Anteprima del nuovo Prey

I creatori di Dishonored rivoluzionano Prey. Un'avventura sci-fi in prima persona, che ha più di una somiglianza con il grande Bioshock.

Prey

Videoanteprima
Prey
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Quando presentarono Prey 2, tanti anni fa durante un evento a Salt Lake City, il gioco non sembrava neppure troppo male. Lontanissimo dal concept dell'originale (ancora oggi una di quelle perle perdute che vale la pena recuperare per il loro valore storico), il titolo sviluppato da Human Head aveva dalla sua qualche buona idea, ed un'ambientazione sci-fi discretamente affascinante.
Che cosa sia andato storto nel processo produttivo non ci è dato saperlo, ma il Prey 2 che avevamo visto nel 2011 non esiste più. Al suo posto c'è invece un Prey tutto nuovo, una prodotto che del brand conserva solamente il nome, affidato alle sapienti mani di Arkane Studios (che se lo è guadagnato grazie al lavoro svolto con Dishonored).
Dopo l'annuncio avvenuto all'E3 -con un teaser che è bastato a stuzzicare la curiosità dei giocatori- il gioco si è mostrato al Quakecon di Dallas e poi ai Game Awards, confermando le ottime impressioni avute durante la kermesse losangelina. Prey è un progetto a suo modo sorprendente: sembra il punto d'incontro tra le avventure di Corvo Attano e la struttura ludica di Bioshock; un'avventura in prima persona che riesce già a distinguersi per stile, inventiva e libertà concessa al giocatore.
Curiosi? Seguiteci su Talos 1.

Distopie Mentali

L'anno è il 2032. Il protagonista del gioco, Morgan Yu, si trova all'interno di un'immensa stazione spaziale che orbita attorno alla Luna, impegnato in un esperimento pensato per "ridefinire il concetto stesso di coscienza", e alterare per sempre i lineamenti della specie umana. Quale sia esattamente il campo di ricerca in cui Morgan è impegnato rimane per il momento un mistero, ma sappiamo che in qualche modo le cose non sono andate per il verso giusto. Il complesso orbitale Talos 1 viene infatti attaccato da un'aggressiva specie aliena, che minaccia la sopravvivenza del protagonista e la salvaguardia dei dati sperimentali.
Quello che colpisce fin da subito, di Prey, è la sua capacitò di creare un immaginario fantascientifico interessante e ricco di fascino. La science fiction tratteggiata da Arkane riesce ad essere originale e non derivativa: le architetture moderne di Talos 1, gli spazi ampi e non claustrofobici della stazione, ci raccontano indirettamente di un'età dell'oro della ricerca scientifica e spaziale, portata avanti seguendo i valori di un positivismo che sembra inattaccabile. Talos 1 sembra quasi una sorta di utopia interplanetaria, in cui si annida un potere oscuro. Gli alieni che hanno assaltato la struttura sono infidi e pericolosi. Sono creature proteiformi, tentacolari, che sembrano composte dal buio ancestrale che si cela nelle profondità del cosmo. Esseri che si nutrono di luce, con gli arti fibrosi che assomigliano a terminazioni neurali. E se fossero il parto di una mente disturbata? I mimic si trasformano in oggetti di uso comune, prendono il posto dei soprammobili della stazione per saltare fuori improvvisamente. I ghost appaiono e scompaiono a intermittenza, come se fossero ricacciati nei meandri della mente da un barlume di lucidità che si manifesta a sprazzi.
Quale che sia la verità dietro l'attacco alieno, e dietro agli evidenti disturbi di un protagonista instabile, Prey è già riuscito a creare un contesto più che intrigante, in cui non vediamo l'ora di immergerci.

Reduce, Reuse, Recycle

Non pensate a Prey come ad un First Person Shooter classico. Il gioco si avvicina molto di più a quelle avventure in prima persona fortemente innestate con una progressione ruolistica, alla ricerca di una varietà di approcci che lasci all'utente le sue libertà. Pensate insomma a Bioshock, Deus Ex, e - considerato il team di sviluppo - ovviamente anche a Dishonored.
Gli scontri, in Prey, non mancheranno, e sembrano persino movimentati ed intensi: gli alieni sono aggressivi, rapidi, le armi a disposizione del protagonista altrettanto feroci e brutali. L'impianto da sparatutto sembra essere insomma di gran qualità, ma non è di certo l'elemento prioritario della produzione. Per avere un'idea di quanto poco standardizzato sia il gameplay, basta dare un'occhiata alla GLOO Gun, una pistola capace di sparare un polimero plastico, che può avere diverse funzioni. La possiamo sfruttare come un'arma regolare, vomitando sugli avversari un impasto gommoso in grado di solidificarsi e intrappolarli; ma possiamo anche utilizzarla per "disegnare", lungo una parete, delle piattaforme su cui potremo poi camminare, per raggiungere specifiche aree della stazione spaziale.
Oggetti, armi e abilità, insomma, non avranno una funzione predefinita, e potranno essere utilizzate in maniera creativa, alla ricerca delle soluzioni più ardite.

Le abilità che Morgan potrà apprendere sono fuori dal comune come la sua dotazione "bellica". Alcune di esse sono di matrice aliena, altre riguardano invece gli avanzamenti tecnologici studiati su Talos 1. Avremo a disposizione, ad esempio, un'onda d'urto che ci permetterà di respingere gli alieni, e potremo anche potenziare la muscolatura del protagonista in modo che - proprio come accadeva in Deus Ex: Human Revolution - possa sollevare oggetti pensanti da scagliare contro gli avversari o da utilizzare per superare ostacoli altrimenti insormontabili. Potremo addirittura "rubare" le capacità di mimesi dei nostri predatori, e trasformarci in qualsiasi oggetto presente nella struttura: una scatola, una sedia, persino una piccola tazza che potremo poi far rotolare all'interno di un'apertura troppo piccola per un corpo umano. Nel corso della dimostrazione il team di sviluppo ha combinato queste abilità, utilizzandole per restare sottotraccia (l'approccio stealth è fortemente incentivato) oppure per superare indenni scontri decisamente rabbiosi. Proprio nelle sequenze più movimentate è sembrato di trovarsi di fronte ad un titolo vicinissimo alla saga di Bioshock (con le abilità aliene a sostituire Tonici e Plasmidi), mentre le sezioni stealth sono apparse in linea con quanto visto in Dishonored. Ovviamente, non potevamo sperare in un mix più efficace di questo.

Vale la pena segnalare, inoltre, il sistema con cui Morgan riesce a potenziare le sue skill, ovvero iniettandosi un composto particolare direttamente nell'occhio, in modo che - attraverso il nervo ottico - possa raggiungere direttamente il cervello: un indizio in più sull'importanza che potrebbero avere, a livello narrativo, le compulsioni neurali del protagonista.
In Prey, infine, troveremo anche un interessante sistema di crafting. Utilizzando un oggetto particolare potremo infatti compattare tutti gli elementi dello scenario, "riducendoli" ai loro elementi costituivi principali. Raccogliendo in questa maniera metalli e altri materiali, potremo poi costruire diversi oggetti presso apposite stazioni di assemblaggio. Nel corso della demo, ad esempio, abbiamo visto Morgan costruire una sorta di propulsore, indispensabile per superare alcune fasi a gravità zero, giocate all'esterno della stazione spaziale. Talos 1, ci ricorda il team di sviluppo, sarà del resto liberamente esplorabile fin dall'inizio, all'interno e all'esterno, per una progressione non lineare che lascerà all'utente ampi margini di manovra anche riguardo al percorso da seguire.

Prey Che il nuovo Prey fosse un progetto interessante lo avevamo capito guardando il trailer con cui il nuovo progetto di Arkane Studios aveva esordito all'E3 di Los Angeles. L'idea che ci eravamo fatti era quella di un Dishonored ambientato nello spazio, ma qui sembra esserci molto di più. Le similitudini con Bioshock si sprecano, gli scontri a fuoco sembrano intensi e sostenuti, e la gamma di gadget e abilità a disposizione del protagonista potrebbe aumentare in maniera esponenziale la libertà di approcci che il team di sviluppo vuole far diventare il proprio marchio di fabbrica. Il tutto è inserito in una cornice sci-fi dai tratti moderni e magnetici. Prey, insomma, è un progetto da seguire con attenzione, che potrebbe rappresentare l'ennesimo centro di una Bethesda in stato di grazia.

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