GDC 2013

Anteprima Metal Gear Solid 5: The Phantom Pain

Metal Gear Solid 5 è realtà

anteprima Metal Gear Solid 5: The Phantom Pain
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

A Hideo Kojima piacciono le sorprese e le entrate ad effetto. Quando si presenta all'interno della sala gremita di gente, qui alla GDC, lo fa indossando una strana maschera. E' il volto bendato di un paziente d'ospedale, e tutti riconoscono fin dal primo momento il misterioso protagonista di "The Phantom Pain". Chi si fosse perso tutta la questione riguardante il trailer del gioco, che avrebbe dovuto essere il capolavoro surreale del misconosciuto team Moby Dick Games, può leggere il nostro speciale che ha fatto seguito ai VGA Spike Award. Scoprendo così che già a quell'altezza di tempo sapevamo tutti che dietro a The Phantom Pain c'era il genio di Kojima. La conferma arriva inaspettatamente qui alla fiera di San Francisco, nonostante il feeling molto istituzionale dell'evento, proprio in un panel pensato per raccontare le meraviglie del Fox Engine. Invece che una noiosa conferenza sull'Engine di Kojima Production, ci troviamo di fronte ai primi minuti di gioco di quello che sarà il nuovo Metal Gear Solid 5.

The New Metal Gear

Il nuovo trailer di Metal Gear Solid 5: The Phantom Pain procede sulle note ben ritmate di "Not Your Kind of People", poco nota Hit dei Garbage datata 2012. Dopo Morricone ("Here's to You" fu il sottofondo del trailer di Ground Zeroes), Kojima continua a selezionare attentamente la musica che accompagna i suoi prodotti, con scelte d'impatto e di rottura che sottolineano una volta di più l'eccezionalità creativa dei suoi prodotti.
La sequenza montata a cui assistiamo è un tripudio di situazioni al limite del surreale, un vortice di emozioni fortissime per tutti i fan della saga. Il tutto comincia con un gruppo di medici che sta cercando di rianimare Big Boss, mentre fra le urla, l'agitazione e le scariche di defibrillatore intravediamo Master Miller preoccupatissimo per la vita del proprio compagno.
Quando il massaggio cardiaco fa finalmente effetto, purtroppo, è tardi: Big Boss è ufficialmente in coma. Già con il primo trailer di The Phantom Pain Kojima aveva dimostrato di voler lavorare sullo shock emotivo del giocatore, ragionando su temi non certo facilissimi da digerire. Ma stavolta sembra essersi superato.

"Ad anni di distanza dall'ultimo capitolo, e dopo un Peace Walker che ha avuto qualche problema di ricezione, insomma, Metal Gear sta per tornare. E segnerà, in un modo o nell'altro, un nuovo punto di svolta per l'industry e per il genere"

Saranno le note liquide che insistono e si alzano di volume, o il mix di sequenze assurde che si manifesta sullo schermo, ma il trailer di Metal Gear Solid 5 ci coglie come un pugno allo stomaco, raccontandoci il delirio di una sofferenza fisica e mentale allo stesso tempo.
Gli unicorni fiammeggianti, le balene titaniche che solcano il cielo come comete, sono come le allucinazioni di una mente imbrigliata in un corpo che non risponde più. Un modo per fuggire dalla realtà immobile di un letto d'ospedale, dalle piaghe da decubito, dall'inutilità sofferta di un soldato senza più armi. Il tutto si mescola con le scene della fuga, quelle già viste nelle prime sequenze del vecchio trailer. Ma anche in questo caso non sappiamo se si tratti di un sogno allucinato o dell'incubo di un risveglio peggiore persino dell'immobilità.
I colori acidissimi, le fiamme, i bagliori che invadono lo schermo sembrano smussare tutte le certezze dello spettatore. E' la realtà, che stiamo vedendo, o le allucinazioni residue impresse sulle palpebre di Big Boss, che sono state chiuse per ben nove anni?
La presentazione della GDC lascia ancora più dubbi e domande di quelle che avevamo in precedenza, e non chiarisce neppure il rapporto fra Ground Zeroes e The Phantom Pain. Parrebbe che i due progetti siano in verità confluiti in un unico Metal Gear Solid 5, ma c'è chi dice che invece Ground Zeroes sarà un prologo giocabile di The Phantom Pain. Altri ancora pensano che i due giochi corrano paralleli, uno raccontando gli eventi che hanno portato alla tragedia, e l'altro consumando ad un livello solo inconscio gli anni del coma. Dal momento che all'interno dell'ultimo video sono confluite sia immagini del vecchio Ground Zeroes che del nuovo "dolore fantasma", noi propendiamo per la tesi che vede i due prodotti trasformarsi in un solo, nuovo Metal Gear.
Alcuni dei misteri riguardanti l'ambientazione ed il protagonista, comunque, si sono ormai risolti, mentre che cosa sia il misterioso marchio XOF, e chi sia "V" (citato/a per un istante nella schermata finale), restano gli interrogativi più pressanti (assieme alla natura del gruppo Diamond Dogs, che Big Boss chiama addirittura la sua "nuova casa").
Insomma Kojima dovrà svelare ancora parecchi dettagli riguardo alla sua creatura, e nei mesi a venire siamo sicuri che sentiremo parlare abbondantemente di Metal Gear Solid 5.

Giocato

Non fosse bastato il trailer, a farci gongolare di emozione, Hideo Kojima ha deciso di spingersi oltre e mostrarci una sessione giocata di Metal Gear Solid 5. La demo, ci informa il game designer, gira su PC. Per il momento le piattaforme di destinazione di The Phantom Pain sono le console dell'attuale generazione, ma la qualità tecnica dello spezzone In-Game ci sembra francamente impossibile da raggiungere sull'hardware fin troppo datato che ci portiamo dietro da più di sette anni.
La scena di gioco, comunque, ci fa vivere i primi minuti del risveglio di Big Boss, decisamente sballottato -anche emotivamente- dopo aver appreso di essere rimasto immobile in un letto per nove anni. Quello che più brucia però sono i muscoli, atrofizzati dopo la prolungata inattività. Il protagonista, guidato da un misterioso compagno che sostiene di aver vegliato su di lui per tutto il tempo del coma, si trascina a fatica nelle sale dell'ospedale, strisciando come un verme, tentando di rimettersi in piedi a più riprese, ma cadendo faccia a terra ogni volta.
Il fare un po' cinico del misterioso paziente che ci sta portando fuori dall'ospedale, il suo volto nascosto (quasi fosse quello di un fantasma), hanno un che di sospetto. Ma non c'è altra alternativa che fuggire. Ed è proprio nell'insistenza con cui Kojima si attarda sulla scena quasi patetica di un monco che si trascina a terra, che sta il coraggio davvero unico di The Phantom Pain. Di fronte ai nostri occhi increduli, per lunghi minuti, si manifesta in tutta la sua pienezza una vera e propria tragedia umana, che ora si fa beffe del linguaggio videoludico, ora lo esalta, nelle surreali linee di dialogo o per i dettagli di una rivista lasciata a terra.
E' proprio questo fare eclettico, mai prevedibile e sempre estremo, che rende Kojima uno dei più grandi game designer di quest'epoca. E c'è qualcuno che dice che l'industria videoludica giapponese è morta e sepolta...

Metal Gear Solid 5: The Phantom Pain Hideo Kojima solleva il sipario sul suo Metal Gear Solid 5, e lo fa “travisando” il contesto molto istituzionale della GDC, tanto da presentarsi “mascherato” di fronte alla platea accorsa per presenziare ad un panel tecnico. Questo suo gusto per la sorpresa esagerata si riflette pienamente nel trailer e nella sequenza in-game di The Phantom Pain, progetto in cui confluisce anche il vecchio Ground Zeroes. Come sempre la presentazione non solleva tutti i dubbi, anzi lascia con il fiato sospeso milioni di fan e di spettatori, in quella che sembra una sequenza infinita di cliffhanger. Resta però una certezza: per le soluzioni espressive, per il coraggio di trattare temi non comuni e di esibire situazioni fortissime in termini di impatto emotivo, Metal Gear Solid 5 sarà un titolo unico. Fuori dagli schemi, gioca con i suoi iconici protagonisti e con l'orizzonte d'attesa del giocatore, ed anche se per il momento non offre nulla di concreto, incanta con sequenze dirette magistralmente, misteriose, surreali, evocative. Crude, di una cattiveria unica. Ad anni di distanza dall'ultimo capitolo, e dopo un Peace Walker che ha avuto qualche problema di ricezione, insomma, Metal Gear sta per tornare. E segnerà, in un modo o nell'altro, un nuovo punto di svolta per l'industry e per il genere.

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