Anteprima No More Heroes 2: Desperate Struggle

Si torna a Santa Destroy: tutte le informazioni sulle prime demo

anteprima No More Heroes 2: Desperate Struggle
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    Disponibile per:
  • Wii

Come si fa a valutare un gioco? Si prende in esame il comparto tecnico, le meccaniche su cui è basato, il divertimento che può offrire e per quanto tempo è in grado di farlo, ed alla luce di questi dati si costruisce un giudizio sul prodotto.
Ma come fare, e su cosa basarci, quando ci si prospetta davanti un concept originale ed a suo modo avulso dai canoni del mondo videoludico? Soprattutto per i giudici più superficiali sarà difficile abbandonare le solite spiagge del giudizio a favore di un metro che si adatti, di forza, alle nuove caratteristiche offerte.
Di questo, Goichi Suda sembra non essersi preoccupato: forse consapevole di avere a che fare con un fedele pubblico di nicchia, ha partorito un gioco che mal si sposa con i sovrasfruttati gusti della maggioranza, ma va ad esplorare fino al fondo delle nostre emozioni, dove si cela il più impellente bisogno di creatività di un videogamer. si tratta di No More Heroes, ultima fatica dei Grasshopper Manufacture, che si erge paladino di questa inusuale corrente.
Andiamo a dare un’infarinatura generale a chi si fosse perso il primo capitolo, con i nostri più sentiti inviti a rimediare il più presto possibile a questa grave lacuna. 

#11 - Travis Touchdown

Nei primi vagiti della trama di No More Heroes, a cui è dedicato questo paragrafo, il povero Helter Skelter veniva sconfitto da Travis, che si guadagnava così - anche in modo molto figo - l’agognata undicesima posizione dell’UAA, l’United Assassins Association. Al nostro protagonista, un ambizioso otaku con manie di protagonismo di nome Travis Touchdown, toccava poi scalare la classifica e fomentarsi di fronte alle calde promesse della bella Sylvia, ovviamente togliendo di mezzo nel modo più cruento possibile i 10 assassini che gli stavan davanti.
Una meccanica basata su un ranking del genere potrebbe non accendere altissime aspettative negli occhi di voi lettori, ma è un magistrale contorno di (limitato) free roaming, unito a moltissime missioni o lavori da portare a termine per guadagnare, a rendere il titolo un must have per chiunque sopporti un alto grado di violenza in cel shading e una notevole inventiva al servizio della spinta volgarità.
Lo sfondo delle nostre scorribande teppistiche era rappresentato infatti da una città da esplorare, Santa Destroy, nella quale usufruire di un originale ufficio di collocamento che ci forniva i lavori per andare avanti nell’avventura: prima di intraprendere una missione omicida contro qualcuno dell’UAA, infatti, era richiesta una certa somma di cash da versare in un conto da un pratico bancomat accanto casa.
Nonostante il loop della formula (lavora-guadagna-uccidi) potesse a prima vista apparire forzato e noioso, ci pensava una notevole varietà di situazioni a ravvivare la produzione. Sebbene il gioco presentasse una longevità non elevatissima (poco più della decina di ore), scorreva via accompagnandoci col suo caratteristico humor e disegnando un’avventura corposa, avvincente ed articolata. A partire dalle stesse meccaniche ludiche, arriva ora il nuovo capitolo della serie, Desperate Struggle, che vedrò un Travis più arrabbiato e folle che mai. 

#51 - Travis Touchdown

Cinquantunesimo? Avete letto bene.
Questa voglia di autocitazioni dell’eccentrico Goichi (che, in Giapponese, significa proprio “cinquantuno”) non è fine a se stessa, ma trova conferma nel numero di assassini che, compreso Travis, incontreremo in Desperate Struggle, trovandoci in combattimenti in cui dovremo fronteggiarne anche più di uno alla volta.
Questo (notevole) aumento di longevità non rappresenta ovviamente l’unica aggiunta di cui si fa vanto il sequel: innanzitutto, la trama ruoterà non più intorno alla mera fama di successo (e non solo) del giovane otaku in rosso, ma riprenderà trascorsi tre anni dalla partenza di Travis da Santa Destroy, e sarà totalmente imperniata sul tema della vendetta, incentrato sull’amico fraterno del protagonista, Bishop (il proprietario della videoteca a noi tanto cara), e sui suoi problemi con la malavita.
In secondo luogo, è la grafica a presentare migliorie e differenze significative: basta guardare i trailer per accorgersi di un comparto visivo più pulito e meno spoglio che, pur non facendo gridare al miracolo, appare gradevole ed accompagnato da un nuovo, pregevole uso delle ombreggiature soprattutto sui visi dei nostri protagonisti. Altrettanto degna di nota è poi l’implementazione di ispiratissimi minigiochi dalla veste “8-bit”, che si presentano come ulteriore esaltazione dello stile old-school a cui rimandava spessissimo anche il primo capitolo della serie. 
Non troviamo variazioni significative, invece, nel combat system, altro punto cardine fin dal prequel: tenendo in stallo l’ancora oscura questione di un eventuale uso del WiiMotion Plus, segnaliamo l’uso di due spade contemporaneamente (e già questo, purtroppo, ci sconforta un po’ sull’implementazione dell’add-on), nuove mosse e colpi finali da esibire galvanizzandoci, ed un’IA dei nemici notevolmente migliorata. 
Insomma, torneranno i lavori da cercare in giro per la città (aspettatevi un Travis idraulico...), torneranno alcuni personaggi che conosciamo bene (anche giocabili!), una Santa Destroy rimodellata e profondamente cambiata (speriamo in un’evoluzione della gestione esplorativa dell’overworld), la passione per il wrestling e le relative mosse, migliorate e messe a punto per un cinquantunesimo posto che, ci scommettiamo, non tarderà a scalare un’altra volta la classifica degli assassini. 

Censura???

Una menzione particolare va alla doppia versione che aspetterà noi giocatori del Vecchio Continente: una Extreme, che farà molto contento chi ha dovuto rivolgersi all’import per gustare l’edizione senza censure del gioco (quella insomma “per stomaci forti”); ed una Mild, per chi invece ha qualche problema nell’accettare i forti toni sanguinolenti di Travis e delle sue lame laser. 

No More Heroes 2: Desperate Struggle Un otaku con la passione per il wrestling? C’è. Una lista di assassini da scalare? C’è. Minigiochi 8-bit alla fine di ogni missione che mai ci saremmo aspettati di trovare? Ci sono. La classica follia ludica di quella mente geniale che è Goichi Suda? Immancabile. Poco altro da dire, se non rinnovare il consiglio di giocare il primo episodio, e stare pronti per trovarvi tra le mani un sequel di un titolo che ha lasciato il segno nella ludoteca Wii. Migliorato, ingrandito, perfezionato, che si candida con tutta probabilità come uno dei giochi più originali ed ispirati mai apparsi sulla bianca ammiraglia Nintendo. Perderlo, quello sì, sarebbe un delitto.