Anteprima Metal Gear Solid HD Collection

Tornano alcuni storici Metal Gear con il trucco rifatto

anteprima Metal Gear Solid HD Collection
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • PSVita
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Con una generazione oramai vicina al tramonto le collezioni rimasterizzate sono divenute un must per "guadagnare tempo" senza investire più di tanto nella ricerca di qualche nuova idea in attesa dell'imminente "salto generazionale". Una folta schiera di grandi capolavori sono già passati sotto i ferri della rimasterizzazione, venendo poi riproposte in alta definizione soprattutto per coloro i quali -causa giovane età- non avessero mai avuto la possibilità di giocarci. Ultima di questa schiera (ma non certo in ordine di importanza) la Metal Gear Solid Collection, che giungerà sugli scaffali europei solo a Febbraio (in Giappone e negli Stati Uniti è già disponibile).
Disponibile sia per Xbox 360 che per Playstation 3, questa collezione porterà nelle case dei suoi acquirenti Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty, Metal Gear Solid 3: Snake Eater e Metal Gear Solid: Peace Walker. Particolarmente curioso notare come i tre titoli, in sostanza, non presentino Solid Snake come principale protagonista (due su tre non lo vedono nemmeno comparire) - da ricercare col lumicino andando a riprendere addirittura le versioni 8-bit di Metal Gear e Metal Gear 2: Solid Snake incluse in Snake Eater e dunque anch'esse nella Collection di cui sopra.
Spezzando un'ulteriore lancia in favore della versione Playstation 3, prima di proseguire ad approfondire cosa avrà da offrirci questa Collection, dobbiamo sottolinearne un'interessante feature chiamata Transfarring. Grazie a tale meccanismo potremo condividere i progressi tra la console home e quella portable, proseguendo l'avventura di Peace Walker su PSP e quelle di Sons of Liberty e Snake Eater su Playstation Vita. Entrambe le versioni di questa HD Collection, infine, presenteranno nuovi trofei ed obiettivi da sbloccare legati alla gamercard.

Sons of Liberty

La prima oper compresa in questo lussuoso pacchetto è, come si diceva, Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty, capitolo con protagonista principale Raiden (il biondo ninja) che -proprio per questo- scatenò ai tempi le ire dei fans. Il titolo si presenta, nel nostro caso, nella sua versione Substance, quella definita dallo stesso Kojima "completa". Le differenze rispetto alla "normale", in realtà, sono davvero poche e non vanno ad intaccare minimamente il gameplay della produzione. Per quel che concerne l'avventura in se si tratta di modifiche totalmente marginali come piccoli upgrade visivi o il cambio delle immagini nei molti sexy poster sparsi nell'avventura (elementi tipici della produzioni Kojima). Le vere aggiunte riguardano quindi solamente le VR Missions: sezioni d'addestramento collaterali al playtrough vero e proprio, utili ad interiorizzare ogni abilità del biondo protagonista. Riprese -come struttura- di sana pianta da Metal Gear Solid (il primo), queste vedono in Substance un sostanziale rinnovamento, che concorre -ad esempio- alla loro suddivisione in categorie ben focalizzate ad incrementare la familiarità del giocatore con le diverse features. Troveremo dunque sessioni d'addestramento per l'infiltrazione stealth, per il combattimento, per l'efficace sfruttamente della mira in prima persona e molto altro ancora; aggiunte adatte ad incrementare in maniera sostanziale la longevità della produzione. Riguardo a gameplay e narrazione, come abbiamo detto, non v'è stata (in Substance) e non v'è tutt'ora alcuna modifica. Ci troveremo ad affrontare (anche separatamente, se ci aggrada) i due distinti capitoli dai quali è composto Sons of Liberty: da una parte Snake ed Otacon, membri di un'organzzazione riconosciuta come Philantropy, si troveranno ad indagare su un nuovo prototipo di Metal Gear - il Metal Gear RAY; dall'altra (circa due anni dopo nella linea cronologica), Raiden, membro di una rediviva FOX-HOUND, verrà incaricato di salvare il Presidente degli Stati Uniti, tenuto prigioniero all'interno di una piattaforma di decontamianazione conoscuta come Big Shell. Sottotrame ed intrighi morali, in pieno stile Kojima, adorneranno ancora una volta l'intera avventura.
Riguardo al gameplay bisogna sottolineare come le meccaniche, ai tempi innovative, ora risultino piuttosto macchinose: la natura fissa della telecamera nelle sezioni third person e l'alternanza con le fasi shooter in prima persona -vera e propria rivoluzione nel 2001- sembrano ora relitti di un lontano passato, che mal si sposano con le "meraviglie" dell'alta definizione. I percorsi piuttosto lineari che caratterizzano l'avventura, inoltre, si scontrano con le velleità free roaming (o simili) odierne, lasciando dunque al giocatore il solo stupore di scoprire (qualora non l'avesse mai fatto) un ulteriore tassello nella complessa opera dell'eclettico Kojima.
Virgolettare meraviglie è poi un'opera non certo casuale: il riadattamento in alta definizione di questo Sons of Liberty non impatta le cornee del giocatore moderno con la stessa violenza del suo antenato Playstation 2. La modellazione poligonale appare di buon livello ma, in generale, è la texturizzazione (e l'effettistica) a non convincere pienamente in questa ri-edizione, presentandosi ad un livello "solo" discreto.

Snake Eater

Procedendo con ordine troviamo Metal Gear Solid 3: Snake Eater, riconosciuto all'unanimità come il migliore della saga. Anche in questo caso l'edizione non è quella "base" ma la Subsistance. Un salto nel passato, in questo caso, ci fa tornare alla mente come, a differenza di Sons of Liberty, quello di Subsistance sia stato un passo avanti davvero fondamentale rispetto alla primissima edizione di questo terzo capitolo. Riveduta e corretta, l'edizione Subsistance presentava in prima istanza tutta una serie di difficoltà aggiuntive disponibili fin dal principio, inclusa la European Extreme in cui venire identificati significava (e significa) Game Over immediato - una vera sfida con se stessi anche per i più tenaci fan delle Kojima Productions. In secondo luogo l'assoluta novità della telecamera, che ai tempi permise di vivere (o ri-vivere) le avventure del padre di Snake in maniera completamente differente. Rispetto alla classica prospettiva dall'alto, infatti, il figlioccio Subsistance diede la possibilità di selezionare un'innovativa visuale da dietro le spalle (divenuta poi lo standard in produzioni del genere), che, anche grazie alla completa possibilità di gestione tramite stick destro, diede la facoltà di sperimentare soluzioni del tutto nuove con estrema facilità. Infine questa versione dava accesso sin dal principio ad una grande varietà di camuffamenti per il nostro beniamino, da utilizzare per sopperire alla mancanza di ripari ed ostacoli. Ricordiamo infatti che, per la prima volta, in Metal Gear Solid 3 apparvero i camouflage: la possibilità di modificare il proprio vestiario (e dipingere il volto dell'avatar) per mimetizzarsi con l'ambiente circostante.
Anche per questa ri-edizione non vi saranno cambiamenti sostanziali: nei panni di Naked Snake ci troveremo in piena Guerra Fredda, paracadutati dietro le linee nemiche con lo scopo di salvare Nikolai Skolov, scienziato russo ideatore dello Shagohod, un carro armato capace di sparare testate nucleari contro gli Stati Uniti da qualsiasi posizione nell'Unione Sovietica. In seguito, al nostro, verrà ordinato anche di distruggere il carro ed eliminare l'unità militare "Cobra Uniti", responsabile di tradimento nei confronti del Paese a stelle e strisce e -in parte- della minaccia stessa dello Shagohod. Una volta in più la trama non verrà intaccata e sperimenteremo un delicato intreccio tra la fantapolitica tanto amata da Kojima e la reale situazione storica dei primi anni sessanta, alla quale il team ha "rubato" diverse situazioni. Un background molto più realistico del solito, dunque, a far da sfondo alla prima delle avventure (moderne) targate Metal Gear a svolgersi interamente all'aperto, in vastissime ambientazioni naturali.
Oltre alle favolose meccaniche di gioco della versione Subsistance ed al piglio narrativo di questo capitolo, i fan sperimenteranno in quest'edizione HD un maquillage tecnico nettamente superiore rispetto a quanto visto (anche nel paragrafo precedente) in Sons of Liberty. A beneficiare del restauro, oltre ai modelli, soprattutto le ambientazioni, che acquisteranno letteralmente una nuova vita sui grandi pannelli che oggi quasi ogni giocatore possiede; molto d'impatto anche le scene d'intermezzo, che esprimono oggi tutta la spettacolarità un tempo trattenuta dalle specifiche della storica Playstation 2.

Peace Walker

Peace Walker, conclusione del pacchetto, viene quasi a dimostrare, in questa HD Collection, quanto potrebbe esser stato meglio se sviluppato per home console piuttosto che su portatile. Il gameplay, in questo caso, beneficia delle più ampie possibilità del pad e, pur non vedendo ri-aggiunte azioni decurtate alla versione PSP come strisciare a terra o lungo i muri, la possibilità di agire con due stick analogici si amalgama perfettamente con le feature più interessanti di questa versione "tascabile". Il titolo, per chi non lo conoscesse, è definibile come una sorta d'ibrido tra le meccaniche action del quarto capitolo della saga e le ambientazioni aperte ed esterne di Snake Eater, per un'azione molto più ritmata del normale ma comunque opportunamente fondata sui canoni stealth che hanno sempre fatto da perno alla saga. S'intrecciano, stavolta, anche delle spruzzate d'RPG dato che, seguendo la progressione, avremo la facoltà di reclutare membri per l'organzzazione "Militari Senza Frontiere", che diverranno poi gli Outer Heaven che affronterà Solid Snake. Catturando e reclutando tali soldati otterremo diversi benefici, impiegandone le abilità per sviluppare il nostro stesso armamentario che, nel corso dell'avventura, si rimpinguerà a dismisura permettendoci di personalizzare la dotazione come mai prima.
Sequel diretto (via Portable Ops) di Snake Eater, lo script narrativo di Peace Walker (rimasto immutato) ci vedrà nuovamente nei panni di Naked Snake, intento, dieci anni dopo, nell'ennesima missione impossibile (stavolta nel Sud America) dalla quale, tra mille peripezie, nascerà la sua personale milizia, già citata in precedenza come "Militari Senza Frontiere".
Tra le numerose novità di quest'episodio portatile, maggiormente focalizzato sull'azione sparacchina rispetto ai suoi precedessori, dobbiamo segnalare anche l'interessante componente coop, che verrà totalmente ripresa in questa ri-edizione soprattutto per fronteggiare i boss fight che ci si pareranno di fronte. Tali combattimenti rappresentano in realtà la parte più debole di una tra le più vaste produzioni Kojima: non presentando il carisma ed il charachter desing tipico della saga si rivelano piatte (in tutti i sensi) ed incapaci di mettere alla prova le abilità del giocatore, costringendolo semplicemente ad una serie di prove di resistenza e reattività rispetto al sistema di controllo. Non essendo cambiato per nulla tale aspetto si riscontra anche oggi, in questa collezione in alta definizione, che vede peraltro il remake dell'episodio portatile come componente più debole anche per ciò che concerne il comparto tecnico, non al meglio nel "porting" da piccolissimo a grande schermo.
Le differenze rispetto ai suoi illustri fratelli (di cui s'è parlato nei paragrafi precedenti) sussistono soprattutto in una minor quantità e qualità nel dettaglio osservando la modellazione poligonale (in questo caso ancora troppo "squadrata") e la resa delle ambientazioni, che mostrano in questo caso diversi pop-in ed una qualità piuttosto altalenante nella texturizzazione. Buono, invece, l'impatto dei filmati che, non essendo realizzati con il motore di gioco, staccano -nel complesso- un pò troppo.

Metal Gear Solid HD Collection Benché totalmente priva di novità questa Metal Gear Solid HD Collection riuscirà sicuramente a catturare l’attenzione di fan e non solo, soprattutto grazie alla possibilità di godere in alta definizione di veri e propri capolavori di un non più recentissimo passato. Luci ed ombre caratterizzano in ogni caso un lavoro che da una parte catalizza moltissime aspettative e dall’altra fa storcere il naso a fronte di una restaurazione semplicemente estetica (e non sempre riuscitissima). Un giudizio definitivo è, in ogni caso, prematuro. Per quello restate sintonizzati in attesa della nostra recensione.

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