GCom09

Anteprima Nier

Un eroe diverso dal solito. Può bastare per il rilancio di Europa di Square-Enix?

anteprima Nier
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Square-Enix tradisce ancora

Quanti di voi ricordano Einhänder? Questo affascinante titolo, uscito nel 1997 sulla prima Playstation, è uno sparatutto a scorrimento in due dimensioni con tanti veicoli da pilotare e una trama particolarmente curata. Qualitativamente molto valido, questo gioco è spesso ricordato per un’altra piccola caratteristica: il suo sviluppatore nonché produttore. Se per la maggior parte dei videogiocatori il nome Square è indissolubilmente legato al mondo degli RPG, la nota software house giapponese non ha certo disdegnato, nella sua lunga storia, sporadiche invasioni in altri generi videoludici. Einhänder fu proprio una di queste romantiche e riuscitissime scappatelle dall’amato genere dei giochi di ruolo.
Nier rientra proprio in questo gruppo, se vogliamo. Alla GamesCom da poco conclusa, siamo stati invitati ad una sua presentazione a porte chiuse. Dopo questo breve incontro, possiamo nuovamente aspettarci un altro Einhänder? Square-Enix, pur abbandonando il genere degli RPG, è riuscita a mantenere il suo alto livello qualitativo?

La Terra è spacciata

Ad essere precisi, quello di Square-Enix è un tradimento solo parziale. Nier è sì più vicino a un picchiaduro a scorrimento in tre dimensioni, ma non dimentica di inserire nelle sue meccaniche alcuni elementi ruolistici. Lungo l’avventura principale, dalla durata massima di venti ore, vi sarà data la possibilità di brandire nuovi armi e di potenziarne le caratteristiche del protagonista, oltre che di imparare nuove abilità e mosse, via via che si accumula esperienza.
Il producer, Taka Kawasaki, introduce perfettamente la trama e l’atmosfera che dovrebbe (vorrebbe) creare nel suo titolo. Il mondo del gioco è per certi versi visivamente simile a quello visto in Ken Il Guerriero. Desertico, desolato e disperato. E’ un pianeta Terra sconvolto da cataclismi e probabilmente da svariati conflitti. Non manca una certa quantità elementi architettonici tratti da un probabile futuro, ma questi paiono più vecchi rottami tenuti in funzione per miracolo, piuttosto che meccanismi all’avanguardia. Gli umani non sono che uno sparuto gruppo di derelitti che provano con tutte le forze a sopravvivere. E’ uno scenario inospitale e squallido, reso ancor più infelice da una terribile epidemia che sta colpendo la popolazione. Un misterioso virus, il Black Scrawl, miete vittime ogni giorno. E qui entra in gioco il nostro protagonista, Nier. L’assenza del classico mondo fatato, ricolmo di boschi e borghi fiorenti, lascia presagire l’esistenza di un eroe altrettanto eccentrico. Square-Enix anche in questo caso non si lascia pregare. Il solito giovane di buone speranze lascia il posto a un maturo e brizzolato spadaccino. Anche le sue intenzioni e la sua missione si discostano dai canoni classici. In barba a tutti quelli che cercano di salvare il mondo, Nier è abbastanza realista in questo senso, e sa che c’è ben poco da fare per l’ormai agonizzante Terra. Il motivo che lo spingerà a sguainare la spada è molto più semplice, potente e urgente: l’amore per sua figlia. Colpita dal virus mortale, al nostro non resta nient’altro da fare che cercare a tutti i costi una cura per salvarla.
I dettagli sulla trama però terminano qui per il momento. Impossibile affermare per quale motivo Nier, piuttosto che laurearsi in medicina e cercare un vaccino, decida di lanciarsi in una strage premeditata di misteriosi nemici ombra, così come si ignora il motivo per cui venga incessantemente seguito da un libro volante.

Un combattente funzionale

L’attenzione alla trama è sicuramente una delle caratteristiche portanti del progetto ed è indubbio il valore del lavoro svolto da sceneggiatori e grafici per la resa artistica delle ambientazioni, ma come si comporta Nier dal punto di vista ludico?
E’ necessaria una premessa arrivati a questo, dolente, punto. Lo sviluppo del titolo è pressappoco intorno al cinquanta per cento. Vogliamo quindi sperare che Square-Enix abbia semplicemente voluto accelerare eccessivamente i tempi della presentazione, mostrandoci Nier in uno stato fin troppo embrionale. Quando visto, infatti, ci ha poco convinto.
Ancor prima che il personaggio muovesse il primo passo, abbiamo potuto notare la pochezza e l’incompletezza dello scenario. Se si esclude il modello poligonale di Nier, la stanza in cui si avviava la parte di gioco presentata, denotava una certa mancanza di particolari e di cura nella resa delle texture. La malata figlioletta del protagonista si muoveva in un ambiente spoglio e privo di ogni cura artistica. Un po’ meglio quando siamo passati ad un’immensa radura erbosa. Quanto meno l’allontanamento della telecamera e l’ampio orizzonte hanno permesso di nascondere buona parte dei difetti grafici.
Terminata questa fase di esplorazione, la demo si è spostata all’interno di una cattedrale, anch’essa particolarmente spoglia e povera di texture di qualità, dove Nier ha potuto dare prova delle sue abilità in combattimento. Anche il combat system non ha saputo convincerci appieno. Abituati alla spettacolarità di Dante e alla potenza di Kratos, gli affondi di spada del maturo protagonista Square-Enix ci sono sembrati poco enfatici e incapaci di gratificare il videogiocatore. Il libro volante poi, di tanto in tanto, veniva chiamato in causa per lanciare qualche magia. Più riuscito l’effetto scenico in questo caso, ma permane l’idea che manchi enfasi, epicità ed energia.
Uno dopo l’altro i nemici-ombra, che non hanno mancato di riportarti alla memoria quelli visti in ICO, si sono dissolti con un piacevole effetto. Combo dopo combo, Nier si è fatto strada tra i tanti mostri, non faticando più del dovuto. Terminata la sfilza di mostri, si è conclusa la demo.

Nier Questo Nier è da dimenticare sin da ora? Assolutamente no. Nonostante un impianto grafico che fatica ad inquadrarsi nel constesto di una console di questa generazione e un combat system piatto, è difficile dimenticarsi del titolo Square-Enix. L’ambientazione, l’atipico protagonista e la promessa di una trama complessa e coinvolgente, ci lasciano ben sperare. E’ vero: Cavia ha molto da lavorare se vuole creare un titolo bello da giocare, oltre che interessante dal punto di vista narrativo. Tuttavia sapere che abbiamo visionato un build completa solo al cinquanta per cento e il ricordare che la release è prevista per un non specificato mese del 2010, lascia diverse speranze sulla qualità finale di Nier. Mai come in questo caso insomma è necessaria una sospensione del giudizio. Nier, indubbiamente, ci ha affascinato e preoccupato insieme. A noi non resta che ricordare che Square-Enix, in fin dei conti, è pur sempre la stessa di Einhänder.