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Proviamo il nuovo gioco degli autori di Castle Crashers!

Anteprima Prison Architect

Dirigereste una prigione di massima sicurezza?

anteprima Prison Architect
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Come molte anche quella di Introversion Software è una storia di pochi amici appassionati di programmazioni e videogiochi, che si ritrovano e, tra un'idea e un sogno, iniziano la loro carriera nel mondo dei videogames indipendenti, oggi vero e proprio status symbol. La compagnia, fondata nel 2001, ha all'attivo diverse produzioni di valore come Darwinia, Uplink e DEFCON, ed è stata recentemente al centro dell'attenzione per le vicende legate a Subversion, promettente titolo momentaneamente rimandato.
La decisione riguardo a Subversion è stata presa in seguito ad un viaggio ad Alcatraz, in conclusione del quale il team ha avuto la brillante idea di un simulatore di prigione di massima sicurezza, che, testato nelle sue forme embrionali, è sembrato ai giovani programmatori molto più promettente e soddisfacente rispetto al predetto Subversion.
Prison Architect, questo il titolo dell'opera, si appresta a conquistare le menti dei più ferventi Indie-lover, presentandosi come una rilettura di Theme Hospital in chiave detentiva che potrebbe stuzzicare l'attenzione di molti.
Il titolo è in arrivo per PC e Mac nel corso del 2012.

Alcatraz a portata di mouse

Come si è detto lo scopo di Prison Architect è piuttosto semplice. Si tratterà di costruire e gestire una prigione di massima sicurezza, assicurandosi che, al suo interno, tutto vada secondo le regole. Qualche indiscrezione (riguardo ai primi istanti di gioco, ad esempio) ci fa però pensare che, sotto sotto, ci sarà ben più che il freddo costruire e gestire in Prison Architect, che sembra portare con se, attraverso i suoi protagonisti, qualche implicazione morale. Sulle prime, infatti, ci verrà ordinato di collegare una sedia elettrica al quadro che vi fornisce l'energia; richiesta alla quale il nostro capo aggiungerà: "Qui noi non siamo chiamati a decidere se questa sia la sorte giusta o meno per quest'uomo. Noi siamo chiamati a fare il nostro lavoro". Atmosfere cupe potrebbero dunque condire quella che si prospetta a tutti gli effetti come una riedizione carceraria dei vari "Theme" Bullfrog, partendo dall'ideale visuale dall'altro (sicuramente zoomabile) che consentirà di ottenere una completa panoramica sull'intera struttura.
Una struttura che starà a noi, probabilmente disponendo di fondi limitati e introiti derivanti da meccaniche particolari (e ancora oscure), costruire ed ampliare, dotandola di celle -in primis- ma anche di spazi ricreativi per i detenuti, mense, doccie, biblioteche, alloggi ed uffici per il personale e chi più ne ha più ne metta. Mantenere impegnati gli ospiti potrebbe infatti fare la differenza tra una condotta tranquilla del complesso ed una continua serie di problematiche, dato che, secondo quanto trapelato, i detenuti faranno di tutto per creare grattacapi. Una gestione sguaiata porterà a non avere mai la situazione sotto controllo, dando la possibilità ai prigionieri di procurarsi armi e addirittura veleni per nuocere ai loro simili e alle preziosissime guardie carcerarie.
Purtroppo i dettagli sulla produzione sono, al momento, pochissimi ed estremamente vaghi. Possiamo dunque solo supporre quali saranno le meccaniche ad impreziosire il gameplay di tipo -questo è chiaro- gestionale. In particolare possiamo ipotizzare che, simulando una situazione carceraria realistica, dovremmo fare in modo che detenuti e personale seguano rigorose procedure e che, ad entrambe le parti, non manchino le attenzioni. Se le meccaniche ricorderanno anche da vicino Sim City (tanto per fare un'ipotesi), ci troveremo a dover fare i conti con il metro di soddisfazione di prigionieri e probabilmente anche sottoposti, in un continuo stato di tensione che ci obbligherà a rimanere sempre concentrati ed in controllo delle risorse. Punizioni, premi e quant'altro potrebbero essere solo alcune delle molte variabili che vengono in mente pensado al funzionamento (National Geographic docet) di uno tra i numerosi carceri statunitensi presi qui d'esempio.
Le speculazioni possibili sono veramente infinite, ed elevato è il grado d'attesa per quella che si prepara a diventare l'ennesima perla in un mondo in costante espansione.

Prison Architect Con poche informazioni in nostro possesso possiamo solo fantasticare su quella che sarà l’effettiva offerta ludica del promettente Prison Architect. Di certo c’è solo -almeno al momento- l’interesse che una produzione gestionale di questo tipo innesta senza ombra di dubbio nel profondo di ogni videogiocatore. Se ogni tassello sarà al posto giusto, e le meccaniche -per ora solo velate- di gestione del malcontento dei detenuti e della fermezza dei secondini ben implementate, potremo avere per le mani l’ennesimo Indie game da non perdere.