Anteprima NBA 2K16

Alla Gamescom, abbiamo dato uno sguardo alle novità della simulazione di basket più amata dagli americani (Spike Lee compreso...). Quest'anno il rivale sembra più agguerrito del solito, come se la caverà 2K?

anteprima NBA 2K16
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    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Sergio Pennacchini Sergio Pennacchini Giornalista freelance, scrive di videogame da troppo tempo per ricordarsi esattamente quando ha iniziato. Vive a Londra ma non è un cervello in fuga perché mancano le basi, cioè il cervello. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Sergio Panacana è giovane, alto e, tra tutti i giocatori italiani che sono riusciti a coronare il sogno dell'NBA, è certamente il più bello. Gioca da ormai sei anni nei Knicks di New York e, cosa insolita per un bianco, ha vinto la gara delle schiacciate per tre anni di fila. Ora però Sergio è un po' confuso, perché gli hanno detto che dall'anno prossimo a decidere della sua vita non sarà più quel tizio al di là dello schermo con in mano quello strano aggeggio di plastica, ma un altro tizio che si chiama Spike Lee e che fa il regista, anche se il tizio dall'altra parte dello schermo con in mano uno strano aggeggio di plastica, dice che questo Spike Lee sono anni che non fa un film decente. Sergio quindi è un po' preoccupato ma, oltre a scrivere di sé sempre in terza persona, non vede comunque l'ora di giocare a NBA 2K16.

Be the Story

Eccola la novità più interessante di NBA 2K16. Nella modalità MyCareer potremo vivere una storia scritta e diretta dal signor Spike Lee, grande appassionato di basket e tifoso dei Knicks. Potremo creare il nostro giocatore, e quindi intraprendere la solita scalata verso la vetta. Durante la Gamescom di Colonia abbiamo avuto modo di vedere un video che mostrava alcune delle novità della modalità MyCareer e di NBA 2K16 in generale. Solo un video, purtroppo, perché il gioco non era presente in forma giocabile, quindi prendete queste prime considerazioni per quello che sono: il resoconto di una ventina di minuti di chiacchierata con il producer del gioco, intervallati da ben sette minuti di filmato. Prima considerazione: il coinvolgimento di Spike Lee non è solo marketing. Per quanto sia innegabile che il regista americano abbia una certa rilevanza negli Stati Uniti, 2K ci tiene a precisare che Spike Lee ha avuto praticamente carta bianca. Sua la sceneggiatura e sua anche la regia di tutte le scene che andranno a comporre la storia nel My Career. A proposito di storia, non abbiamo visto granché: solo una scena in cui, da giovani, litighiamo con una donna che sembra nostra madre e che non ha alcuna intenzione di farci giocare a basket. Conoscendo Spike Lee, sarà sicuramente una storia di rivalsa sociale, di coronamento del sogno americano arrivando dal basso, dalla strada. Ne sapremo di più molto presto, intanto però possiamo dirvi che tutte le scene sono state girate sul serio, utilizzando attori e giocatori professionisti e la tecnica del motion capture. Spike Lee, insomma, ha potuto realmente gestire la regia, scegliendo inquadrature e tagli di ogni singola scena. Siamo molto curiosi di vedere il risultato finale.

As good as it gets

MyCareer a parte, NBA 2K16 sembra l'ennesimo miglioramento di una serie che non è soltanto la migliore simulazione di basket mai realizzata ma probabilmente anche una delle migliori simulazioni sportive di sempre. Se il giudizio sul gioco dovremo rimandarlo a quando sarà finalmente possibile provare con mano il parquet dei nuovi campi di NBA 2K16, intanto possiamo condividere le diverse novità annunciate a Colonia da 2K. Prima di tutte, confermato il ritorno delle squadre europee, 24 team in tutto, grazie all'accordo con la Eurolega, la più importante competizione per squadre di club in Europa. Ci sarà ovviamente tutta l'NBA, comprese squadre classiche, team leggendari come i Lakers del 2001 con Shuaq e Kobe Bryant, oppure i Bulls del 1996 dell'immenso Micheal Jordan.

Tra i team classici verranno aggiunte dodici nuove squadre. Tutte le modalità principali presenteranno diverse novità e miglioramenti. MyTeam, il gioco di carte simile al FUT di FIFA, adesso avrà carte divise in cinque livelli di crescente valore: bronzo, argento, oro, ametista e diamante. Come in passato dovremo utilizzare la valuta virtuale per acquistare pacchetti e costruire la nostra squadra, per poi affrontare altri giocatori e sbloccare carte ancora migliori. Quest'anno ci sarà anche uno speciale tipo di pacchetti chiamati "special moments": in pratica, durante la stagione che sta per iniziare nell'NBA, quando un giocatore produrrà un momento speciale, magari una giocata particolare o il raggiungimento di un certo record, 2K creerà una carta apposita, che sarà disponibile solo per un periodo limitato di tempo. Anche la modalità GM sarà completamente rivista: in questa modalità dovrete prendervi cura di ogni aspetto della squadra, dagli allenamenti al mercato fino allo staff e ovviamente ai giocatori. Si potrà interagire con staff e alteti, influenzando non solo il vostro rapporto con loro ma anche le prestazioni in campo. Il tutto con un nuovo sistema a obiettivi che vi obbligherà a render conto al proprietario del team, che potrebbe licenziarvi in caso di risultati non all'altezza delle aspettative. Novità in arrivo anche per il multiplayer grazie alla nuova modalità Pro-Am. In pratica, si tratta di partite 5 contro 5 che mettono a confronto i migliori giocatori creati in NBA 2K16. Si terranno quattro partite in contemporanea, quattro campi uno di fianco all'altro. Non ci saranno attese, assicurano in 2K: il sistema di matchmaking sarà estremamente rapido ed efficace, accoppiando i giocatori in base al livello di abilità.

NBA 2K16 Peccato che questo primo, reale contatto con NBA 2K16 sia avvenuto senza avere la possibilità di mettere le mani su quello strano aggeggio di plastica meglio noto come pad. Certo, a meno di incredibili disastri, è assai probabile che, da giocare, NBA 2K16 sia fantastico come i predecessori. È interessante notare, però, come 2K si impegni anno dopo anno per migliorare l'offerta, per andare sempre oltre le aspettative. Del resto, le oltre sette milioni di copie vendute dall'ultimo capitolo non sono un caso: questo è davvero un gioco di basket come nessun altro. Le novità annunciate sono tutte molto interessanti, in particolare il coinvolgimento di Spike Lee, che siamo curiosi di vedere dove andrà a parare, e soprattutto modalità inedite come la Pro-Am, che dovrebbe garantire una sfida sufficientemente impegnativa anche per i giocatori più esperti del titolo 2K. Insomma, il primo impatto con NBA 2K16 è stato, come prevedibile, molto positivo. Aspettiamo di poter scendere sul campo da gioco per capire se è tutto così bello come sembra.