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Anteprima NBA 2k12

Al Gamescom, una presentazione molto corposa di tutte le novità del cestistico 2K

anteprima NBA 2k12
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps2
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • iPhone
  • iPad
  • Pc
  • Psp
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Con la licenza di Michael Jordan, nel 2011, la serie NBA di 2K Games ha raggiunto il suo massimo in termini di popolarità e consensi, inserendo (e in forma giocabile) per la prima volta dopo anni il più grande cestista di tutti i tempi in un videogioco. Aldilà di quest'enorme surplus, la formula di gioco oramai collaudata e completamente customizzabile grazie alle sliders ha raggiunto -con il 2K11- probabilmente il suo massimo, portando il gameplay a livelli di realismo mai visti in una produzione sportiva.
Migliorare una formula del genere non dev'essere stata impresa facile, come hanno peraltro confermato i ragazzi di 2K Games, che nel corso della presentazione a cui abbiamo assistito quest'oggi durante l'ultimo giorno di Gamescom hanno affermato di essersi concentrati su NBA 2K12 sin dal day one di NBA 2K11. Andiamo dunque a vedere quali saranno le più rilevanti novità del cestistico in uscita nel corso del mese di Ottobre per Xbox 360 e PS3.

The Greates of All Time

Accanto alle classiche ed oramai conosciutissime “Season” ed “Association” (sulle quali ancora nulla è stato svelato - si parla delle “prossime settimane” per altre succulente novità), NBA 2K12 riprende i fortunati spunti della modalità dedicata a Michael Jordan, presentandone una analoga che vedrà protagonisti quindici delle più grandi Superstar del passato, impegnate in altrettante famosissime sfide. Da Bill Russel a Ervin Johnson, passando, naturalmente, da Michael Jordan, avremo la possibilità di rigiocare alcuni delgi incontri più affascinanti della storia del gioco, a partire da una storica Celtic - Lakers del 1965. In tali matchup otterremo il controllo della franchigia in cui militava il cestista protagonista della sfida e saremo chiamati semplicemente a vincere la partita, senza obiettivi aggiuntivi. Portando a termine i quattro quarti (più eventuali supplementari) con successo sbloccheremo le due compagini per le “Sfide Veloci”, offline come online, ottenendo così un numero di squadre leggendarie pari a trenta. Anche il quantitativo di hall of famer, di conseguenza, aumenterà esponenzialmente, rendendo di fatto NBA 2K12 il titolo con il maggior numero di licenze “storiche” di sempre. L'aspetto più interessante di questa modalità, tuttavia, è la precisa ricostruzione di quello che, per certi versi, possiamo chiamare “contorno”. Disputando il match tra Celtic e Lakers del '65, ad esempio, lo schermo virerà al bianco e nero, la presentazione del match erediterà le caratteristiche televisive dell'epoca e persino i cestisti, finalmente, indosseranno le divise ufficiali, con tanto di pantaloncini -rispetto ad oggi- cortissimi. Questi aspetti, benchè superficiali ai fini del gamepay, contribuiranno a creare un'atmosfera davvero magica, trasportando il videogiocatore nel magico mondo della NBA a tutto tondo, da ieri ad oggi. Non bastasse, pur mantenendo i commentatori moderni, gli sviluppatori hanno pensato di aggiungere dei filtri audio capaci di adattare gli effetti sonori all'epoca della partita, rovinandoli, ad esempio, per il caso del 1965. Aldilà degli aspetti puramente estetici i programmatori hanno modificato, per questi particolari eventi, anche le regole di gioco, adattando i parquet (con la rimozione, ad esempio, della linea di tiro da tre) e sistemando di volta in volta quelle porzioni del regolamento che sono state implementate nella lega sportiva più famosa al mondo solo nel corso degli ultimi venti o trent'anni. Una novità davvero molto interessante, che ci lascia estremamente elettrizzati all'idea di poter rivivere alcuni leggendari matchup del passato.
Il team statunitense, in ogni caso, non si è limitato a quest'unica implementazione, lasciando tutto il resto completamente invariato. Nonostante il gameplay, nel 2K11, già sfiorasse (con i dovuti accorgimenti) la perfezione, i ragazzi di Boston hanno pensato di aggiungere alcune piccole novità, caratterizzando in maniera ancor più estrema l'esperienza di gioco. Prima di tutto sono state riviste tutte le animazioni dei cosiddetti “signature shots” (i movimenti caratteristici di ciascun giocatore), migliorandole ed implementando ogni possibile variante: Dirk Nowitzky, ad esempio, avrà sia il classico jumpshoot da fermo -più composto- sia lo stranissimo fade away “calciato” che lo ha contraddistinto soprattutto quest'anno; alla stessa maniera Magic Johnson mostrerà, quando non fronte a canestro, il suo famosissimo skyhook (il letale Gancio Cielo). In secondo luogo è stato rivisto (pur non in maniera completa) il sistema di gestione del cambio mano in aria tramite lo stick, che risulta ora molto meno meccanico ed impreciso. Infine sono state prese delle importanti decisioni per quanto concerne la fisica della palla, sempre un po' troppo magneticamente attratta dai polpastrelli dei cestisti. Tramite una feature battezzata “Live Ball” il team è riuscito a rendere la sfera quasi un'entità a se stante, permettendo al videoplayer una serie di nuove interazioni. La più significativa risulta sicuramente la facoltà di “allungarsi la palla”, ovvero lanciarla qualche metro più avanti rispetto ad un palleggio normale per poter affondare falcate più decise, rendendo finalmente più efficace il contropiede verso il canestro. A beneficiare di questa revisione fisica anche gli intercetti e le ricezioni, rese decisamente più realistiche dalle differenze nelle dinamiche della palla e, naturalmente, anche da molte nuove animazioni.
Permangono, invece, almeno per quel che abbiamo potuto notare nel corso di un paio di quarti di gioco pad alla mano, le problematiche legate all'assembramento di giocatori in piccole porzioni del campo, che sfociano di tanto in tanto in improbabili compenetrazioni o portano comunque a quel tipo di passaggio inguardabile effettuato da pochi metri portandosi la palla dietro la testa come per caricare una sassata. I ragazzi di 2K, tuttavia, hanno parlato di diversi miglioramenti per quel che concerne l'IA (che, effettivamente, ha dimostrato nella breve prova di eseguire molto meglio ed in maniera molto più varia, specialmente in attacco. Ci fa paura, tuttavia, l'ultima dichiarazione fatta sulla CPU, ovvero “sarà davvero difficile da battere”: non vorremmo insomma, data la frustrazione già prodotta dall'IA computerizzata (di default) ai massimi livelli di difficoltà in NBA 2K11, dover sorbirci ancora una volta un'avversaria imbattibile senza pesanti e noiose modifiche.
Aggiungiamo, come rassicurazione per i fan della serie, che i ragazzi di 2K, a precisa domanda, hanno assicurato di non aver avuto alcun problema con il lockout. La lega ha prodotto lostesso il calendario, che verrà seguito all'interno delle canoniche modalità Season ed Association. Per l'eventualità di un inizio ritardato della stagione regolare con trasferimenti e quant'altro, il team provvederà ad aggiornamenti via DLC.

Per quel che concerne l'aspetto tecnico ci sono stati diversi miglioramenti per quanto riguarda la modellazione poligonale, che in alcuni casi ha beneficiato di un completo rebuild dei modelli (vedo proprio Nowitzky), che ora risultano decisamente più realistici che in passato ed ancor più ricchi di dettagli. A questo aspetto si aggiungono, come al solito, decine di nuove animazioni ed una presentazione delle partite completamente rifatta, che mostra ora highlights delle squadre e delle loro stelle, statistiche di ogni tipo in sovra impressione ed il classico ingresso degli atleti allo stadio. Riprodotta, insomma, la completa atmosfera televisiva, per un coinvolgimento davvero totale.

NBA 2k12 Che chi vi scrive abbia un debole per la serie cestistica 2K oramai non dovrebbe essere più un mistero. D'altronde è impossibile, assistendo ad una produzione modellata con tanta cura attorno ad un'autentica passione, restare impassibili. Ed è esattamente la sensazione avuta durante questa primissima presentazione di NBA 2K12, un titolo capace ancor più dello scorso anno di fare la falicità di appassionati di basket di ogni epoca (grazie alla modalità Greatests of All Times) ed immergere i videogiocatori in un'atmosfera quantomai autentica. Impossibile aspettare sino ad Ottobre.