PS Experience 2015

Ni-Oh - Anteprima PlayStation Experience 2015

Sopravvissuto al naufragio di un progetto che coinvolgeva anche una sceneggiatura di Kurosawa, il titolo di Koei è passato nelle mani del Team Ninja, e si è nuovamente mostrato a San Francisco.

anteprima Ni-Oh
Articolo a cura di
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  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Come un fantasma venuto da un tempo lontano, Ni-Oh è riapparso miracolosamente alla conferenza Sony dello scorso TGS, riesumato da Koei che l'aveva presentato la prima volta nel 2004. Inizialmente i lineamenti del progetto erano tuttavia molto diversi rispetto a quelli che Ni-Oh sembra avere adesso: nelle intenzioni della software house il titolo doveva essere basato su una sceneggiatura incompiuta di Akira Kurosawa, e accompagnato appunto dal lancio del relativo lungometraggio, titolato Oni e completato per l'occasione dal figlio del celebre regista nipponico. L'idea iniziale, a cui era stato riservato un budget fuori parametro, è completamente naufragata, ma l'IP è sopravvissuta alla fusione con Tecmo e finita nelle mani del Team Ninja, che sta lavorando alla nuova versione di Ni-Oh dal 2009. Dovessimo azzardare un'ipotesi sull'andamento dei lavori, tuttavia, diremmo che pure in questi sei anni il team di sviluppo ha cambiato "in corsa" la struttura ludica del prodotto. Lo diciamo soprattutto perché Ni-Oh sembra volersi presentare sul mercato emulando -nelle meccaniche di gioco e nei ritmi- la fruttuosa serie Souls di From-Software, che solo negli ultimi tempi ha raggiunto un successo ed una visibilità tali da giustificare un'adesione quasi integrale al suo canone ludico.

Tra Ronin e Yokai

Quando l'abbiamo visto per la prima volta, Ni-Oh ci ha ricordato in qualche maniera la compianta saga di Onimusha. Ambientato nel Giappone dell'epoca Sengoku, si è presentato con ambientazioni cupe e nemici mostruosi, bestie dai tratti demoniaci da affrontare in serrati scontri all'arma bianca. I movimenti ragionati del protagonista, l'atmosfera opprimente e le architetture tipiche del feudalesimo orientale ci hanno ricordato immediatamente il vecchio action di Capcom, per altro stimolando una certa curiosità. Le prime informazioni ed i nuovi video in cui si scorge qualche scampolo di gameplay collocano invece la proposta del Team Ninja nel filone dei Souls-Like. Ni-Oh racconterà la storia di William, biondo samurai impegnato a combattere gli insidiosi Yokai, spiriti malvagi da sempre centrali nella mitologia giapponese. Le motivazioni del protagonista sono ancora oscure, nebulose come le ragioni dei demoni che a lui si manifestano. Il sistema per sconfiggerli, di contro, sembra piuttosto chiaro: sfoderare un'affilata katana e smembrarli pezzo a pezzo. Sebbene si sappia ancora poco del combat system e nulla del sistema di progressione, Ni-Oh sembra voler proporre scontri molto ponderati. Così come accade negli action-RPG di From Software è opportuno studiare i movimenti dei nemici, avvicinarsi con circospezione, attendere i loro attacchi e mandarli a vuoto. Invece che puntare sulle parate con lo scudo, qui sembra molto importante avere un approccio più attivo, cercando di deviare i fendenti con un movimento che ricorda da vicino i Guard Impact di Soul Calibur, a cui segue un letale contrattacco in grado di mozzare arti e testa del nemico. L'idea di un combat system un po' più "aggressivo" rispetto a quello dei Souls classici, ma comunque meno martellante rispetto a quello di Bloodborne non ci dispiace affatto. Senza contare poi che il trailer mostra anche la possibilità di utilizzare arco e frecce, suggerendo che il gameplay possa essere più vario e strutturato.

Anche se non sappiamo ancora come funzionerà il sistema di crescita, e se l'esperienza accumulata andrà recuperata dopo ogni morte, un altro elemento in comune con la saga Namco-Bandai è un multiplayer cooperativo e competitivo sicuramente atipico. L'ultimo filmato sembra suggerire la possibilità di evocare un amico per affrontare insieme l'armata degli Yokai, mentre è già stato confermato che di tanto in tanto si potranno trovare speciali "macchie di sangue" nel luogo in cui un altro giocatore ha perso la vita. Toccando questi "tumuli" evocheremo uno spirito maligno, un "cadavere deviato" controllato dall'IA che dovremo affrontare.

Un samurai biondo?

Il protagonista di Ni-Oh è basato su un personaggio realmente esistito, considerato come il primo Samurai occidentale della storia. Si tratta di William Adams, marinaio inglese che raggiunse il Giappone nel 1600. Entrato nelle grazie dello shogun Ieyasu Tokugawa, ha avuto una grande influenza nei mutamenti che hanno interessato il paese del Sol Levante.

Non sappiamo quale sarà esattamente il criterio con cui gli utenti caduti in battaglia infesteranno il mondo di altri giocatori, ma l'idea ci sembra indovinata. Un altro elemento caratterizzante sarà rappresentato dalla presenza di spiriti alleati, gli shugory, che potremo raccogliere durante l'avventura. Ciascuno avrà una sua funzione specifica: il lupo avvolto dalle fiamme che abbiamo visto nel trailer sembra in grado di potenziare gli attacchi di base infondendo danni elementali ad ogni affondo, ma ci saranno ad esempio altri spiriti dai poteri curativi. Nel caso in cui dovessimo morire dopo averli averne evocato uno, dovremo tornare a raccoglierlo nel punto della nostra morte. Ovviamente non basteranno, perché Ni-Oh abbia successo, queste trovate evidentemente recuperate dall'impasto ludico architettato da From Software. Il titolo dovrà collocarle in una struttura efficace e bilanciata, ma soprattutto accompagnarle ad un sistema di crescita interessante, senza dimenticare la necessità di strutturare appassionanti scontri con i boss. La speranza è quella di poter mettere le mani il prima possibile su Ni-Oh, così da avere qualche elemento in più per valutare le sue doti.

Nioh Giocando alla beta di Dark Souls 3, uno degli aspetti che meno ci aveva convinto riguardava l'ambientazione. Il fantasy cupo di From Software, diciamo la verità, sembra aver detto molto, e appare - arrivati al quarto capitolo de facto - un po' spuntato. Non lo è invece l'impianto di gioco, ancora divertente e funzionale: in questo senso, un action-RPG che ne recupera le meccaniche infilandole in un nuovo contesto potrebbe rivelarsi un'idea interessante. Soprattutto se, come sembra, l'ambientazione orientale di Ni-Oh ricorda quella del vecchio horror nipponico made in Capcom, esplorando i meandri più neri della mitologia giapponese. In attesa di valutare sistema di progressione e combat system, Ni-Oh è comunque un prodotto che vale la pena tener d'occhio.

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