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Anteprima NBA 2K13

I più grandi di sempre si presentano alla Gamescom

anteprima NBA 2K13
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • Wii U
  • Pc
  • Psp
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Con il marchio NBA sdoganato oramai in tutto il Mondo (la Cina è stata solo l'ultimo baluardo di una lunga conquista), simulazioni videoludiche come NBA 2K hanno iniziato a prendere sempre più piede, elevandosi dalla nicchia nella quale erano relegate solo qualche anno fa. I progressi di un brand come quello sviluppato da Visual Concept, in particolare nelle sue ultime due edizioni, sono stati davvero incredibili: un livello di cura e fedeltà forse mai raggiunto dai congeneri, che ha portato persino dell'astio nei confronti di una saga sin troppo impegnativa. Con l'episodio 2K12 ancor oggi sugli scudi gli appassionati non credevano possibili ulteriori miglioramenti: l'aggiunta della modalità Greatest of All Times, i miglioramenti al My Player e gli innumerevoli tweak al gameplay, dopotutto, avevano già reso NBA 2K12 il migliore di sempre. Visual Concept ci ha però abituato alle sorprese, andando di anno in anno a rendere più precisa e marziale la sua creatura, con sommo beneficio degli amanti della simulazione.
Anche quest'anno il team statunitense non sembra voler fare eccezioni e, grazie alla collaborazione con il rapper/produttore Jay-Z, entrato anche nella produzione di NBA 2K, pare voler dare un ulteriore (e forse definitivo) scossone al genere.

Parquet brillante

Prima di entrare nel vivo della presentazione i ragazzi del team presenti in sala tengono a sottolineare la partnership recentemente "firmata" con Jay-Z, entrato nello staff produttivo e diventato immediatamente decisivo in una delle acqusizioni più importanti di questo 2K13 - il Dream Team del 1992. Con l'acquisizione della licenza di "Sir" Charles Barkley Visual Concept ha potuto finalmente ricreare il quintetto dei sogni per eccellenza, affiancandovi anche la formazione di Team USA che ha appena vinto la medaglia d'oro ai giochi olimpici. L'emozione nel veder scendere in campo, rigorosamente in "completi d'epoca", Michael Jordan, Larry Bird, John Stockton, Ervin Johnson, Charles Barkley e tutti gli altri assieme è a dir poco da brividi per chi in quegli anni era abbastanza grande ed appassionato da seguire il basket d'oltreoceano. Non sappiamo ancora se le compagini olimpiche verranno sfruttate per una modalità esclusiva (ma supponiamo di si, giacché ci è stato anticipato che l'ultimo annuncio importante per NBA 2K13 arriverà a Settembre); certo è che già vestirne i panni per amichevoli di lusso potrebbe essere un'esperienza da ricordare negli anni a venire.

"Il rinnovato sistema difensivo, ancor più fisico rispetto alle precedenti edizioni, ha mostrato uno spiccato dinamismo: dove prima sembrava di osservare una serie di manichini legati all'uomo in marcatura con un magnete, ora vedremo un quintetto NBA"

Riguardo alle modalità, giusto per completare il discorso, non abbiamo ottenuto molti ragguagli: sappiamo che ci sarà la classica Dinasty, la possibilità d'intraprendere una Carriera da cestista e di partecipare all'All Star Weekend completo (presentato nel nostro hands on dall'E3). Inoltre sappiamo che i punti (o parte di essi) accumulati nel "vecchio" MyPlayer potranno in qualche maniera essere recuperati, dandoci la possibilità di riprendere la scalata al successo dal punto in cui l'avevamo lasciata. Miglioramenti generalizzati, com'era da aspettarsi, in tutte le game modes previste, con ancora una certa riservatezza sull'online, che lo scorso anno ha tanto fatto patire gli appassionati - privati della possibilità di organizzare leghe e campionati come si deve.
Chiusa questa prima parentesi è stato finalmente il momento di dimostrare in game i progressi di quest'annuale edizione del cestistico 2K. Si comincia dal completo rinnovamento dello skill stick, finalmente slegato dall'analogico sinistro -ora deputato al solo spostamento- e ricollegato al destro, tramite il quale potremo muovere liberamente il pallone, senza paura incappare in infrazioni non volute. Questa libertà è però anche il frutto di un compromesso non da poco, che potrebbe in un certo senso minare l'esperienza dei veterani della serie. Lo stick destro, storicamente, è sempre stato legato al tiro in sospensione, al sottomano o alla schiacciata, a seconda dei casi. Lo è ancora, ma questa volta saremo obbligati (a meno di non optare per l'utlizzo dei front button - scomodissimi per azzeccare il rilascio) a combinare l'analogico con la pressione del grilletto sinistro, in maniera non proprio immediata o comodissima. Si tratta, in ogni caso, di una feature necessaria -come ci è stato mostrato- per migliorare notevolmente le dinamiche di 1 vs 1, rimaste forse un pò in ombra lo scorso anno. Crossover, IsoMotion e quant'altro si legano in maniera molto più piacevole, fluida e funzionale, andando a garantire al giocatore un maggior controllo del proprio beniamino e del pallone. Per garantire un corretto bilanciamento il dev team è intervenuto anche sulla difesa, implementando nuove animazioni ed una maggior diversificazione in termini di capacità di seguire il proprio uomo. La varietà, dunque, ne beneficierà e finalmente vedremo difensori incapaci bruciati da attaccanti particolarmente esplosivi e, di contro, atleti in grado di muovere i piedi molto velocemente stare con il portatore di palla sino al ferro. Il rinnovato sistema difensivo, ancor più fisico rispetto alle precedenti edizioni, ha mostrato anche uno spiccato dinamismo: dove prima sembrava di osservare una serie di manichini legati all'uomo in marcatura con un magnete, ora vedremo un quintetto NBA, capace di aiutare in maniera molto più oculata sulle penetrazioni, recuperare intelligentemente sugli scarichi e ruotare a seconda di quel che proporrà l'attacco. 
Tutte queste novità non potevano non andare a braccetto con una revisione piuttosto drastica dell'intelligenza artificiale, in grado in primo luogo di effettuare i movimenti difensivi di cui sopra con maggior convinzione dei proprio mezzi ed esponendo una varietà forse mai vista prima (ogni franchigia ha i suoi punti di forza e debolezza dopotutto). Ma non è finita qui. Visual Concept ha infatti pensato di restaurare una parte molto importante del gameplay, il passaggio. Non si tratterà di una rivoluzione completa quanto di una provvidenziale levigata ad alcuni aspetti da sempre considerati "fastidiosi". S'inserisce, ad esempio, la facoltà di effettuare il cosiddetto "bounce pass", il passaggio schiacciato, indispensabile -ad esempio- nelle azioni di contropiede in superiorità numerica. Dinamiche fortemente legate ad un sottile meccanismo di risk/reward che, come abbiamo potuto constatare, manca ancora di qualche fase di ripulitura. Abbiamo notato, in particolare, un'ancor eccessiva lentezza nella velocità della palla sui passaggi - un problema noto già nelle precedenti edizioni. Il team, a specifica domanda, ha ammeso di essere a conoscenza di tali richieste, ma di dover anche mediare con il delicato bilanciamento di tutte le feature; apportando una piccola modifica da una parte, infatti, non è strato vedere distrutto l'equilibrio di un'area completamente diversa, costringendo così ad un lavoro doppio se non triplo. Si sta dunque pensando ad una soluzione, che potrebbe risultare l'inclusione di una nuova "slider" dedicata proprio all'assistenza.

In ultima istanza il team si è soffermato sulla feature di cui forse va più fiero, chiamata Signature Skills. Si tratta di abilità peculiari assegnate (in un massimo di cinque) a ciascuno dei giocatori più rappresentativi della NBA. I ragazzi di Visual Concept, a tal proposito, ci hanno voluto fare due esempi, citando due delle All-Star che lo scorso Giugno si sono contese l'ambito anello. Kevin Durant degli Okhlahoma City Thunder sarà un "closer", ovvero il giocatore al quale affidare tutte le speranze nel quarto quarto. La CPU stessa, quando in controllo dei Thunder, farà passare la maggior parte dei palloni nelle sue mani verso il finire del match, esattamente come Scott Brooks. Il secondo esempio è quello di Lebron James, che sarà -tra le altre- un "chase down specialist". La Chasedown è la stoppata contro il tabellone in recupero (da dietro) che ha reso celebre il numero 6 dei Miami Heat. Nel gioco sarà riprodotta alla perfezione, con tanto di esaltazione di cronisti e folla quando messa in pratica. Grande lavoro, dunque, soprattutto per quel che concerne il comparto animazioni, che vede crescere esponenzialmente il numero di variabili tra un cestista e l'altro e si arricchisce persino di nuovi algoritmi. In maniera se vogliamo "analoga" all'acclamato Impact Engine, il motore di NBA 2K13 sarà in grado di calcolare i contatti in tempo reale, modificando l'animazione di tiro senza dare troppo da pensare al giocatore. Si verificheranno così situazioni estremamente realistiche di tiro sbilanciato, di tentativo di mantenere il controllo del corpo e chi più ne ha più ne metta. Il tutto, naturalmente, passerà sotto ai raggi X delle innumerevoli statistiche presenti per ciascun giocatore, determinando il successo o l'insuccesso di una giocata.

NBA 2K13 NBA 2K13 si è dimostrato ancora una volta più in forma che mai. Il titolo è tutt’altro che un mero add-on del predecessore ed i cambiamenti, che andranno al più presto testati con mano, riguardano espressamente il gameplay - nella sua parte offensiva come difensiva. Con il focus sempre incentrato sulla personalizzazione dei cestisti e del gioco non resta che fare un plauso a Visual Concept, per aver dimostrato ancora una volta come la passione possa portare a continui miglioramenti senza sedersi sugli allori di una serie talmente pluripremiata da esser quasi satura di menzioni.