E3 2012

Anteprima Metro: Last Light

Una nuova avventura per Artyom

anteprima Metro: Last Light
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Horror e Firts Person Shooter sono generi non molto spesso accostati nelle produzioni videoludiche. Quando questo avviene, tuttavia, il risultato può essere stupefacente - specialmente se il team di sviluppo possiede un innato talento nella realizzazione di atmosfere particolarmente debilitanti per la psiche del giocatore medio. E' questo il caso di 4A Games, che con Metro 2033, avvalendosi anche dell'abilità narrativa di Dmitry Glukhovsky (dai quali libri è tratta la vicenda di Artyom), ha avuto successo nella creazione di uno dei migliori titoli di questa generazione nell'unire alla componente shooter una serie di dinamiche/peculiarità in grado di risvegliare nel videoplayer paure innate. Oscurità, insicurezza, instabilità ed orrore sono sensazioni che si mescolano ad una componente shooter solida ed estremamente realistica in Metro 2033, mentre al comando dell'eroe esploriamo un mondo devastato dall'Apocalisse nucleare. Lo stesso mondo -quello di Mosca e della sua fitta rete metropolitana- che farà da sfondo anche alla seconda avventura dello sviluppatore Ucranino: Metro: The Last Light. Proseguendo sulla falsariga del primo, questo secondo capitolo intende recuperarne molte delle dinamiche, sfruttando una maggior capacità economica -garantita dai buoni risultati del predecessore- per produrre un titolo ancor più rifinito e convincente. La presentazione privata alla quale abbiamo assistito nel corso di questo E3 2012 ha mostrato come.

All'aria aperta

Il walktrough al quale abbiamo assistito vedeva come primo attore Artyom, sintomo piuttosto evidente che sarà lui protagonista anche di questa nuova avventura. Nei primi istanti, la progressione non ha mostrato gli ambienti costrittivi della metropolitana della capitale russa che avevano caratterizzato il precedente episodio, bensì il più vasto (e pericoloso) paesaggio esterno. Tempeste elettromagnetiche fendono l'aria mentre terribili ed abominevoli creature squarciano la terra con la noncuranza di chi è predatore sopra tutti gli altri. Un ambiente ancor più ostile, caratterizzato soprattutto dall'aria irrespirabile che costringe Artyom (e compagni) ad indossare costantemente un'ingombrante maschera anti-gas che ne limita (leggermente) la visuale. E sarà proprio la maschera uno degli elementi chiave della progressione, con meccaniche non banali -per quanto spesso molto sottili- legate alla sopravvivenza. Legato al polso Artyom porterà sempre un particolare orologio, in grado di segnalare (in minuti e secondi) il tempo rimasto prima del consumo del filtro. Con il limite massimo fissato a cinque minuti non potremo dilungarci troppo nell'esplorazione (almeno all'aperto), né tanto meno nella "preparazione" per il combattimento, venendo dunque costretti a ragionare lucidamente ed in breve tempo anche sotto pressione, aumentando vertiginosamente l'adrenalina in circolo. Per venire incontro al giocatore, tuttavia, il team ha inserito la possbilità di recuperare nuovi filtri esaminando i cadaveri trovati qua e là e ricaricare così (manualmente) la maschera. Un'operazione apparentemente semplice, ma essenziale, nel computo ludico, per dare un'idea del livello di realismo e coinvolgimento che il team vuole raggiungere. Ad incrementare questi fattori concorrono anche altre facoltà, come quella di pulire la visiera con una passata della mano - di piccolo conto dal punto di vista dell'interazione ma da non sottovalutare dal punto di vista dell'immersione psicologica nell'avventura. Pioggia, polvere e soprattutto sangue, combattimento dopo combattimento e scampagnata dopo scampagnata, impediranno una corretta visione, costringendoci a ripulire di tanto in tanto la maschera. Ma non sarà soltanto l'effetto visivo ad incrementare l'immersione nel gioco: la commistione di filtri visivi, orpelli grafici ed artefatti sonori donerà al giocatore le sensazioni stranianti che il team ha previsto, rendendo Metro The Last Light diverso da tutti gli altri FPS in circolazione. Tante parole, siamo sicuri, potrebbero comunque non convincere o lasciare in parte perplessi vista la caratura non certo rivoluzionaria delle feature descritte. Il livello mostratoci, da questo punto di vista, ha consolidato le buone sensazioni, mostrando un Artyom impacciato come un comune essere umano dovrebbe essere, ed impegnato in scontri spesso al di fuori della sua portata, testimoniati ora dal respiro affannoso che appannerà la maschera, ora dal batticuore che costringerà a mantenere il pad saldo tra le mani per non perdere il controllo, ed ora dal sangue delle creature uccise che rimarrà addosso all'eroe non senza provarlo psicologicamente (tachicardia e vista annebbiata dopo gli scontri più brutali sarà un classico). Una psiche in effetti ancora fragile quella del protagonista, che già in queste prime battute abbiamo visto soffrire di strane allucinazioni visionarie, con tutta probabilità rivelatrici di quello che è stato il destino di una capitale oramai abbandonata. Nel corso della spedizione, giunto alla carcassa di un aereo di linea, il nostro ne vedrà chiaramente le ultime fasi di volo, scosse dalla scarica elettromagnetica che ha preceduto l'esplosione atomica nella quale è stato coinvolto anche l'aeromobile in questione. Momenti ambigui che si susseguiranno di buona lena, mostrandoci come anche uno shooter possa basare gran parte delle sue fortune sulla componente emotiva.

Naturalmente Metro The Last Light non lesinerà nemmeno per quel che concerne la componente shooter, ulteriormente raffinata rispetto alle già buone velleità del predecessore. Limature e miglioramenti si notano sin dal principio, quando il team ci mostra il diverso feeling di due tra le molte armi da fuoco presenti nel corso dell'avventura (il famosissimo mitragliatore ed una sorta di fucile a pompa). Ad essere molto più credibile è, in primis il rinculo, perfettamente veicolato dalla visuale "zoomata" tipica della produzione, e questa volta ancor più incentrata sui tantissimi dettagli che il team ha voluto inserire per ciascuna arma da fuoco. Caricatori in movimento, bossoli sbalzati da tutte le parti e meccanismi perfettamente riprodotti saranno costantemente al centro dell'attenzione, mostrandoci una cura per il dettaglio davvero maniacale ed una dedizione per la propria opera fuori dal comune. Molto buona, almeno per quanto visto, la gestione della mira, così come dell'impatto dei proiettili, credibile ed efficace. Al tutto pare già potersi unire una varietà più che discreta, veicolata sia dalle diverse bocche da fuoco presenti (solo tre in questa mini-demo) sia dalle molte tipologie di creature e dall'approccio alla battaglia spesso completamente diverso che l'affrontare ognuna di esse richiederà. In questi pochi minuti, ad esempio, Artyom si è visto costretto ad affrontare un pericolosissimo lupo mutante ed una schiera di demoni alati, uno dei quali lo ha catturato portandolo a fare un giretto poco piacevole nei cieli di Mosca - un evento probabilmente scriptato che è stato tuttavia in grado di movimentare ancor più l'azione. I nemici, inoltre, si sono dimostrati molto coriacei: agli antipodi della carne da macello osservata negli FPS di ultima generazione.
Di ottima fattura anche il comparto tecnico, soprattutto considerando che la versione a noi mostrata girava su un PC dalle specifiche chiaramente molto elevate. A schermo ogni elemento si è mostrato finemente modellato ed opportunamente rifinito, grazie anche ad un comparto texture convincente a dispetto dei soliti filtri granulosi applicati per dare un tono "malsano" alle atmosfere. Ottime animazioni contraddistinguevano i movimenti di Artyom e del suo socio, nonché la ricarica delle armi, il loro utilizzo ed il ragdoll post mortem dei nemici. Grande attenzione, come si diceva, per i particolari, con tantissimi micro-elementi in movimento ed una definizione pressoché inappuntabile di qualsiasi elemento a schermo. Intriganti le atmosfere, capaci di consolidare alla perfezione la componente horror della produzione, aggiungendo al quadro globale una selezione di effetti particellari di valore. Buono il comparto audio, che difettava in questa demo (chiaramente piuttosto indietro nello sviluppo) di "profondità" nelle campionature, risultate non del tutto convincenti. Nulla da ridire, invece, per quanto concerne la recitazione, mostratasi d'alto livello sin dai primi istanti, anche grazie ad un doppiaggio inglese d'alta scuola, capace di declinare ogni conversazione in un idioma influenzato al punto giusto dalle origini slave dei protagonisti.

Metro: Last Light La crescita di Metro, dal capitolo targato 2033 a questo, è stata davvero esponenziale. I pochi minuti da noi visionati hanno mostrato caratteristiche molto vicine ad una produzione tripla A: narrazione ed atmosfere, costantemente in primo piano, fanno risaltare ancor meglio una componente shooter solida e ben curata, che potrebbe tranquillamente rivaleggiare con i capisaldi dell'FPS ad oggi sul mercato. L'ottimo comparto tecnico chiude il quadro di un titolo molto promettente, da tenere d'occhio sulle pagine di Everyeye.it per seguirne lo sviluppo - che speriamo possa procedere in questa direzione.

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