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Anteprima Pokken Tournament

A pochi passi dalla release su Nintendo Wii U, il picchiaduro di Bandai Namco incentrato sui celebri mostri tascabili è uscito allo scoperto in anteprima a Milano, permettendoci di saggiarne le principali meccaniche e feature.

anteprima Pokken Tournament
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii U
Andrea Fontanesi Andrea Fontanesi sceglie (in)consapevolmente di votarsi al videogioco fin dalla più tenera età, quando, negando alla madre il piacere popolare della prima parola dedicata, pronuncia un “Ma” pregno di speranza assieme a un “rio” assai meno poetico. Crescendo si lascia sedurre dal fascino della scrittura per infine realizzare, dopo ben ventisei anni, che le due passioni, quando si compenetrano, sono in grado di donargli enormi soddisfazioni. Strenuo sostenitore dello sperimentalismo audiovisivo, nutre da sempre un sano interesse per il cinema d’animazione, ed è inoltre profondamente legato all’arte del doppiaggio, che pratica tutt’ora a livello amatoriale.

Puristi di oggi, tornate col pensiero al finire degli anni Novanta, quando vi aggiravate tra le aule di scuola durante l'intervallo con un Game Link aggrovigliato alla mano quasi fosse un tirapugni, pronti a battagliare contro i compagni più spavaldi al grido di "Fuocobomba", "Idropompa" e "Foglielama". Ora, ammettete candidamente -com'è pronto a fare chi scrive- che Pokkén Tournament, in fondo, è ciò che un po' tutti, da piccini, avete desiderato. Magari senza manifestarlo apertamente, in quanto, dopotutto, il filone principale del franchise Pokémon, da quando ha folgorato il pianeta con i suoi primigeni per Game Boy, non ha mai dato all'utenza granché di cui lamentarsi, forte di una formula ruolistica che sa funzionare ancora a dovere. E, nonostante tutto, l'idea di far scontrare i propri Pocket Monster preferiti in un modo più fisico e diretto, accantonando per qualche istante la fiera anima turn-based della serie ammiraglia, è un'ipotesi che a tutt'oggi potrebbe stuzzicare. Ipotesi che, dall'anno scorso, non è più tale per chi è solito campeggiare nelle sale giochi del Sol Levante, e che il prossimo 18 marzo cesserà di esserlo anche per i gamer delle altre parti del globo, allorché il succitato picchiaduro di Bandai Namco farà finalmente capolino su Wii U. Ciliegina sulla torta dei vent'anni che le creature di Satoshi Tajiri compiono proprio in questo 2016, e che Nintendo ci ha permesso di sbocconcellare in anteprima nell'arco di una presentazione interamente dedicata a uno dei titoli più attesi del prossimo mese.

Gotta beat'em all

Che da un lato Harada e il suo team abbiano vestito la loro opera con abiti di foggia accessibile, come gli amanti delle creature di Nintendo e Gamefreak, non necessariamente veterani del picchiaduro, potrebbero ben aspettarsi da un prodotto legato al franchise, era cosa nota fin da principio. Quel che abbiamo intravisto della versione Wii U, in questo senso, sembra non fare altro che ribadire il concetto, a cominciare dalla ricchezza dei tutorial a disposizione del giocatore, ben tre per concentrarsi ora su un allenamento generico e personalizzabile contro la CPU, ora, come nel caso del cosiddetto Action Dojo, sull'apprendimento delle mosse singole. E, nonostante la dichiarata volontà di non precludere l'esperienza ai propri fedelissimi con troppi tecnicismi, il development team di Tekken non sembra aver rinunciato a un certo grado di profondità all'interno di un combat system la cui seconda anima profuma di competitivo, più di quanto ci saremmo aspettati. Andando con ordine, il roster di Pokkén Tournament consta di sedici Pokémon da scatenare in battaglia, due dei quali -Mewtwo e la sua controparte "Shadow"- sbloccabili soltanto successivamente. Un numero che, avendo bene in testa i corposi elenchi contenuti nei Pokédex di generazioni recenti, potrebbe far storcere un po' il naso, se non fosse che la scelta dei suoi membri pare in verità molto ben ponderata, soprattutto in termini di varietà di caratteri e bilanciamento tra i loro diversi stili di combattimento. Ecco allora lottatori più lenti ma devastanti nel corpo a corpo come Machamp e Charizard, altri più veloci ed efficaci dalla distanza come Lucario e Blaziken, altri ancora caratterizzati da pattern d'interpretazione non immediata poiché, come nel caso di Chandelure, privi di braccia e gambe. Basta poi selezionare una delle ventitré arene, di dimensioni più o meno estese e di forma ellittica o circolare, per rendersi conto di come il sistema di gioco sia in effetti al contempo intuitivo e interessante d'approfondire, laddove lo si desiderasse. Di base, il nostro poké-avatar si muove in ambienti 3D con la camera alle proprie spalle, potendo sferrare un attacco a mo' di proiettile, muoversi verso il nemico e colpirlo automaticamente, difendersi, contrattaccare e, in più, sferrare il cosiddetto Attacco Pokémon, un colpo proprietario dello specifico Pokémon in campo. Tutte azioni, queste, peraltro abbinabili al fine di attuare potenti combinazioni ai danni dell'avversario. È questa la Field Phase, che può mutare in Duel Phase laddove uno dei contendenti eseguisse sull'altro una presa o una combo, trasformando il gioco, di fatto, in un picchiaduro a scorrimento laterale, dove vige un sistema carta-forbice-sasso per cui ogni tipo d'attacco -normale, contrattacco e presa- è in grado di annullarne solo e soltanto uno dei due rimanenti.

Previo riempimento dell'apposita barra, si possono inoltre aizzare contro l'opponente specifici Pokémon di supporto, raggruppati dal software in set "preconfezionati" di due, da equipaggiare preventivamente per poi attingerne un solo elemento all'avvio di ciascun round. Coreograficamente parlando, invece, non possiamo non accennare al ritorno in pompa magna delle tanto apprezzate Megaevoluzioni, anch'esse basate sul riempimento di una barra dedicata e condizione decisiva per la messa in atto delle Super, mosse particolarmente potenti e dall'altissimo tasso di spettacolarità. Curiosità in più, alcune Super paiono emulare certe mosse storiche dei personaggi di Tekken: quella di Pikachu, per esempio, è l'equivalente "poké" dell'uppercut di Jin Kazama, il che ci ha sinceramente divertito. Parlando poi di modalità di gioco, la versione di Pokkén Tournament per la casalinga Nintendo non sembra lesinare in fatto di contenuti. Al di là del singleplayer, in cui sarà possibile livellare i propri beniamini in virtù di quattro specifici parametri, chi gioca in solitaria potrà mettersi alla prova nella Ferrum League, modalità ch'echeggia gli acclamati capitoli GdR della serie, in cui l'imperativo è sfidare allenatori e campioni nel corso di quattro Leghe sbloccabili in modo progressivo. Senza soffermarci sul multiplayer online, che avremo modo di testare a fondo in sede di recensione, vale invece la pena di spendere qualche parola sulla possibilità di competere localmente in due soluzioni per la verità piuttosto peculiari.

Ci si potrà infatti battere con un amico esclusivamente adoperando lo schermo del Wii U GamePad come fosse usecondo monitor, decisione presa dagli sviluppatori per ovviare alla confusione che la camera virtuale, sempre di spalle a un solo giocatore, potrebbe creare in Field Phase. Ancora, e a voler ricreare palesemente le sensazioni di una partita dinanzi a un cabinato arcade, la LAN Mode darà infine modo di collegare due televisori tramite cavo di rete per prendere a botte il proprio vicino in un modo ancor più autentico e viscerale. Una modalità di fruizione tanto ambiziosa quanto, realisticamente, difficile da mettere in pratica in ambiente domestico.

Pokken Tournament Non di solo fanservice pare vivere Pokkén Tournament, che al contrario mette in scena, oltre a un colpo d’occhio invidiabile, una serie di spunti interessanti nei termini di un gameplay che, pad alla mano, sembra in effetti un po’ più sfaccettato di quanto era dato credere. Nondimeno, il titolo Bandai Namco punterà all’accessibilità e alla generale chiarezza dei propri contenuti, com’è inevitabile per un prodotto esplicitamente volto a non scontentare appassionati più o meno giovani di un franchise che ha storicamente avuto poco a che fare con il genere qui proposto. In attesa di sviscerare tutte le modalità che il picchiaduro prevede per la sua nuova versione Wii U -oltre a mettere le mani sull’esclusiva carta amiibo di Shadow Mewtwo- il consiglio è, ovviamente, quello di tenere d’occhio le nostre pagine. Il 18 marzo, d’altronde, non è poi così lontano.

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