Anteprima Prey for the Gods

Il team esordiente No Matter Studios insegue le orme di Shadow of the Colossus, ma aggiunge qualche elemento alla formula di Ueda.

anteprima Prey for the Gods
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Giuseppe Arace Giuseppe Arace ha iniziato a venerare i videogiochi e il cinema quando, a soli 4 anni, è rimasto folgorato dalla schermata d’avvio del Sega Mega Drive e dai titoli di testa di Toy Story. Nato con un pad tra le braccia, vorrebbe morire con un Oscar. Non ama molto i social network e bazzica raramente solo su Google Plus.

Prey for the Gods è un gioco spropositatamente ambizioso. Già la schietta e impavida volontà di confrontarsi con un titolo leggendario come Shadow of the Colossus è di per sé sintomo di grande coraggio, ma se a questo si aggiunge, inoltre, che l'opera prima del giovanissimo team No Matter Studios, composto da sole tre persone, prova a mescolare diverse tipologie di gameplay (dall'action al survival, dall'adventure al GDR) è chiaro che ci troviamo dinanzi ad un prodotto stracolmo di propositi e di voglia di mettersi in mostra. L'esuberanza e la tendenza a strafare di questo microscopico studio indipendente ci sono parse evidenti anche quando, per festeggiare la fruttuosa riuscita della campagna Kickstarter, gli sviluppatori hanno annunciato un live streaming di ben 12 ore: l'occasione ci è stata utile per dare un'occhiata a qualche nuova sequenza di gioco e per conoscere ulteriori informazioni su questo atipico, intrepido progetto.

SHADOW OF THE GODS

La demo di Prey for the Gods ci introduce subito nel bel mezzo dell'azione, senza alcun preambolo. Avvolti dal bianco perenne di una spessa coltre di neve, possiamo immediatamente notare un piccolo accampamento, in cui ripararci dal freddo pungente. Una delle prime caratteristiche di questo promettente action-adventure è proprio la necessità di proteggersi dalle intemperie e sopravvivere in un clima rigido e mortale. La protagonista, infatti, è visibilmente limitata nelle sue movenze sia dal gelo sia dal manto innevato nel quale cammina; più tempo passa all'addiaccio, maggiori saranno i danni provocati dal freddo: lo schermo inizierà per questo ben presto ad incrostarsi, offuscando la visibilità della scena. In aggiunta, anche il nostro avatar subirà le fastidiose conseguenze del clima nordico, che interessano il consumo della stamina e la capacità di mirare con l'arco, senza riuscire a mantenere una presa solida e stabile. Le meccaniche survival, in Prey for the Gods, sono dunque centrali e, a quanto sembra da questa versione pre-alpha, anche piuttosto invasive. Le basse temperature incalzano con costanza, e dovremo allora guardarci frequentemente intorno alla ricerca di rifugi o legna da ardere. L'esplorazione gioca un ruolo di estrema importanza: al recupero di arbusti secchi si accompagna anche il bisogno di procacciarsi cibo per ripristinare la salute, andando a caccia di corvi o di conigli, così da far man bassa di consumabili. Il sistema che gestisce la sopravvivenza è appena abbozzato, ma già s'intuisce la strada che gli sviluppatori hanno intenzione di intraprendere, indirizzata chiaramente verso uno spietato realismo. Il modo migliore per nascondersi è all'interno delle grotte: qui accendere un falò ci permetterà di riscaldarci, mangiare e riposare senza incappare in pericoli di sorta. Ravvivare un fuoco all'esterno, invece, si rivelerà piuttosto problematico, sia perché saremo alla mercé degli attacchi dei nemici, sia perché il meteo variabile potrebbe d'improvviso dar vita ad una folata di vento o ad una bufera che spegnerebbe di colpo la fiamma appena aizzata, facendoci sprecare legna preziosa. Quest'ultima servirà non solo per generare calore, ma anche per costruire le frecce che riempiranno la nostra faretra. La ragazza è una combattente agile e scattante, nonché una tiratrice provetta: nel caso in cui dovesse mancare qualche colpo, tuttavia, i dardi potranno essere recuperati dal suolo o dal corpo delle vittime, in modo tale da non ritrovarsi mai a corto di munizioni. Non mancano anche deboli attacchi corpo a corpo, che infliggono danni limitati e solo a distanza molto ravvicinata. Contro la fauna che popola questo ambiente dal profumo norreno, in ogni caso, gettarsi nella mischia a testa bassa causerà non pochi disagi: il titolo è infatti dotato di un notevole livello di difficoltà, e durante il lungo streaming su Twitch persino gli sviluppatori, che conoscono il gioco a menadito, mostravano qualche difficoltà ad avanzare indenni. Benché Prey for the Gods non sia affatto un GDR, sembra che il team abbia comunque intenzione di inserire fattori che regolino la crescita e lo sviluppo delle abilità della protagonista, per sbloccare nuove armi e indumenti che la rendano più forte e resistente. Si è vociferato inoltre anche di misteriosi gruppi di gilde, su cui i developers sono stati piuttosto criptici, e che prevedono la possibilità di stipulare una sorta di patto con delle creature (un po' come avviene in Dark Souls), per usufruire di determinati vantaggi a seconda della fazione scelta. Ovviamente non è per nulla chiaro come questo elemento verrà inserito nella progressione, ma siamo comunque curiosi di verificarne gli effetti sul gameplay e sulla storyline.

A proposito di narrazione, l'idea è quella di creare un mondo pulsante e mortifero, dotato di un background che dovremo scoprire man mano durante l'avventura: ci verrà concesso, a quanto pare, persino di compiere alcune scelte in diversi punti dell'avanzamento, sebbene le fila della vicenda si manterranno per lo più univoche e lineari. Sin da queste prime, acerbe fasi di sviluppo, è facile notare come gli sviluppatori abbiano lavorato per dare al mondo di gioco una propria personalità, in grado di costruire una racconto ambientale anche attraverso i pittogrammi sulle pareti delle grotte: nonostante il colpo d'occhio risulti di primo acchito piuttosto anonimo, complice un nevicare perenne che copre la vista all'orizzonte, piccoli dettagli celati negli anfratti cavernosi lasciano comunque intendere che il contesto scenico possiede una giusta dose di mistero in grado di stimolare il desiderio d'esplorazione. Per facilitare il girovagare negli ambienti ci viene offerto in dote un comodo rampino à la Batman, con cui raggiungere le postazioni sopraelevate. Le aree si sviluppano quindi soprattutto in verticale, perfettamente scalabili anche a mani nude grazie alle agili doti da arrampicatrice della protagonista. Una posizione che permette di osservare il campo di battaglia a volo d'uccello garantisce altrsì notevoli vantaggi durante gli scontri: nella demo mostrata, gli avversari da affrontare consistevano in evanescenti spettri maligni, simili ai wraith di The Witcher, veloci e aggressivi, tuttavia facilmente abbattibili dalle nostre frecce con un singolo colpo ben assestato. Non sappiamo per quale motivo delle creature vuote e demoniache possano essere sconfitte con dei semplici dardi di legno: confidiamo pertanto che nei successivi aggiornamenti vengano aggiunte nuove armi per fronteggiare specifiche tipologie di nemici, fornendo anche al combat system quel pizzico di realismo in più che contraddistingue già da ora le meccaniche survival. Quanto detto fino a questo punto, dall'esplorazione, alle dinamiche di lotta fino al bisogno di sopravvivere, converge nell'aspetto più importante della produzione: gli scontri con i boss. Nelle battaglie contro queste mastodontiche creature, tutti i suddetti fattori dovranno essere tenuti in seria considerazione: occorrerà prestare attenzione all'ipotermia che limita i movimenti, al consumo di cibo per recuperare energia, al fuoco per distrarre o attirare il nemico e al numero di frecce a nostra disposizione. Nella versione completa saranno previsti cinque "dei" da sconfiggere, e per ora gli sviluppatori hanno preferito mostrarci soltanto un gargantuesco golem delle nevi, lento ma pericolosissimo, che rade al suolo qualsiasi ostacolo sul suo cammino. Stando a quanto confermato dal team, esistono più modi per riuscire ad abbattere queste bellissime divinità, ma per il momento abbiamo assistito ad una sola strategia d'attacco, legata al già citato metodo di arrampicata.

Tramite il rampino, in buona sostanza, la protagonista ha afferrato una zona sensibile del braccio del mostro, sul quale è poi riuscita ad aggrapparsi, dando inizio ad una sorta di QTE con cui mantenere salda la presa, fino a raggiungere il punto debole del boss e colpirlo a morte. È una tecnica che ci ha subito riportato alla mente gli scontri in Shadow of the Colossus, talmente simile da tramutare l'ispirazione in plagio. Nella speranza che ci siano davvero sostanziali differenze e possibilità alternative per venir a capo delle battaglie, spendiamo le ultime parole per discutere del comparto tecnico: Prey for the Gods propone scorci indubbiamente suggestivi, ma ancora un po' troppo spogli e monocordi. Di tempo per aumentare il numero di poligoni ed il livello di dettaglio ve ne è in abbondanza, eppure No Matter Studios dovrebbe, secondo il nostro parere, concentrarsi in special modo sul design delle zone esplorabili, ora come ora palesemente derivate dalle opere di Ueda. Di grande impatto invece l'effetto climatico di vento e neve, che sconquassa con credibilità le chiome degli alberi e le vesti della bella cacciatrice. Ultima nota di merito per il senso di epicità che il taglio della regia virtuale riesce a donare ad alcune sequenze, nelle quali peculiari inquadrature un po' sghembe, con una chiara e voluta scelta stilistica, donano al quadro d'insieme una sensazione di grandezza, di vacuità e al contempo di profonda instabilità e di enorme pericolo.

Prey for the Gods Ibrido dalle forme non ancora ben definite, Prey for the Gods è un progetto derivativo ma indubbiamente fascinoso. L'opera d'esordio di No Matter Studios non fa mistero di essersi ispirata per le sue atmosfere ad un assoluto capolavoro come Shadow of the Colossus, ma aggiunge al gameplay alcuni elementi che provano ad arricchire la nota formula di "caccia ai titani": all'esplorazione si affianca così la necessità di procacciare cibo per sopravvivere e di recuperare legna sia per riscaldarsi sia per fabbricare nuove frecce, attraverso un blando sistema di crafting. La componente survival è quindi assolutamente preminente, ed influenza di conseguenza il combat system ed i movimenti della protagonista. Anche dal punto di vista artistico, il titolo ha bisogno di scrollarsi di dosso il pesante retaggio delle magistrali creazioni di Ueda, ma sul fronte visivo possiede senza dubbio tutte le carte in regola per offrire ai giocatori un mondo vibrante e cupo, avvolto dalla potenza scenica della mitologia norrena, accuratamente rivisitata e rielaborata per l'occasione. Al momento, Prey for the Gods è in uno stato poco più che embrionale, e la release è prevista per un generico e lontanissimo "fine 2017" su Pc, Xbox One e PS4: rimaniamo allora nell'attesa di poter mettere le mani su una versione giocabile, per capire meglio ciò si prova ad essere preda degli dei.

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