Anteprima Max Payne 3

Torna Max Payne, ma non come ce lo aspetteremmo

anteprima Max Payne 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc

Scrivere di Max Payne non è facile. Il poliziotto creato da Remedy è stato uno dei personaggi di maggior successo della storia recente dei videogiochi e, al tempo stesso, la sua stella è arsa e bruciata in poco più di tre anni, lasciando schiere di fan in una sconfortante indeterminatezza. Come un James Dean di poligoni e righe di codice, Max Payne s'è perso ancora giovane, proprio nel momento in cui sembravano aprirsi per lui le vette più alte dello Show - Biz. Uscito nel 2001 (e prodotto da Remedy in maniera semi - amatoriale, dato che nessun grande producer aveva creduto nel progetto), il primo episodio di Max Payne fu un successo clamoroso, vincitore di innumerevoli premi (un BAFTA e svariate onorificenze da tutte le più importanti testate del settore), introdusse nel mondo dei videogiochi il bullet time reso famoso sul grande schermo dal primo episodio di Matrix, all'epoca appena uscito nei Cinema di tutto il mondo. Ma Max Payne non era solo azione pura: la sua trama, che si snodava fra i sobborghi di una New York corrotta e drogata, era un capolavoro noir, capace di fondere le atmosfere deliranti dei trip da droghe sintetiche con una profondità psicologica che pochi giochi sono riusciti a eguagliare. La scelta di narrare le vicende sotto forma di fumetti, poi, era veramente la ciliegina sulla torta di un capolavoro il cui unico difetto, forse, era l'eccessiva brevità (si completava in circa 5 ore). Nel 2003 Remedy bissò se stessa, con il secondo episodio della saga di Max: The Fall of Max Payne completava la storia iniziata nel primo gioco e ci permise di tornare nel morboso mondo dell'antidroga, grazie anche alla presenza di comprimari assolutamente indimenticabili, come la conturbante Mona Sax. Capaci come pochi altri di resistere al tentativo di prendere la strada più facile, i ragazzi di Remedy hanno spinto molto sul lato Noir del titolo, offrendoci uno dei giochi più cupi, antiretorici e cinici dei suoi tempi. No game for old men, verrebbe da dire.Poi il silenzio.Per anni si sono rincorse voci di un possibile terzo episodio delle avventure del nostro poliziotto preferito e l'uscita nel 2008 di un (mediocre) film ispirato al gioco aveva ravvivato le speranze, complici anche alcuni rumor, peraltro mai confermati, che accreditavano Remedy come al lavoro sulla nuova storyline. In realtà gli sviluppatori finlandesi non hanno mai dato seguito a nessuna voce e sostengono da sempre di essere al lavoro -fin dal 2003- su Alan Wake, uno dei progetti più misteriosi degli ultimi tempi che, dopo la presentazione di quest'anno all'E3, dovrebbe essere in dirittura d'arrivo per i primi mesi del 2010. Sempre che non venga di nuovo posticipato.Remedy, dunque, pare aver abbandonato il suo franchise di maggior successo e, a quanto pare, ad altri non è sfuggita l'occasione per recuperarlo. Meno di un mese fa, infatti, Rockstar (notorio team già dietro a Gran Theft Auto) ha annunciato che Max Payne 3 esiste ed uscirà entro le prossime feste di Natale. Gaudium magnum, direte voi. E invece no, dalle prime immagini diffuse i fan del gioco originale sono rimasti più che delusi. Non solo Max è invecchiato e ingrassato, ma anche l'ambientazione Noir sembra essere completamente sparita, lasciando il posto al sole accecante di Brasile e alle Favelas di San Paolo. Dire che questo cambio di look ha suscitato solo malumori sarebbe quantomeno riduttivo: nelle community online è in atto una vera e propria rivolta dei "vecchi giocatori", che si stanno organizzando per far arrivare il proprio scontento agli sviluppatori che, tuttavia, sembrano intenzionati a proseguire per la loro strada.

Ambientato 12 anni dopo le vicende narrate in The fall of Max Payne, il gioco vede Max ormai fuori dall' NYPD, riciclatosi come "mercenario" per alcune security firms internazionali, pagate dai governi per scontrarsi con i signori della droga e i grandi narcotrafficanti. Max, dall'alto della sua esperienza nella DEA è un agente super qualificato, e il suo lavoro l'ha portato proprio nel cuore dei Cartelli più pericolosi del mondo; forse ha scelto questa carriera per vendetta, o per completare il lavoro iniziato a New York. Sta di fatto che il nuovo Max è molto diverso da come ce lo aspetteremmo: svestito il giubbotto di pelle, il nostro protagonista è una specie di fusione fra Bruce Wills e Sam Fisher, pelato, leggermente sovrappeso e vestito solo di pantaloni militari e canottiera bianca sudaticcia. Decisamente un altro stile, o, piuttosto mancanza di esso.Rockstar, almeno per quel poco che abbiamo potuto vedere, sembra aver voluto uniformarsi alla moda attuale, che prevede eroi più o meno nerboruti (i Marcus Fenix della situazione) in setting esotici - tropicali che permettano agli sviluppatori di far vedere come sono bravi con l'hardware delle console regalandoci panorami sconfinati. Peccato però che Max Payne, per la sua storia, aveva bisogno di tutto fuorché di un aggiornamento come questo, che non solo estirpa il lavoro estetico dei Remedy ma uniforma uno dei pochi personaggi veramente carismatici del mondo dei videogiochi all'opinione media del pubblico. Medio però, spesso diventa mediocre, e sarà veramente difficile per Rockstar convincere stampa e fan che il suo Max Payne è il degno erede di quello originale.Facendo un po' di dietrologia, e conoscendo alcune delle meccaniche più becere del nostro settore, sembra quasi che Rockstar abbia deciso di appiccicare ad un gioco palesemente nuovo, un brand di sicuro successo e facilmente riconoscibile. Le informazioni, per ora, sono troppo poche per dare giudizi definitivi, ma crediamo che i fan abbiano tutte le ragioni per dubitare della riuscita del progetto. Forse Max Payne 3 sarà un buon gioco, o addirittura un capolavoro, ma la sensazione che si prova a freddare narcotrafficanti brasiliani non sarà di certo la stessa di quando, con il nostro cappotto in pelle, affrontavamo le gelide strade di una New York cattiva come non mai, mentre la neve cadeva e i tossicodipendenti si scaldavano vicino a bidoni dell'immondizia in fiamme.

Max Payne 3 Pur essendo ancora sostanzialmente tutto da svelare, Max Payne 3 ha già dato adito a una discreta serie di polemiche per le scelte di design che stravolgono completamente l’impianto dei due giochi originali, mostrandoci un Max invecchiato e al soldo dei alcuni mercenari americani. Sarà vera gloria? Lo scopriremo quest’inverno, per ora sappiamo solo che Rockstar ha fatto una scommessa molto azzardata.