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TGS 2016

Metal Gear Survive torna a mostrarsi al Tokyo Game Show 2016

Metal Gear Survive ha fatto la sua apparizione in occasione del TGS scatenando la fan base. Cosa ci riserverà il primo capitolo dell'era post Kojima?

Metal Gear Survive

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Metal Gear Survive
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

Affrontare un divorzio, si sa, non è mai facile. Soprattutto quando c'è di mezzo un figlio. Le parti in causa raramente riescono a trovare un accordo e, anche quando ce la fanno, a rimetterci è comunque il pargolo conteso. E la creatura, in questo caso, è una delle proprietà intellettuali più famose del panorama videoludico. Povero Kojima, proprio quando credeva d'aver elaborato il travagliato distacco e aver guardato al futuro con animo - e progetto - nuovi di zecca, si è visto costretto ancora una volta a prendere le distanze dalla creatura a cui ha dato i natali e che ha visto crescere per così tanti anni in seno a mamma Konami. Un rapporto di amore e (soprattutto) odio finito nel peggiore dei modi. Accuse reciproche, recriminazioni, la cancellazione dell'ambizioso nuovo progetto legato a Silent Hill e la chiusura di Kojima Productions sono solo alcuni degli argomenti che hanno tenuto banco per oltre un anno, mettendo in allarme la nutrita fan base la quale, sin da subito, si è lanciata in oscuri vaticini riguardanti il futuro della saga. C'è chi, addirittura, ha profetizzato l'avvento della tanto temuta cadenza annuale. È una paura immotivata. Metal Gear Survive, infatti, arriverà solo nel 2017. Pericolo scampato, almeno per il momento. Al TGS, durante la conferenza dedicata a Death Stranding, il carismatico game designer si è tolto - ancora - qualche sassolino dalla scarpa negando prontamente la paternità di Metal Gear Survive e ogni suo eventuale, pregresso, legame con questo particolare spin off.

Quoque tu, Metal Gear

Di primo acchito i fan non ci volevano credere, pensando a una bufala o, peggio, a una trovata di cattivo gusto. Invece, pare proprio che Konami non abbia alcuna intenzione di scherzare. Metal Gear Survive è realtà e in occasione della fiera nipponica il progetto, estratto a forza da una costola di The Phantom Pain, ha fatto la sua prima uscita pubblica con un video di oltre quindici minuti che finalmente svela un po' di più di questo pomo della discordia il quale non pare esser stato particolarmente apprezzato dai fan di lungo corso. Metal Gear Survive, senza considerare la deriva pachinko della serie, è il primo capitolo dell'era "post Kojima" e già questo basterebbe per stroncare sul nascere qualunque scommessa sulla buona riuscita dell'impresa. Se, in più, vogliamo aggiungerci un nugolo di inflazionatissimi zombie (riadattati per l'occasione), la percentuale si riduce drasticamente. La lunga dimostrazione ci ha comunque permesso di avere un'idea un po' più chiara di alcune feature che dovrebbero caratterizzare questo spin off. Partendo, anzitutto dal setting. Survive si situa a cavallo degli eventi che fanno da sfondo a Ground Zeroes e The Phantom Pain. All'improvviso, un varco spazio-temporale squarcia il cielo sopra Mother Base e la inghiotte assieme a ciò che resta dei combattenti della grande utopia sognata da Big Boss. I superstiti riprendono conoscenza in una realtà parallela popolata da ciondolanti creature la cui unica particolarità - e punto debole - pare essere una sorta di cristallo che spunta dal loro corpo. Una curiosità sorge spontanea: tale scelta di "design" sarà fine a sé stessa, oppure vi sarà un filo conduttore - seppur sottile - che ci permetterà di comprendere l'origine di quegli esseri e sbrogliare la matassa per sopravvivere e portare a casa la pellaccia? Purtroppo questo è solo uno dei tanti dubbi che potranno trovare una risposta nei mesi a venire. Inoltre, non sappiamo nemmeno quale sarà modello di business scelto da Konami per questa nuova iterazione del brand. Sappiamo solo che non verrà venduto a prezzo pieno. La prima impressione avuta osservando il gameplay di Metal Gear Survive è che si tratti quasi di un'espansione del quinto capitolo del franchise, più che un'esperienza stand alone.
Di novità, insomma, se ne sono viste obiettivamente poche e il titolo sembra riciclare senza tanti complimenti asset, animazioni e ambientazioni dal titolo maggiore. Solo il tempo potrà dirci quanto il lavoro svolto sarà mero copia/incolla e quanto, invece, effettivamente frutto di buone idee implementate in una - ottima - struttura preesistente. L'obiettivo dichiarato dal team di sviluppo e mostrato durante l'evento sembra essere quello di offrire ai giocatori un'esperienza fortemente orientata al multiplayer cooperativo che punta a mescolare le classiche meccaniche stealth (già ampiamente viste in The Phantom Pain) con quelle tipiche dei survival game.

Nonostante sia un titolo che punta tutto sulla cooperazione tra giocatori, Konami si è espressa anche riguardo al single player. Il lupo solitario di turno potrà affrontare le missioni anche senza l'aiuto di compagni, ma le cose si potrebbero complicare - e non di poco - durante le fasi in cui ci si troverà assediati da un gran numero di creature. Come abbiamo già detto, non ci resta che attendere ulteriori informazioni in merito per capire come saranno bilanciate le due esperienze di gioco e se il titolo sarà comunque fruibile anche agli utenti solitari.

Romero ci fa un baffo

La missione vista durante il livestream si è articolata in due distinte fasi: una di infiltrazione e una di difesa. Entrambe hanno avuto come unico protagonista il lavoro di squadra e la coordinazione tra i quattro componenti del team. Le dinamiche stealth non sono ovviamente cambiate di una virgola rispetto al passato; è sempre possibile far ricorso a tutti gli strumenti possibili per sgattaiolare dietro al nemico o aggirarlo del tutto creando dei diversivi per non attirare attenzioni indesiderate e ritrovarsi circondati da un nugolo di cadaveri famelici. Questi ultimi sembrano "ciechi", nel senso che non hanno una percezione visiva dell'ambiente circostante, ma sembrano attirati da odori e rumori. Ciò consente ai giocatori un certo grado di libertà nel movimento, dato che basterà avvicinarsi al nemico di spalle, sfruttare elementi ambientali oppure attirarlo lontano con qualche stratagemma. Per un breve momento fa addirittura la sua apparizione il Cannone Fulton, utilizzato per creare un diversivo con un'esca viva (una povera pecora) a mezz'aria. La componente "survival" si concretizza, anzitutto, attraverso un HUD che presenta i parametri vitali relativi al personaggio come il carico trasportabile, il livello di alimentazione e idratazione, e le eventuali ferite da curare.

Probabilmente, oltre alla raccolta dei materiali per il crafting di strumenti da difesa (le armi e le barriere, almeno quelle create, si potranno danneggiare e rompere), vi saranno anche altre risorse sparse per il mondo di gioco come provviste di cibo, erbe medicinali e altre scorte da sfruttare durante le fasi, per così dire, più concitate come quella vista nella demo. La fase difensiva, infatti, accantona improvvisamente il ritmo lento e ragionato dello stealth puro per lasciare spazio a una mattanza caciarona degna di un film di Romero o Rodriguez. In pratica, abbiamo assistito ad un assedio in cui i giocatori dovevano contenere l'imperterrita avanzata dei non morti richiamati dalle onde del trasmettitore posto in corrispondenza del worm hole. Ondate di abomini urlanti via via più consistenti cercheranno quindi di farsi largo verso l'obiettivo, scavalcando muri di cinta e le barriere di fortuna che i giocatori potranno creare in un apposito benchmark dedicato al crafting. Ne abbiamo viste alcune che variano dalla semplice palizzata alle postazioni fisse più efficaci, come mitragliatrici e simili.

La quantità di strumenti a disposizione ovviamente varierà a seconda della quantità di materie prime raccolte durante l'esplorazione libera oppure catapultate dall'altro "mondo" attraverso gli squarci spazio-temporali ancora aperti. Konami, insomma, ci ha dato un semplice assaggio di quello che potrà essere Metal Gear Survive, anche se queste premesse evidenziano il semplice riadattamento di idee già ampiamente conosciute e sfruttate nel corso della storia videoludica. Dubbi e perplessità si sono rapidamente affastellate principalmente in merito alla natura e varietà delle missioni, alla profilazione del livello di sfida in base all'esperienza di gioco e alla creazione e personalizzazione del personaggio. Da quanto si è potuto capire molto probabilmente sarà presente una suddivisione in classi, con relative specializzazioni e armi equipaggiabili. Queste ultime sembrano comunque comprendere una buona varietà di armi da fuoco, da lancio e corpo a corpo; quindi, almeno in teoria, lo stile di gioco e il ruolo assunto all'interno del team dovrebbero variare donando un po' di "tatticismo" a scontri che al momento ci son parsi un po' troppo frenetici. Resta inoltre da capire quanto profonde saranno le diverse anime di questo titolo, a partire dalla componente stealth che ci è sembrata un po' troppo semplicistica nell'impostazione. Konami ha promesso altri nemici, più scaltri e impegnativi. Tale dichiarazione pone subito un altro quesito fondamentale: quanto sarà profonda al componente survival? Raccolta delle provviste, salute del personaggio, gestione delle ferite e dell'alimentazione sono tutti aspetti cruciali da non sottovalutare e che travalicano la semplice costruzione di palizzate per contenere orde di zombie incattiviti.

Metal Gear Survive Metal Gear Survive non sembra partire sotto una buona stella. La gestione del marchio dopo l'abbandono di Kojima è un argomento estremamente delicato che urta la sensibilità dei vecchi estimatori, da tempo col dente avvelenato per le vicende che tutti conosciamo. D'altra parte Konami, proprietaria dell'IP, deve pur guardare al proprio interesse come qualsiasi altra azienda avente scopo di lucro. Forse hanno imboccato la strada più semplice (e quella generalmente meno apprezzata) per il primo titolo dell'era "post Kojima". O forse no. Solo il tempo e i futuri update potranno fugare tutti i dubbi scaturiti dal livestream trasmesso in occasione del Tokyo Game Show. In questo momento, la doppia anima di Metal Gear Survive si è mostrata deboluccia sotto il profilo ludico. Ha, infatti, evidenziato non solo alcune dinamiche stealth estrapolate a forza dal quinto capitolo e riproposte in modo abbastanza semplicistico, ma anche una componente prettamente "action" - non proprio originalissima - che cozza con la filosofia stessa del franchise. Non ci resta che attendere i futuri update e scoprire se e quali sorprese ci riserverà questo spin off.

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