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E3 2011

Anteprima Metro: The Last Light

Presentato all'E3 il nuovo sparatutto horror

anteprima Metro: The Last Light
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Metro 2033 è stata una delle sorprese del 2010: malgrado alcuni difetti, soprattutto imputabili allo scarso feedback di sparo delle armi, ha offerto un’ambientazione inedita e tremendamente affascinante quale la metropolitana di Mosca, unico luogo nel quale gli esseri umani sono riusciti a sopravvivere dopo un olocausto che ha cambiato per sempre il volto del nostro pianeta.
In Metro: Last Light, sequel diretto del primo capitolo, avremo di nuovo la possibilità di scendere ad esplorare i pericolosi cunicoli che una volta ospitavano i trasporti pubblici sotto al Cremlino, ormai abitati dai pochi sopravvissuti e da pericolosissime creature mutanti.

Il ritorno di Artyom

Come nel primo capitolo, il protagonista è nuovamente Artyom, giovane in viaggio nella metropolitana che in Metro 2033 combatté per salvare la propria stazione natale, e di conseguenza tutta la metropolitana, dall’arrivo dei Dark Ones, esseri provenienti dalla superficie, sopravvissuti alle radiazioni e mutati in una razza completamente nuova, superiore in tutto e per tutto a quella umana.
Il gioco si apre qualche tempo dopo il finale più comune del primo capitolo, nel quale i Dark Ones sono stati decimati da un missile lanciato da Artyom verso il loro nido.
La vita di tutti i giorni nella metropolitana è migliorata e il sole ha iniziato a squarciare le tenebre perenni che ormai avvolgevano l’intera Mosca, andando a far scogliere lo spesso strato di neve che copriva gran parte della città.
La sezione giocata vista nella demo dell’E3, però, sarà nuovamente ambientata nelle viscere della metropoli, nei cunicoli che costituiscono l’ossatura del sistema di metropolitana simbolo della serie, sia dei videogiochi che dei romanzi.

Sfruttare l’oscurità

Uno degli approcci possibili a Metro: Last Light sarà nuovamente quello stealth, cercando di sfruttare le zone d’ombra e minimizzando la presenza di luci, svitando le lampadine, sparando ai recipienti appesi sopra ai falò accesi dai locali per scaldarsi o semplicemente andando a distruggere le fonti di illuminazione con una delle molte armi a disposizione.
In questo modo si riuscirà nuovamente ad attraversare i territori nemici senza essere individuati, provvedendo ad eliminare le guardie che si troveranno sul nostro cammino, sempre nel buio più fitto e senza fare rumore.
L’intelligenza artificiale non sembra aver fatto passi da gigante, anche se è stata rivista in meglio, mentre l’illuminazione, già fiore all’occhiello della precedente versione del motore grafico messo a punto da 4A Games, è stata rinnovata, fornendo ora una gestione della luce ancora migliore, con l’aggiunta di numerosi filtri che rendono l’immagine più sporca e realistica.
Nel caso in cui si venga scoperti si potrà cercare di utilizzare le varie protezioni offerte dagli ambienti, con la novità che ora molti dei materiali possono essere distrutti, quindi anche una grande sezione di prefabbricato non riuscirà a reggere a lungo al fuoco incrociato del nemico.
Ora le armi da fuoco forniranno un feedback visivo molto più convinto, soprattutto nel caso del nuovo mitragliatore dotato di canne rotanti, da ricaricare sia per quanto riguarda i proiettili che in termini di pressione, come nel caso della pistola lancia dardi, perfetta per agire nel silenzio più totale.
Nella concitazione delle sparatorie, poi, potrà capitare che il fuoco di un fornello possa propagarsi ad altri materiali infiammabili, andando quindi a distruggere interi ambienti.

Fuga

Nella seconda sezione giocata Artyom si infiltrerà con un compagno in una stazione gestita dal Reich, fazione neonazista tra quelle in lotta per il dominio di alcune sezioni della metropolitana.
I due arriveranno fino alla sala principale, nel quale è in corso un comizio del comandante, ma verranno scoperti e dovranno ripiegare su una fuga strategica, durante la quale Artyom verrà colpito e ferito gravemente.
Tornerà quindi prepotentemente la presenza di sessioni scriptate, durante le quali il compagno del protagonista lo porterà a spalle fino ad uno dei carrelli motorizzati disponibili sui binari, in modo da mettere in moto e fuggire.
Artyom avrà l’onere di coprire la fuga, sparando ai carrelli dei neonazisti che inseguiranno i due, con alcune sezioni a velocità sostenuta in gallerie strettissime e in parte crollate, fino al raggiungimento di un grande convoglio corazzato sul quale il protagonista salterà per cercare di raggiungere la motrice.
Il tentativo, però, non andrà a buon fine e la corsa terminerà con un gigantesco impatto che metterà fine alla dimostrazione, con il deragliamento dell’intero convoglio.

Ancora mutanti

Nella demo non c’è stata traccia di alcuna creatura, nemmeno di quelle presenti in Metro 2033. Nel seguito il loro stile è cambiato, con l’introduzione di una nuova razza decisamente inquietante, dotata di braccia muscolose, utilizzate per demolire gli ambienti e, di conseguenza, i nemici.
Sfortunatamente non sono stati forniti troppi dettagli sulla trama, così come non sono state confermate le missioni in superficie, vero toccasana per il primo capitolo che altrimenti sarebbe stato completamente ambientato nel sottosuolo, con una conseguente limitazione in termini di varietà.
Fa piacere constatare, però, che l’atmosfera non è assolutamente andata perduta e che, anzi, è stata rafforzata dai miglioramenti tecnici in molti comparti, in modo da immergere ancor di più il giocatore in una delle ambientazioni più originali, lugubri e terrorizzanti degli ultimi anni.

Metro: Last Light Metro: Last Light si prefigura già ora come un degno seguito del primo capitolo, con un motore grafico migliorato e la correzione di molti dei difetti che erano presenti in precedenza, come un’IA non proprio all’altezza e uno scarsa resa dell’uso delle varie armi da fuoco. Chi ha apprezzato Metro 2033 dovrebbe assolutamente tenerlo d’occhio.

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