Anteprima PoP: Le Sabbie Dimenticate

Torna il principe di Persia in un'avventura vecchio stile

anteprima PoP: Le Sabbie Dimenticate
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    Disponibile per:
  • DS
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • Pc
  • Psp

Ne ha fatta di strada il Principe di Persia, sempre attento a dove mettere i piedi, ovviamente, perché tra baratri e trappole ha saltato di generazione in generazione reinventandosi, più trasformista di Arturo Brachetti. E così, dopo l’ultima controversa performance in cell-shading Ubisoft ripesca dal passato la saga delle sabbie del tempo, ammiccando con sospetta puntualità al successo annunciato del film Disney di prossima uscita. E basta osservare l’evidente somiglianza di costume per associare il principe cinematografico al protagonista della nuovo puntata su console..

Vecchio o nuovo?

Nonostante le furbizie di marketing (il gioco uscirà praticamente in contemporanea col film di Bruckheimer) Pop The Forgotten Sands non è un tie in, bensì un tassello che si inserisce nella storica trilogia che ha segnato su Ps2 la rinascita del brand, e si piazza esattamente tra i primi due episodi della serie: nelle intenzioni vuole dare uno sguardo fugace sugli eventi che hanno portato l’allegro e spaccone principe ad abbracciare la maturità sofferta e violenta di “Warrior within”, costruendogli attorno una nuova avventura. La trama prende piede quando, nel suo girovagare, il nostro eroe giunge al palazzo del fratello Malik, impegnato a difendersi da un assedio di proporzioni epiche. Fedele al detto per cui se qualcosa che va male può andare peggio sicuramente lo farà, quest’ultimo sguinzaglierà come mossa della disperazione un’antica armata di sabbia, che ovviamente si scoprirà maledetta e diabolica. Fortuna vuole che per combatterla il principe abbia dalla sua due potenti alleati: oltre alla possibilità di giocare col tempo, come epopea vuole, sarà infatti introdotta una nuova figura femminile, un genio di nome Razia. La fanciulla a differenza di Elika pare non accompagnerà fisicamente il protagonista, ben radicata nel suo mondo altereo -un posto comunque familiare ai fan della saga-, ma concederà al giocatore poteri e abilità necessari per proseguire, e soprattutto per variare in modo originale il gameplay classico del genere. Come da tradizione Pop offre azione e platform in quantità, con meccaniche però ripensate per dare nuova linfa alla serie: Ubisoft ha operato infatti sui due fronti più contestati dell’ultimo Pop, aumentando in maniera esponenziale il numero dei nemici e cercando di approfondire la fase esplorativa. Partendo da quest’ultima non si può non citare la ritrovata capacità di cadere e “morire” a seguito di errori di movimento. Oltre all’ovvio rewind delle sabbie, sembra infatti che gli sviluppatori abbiano optato per un ritorno al sistema di checkpoint, visto nella trilogia classica. Ma a raffinare e stravolgere i momenti platform contribuisce soprattutto la possibilità di controllare magicamente le forze della natura, per assoggettarle al nostro passaggio: solidificare l’acqua per aggrapparsi agli zampilli delle fontane o sfruttare una cascata come muro dovrebbero essere solo alcuni degli esempi disponibili nel gioco completo, perché lungo l’avventura Razia regalerà al nostro principe il potere anche su fuoco, aria e terra. Trovare la strada non sarà quindi solo una questione di acrobazie, ma anche di moderata strategia nell’analizzare conformazione degli ostacoli e possibilità magiche a disposizione. Questo dominio sugli elementi godrà inoltre di un sistema di potenziamento, che permetterà non solo di aumentare il minutaggio di utilizzo ma anche di migliorare le tecniche di combattimento derivate. Così, se in un primo momento potremo godere di un semplice scudo di vento, utile a bloccare l’avanzata dei nemici in caso di accerchiamento, questo potrà poi essere sviluppato in un potente tornado, che schianterà lontano i malcapitati avversari. Parlando di scontri, pare che Ubisoft abbia recepito le critiche su rarità e brevità delle fasi action, forse anche eccessivamente: fronteggiare la decina di nemici che ci accoglierà inizialmente sarà solo un blando assaggio di ciò che ci aspetterà nel corso del gioco, perché ben presto a volerci fare la pelle si affaccenderanno simultaneamente 20/30 creature di sabbia, fino ad arrivare a 50 e passa corpi da smembrare per aver salva la vita. A raffinare un’azione che si prospetta adrenalinica e assatanata contribuisce l’assenza della parata, che impedisce alla base un approccio d’attesa, in favore di ritmi rapidi e movimentati. Ogni combattimento regala inoltre punti esperienza, utilizzabili con Razia per acquisire pattern d’attacco e migliorie a spada (una sola per tutta l’avventura) e poteri magici.

A prima vista

L’ultimo nato in casa Pop offriva forse il miglior esempio possibile dell’atmosfera sognante e magica della Persia, complice un cell-shading di qualità memorabile e scelte di design sospese e incantate. Con “The Forgotten Sands” si ha invece un ritorno alle origini, con ambientazioni che al momento appaiono un po’ stantie, e che si limitano a rieccheggiare i fasti del primo Sands of Time senza offrire quel senso di meraviglia che dovrebbe essere implicito in ogni titolo della serie. Le prime immagini destano inoltre qualche perplessità per una pulizia non troppo curata, anche se il gioco si può fregiare del motore grafico Anvil, che ha regalato prove della sua bontà con Assassin’s Creed 1 e 2. Tutta da scoprire infine è la gestione elementale dei poteri del principe: quando in Warriors Within emerse la possibilità di giocare col passato del palazzo, spostando il principe nel tempo, molti speravano in un potere largamente fruibile e con buona libertà, mentre nei fatti si è dimostrata una feature guidata dalla trama e limitata a stanze apposite. L’idea appare comunque in grado di regalare freschezza alle fasi platform, che nella versione precedente apparivano certamente poetiche, ma non troppo sfidanti.

Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate La nuova veste del Principe è un ritorno alla tradizione, ad una trilogia che credevamo ormai chiusa nel cassetto dei ricordi belli. L’operazione che puzza di marketing (gioco e film usciranno insieme), e lo stile un po’ abusato fomentano qualche dubbio sulla qualità del titolo, ma ad onor del vero il progetto manifesta iniziative lodevoli che non possono essere ignorate: gameplay e nuove aggiunte vanno infatti a rispondere alle critiche riscontrate nell’ultimo episodio, mostrando come almeno a livello teorico il feedback dei giocatori sia stato recepito in maniera puntuale. Quale sia la reale dimensione di questo Pop The Forgotten Sands è ancora presto per dirlo, l’appuntamento quindi è ai prossimi hands on..

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