con più calma le parti vitali degli avversari, attivando spettacolari kill cam che mostreranno tutta la brutalità di questa terza incarnazione del brand. Da questo punto di vista il team ha sottolineato l’importanza degli studi svolti riguardo alla balistica delle armi, che hanno permesso, in unione alle animazioni prodotte dall’Euphoria Engine, di rendere in maniera estremamente credibile la “pesantezza” di ogni colpo d’arma da fuoco inferto.
Tra i vecchi trucchi del mestiere di Max ritroviamo con piacere anche la proverbiale abilità acrobatica che permetterà al nostro beniamino di lanciarsi da un riparo all’altro, di fiondarsi addosso ai nemici o di superare in un solo balzo lunghe rampe di scale, evitando -al contempo- l’innumerevole mole di proiettili tra cui dovremo barcamenarci lungo l’intero corso dell’avventura. Anche in questo caso Rob Nelson ha voluto mettere in evidenza i progressi di Euphoria e Natural Motion che lui stesso definisce “una scoperta nuova ad ogni progetto”. Grazie alle velleità procedurali del sistema d’animazioni il nostro ero sarà sempre consapevole degli ostacoli che lo circondano: lo vedremo così attutire uno scontro contro un muro con la spalla o allungare una mano nel caso di una “semplice” caduta sul terreno. L’elevato livello di realismo e coinvolgimento, però, non finisce qui: come da buona tradizione Rockstar nulla è stato lasciato al caso. Durante le frenetiche sparatorie, ad esempio, vedremo saltare letteralmente in aria frammenti di vetro, di legno, particelle dai muri sgretolati dai colpi e via discorrendo, per una scena sempre diversa e costantemente movimentata. Ma non solo: anche gli avversari saranno sempre reattivi e consapevoli di ciò che li circonda. Il team ha infatti promesso caratteristiche differenti ad ogni scontro, con avversari dotati di una propria personalità, chi più avvezzo alla protezione muovendosi da un riparo all’altro, chi più incline all’assalto verso il povero Max, utilizzando qualsiasi mezzo a disposizione. Poiché si parla di un riutilizzo minimo degli asset a disposizione nella realizzazione degli scenari e di una costante immersione in un mondo quanto più cinematografico possibile le aspettative a riguardo raggiungono vette decisamente elevate. Ed è proprio questa varietà e questa ricerca di un’immersione viscerale che ha fatto propendere la scelta della location verso São Paulo, una delle metropoli dove ad ogni angolo si posi lo sguardo si può intravedere qualcosa diverso e dove le differenze socio-culturali (ad esempio tra la “downtown” e le favelas) sono più evidenti che mai. Per realizzare i loro progetti alcuni componenti del team hanno passato svariati mesi in Brasile, documentando con foto, video e registrazioni audio il loro soggiorno, in maniera da avere la possibilità di digitalizzare quanta più realtà possibile in-game.
L’ultimo elemento, immancabile oramai in qualsiasi produzione in terza persona, è il sistema di coperture, presente anche in Max Payne 3 in forma piuttosto classica. Grazie ai grilletti destro e sinistro -a quanto pare- sarà possibile mantenersi “incollati” a qualsiasi elemento architettonico, decidendo poi se sporgersi per sparare o coprire la propria avanzata con un pò di sano fuoco alla cieca. Chiudiamo con un’accenno all’armamentario. Gestito a la Red Dead Redemption (con il classico inventario a ruota) prevederà pistole, fucili automatici, mitragliatori, fucili da cecchino e chi più ne ha più ne metta, permettendo però a Max di portare soltanto tre armi alla volta, consentendogli anche il dual wielding con armi leggere (Uzi e pistole, ad esempio).
Nulla si può al momento dire riguardo al comparto tecnico (il gioco non è mai stato visto in movimento), se non che i fan avranno il piacere di risentire il buon James Mccaffrey nel voiceover originale del protagonista.

Max Payne 3 Nonostante il cambio di look del protagonista ed il completo cambiamento d’ambientazione, le prime indiscrezioni per quel che concerne Max Payne 3 promettono molto bene. Da quanto trapelato la solida struttura di gioco rimarrà invariata, ammodernandosi in alcuni frangenti peculiari in maniera da coinvolgere il giocatore in un’esperienza cinematografica. Se tutte le promesse verranno rispettate (e Rockstar, negli ultimi anni, è davvero un marchio di garanzia assoluta) il prossimo anno (o magari anche prima) ne vedremo davvero delle belle. Restate sintonizzati su Everyeye per seguire tutti gli sviluppi di uno dei titoli più attesi di questa generazione.

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