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Anteprima Operation Flashpoint: Red River

Il seguito del celebre simulatore bellico. Tutti i dettagli

anteprima Operation Flashpoint: Red River
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc

Se vogliamo un palese esempio di come l’eccessiva ambizione possa rivelarsi un’arma a doppio taglio non possiamo far altro che parlare di Dragon Rising, il primo episodio dello storico franchise bellico di Operation Flashpoint ad approdare sulle console da salotto. Va ammesso che per chi è in cerca di una simulazione nuda e cruda su un sistema che non sia il PC questo è il meglio che si possa trovare oggi sul mercato. Tuttavia il titolo era troppo “debole” sotto certi aspetti per competere sul serio non solo con il predecessore, ma anche con i suoi congeneri, specialmente quell’Arma 2 che tanti consensi (meritati) ha ricevuto dalla vasta comunità munita di mouse e tastiera. Con Red River, che è al momento previsto per il prossimo anno su PC, PlayStation 3 e Xbox 360, Codemasters proverà non solo a correggere i difetti del predecessore, ma anche ad aprire la struttura ludica ad un pubblico più vasto, tramite un sistema di gioco più accessibile rispetto al passato ma che non tradisca, in ogni caso, le velleità realistiche tipiche del marchio.

Certosine novità

Abbandonate le fittizie lande di Skira, questa volta il seguito si sposta nel Tajikistan, nazione realmente esistente facente parte dell’Asia centrale, al confine tra Cina, Afghanistan e Pakistan. Come da prassi per gli altri capitoli della serie, l’arco temporale scelto è il futuro prossimo, con le forze statunitensi impegnate a contenere un gruppo afghano ribelle che crea disordini nel piccolo Paese, mentre la Repubblica Popolare Cinese, alle porte dello stato, osserva con pazienza l’evolversi della situazione. Naturalmente, il giocatore prenderà i panni di uno dei soldati delle milizie USA in una lunga campagna (giocabile anche in una modalità cooperativa che approfondiremo più avanti), che prevede tre atti differenti, i quali mostreranno prima l’entrata delle truppe nel Tajikistan e poi un violento contrattacco nei confronti della guerriglia locale, nel tentativo di liberare il paese dai soprusi dei ribelli.

Le novità volute dagli sviluppatori mirano a garantire un’esperienza ancor più vicina possibile alla guerra moderna, anche sul semplice aspetto visivo. Avete presente il particolare utilizzo della telecamera visto in Kane & Lynch 2, che ha il sapore di un filmato amatoriale preso da Youtube? Bene, il team di Codemasters sta studiando un sistema simile, non propriamente uguale allo sparatutto di Io Interactive, ma che si prefigge lo stesso obiettivo: quello di dare all’utente la sensazione di combattere in un filmato qualsiasi pubblicato nel celebre portale video. Vedremo quindi delle schermate di menu colorate, o l’immagine della telecamera disturbata nel caso ci fosse un’esplosione nei pressi del giocatore. Funzionerà? Sicuramente in Dog Days ha contribuito parecchio ad offrire un’esperienza leggermente diversa da quella tipica del genere, e siamo proprio curiosi di vedere come si comporterà in quest’occasione.

Si sta lavorando parecchio poi, come detto in apertura, per rendere il gioco più accessibile rispetto il predecessore, senza perdere però la sua verve volutamente realistica. Tuttavia, non è scontato affermare che rendere più immediata l’azione si traduca per forza nel facilitare le cose: magari serve solo a rendere meno meccaniche certe funzionalità. È proprio il caso di Red River. Il sistema ad albero che permetteva di dare ordini ai propri commilitoni è stato snellito e reso più specifico per i pad da console che, per forza di cose, non possono certo supportare la stessa quantità di funzioni che si avrebbe con una tastiera. Quindi, questa volta non dovrebbero esserci particolari complicazioni nell’indicare ai propri compagni in quale zona della mappa attaccare o, in ogni caso, nell’assegnare qualsiasi ordine desideriate. Ad accompagnare questa rivisitazione, inoltre, ci sarà per gli amanti della simulazione estrema, un sistema completamente rivoluzionato per le ferite, che terrà conto di una maggiore quantità di variabili per rappresentare gli effetti di un colpo ricevuto. Un modo per accrescere il coinvolgimento in battaglia e soprattutto il timore di essere beccati in qualsiasi istante dal nemico.

Anche sul fronte del multiplayer si stanno ampliando parecchi elementi appena accennate in Dragon Rising. Prima di tutto, si vuole garantire che il proprio alter-ego virtuale mantenga una crescita coerente, sia che stiate giocando in modalità singolo sia che affrontiate le sfide online. I punti di esperienza guadagnati non saranno infatti divise tra le due differenti tipologie di gioco, ma saranno condivisi, permettendo dunque di incrementare le proprie abilità nella maniera che desidera. In ogni modo, Codemasters le prova tutte per attirare i consumatori verso la struttura di gioco online, tramite l’inserimento di inedite tipologie di sfida che varieranno la formula di gioco. Non vi sono ancora molti dettagli, ma gli sviluppatori hanno accennato a modalità che vedranno, ad esempio, un gruppo di giocatori difendere una determinata posizione, scortare un bersaglio mobile o scovare una serie di nemici disseminati per la mappa. Non si vuole annoiare il consumatore dunque, e siamo certi che se sviluppatata bene, la modalità online potrebbe diventare una gradita sorpresa per questa produzione, in grado di allungare ulteriormente una già buona longevità in singolo. Non ci piove, comunque, che molti di voi non vedranno l’ora di provare il gioco cooperativo per quattro persone. Qui, com'è facile immaginare, si potrà completare interamente la campagna principale in compagnia di uno o più amici, e ogni partecipante sarà in grado di scegliere ben quattro classi di soldato differenti. Naturalmente, è una possibilità che viene offerta anche dal gioco in singolo, ma qui la selezione assume una maggiore importanza, poiché permette di studiare un team equilibrato a seconda delle preferenze dei partecipanti. Per intenderci, il fuciliere potrebbe rappresentare il classico “jolly” della situazione, mentre il fuciliere automatico è una figura indispensabile utile per il fuoco di copertura e/o soppressione; e mentre il cecchino -al suo solito- eliminerà determinati obiettivi sulla lunga distanza, il granatiere potrebbe risolvere alcune situazioni alla “vecchia maniera”. Chiaramente, è possibile anche che tutti i giocatori scelgano la stessa classe, ma riteniamo sia la soluzione peggiore, specialmente se il fine è quello di costruire una squadra d’attacco completa su tutti i reparti.

Operation Flashpoint: Red River Manca ancora tanto all’uscita del gioco, ma le prime informazioni ci fanno ben sperare. Red River pare avere tutte le carte in regola per restaurare al meglio il franchise di Operation Flashpoint, anche su console, con un sistema di gioco ancora più realistico ma, al contempo, più immediato. L'approfondimento delle modalità multiplayer competitive e cooperative è un plusvalore notevole. Se la scaletta verrà rispettata, gli amanti della simulazione estrema avranno nuovamente pane per i propri denti.